00:00Durante l'emergenza e la terapia intensiva il paziente è assistito a 360 gradi da un'equip multidisciplinare altamente specializzata, quindi vengono soddisfatti tutti i bisogni assistenziali di cui necessita.
00:17Il momento critico è quando viene dimesso perché a livello territoriale, a parte la difficoltà ad avere dei percorsi definiti, il paziente non trova risposte assistenziali, né per quanto riguarda la specificità del trattamento prevalentemente riabilitativo e medicamentoso,
00:37né per quanto riguarda la disponibilità di quei mezzi necessari come le guai nell'astro compressiva, le lame di silicone, tutori particolari e medici, fisioterapisti e infermieri dedicati a questo perché sul territorio c'è una grande carenza.
00:58La risposta fondamentale, visto l'epidemiologia bassa del paziente ustionato, sarebbe quella di poterlo inserire nel registro delle malattie rare. Perché? Perché comunque si è visto che dal punto di vista epidemiologico il paziente ustionato resta al di sotto della soglia per essere inserito nel registro delle malattie rare.
01:22E in più ha tutti gli altri requisiti richiesti, cioè che è una malattia cronica e soprattutto che ha bisogno di specialisti particolari e di presidi medicali che non sono, diciamo, ordinari e che non troviamo nei LEA.
01:38L'altro aspetto su quale io insisto molto è quello di inserire presso gli istituti di formazione, tipo le università, tipo le scuole, diciamo, per la formazione delle figure assistenziali, è quello di inserire un'attenzione particolare sulla malattia d'austione.
02:01Sia per i riabilitatori, fisioterapisti, sia anche per tutti gli altri specialisti che in qualche modo insistono, soprattutto nella fase acuta e post-acuta, sulla presa in carico del paziente ustionato.
Commenti