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  • 6 settimane fa
Roma, 16 dic. (askanews) - "Per il successo dello screening nazionale sul diabete di tipo 1 è determinante l'accompagnamento delle famiglie attraverso una figura di riferimento. In assenza di un supporto adeguato, molti genitori potrebbero decidere di rinunciare all'esame per timore di ricevere notizie destabilizzanti. È invece fondamentale spiegare il rischio di un esordio in chetoacidosi, che comporta ricoveri complessi e costi sanitari elevati". Lo ha detto Fabiano Marra, vicepresidente di Diabete Italia, intervenendo a Talk Salute, il format in onda su Urania TV. "I bambini positivi agli autoanticorpi devono essere seguiti sia dal punto di vista clinico sia psicologico. È importante chiarire che esiste una prevenzione anche nel diabete di tipo 1: l'impiego di anticorpi monoclonali consente di ritardarne l'esordio anche di diversi anni". Marra evidenzia inoltre che "lo screening può essere effettuato già nei primi due anni di vita, una fase in cui un episodio di chetoacidosi ha conseguenze particolarmente gravi sull'organismo infantile. Per questo - conclude - è necessario inserire nei Lea lo screening del diabete pre-sintomatico, basato sulla positività agli autoanticorpi. L'inclusione nei Lea rende più semplice l'organizzazione del follow-up e del sostegno psicologico alle famiglie".

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00:00In questo modo viene introdotto anche per i diabeti tipo 1 un concetto di prevenzione che fino ad oggi ci avevano detto non poteva essere prevenuto e soprattutto un'altra cosa molto importante è l'utilizzo di questi farmaci di nuova generazione che sono anticorpi monoclonali in grado di ritardare anche di anni l'esordio del diabete.
00:24Ecco direi che queste sono le cose principali di cui tener conto perché questa attività di screening abbia veramente un'efficacia a livello nazionale.
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