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  • 5 days ago
“L'incertezza non si può eliminare del tutto per una patologia di questo genere, ma si può ridurre. E lo si può fare dando alla paziente piena consapevolezza del percorso che sta facendo, ad esempio rispetto ai farmaci che assume, agli effetti positivi e anche agli inciampi che si possono trovare lungo il percorso di cura”. Sono le parole di Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia, in occasione della realizzazione della campagna 'In seno al futuro' di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, svoltasi a Milano e dedicata al tumore al seno metastatico.

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Transcript
00:04La ricerca oggi è importantissima, specialmente per le donne a cui viene diagnosticato un tumore
00:10al seno metastatico, direi per almeno due o tre motivi. Il primo è perché c'è la possibilità in
00:18alcuni casi di partecipare ai trial clinici e quindi questo è un momento importante dove
00:23la paziente può proprio prendere contatto diretto anche col futuro potenziale percorso di cura.
00:31Il secondo è che al momento in cui poi la ricerca ha finito il suo termine e arriva come possibile
00:41prescrizione da parte dei clinici, lì poi c'è una migliore aderenza alle cure perché ovviamente
00:48si è già fatto un pezzo di esperienza. La terza direi è un fattore di tipo psicologico perché in realtà
00:56quando sai che hai a disposizione un farmaco con una patologia così importante ti senti più rassicurata
01:05quindi in termini anche di tempi della vita credetemi che fa veramente la differenza.
01:11L'incertezza non si può togliere per una patologia di questo genere, quello che si può fare è
01:18ridurla avendo la paziente una bella consapevolezza del percorso che sta facendo. Quindi se io so
01:26se il clinico mi racconta bene che tipo di farmaco sto prendendo, che effetti positivi, che benefici mi
01:35porta, quali sono anche gli inciampi che posso trovare lungo il mio percorso di cura, beh a quel punto
01:42sono veramente consapevole e so bene anche gestire la strada che devo fare. Se so che lì c'è una
01:50curva
01:51rallento, se c'è un dosso altrettanto ecco quindi è proprio un percorso che non dico che guido io perché
01:59non lo guido da sola ma che lo guido insieme ai miei clinici, insieme alle strutture e quindi è molto
02:05importante. Le informazioni per essere consapevole devono essere chiare, devono essere
02:13certificate, devono essere accessibili. Molto spesso siamo come pazienti un po' vittime dei tempi che i
02:22clinici hanno, cioè sempre più ridotti, sempre più diciamo attenti a quelli che devono fare il momento
02:28della, anche un po' di burocrazia, no? Dal nome, cognome, lo Stato e il percorso e gli effetti e quant
02:35'altro.
02:36Quindi lì noi chiediamo tutte le volte come associazione dei pazienti, chiediamo alle società
02:43scientifiche e ai clinici in particolare di pensare ad una qualità della vita più che un tempo di quantità,
02:55ha un tempo di qualità perché basta anche un minuto ma se quel minuto lo dedichi guardando nel
03:03volto, negli occhi la persona che hai davanti, se hai sentito bene qual è il suo percorso di vita,
03:12il suo stadio di vita in quel momento, beh basta anche un minuto, basta guardare le persone negli occhi,
03:18basta poter magari allungare una mano per una carezza come diceva il professor Veronesi e lì il gioco è
03:25fatto.
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