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  • 1 giorno fa
Il filosofo italiano Luciano Floridi che ha fondato e dirige il laboratorio di Etica digitale dell’università di Yale consiglia spesso di guardare all’intelligenza artificiale in modo molto controcorrente rispetto al senso comune. E cioè, come l’esatto contrario: la capacità di fare delle cose in modo molto operativo ma senza che ci sia alcun pensiero, senza che ci sia la comprensione di quello che si fa, e quindi senza intelligenza. Ma ormai è andata così. Il problema è semmai dal punto di vista etico quali confini mettere all’intelligenza artificiale. E ci si sta provando in tutto il mondo. In Europa con regole un tempo avversate da tutti, oggi copiate anche in versione più rigida e severa da Stati Uniti e Cina. Ma al di là delle regole, dobbiamo prepararci a quelli che vengono chiamati agenti o a quella intelligenza artificiale agentica, che esegue per conto nostro incarichi e azioni. In quel nostro incarico c’è tutto. Dobbiamo essere molto attenti. Che significa avere una capacità critica nell'approccio a queste nuove tecnologie. E non è questione di università e forse nemmeno di scuola superiore. Tutte le classifiche internazionali riconoscono alla nostra attività formativa superiore una qualità innegabile. Semmai c’è un problema con le scuole primarie, quelle che erano le elementari che presentano di fatto programmi molto simili a quelli della mia generazione. E soprattutto in quel concetto che in Italia fa fatica a farsi strada che è la formazione continua delle persone. Dovremmo lanciare un programma di alfabetizzazione digitale a tappeto. Ma siamo un Paese che alla scuola riserva appena il 7,3% del pil contro una media europea del 9,6%. Secondo voi sarà fatto?

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00:03L'inganno della non intelligenza artificiale. Il filosofo italiano Luciano Floridi, che ha
00:11fondato e dirige il laboratorio di etica digitale dell'Università di Yale in America, consiglia
00:18spesso di guardare all'intelligenza artificiale in modo molto controcorrente rispetto al senso
00:24comune e cioè come l'esatto contrario, la capacità di fare delle cose in modo molto operativo ma senza
00:32che ci sia alcun pensiero, senza che ci sia la comprensione di quello che si fa e quindi senza
00:39intelligenza. Ma ormai è andata così, la chiamiamo intelligenza artificiale. Il problema è semmai dal
00:47punto di vista etico quali confini mettere a questa appunto intelligenza artificiale. Ci si sta
00:56provando in tutto il mondo, in Europa con regole che un tempo erano avversate da tutti ma oggi di
01:02fatto sono copiate anche in versione più rigida e severa da Stati Uniti e Cina. Ma al di là delle
01:10regole dobbiamo prepararci a quelli che vengono chiamati agenti o a quella intelligenza artificiale
01:17agentica che esegue per conto nostro incarichi e azioni. Tanto per capirci esistono già dei
01:25programmi che permettono di fare degli acquisti, come dire, sotto nostro incarico, però insomma
01:33bisogna starci molto attenti. Significa avere una capacità critica nell'approccio a queste nuove
01:40tecnologie e non è questione di università e forse nemmeno di scuola superiore. Tutte le classifiche
01:47internazionali riconoscono alla nostra attività formativa superiore una qualità innegabile.
01:54Semmai c'è un problema con le scuole primarie, quelle che erano le elementari, che presentano
01:59di fatto programmi molto simili a quelli della mia generazione di qualche decennio fa e soprattutto
02:06in quel concetto che in Italia fa fatica a farsi strada, che è la formazione continua delle
02:11persone. Dovremmo lanciare un programma di alfabetizzazione digitale a tappeto, ma siamo
02:18un paese che alla scuola riserva appena il 7,3% del PIL di spesa contro una media europea
02:27del 9,6%. Quindi riusciremo mai a cambiare strada?
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