Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 5 settimane fa
«Mentre i procedimenti giudiziari faranno sempre e comunque il loro corso, la tutela di un bene comune risponde ad altre logiche: politiche e amministrative. Ci siamo assunti consapevolmente la responsabilità di tentare un percorso che sapevamo non sarebbe stato facile, nel quale crediamo ancora oggi, perché fondato sul dialogo, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, nel solco dei valori della Costituzione della Repubblica, che riconosce e promuove l’autonomia delle comunità e la funzione sociale dei beni». All’indomani dello sgombero del centro sociale Askatasuna, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, affida a un video sui social una riflessione sul percorso che la Città aveva avviato nel solco del Regolamento del Beni Comuni e che ora è cessato. «La nostra amministrazione, sul patto di collaborazione di corso Regina 47, si è fatta interprete di una linea di dialogo con la società e con i movimenti sociali, che è da sempre nelle corde di una città come la nostra, profondamente democratica e antifascista», ricorda il sindaco, sottolineando che la Città, «con una delibera coraggiosa e lungimirante, ha voluto dare una prospettiva a uno spazio così importante non solo per il quartiere di Vanchiglia. Penso fosse dovere di questa amministrazione - aggiunge Lo Russo - provare a risolvere una questione rimasta ferma per ventinove anni, che nessuno prima aveva saputo o voluto affrontare. Far finta di niente, dal nostro punto di vista, avrebbe significato rinunciare alla responsabilità di governo e alla cura di un bene comune della città». Nel video sui suoi canali social, il sindaco Lo Russo ribadisce la «condanna con fermezza» di «ogni episodio di violenza e aggressione avvenuto durante o a margine dei cortei di questi mesi, e in modo particolare gli attacchi alle sedi di giornali e organi di informazione, presìdi fondamentali di democrazia e libertà». Ma sottolinea che «le responsabilità penali sono e restano sempre personali e in capo ai singoli individui: questo è un principio cardine della democrazia liberale e dello Stato di diritto, che rifiuta ogni forma di responsabilità collettiva e ogni generalizzazione». Il primo cittadino torna poi a dire: «Noi crediamo nella coesione, nella cura del bene comune e nella partecipazione, e non accettiamo strumentalizzazioni che alimentano tensioni e paure, allontanando le persone invece di unirle. La vera sfida delle città oggi è saper gestire una convivenza civile, unire e non dividere, mediare e non radicalizzare». Da qui una presa di distanza dal centrodestra. «Da sindaco di una città Medaglia d’Oro della Resistenza e fortemente impegnata nella tutela dei diritti - dice -, voglio ribadire che Torino dissente profondamente dalle scelte e dall’impostazione culturale di questo Governo. Proprio per questo, l’amministrazione che rappresento non intende modificare le proprie priorità né cambiare approccio: continueremo a lavorare per promuovere il confronto e la solidarietà, affrontando sempre la critica e il dissenso con maturità democratica, nel rispetto dei diritti costituzionali, della legalità e della dignità di tutte e di tutti. Lo faremo - conclude - anche guardando al futuro di corso Regina 47, con l’obiettivo di mantenere nella città uno spazio a piena vocazione sociale e pubblica: un luogo di inclusione, servizi di prossimità, attività culturali e formative, aperto al quartiere, alle famiglie, ai giovani e a chi oggi fatica a trovare risposte». 

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00La nostra amministrazione sul patto di collaborazione di Corso Regina si è fatta interprete di una linea di dialogo con la società e con i movimenti sociali che è da sempre nelle corde di una città come la nostra, profondamente democratica e antifascista.
00:15La città, con una delibera coraggiosa e lungimirante, ha voluto dare una prospettiva a uno spazio così importante non solo per il quartiere di Vanchiglia.
00:23Penso fosse dovere di questa amministrazione provare a risolvere una questione rimasta ferma per 29 anni che nessuno prima aveva saputo o voluto affrontare.
00:34Far finta di niente dal nostro punto di vista avrebbe significato rinunciare alla responsabilità di governo e alla cura e più bene comune della città.
00:44Mentre i procedimenti giudiziari faranno sempre comunque il loro corso, la tutela di un bene comune risponde ad altre logiche, che sono politiche e amministrative.
00:52Ci siamo assunti consapevolmente la responsabilità di dentare un percorso che sapevamo non sarebbe stato facile, nel quale crediamo ancora oggi.
01:01Perché? Fondato sul dialogo, sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva, nel solco dei valori della Costituzione e della Repubblica,
01:10che riconosce e promuove l'autonomia delle comunità e la funzione sociale dei beni.
01:15Sento il dovere di essere chiaro nel condannare con fermezza ogni episodio di violenza e di aggressione avvenuto durante o a margine dei cortei di questi mesi
01:25e in modo particolare gli attacchi alle sedi di giornali e organi di informazione, che sono presidi fondamentali di democrazia e libertà.
01:32Nulla può giustificare la violenza né sul piano politico né su quella civile.
01:38Le responsabilità penali sono e restano personali, in capo ai singoli individui.
01:44Questo è un principio cardine della democrazia liberale e dello Stato di diritto,
01:47che rifiuta ogni forma di responsabilità collettiva e ogni generalizzazione.
01:51Noi crediamo nella coesione, nella cura del bene comune e nella partecipazione
01:56e non accettiamo strumentalizzazioni che alimentano tensioni e paure, allontanando le persone invece di unirte.
02:04La vera sfida delle città oggi è saper gestire una convivenza civile, unire e non dividere, mediare e non radicalizzare.
02:11E da sindaco di una città medaglia d'oro della resistenza e fortemente impegnata nella tutela dei diritti,
02:17voglio ribadire che Torino dissente profondamente dalle scelte e dall'impostazione culturale di questo governo.
02:23Proprio per questo l'amministrazione che rappresento non intende modificare le proprie priorità né cambiare approccio.
02:29Continueremo a lavorare per promuovere il confronto e la solidarietà,
02:33affrontando sempre la critica e il dissenso con maturità democratica,
02:37nel rispetto dei diritti costituzionali, della legalità e della dignità di tutte e di tutti.
02:43E lo faremo anche guardando il futuro di Corso Regina 47, con l'obiettivo di mantenere nella città
02:49uno spazio a piena vocazione sociale e pubblica, un luogo di inclusione, di servizi, di prossimità,
02:55di attività culturali e formative, aperto al quartiere, alle famiglie, ai giovani e a chi oggi fatica a trovare risposte.
Commenti

Consigliato