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  • 5 settimane fa
Tra reazioni, critiche e opposte fazioni, anche in questo 2026 si ha la sensazione che il tema dell'educazione affettiva nelle scuole sarà uno dei temi al centro del dibattito. Come in molti sanno, nel 2025 è stato emanato dal Governo un provvedimento che introduce l’obbligo del consenso scritto dei genitori per le attività di educazione sessuale nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

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Trascrizione
00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Un po' luce sui fatti come tentiamo del resto ogni giorno di fare qui sul canale 14 per Radio Roma News, senza dimenticare ovviamente il nostro territorio.
00:41E tra i temi di maggiore attualità che animano un po' il dibattito, anche in questo 2026 amici di non solo Roma si ha come la sensazione che il tema legato all'educazione sesso affettiva o semplicemente affettiva
00:56nei programmi scolastici continuerà ad essere al centro delle polemiche perché tra reazioni critiche e gruppi opposti, favorevoli e contrari, si continua comunque a parlarne.
01:09Come sapete nel 2025 il governo ha emanato un provvedimento che dà il divieto esplicito non soltanto di svolgere attività di educazione sesso affettiva nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria
01:25ma ha predisposto che nella scuola di secondo grado invece ci sia il consenso informativo da parte dei genitori.
01:33È un tema che abbiamo affrontato a più riprese qui a non solo Roma cercando anche di dare la parola non soltanto a persone che ne sono favorevoli
01:42ma anche a persone che ovviamente ne possono essere contrarie.
01:45Rimane il fatto che salta all'occhio il fatto che siano proprio le nuove generazioni a chiedere l'introduzione di queste materie
01:53all'interno dei programmi curriculari della scuola e non rimangono indietro neppure i genitori
01:58perché c'è un recente dossier che ha evidenziato come un'alta percentuale delle famiglie sia in realtà favorevole
02:06all'introduzione di queste materie scolastiche.
02:09Ecco però c'è altra psicologia che dalle parole è passata ai fatti.
02:14ha promosso una petizione sulla piattaforma change.org
02:19proprio per chiedere l'introduzione di programmi scientifici di queste materie all'interno della scuola
02:25e ha raggiunto un risultato sorprendente praticamente in pochissimi giorni.
02:29Sono state raggiunte le 12.000 firme e sono ovviamente un chiaro segnale di come un po' la popolazione
02:37abbia una opinione in merito a questo tema.
02:41Noi ne parliamo con la segretaria di altra psicologia psicologa, dottoressa Marta Giuliani.
02:47Buongiorno e bentornata Marta.
02:49Buongiorno a tutti e bentrovata a te Lisa, grazie.
02:53Grazie a te per essere in nostra compagnia.
02:55Allora tu hai detto chiaramente che insomma questo risultato è un segnale di richiesta, di ascolto
03:03da parte delle nuove generazioni e dei genitori alle istituzioni, al governo.
03:08Insomma rimane che è un risultato davvero sorprendente.
03:1212.000 firme insomma non sono un numero così da sottovalutare.
03:17Assolutamente no, considerando che le abbiamo raggiunte in meno di tre settimane più o meno
03:23che è online nella petizione, poi nel periodo festivo delle vacanze natalizie,
03:28quindi anche in un momento in cui ovviamente le persone sono maggiormente focalizzate
03:32su temi più legati alla famiglia e festeggiamenti.
03:36In realtà è sorprendente la risposta ma non tanto il contenuto della risposta.
03:41Quello che noi abbiamo voluto fare come associazione era ridare finalmente la parola
03:46a chi in questo dibattito politico è stato completamente escluso,
03:50cioè i giovani, i genitori, gli insegnanti e i professionisti.
03:53Infatti quello che abbiamo visto è che dal punto di vista politico in questi mesi
04:01con l'arrivo alla Camera del DDL Valditara, poche sono state i coinvolgimenti diretti
04:07di quelli che sono poi gli attori principali dell'educazione sessoaffettiva,
04:12cioè noi professionisti sanitari che entriamo nelle scuole,
04:15ma in primis le famiglie, gli insegnanti, l'istituzione scolastica.
04:19Quello che per noi è stato importante è vedere quanto la nostra petizione è stata rilanciata
04:24proprio da numerose piattaforme legate alla scuola,
04:30Orizzonte Scuola piuttosto che altre che sono legate a tematiche specifiche
04:36proprio dell'ambiente scolastico in rappresentanza degli insegnanti.
04:41Questo vuol dire che c'è voglia di dire, c'è voglia di far ascoltare una voce
04:45che spesso e in questo caso sta andando contro un certo tipo di movimento
04:50che viene deciso a livello governativo.
04:54Infatti la petizione nasce un po' per questo, cioè non solo per dare voce
04:58ma anche per fare una richiesta specifica.
05:00Noi come associazione siamo all'interno anche delle istituzioni,
05:05ovviamente come istituzioni ci siamo mossi già con alcune azioni.
05:08Questa era più un'azione dal basso per chiedere al governo
05:13ma principalmente ai ministeri dell'istruzione a un altro ministero
05:17che in questa fase sembra non intervenire ma è centrale
05:22che è il ministero della salute.
05:24Infatti noi sappiamo che il BDL nasce da una proposta
05:27del ministro dell'istruzione e del merito.
05:31In tutto questo dov'è il ministero della salute?
05:33Esatto, perché si tende a dimenticare che in realtà l'educazione sesso-affettiva
05:39rientra nei programmi legati alla salute.
05:42Lo ha detto proprio l'UNESCO, non è che ce lo stiamo inventando.
05:45A proposito di UNESCO, l'ultimo rapporto dice a chiare lettere
05:50che l'Italia è uno degli ultimi paesi membri
05:53che non rende obbligatoria questa materia nelle scuole.
05:58Un passo indietro evidente, in realtà non c'è stato nessun passo avanti,
06:02quindi mi correggo, è l'ennesima dimostrazione che l'Italia rimane indietro
06:06su tematiche che sono davvero attualissime, no?
06:10Assolutamente sì, siamo tra i pochissimi paesi ormai nella comunità europea
06:15non aver adottato alcun tipo di azione di inserimento curriculare
06:20della materia all'interno delle scuole.
06:22Anzi, noi ci stiamo muovendo a quanto pare nel versante opposto,
06:26cioè nell'andare a vietarlo o a regolamentarlo in modo estremamente stringente
06:31piuttosto che a promuoverlo.
06:33Ma è importante ricordare che ci sono anche delle altre azioni,
06:36non è soltanto l'UNESCO come agenzia non governativa.
06:40Il Parlamento europeo, diversi anni fa, ha dato delle indicazioni specifiche
06:44agli Stati membri su questo, indicando l'importanza di questo inserimento.
06:48E mi preme sottolineare che il nostro paese ha ratificato la Convenzione di Istanbul,
06:54Convenzione di Istanbul che è ormai con la ratifica diventata legge nel nostro paese
06:59e che prevede, tra i suoi articoli, proprio l'inserimento dell'educazione sessoaffettiva
07:04in ogni grado scolastico per la prevenzione della violenza di genere.
07:08Quindi il rischio è quello di vedere un po' delle azioni che sembrano contraddittorie tra di loro,
07:14cioè quando parliamo di alcune tematiche che sono molto calde, molto importanti per il nostro paese,
07:20come ad esempio quello della violenza di genere,
07:23c'è un accordo bipartisan per tutte quelle che sono le azioni punitive,
07:29cioè su come intervenire a livello penale dopo che accadono.
07:34Cioè si punta di più sulla repressione anziché sulla prevenzione, ci stai dicendo un po' questo?
07:39Assolutamente sì, noi siamo un paese molto indietro nell'ottica della prevenzione,
07:43soprattutto della prevenzione della salute e della salute mentale, questo purtroppo lo sappiamo.
07:49Assolutamente sì, assolutamente sì.
07:52Tra le altre cose, a proposito di violenza di genere, scusami se ti interrompo Marta,
07:57e il raggiungimento al contrario dell'uguaglianza di genere,
08:00ci stiamo dimenticando che è uno degli obiettivi prefissati dall'agenda ONU 2030.
08:05Quindi anche qui, non approvare l'educazione sessoaffettiva o affettiva semplicemente nelle scuole
08:11non può portare l'Italia a non raggiungere quell'obiettivo?
08:15Poi ovviamente i numeri ce lo dimostrano abbastanza bene, no?
08:19Allora, purtroppo il rischio è assolutamente questo, salvo che poi magari non si tenti in altre modalità, no?
08:27Perché poi quello che abbiamo ascoltato e che viene detto non è vero, no?
08:30Che non viene fatta. Viene fatta ma in modo diverso, cioè come all'interno di contesti di educazione civica
08:38stiamo parlando di aspetti completamente differenti, o magari da insegnanti che sono i primi a, no?
08:46Da un punto di vista prettamente biologico, che poi è molto diverso dal tipo di intervento
08:50che fa un programma di educazione sessoaffettiva, non è solo biologia.
08:54Questo noi lo sappiamo bene, non basta dare delle informazioni tecnico-scientifiche ai ragazzi
09:01perché alcune di queste loro già li hanno.
09:04Quello che accade è che c'è tutto un vissuto emotivo dietro, ci sono delle domande,
09:09ci sono delle difficoltà relazionali, quelle vanno accolte e sono gli insegnanti spesso stessi a chiamarci
09:16proprio perché non hanno giustamente le competenze per poter affrontare questi aspetti
09:22e spesso sono loro i primi a intercettare dei disagi importanti e a chiedere l'aiuto dei professionisti
09:29per aiutare i ragazzi e le generazioni.
09:32Ecco, il nostro obiettivo, che purtroppo sembra andare in controtendenza rispetto al dibattito
09:39come si sta svolgendo ora, è di ricreare un legame forte di comunicazione
09:44tra istituzione scolastica, genitori e professionisti sanitari.
09:48In questo momento si assiste quasi a una contrapposizione, chi deve decidere cosa?
09:55Dimenticandoci il bisogno dei ragazzi, che è un bisogno centrale
09:58e che se un genitore dice no, tu il corso non lo fai
10:03o una scuola per paura di superare dei limiti imposti dal governo
10:08decide preventivamente di dire io questo corso decido di non farlo.
10:13Chi è che ci va a rimettere? Non sono gli adulti, non sono i genitori, sono i ragazzi.
10:18Quelle domande, quei dubbi, quelle perplessità, ma a volte quei disagi importanti
10:22che portano all'interno di istituzione scolastica, non è che spariranno,
10:27semplicemente cercheranno risposte in altri contesti.
10:30È lì il rischio, no? Secondo me, andare a cercare le risposte purtroppo sul dottor Google.
10:36E tra le altre cose, insomma, parlavi di aspetti tecnici che magari vengono conosciuti dai ragazzi,
10:41ma Marta mi chiedo come li conoscono questi aspetti tecnici,
10:44perché la maggior parte dei ragazzi si informa sui porno, cioè dimentichiamo anche questo aspetto, no?
10:51Sì, allora, la pornografia in mancanza di contesti protetti in cui fare delle domande
10:58purtroppo rimane per i nostri ragazzi la fonte primaria di informazione.
11:02Ora, il problema è demonizzare la pornografia o insegnare ai ragazzi che la pornografia
11:08è a tutti gli effetti un prodotto di mercato, quindi non è un posto dove cercare delle risposte,
11:14perché però dobbiamo dargli delle alternative, perché quello che stiamo facendo è dire ai ragazzi
11:18dove non andare, dove le informazioni sono sbagliate, ma non gli stiamo dicendo dove prendere quelle corrette.
11:25Quindi, il punto è creiamo un contenitore in cui i ragazzi siano al sicuro,
11:32con informazioni corrette, scientifiche, ma con professionisti in grado di accogliere le loro problematiche.
11:38Quando entriamo nelle scuole, vi posso assicurare che le domande che i ragazzi ci fanno,
11:43noi di solito usiamo un sistema di domande anonime, anche per incentivare quei ragazzi
11:49magari un po' più timidi a esprimersi. Ora, noi poi, una volta che le raccogliamo tutte,
11:55le dividiamo tra domande tecniche e domande più personali e emotive.
12:00Vi posso assicurare che l'80% delle domande che ci fanno i nostri ragazzi
12:05non sono di natura biologica, non sono di natura tecnica, come può essere ad esempio
12:10un cambiamento corporeo dal punto di vista fisiologico o l'uso del preservativo.
12:15Le domande sono diverse, sono come posso dire di no, come posso dire di sì,
12:20come mi devo comportare in questa situazione.
12:23Ci parlano di relazioni, è lì la loro difficoltà, perché è lì che con la difficoltà
12:31di gestire le emozioni tipiche dell'infanzia e della fase adolescenziale,
12:36lo sappiamo, che poi rischiano di trovarsi e di mettersi in atto veramente
12:41dei comportamenti rischiosi per la loro salute fisica ed emotiva.
12:45Ecco, su questo vorrei approfondire un po' di più Marta, se me lo permetti.
12:49Lanciamo qualche minuto di pubblicità, poi continuerò ancora con un paio di domande
12:54insieme a te. Ovviamente voglio ricordare ai nostri telespettatori che anche loro
12:58se avessero magari domande da rivolgere alla nostra professionista, il numero che vedete
13:02in sovraimpressione è ovviamente attivo. Possiamo leggerle appunto proprio in diretta
13:06e farci rispondere direttamente dalla dottoressa Giuliani.
13:09Torniamo in diretta tra pochissimi istanti, restate qua.
13:11Bentornati a Non Solo Roma, stiamo parlando di educazione affettiva, un programma che potrebbe
13:20essere inserito all'interno delle materie scolastiche ma che sta incontrando, come certamente
13:26molti di voi sapranno, delle resistenze da parte del governo. C'è stato un DDL, il DDL
13:32Valditara nel 2025 che ha imposto qualche paletto. Innanzitutto è vietata nelle scuole
13:39primarie, per le secondarie invece serve il consenso informativo da parte dei genitori.
13:45Altra psicologia però ha lanciato una petizione sulla piattaforma change.org che praticamente
13:51in pochissime settimane ha raggiunto le 12 mila firme. Petizione che è ancora attiva
13:57e quindi chissà, magari verrà superata anche la soglia delle 12 mila firme. Un segnale
14:02importante che dimostra come le nuove generazioni ma anche come gli adulti siano assolutamente
14:08favorevoli all'introduzione di queste materie all'interno della scuola. E siamo proprio in
14:13compagnia della segretaria di Altra Psicologia, la dottoressa Marta Giuliani, tra le altre cose
14:18anche psicologa, e stavamo un po' sviscerando il tema. Marta, dove eravamo rimasti? Al fatto
14:23che le nuove generazioni stiano chiedendo a gran voce l'introduzione di queste materie
14:29ma del fatto che siano favorevoli anche gli adulti. Ora però io voglio fare un po' l'avvocato
14:34del diavolo, tra virgolette. Da dottoressa, come ce lo spieghi dal punto di vista psicologico
14:40il fatto che le nuove generazioni ma soprattutto gli adulti siano favorevoli all'introduzione
14:45di queste materie. Non è che magari anche gli adulti, comunque i genitori, si ritrovino
14:52oggi un po' incapaci, tra virgolette, a spiegare determinate materie e quindi in un certo senso
14:58vogliano delegare alla scuola?
15:02In realtà credo che tutte le generazioni di genitori
15:06si siano trovate in difficoltà, beh certo.
15:09In difficoltà ad affrontare tematiche come queste. Intanto perché logicamente da genitori
15:16toccare alcune tematiche può non essere semplice ma poi anche semplicemente per quelle che sono
15:21i compiti di sviluppo dei nostri figli. A un certo punto alcune tematiche faticano anche
15:27a parlarne in casa. Un po' per quel processo di svincolo tipico della preadolescenza e dell'adolescenza
15:34per cui alcune tematiche legate alla propria intimità si fa fatica a condividerle pienamente
15:40con i genitori. E un po' perché a volte parlare di questi temi vuol dire anche mettere sul piatto
15:47tutta una serie di paure, di resistenze che è giusto condividere in casa ma che a volte in casa
15:55non ci sono le competenze anche per poterle affrontare. Quindi il nostro ruolo di professionisti sanitari
16:02è proprio quelli di creare un ponte, un collegamento tra i ragazzi e le famiglie.
16:07Noi non escludiamo mai le famiglie dai nostri programmi, prevediamo sempre in contemporanea degli incontri
16:14anche con i genitori perché partiamo dal presupposto che se vogliamo creare un cambiamento culturale
16:20stabile non possiamo intervenire solo sui ragazzi ma bisogna intervenire anche su tutti quelli che sono
16:27i loro punti di riferimento, dando gli strumenti necessari per poter star vicino ai loro figli
16:34perché poi ovviamente noi come professionisti poi andiamo via dalla scuola, dopo la nostra ora o le nostre ore di intervento
16:42non siamo noi a stare al fianco dei ragazzi, ci rimangono gli insegnanti e ci rimangono i genitori nella loro quotidianità
16:48quindi è fondamentale dialogare con loro. Quindi ogni programma strutturato, ogni linea guida
16:55prevede che ci siano tre livelli di intervento. L'intervento diretto che è quello con i ragazzi o con i bambini
17:01e gli interventi diretti secondari che sono quelli con i genitori promuovendo in loro non solo
17:08diciamo uno sviluppo di conoscenze specifiche ma anche di competenze educative e relazionali su questi temi
17:16e per gli insegnanti, dandogli anche degli strumenti per poter intercettare a qualche livello delle situazioni di disagio
17:24perché sappiamo che molto spesso è proprio l'istituto scolastico il primo posto in cui i ragazzi iniziano a comunicare
17:32delle difficoltà e dei disagi importanti. Ma poi soprattutto la scuola è il posto dove trascorrono maggiormente il loro tempo
17:40perché un minimo otto ore comunque è quasi praticamente un terzo della giornata
17:44quindi è un tempo davvero considerevole. Marta perché secondo te si riscontrano così tante resistenze da parte del governo?
17:53Cosa li spaventa? Abbiamo cercato di darci una spiegazione.
17:56Allora la non conoscenza su tematiche dibattute perché comunque dobbiamo essere onesti
18:04il tema della sessualità è un tema dibattuto, è un tema difficile perché è un tema estremamente intimo
18:10la non conoscenza a volte lascia ampio margine alla creazione di ideologie
18:17che creano degli aspetti conservativi importanti ma che non nascono dalle verità scientifiche
18:25ma dalle paure. Allora il nostro ruolo non è quello di fare un braccio di ferro
18:30almeno come professionisti sanitari, il nostro ruolo è quello di abbracciare queste paure
18:35e dare delle risposte ai genitori o agli insegnanti o agli esponenti del governo
18:40siamo a disposizione per questo e lo stiamo facendo nel nostro ruolo professionale
18:45il punto è non arroccarsi, non chiudersi nella paura, non far sì che sia la paura
18:52a scegliere per il futuro, la paura degli adulti a scegliere per il futuro dei nostri ragazzi
18:57ma ci dobbiamo mettere in un'ottica di ascolto. Noi lo facciamo come professionisti
19:02e forse la classe politica dovrebbe iniziare a farlo proprio per il ruolo di rappresentanza che ha
19:07cioè ascoltare prima di tutto i ragazzi. Se oggi i giovani appena hanno un'autogestione
19:14appena hanno uno spazio decisionale loro, chiamano noi nelle scuole per parlare di questi temi
19:21allora forse c'è un'urgenza che il mondo adulto decisionale non sta intercettando
19:27allora forse ripartiamo prima da loro, rimettiamo al centro i ragazzi, i nostri figli
19:33o i nostri nipoti proprio per ascoltare e partire dalle loro domande
19:38come potergli dare delle risposte. Esatto, tra le altre cose a chiudere
19:43faccio anche un po' di ironia Marta proprio perché insomma essere genitori è davvero
19:49il messiere più difficile del mondo. Mio figlio che ha sei anni ieri mi ha chiesto di spiegargli
19:53che cosa è la rivoluzione. Io che insomma ho un paio di lauree e mi sono trovata
19:57veramente molto in difficoltà perché sembra qualcosa di facile da spiegare
20:01ma non lo è affatto. Quindi anche cercare di trasmettere dei messaggi in maniera semplice
20:09non è un lavoro così che si può fare in 4 e 4 8 come si suol dire. Io ti ringrazio davvero
20:17Marta per essere stata in nostra compagnia. Che dici? Si supereranno le 12 mila?
20:21Ci sono buoni propositi? Io spero quasi un giornata perché siamo lì lì. Se non è oggi
20:27sarà domani ma come dire noi speriamo di portare più testimonianza possibile alla ripresa
20:34dei lavori d'aula al Senato perché ora il DDL a gennaio arriverà al Senato. Quindi la speranza
20:39è portare un po' di cittadinanza lì. Grazie davvero Marta. È stato un piacere. A prestissimo.
20:46Ciao.
20:51Le notizie dalla regione con Elisa Mariani

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