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  • 6 settimane fa
(LaPresse) In occasione della 59ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebra ogni anno il primo gennaio, la Comunità di Sant’Egidio promuove iniziative pubbliche in centinaia di città nei diversi continenti, con un richiamo alle aree segnate da guerre, terrorismo e crisi umanitarie, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino ai timori legati a una possibile escalation nucleare. L’invito è anche a rivolgere attenzione ai profughi e alle persone che affrontano traversate in mare, sottolineando il diritto al soccorso. A Milano la manifestazione, alla quale partecipano alcune centinaia di persone, è partita da piazza Santo Stefano, con una tappa alla chiesa di San Vito al Pasquirolo, luogo di preghiera abituale per la comunità ortodossa russa e ucraina, e si concluderà in piazza Duomo. Durante il percorso ricordati i Paesi coinvolti da conflitti e violenze e sono previste testimonianze, in particolare da Sudan, Ucraina e Yemen. Giorgio del Zanna, della Comunità di Sant’Egidio di Milano, spiega che l’obiettivo è “iniziare questo nuovo anno nel segno della pace” e costruire un percorso aperto alla partecipazione di tutti. All’iniziativa hanno aderito più di 60 realtà tra gruppi, associazioni e movimenti, laici e religiosi, con la presenza anche di chiese cristiane non cattoliche. “Faremo anche una tappa alla chiesa ortodossa -spiega Del Zanna - un segno di unità poiché  alla marcia, partecipano insieme russi e ucraini, in un contesto ecclesiale e geopolitico segnato da forti divisioni”.

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Trascrizione
00:00Noi vogliamo iniziare questo nuovo anno nel segno della pace perché sentiamo che viviamo in un tempo
00:07che è un tempo segnato da tanti conflitti, in un clima dominato da un discorso di forza
00:13e crediamo che bisogna dare forza invece proprio al tema della pace.
00:18Il tema della pace è un cantiere aperto a tutti, tutte le persone possono contribuire in qualche modo
00:26a costruire la pace laddove sono, soprattutto nelle nostre città che sono segnate spesso da tante divisioni e violenza
00:33e quindi è un messaggio appunto di costruire insieme un grande movimento che rimetta al centro il tema della pace
00:41in un momento in cui sembra essere non così centrale, mentre invece ce n'è molto bisogno.
00:48Hanno aderito tantissime realtà, quest'anno sono più di 60 realtà, sono gruppi, associazioni, movimenti, laici e cattolici
00:56e anche non cattolici, altre per esempio alcune chiese cristiane, quindi c'è anche questa componente importante
01:02e questo ci sembra molto significativo perché significa che c'è appunto una volontà di pace nella nostra società,
01:11tanti sentono che questa è una sfida da raccogliere e chiaramente è importante appunto mettersi insieme,
01:18insomma che si crei un movimento anche in questo senso.
01:21Ecco con voi sfilaranno oggi anche russi e ucraini nel segno della pace?
01:24Sì, noi faremo tappa alla chiesa russa, ortodossa, dove pregano insieme abitualmente russi e ucraini,
01:33è un segno di unità in una chiesa che è molto lacerata, come sappiamo, in un mondo ortodosso che è molto lacerato,
01:40sentiamo molto che l'ecumenismo, cioè l'amicizia e l'unità tra i cristiani
01:46sia un elemento importante nella costruzione della pace in Europa e nel mondo.
01:50Grazie.
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