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  • 2 giorni fa
Un grande abbraccio collettivo, per stare vicini dopo il sabato pomeriggio di terrore, per manifestare solidarietà ai feriti e per unirsi «contro chi semina odio». Modena ha risposto all'appello lanciato dal sindaco Massimo Mezzetti, per ritrovarsi in piazza Grande, all'ombra della Ghirlandina, la torre simbolo della città, per un presidio. Una piazza gremita da alcune migliaia di persone ha così testimoniato la reazione della città: in piazza con il sindaco Mezzetti anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il presidente della provincia Fabio Braglia e tanti sindaci del territorio modenese con la fascia tricolore per testimoniare la partecipazione da parte delle istituzioni. «Rispondiamo - ha detto il sindaco - in modo determinato e fermo a questa violenza. Anche per esprimere quello che questa piazza sa esprimere: una forte coesione sociale e un forte spirito di comunità che sono la migliore risposta alla paura che questa violenza vuole generare tra le persone. Modena - ha concluso trattenendo le lacrime - nei momenti di difficoltà sa rispondere con fermezza e con lucidità. Questo abbraccio collettivo è la risposta». «In questo momento drammatico - aveva detto il sindaco chiamando i suoi concittadini a raccolta - bisogna che la città si unisca contro chi vuole dividere, seminare odio, creare divisioni. Non abbiamo bisogno di questo ora». E la città ha risposto, riempiendo la sua piazza simbolo come non si vedeva da tempo. Una piazza che ha tributato un applauso accorato anche alle persone che hanno fermato Salim el Koudri quando stava cercando di scappare. «Dobbiamo seguire l'esempio dei cittadini che ieri hanno bloccato e immobilizzato Salim - ha detto Mezzetti - che hanno dimostrato coraggio, senso civico, senso della comunità. Noi dobbiamo esprimere lo stesso senso di fronte alla violenza, di fronte all'odio. Dobbiamo unirci, non dividerci». Uno di quelli che ha portato il nome di Modena nel mondo, lo chef pluristellato Massimo Bottura, ha scelto di affidare ai social il proprio pensiero, innanzitutto come modenese. «Modena - ha scritto - è Casa. Da sempre siamo una cittadina inclusiva e in questi momenti difficili noi scegliamo sempre di restare uniti. Il potere dell'ospitalità è parte del nostro dna e da noi c'è sempre un posto a tavola per l'ospite inaspettato».​​«Questa piazza è la migliore risposta - spiega Mezzetti -. Non bisogna avere isterismi. Gli slogan non risolvono i problemi. Serve unità e coesione. Questa è Modena ed è vita»

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Trascrizione
00:00È successa una cosa assolutamente grave per la città di Modena, per la comunità, è importante testimoniare, essere vicini, avere
00:08soddettità per le vittime e per tutta una comunità che oggi ha bisogno di stringersi e di essere sicuramente più
00:17vicina rispetto a tante altre giornate che scorrono con assoluta normalità.
00:24Oggi non è una giornata come le altre, è importante manifestare e adesso è una tragedia.
00:29Io vengo da Carpi, sono cittadina di Carpi, sono venuta da quello che è successo ieri ovviamente che ha colpito
00:34profondamente sia città di Carpi sia Modena che sono venuta qua per dare con il frutto e le anze per
00:43le cittadine, per le vittime di ieri, per i familiari.
00:47Ovviamente credo sia importante restare uniti sempre e sostenerci a vicenda e dimostrare che la Modena è una comunità insieme,
00:57è la solidale.
00:58Sono qui perché credo sia assolutamente una fornita per tutta la regione ma proprio per tutto il nostro paese.
01:10Ma sono qui soprattutto perché solleva ancora una volta questa questione al tema della salute mentale, di quante risorse servono
01:19su questo tema.
01:22L'altra ragione è per la perlumosa sportatura mediatica che si sta facendo di questa cosa nel senso del problema,
01:31ripeto, non è la questione delle seconde, prime, terze generazioni.
01:36Ma è esattamente un tema di salute mentale e andrebbe tenuta alta l'attenzione sulle tematiche da risolvere e sulla
01:45strumentalizzazione di una cosa che in realtà ha portato dolore a tanti.
01:50Siamo qui per dare la solidarietà alle persone che sono state colpite da quell'automobile shakurata, ma soprattutto anche per
01:58restare cittadini, per non ridiventare quella plebe che applaudiva al cospetto dei rovi e dei capper.
02:07Quindi siamo qui per dare solidarietà alla democrazia e alla cittadinanza.
02:12Sì, perché anche io, cioè io dovevo essere lì dieci minuti prima, perché devo uscire prima, però poi un mio
02:17amico mi fa uscire dieci minuti dopo, quindi per poco l'ho scansato io.
02:22Sì, molto, perché comunque quella zona lì è una zona dove io ci esco molto spesso e quindi, anzi anche
02:29lui, si è trovato in quella zona lì dieci minuti fa, dieci minuti prima è l'accaduto, quindi comunque, cioè
02:37mi ha toccato perché comunque è una zona che ci passa spesso, anche la mia famiglia ci fa spesso per
02:44fare qualche passeggiata, quindi non è questo.
02:48Alle persone che sono in ospedale vorrete dire qualcosa?
02:51A me sinceramente dispiace molto, ma soprattutto perché tra quelle persone ci potono essere tranquillamente anche i miei genitori, visto
02:58che io abito là vicino, cioè cinque minuti a piedi, ci passo ogni sabato praticamente e comunque appena ho sentito
03:05la notizia ho scritto subito i miei genitori perché è unito questo senso di paura.
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