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https://www.pupia.tv - Roma - Dietro il visibile - Immagini della mostra internazionale "Machines for Peace" per il Giubileo
Alle ore 15, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli si è svolto il convegno "Dietro il visibile - Immagini della mostra internazionale "Machines for Peace" per il Giubileo". È intervenuto il segretario di presidenza, Francesco Battistoni. (02.12.25)
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Alle ore 15, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli si è svolto il convegno "Dietro il visibile - Immagini della mostra internazionale "Machines for Peace" per il Giubileo". È intervenuto il segretario di presidenza, Francesco Battistoni. (02.12.25)
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NovitàTrascrizione
00:00:00Buonasera a tutti, buon pomeriggio e benvenuti. Un pomeriggio importante con ospiti di rilievo
00:00:15per presentare un evento, la mostra Machine for Peace Visioni alla Basilica di Santa Maria
00:00:25Montesanto, la Chiesa degli Artisti dal 7 dicembre al 6 gennaio, per fare un punto su un tema
00:00:39che la rete delle grandi macchine a spalla italiane ritiene fondamentale. Quella che è
00:00:48la formazione della comunità di pratica, della grandissima comunità di pratica che forma
00:00:55alla rete, le comunità festive del trasporto della macchina di Santa Rosa di Viterbo,
00:01:00dei gigi di Nola, della paranda dei candelieri di Sassari e della baria di Palmi e dei soggetti
00:01:08istituzionali, delle amministrazioni comunali di queste città, rispetto a quello che è
00:01:16un obiettivo fondante dell'esistenza stessa dell'UNESCO. Favorire il dialogo, favorire i rapporti
00:01:26di pace, favorire lo scambio, favorire la cooperazione all'interno delle comunità sui territori nel
00:01:36contesto nazionale ed internazionale. E questo è il motivo che giustifica l'esistenza stessa
00:01:45dell'UNESCO. Ed è il motivo per cui abbiamo il piacere di incrociare la storia di questi
00:01:55ultimi anni, di questo patrimonio speciale. La rete delle grandi macchine è modello, esempio,
00:02:02è fonte di ispirazione con un'altra storia importante che definisce da millenni gli stessi
00:02:10obiettivi che UNESCO si è data. Ecco perché per noi è un privilegio poter esporre una parte
00:02:19della mostra Machine for Peace che dal 2023 cerca di dare un apporto a questo dialogo di pace
00:02:31e basato sulla pace nel mondo. Da Bethlehem a Belgrado, poi ancora a Praga, a Parigi, il prossimo
00:02:39anno Istanbul, Ginevra, Bruxelles, Queretaro, in Messico, per chiudere questa esperienza straordinaria
00:02:49che abbiamo condiviso con un passaggio da Bethlehem in un contesto, in una situazione che noi ci auguriamo
00:02:58possa essere un contesto di pace. Io saluto e ringrazio l'Onorevole Battistoni che ci ha dato il
00:03:11privilegio della sua presenza e la segreteria dell'Onorevole che ha organizzato questo evento.
00:03:19Ringrazio Monsignor Antonio Stajanò per l'accoglienza di questa nostra proposta insieme a Don Fabrizio Gatta
00:03:31che è il nostro referente tecnico per questa mostra che coinvolge il Ministro della Cultura,
00:03:40l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Ringrazio quindi il Direttore Leandro Ventura
00:03:48con il quale condividiamo da diversi anni la valorizzazione e la promozione del patrimonio
00:03:54culturale immateriale, del patrimonio culturale immateriale che rappresenta la rete delle grandi
00:04:00macchine a spalla, convinti di poter comunicare e di poter valorizzare e promuovere questi patrimoni
00:04:08utilizzando la chiave del sentimento e della passione, perché il patrimonio immateriale
00:04:15è sentimento, se in tutti sono sentimento, dicono i pacchini di Santa Rosa che sono qui
00:04:22oggi con il Presidente Massimo Miecarini e che ringrazio. E saluto e ringrazio la Sindaca di
00:04:31Viterbo, Chiara Frontini, perché sta coniugando ormai da tre anni una funzione importante che
00:04:41è l'amministrazione della città sul territorio con la visione che questa città deve avere
00:04:47nel contesto nazionale ed internazionale. E quindi partner straordinario delle attività
00:04:55che abbiamo fatto negli ultimi due anni, grazie alla legge 77-2006 che finanzia i patrimoni
00:05:03culturali materiali e immateriali UNESCO, che ha garantito la salvaguardia della rete delle
00:05:11grandi macchine già dal 2017, anno in cui la rete delle macchine ha avuto il privilegio
00:05:19di partecipare all'emendamento che poi appunto è diventata legge 77-2006 con i finanziamenti
00:05:30previsti dallo Stato italiano anche per il patrimonio culturale immateriale.
00:05:36Io passerei la parola al padrone di casa per sentire una sua, per vedere qual è la sua
00:05:46visione rispetto a questo evento e a quello che parete delle grandi macchine a spalla nel
00:05:52contesto nazionale e internazionale. Grazie mille.
00:06:03Grazie, in assoluto grazie a tutti, grazie in particolare alla dottoressa Patrizia Nardi
00:06:10per avermi dato l'opportunità di ospitare questa promozione dell'evento, ringrazio
00:06:17Sua Eccellenza Monsignor Stagliano per la sua presenza qui oggi con noi e per il ruolo
00:06:24che avrà in questa mostra. Ringrazio naturalmente il Sindaco di Terbo, l'amica Chiara Frontini,
00:06:35il Direttore e tutti gli altri che oggi sono qui con noi. Naturalmente un saluto particolare
00:06:41visto la mia provenienza dalla Tuscia non posso non farlo a Massimo Megarini e a tutti i facchini
00:06:48che ci regalano stupende emozioni ogni anno, anche i rappresentanti delle altre amministrazioni.
00:06:56Io credo che già quello che ha detto la dottoressa Nardi sia molto importante e ci debba far riflettere.
00:07:07Infatti io sono convinto che la presentazione dell'evento non è soltanto, stiamo parlando di un'installazione
00:07:16culturale ma è un vero e proprio percorso di diplomazia culturale che porta nel mondo il volto più autentico
00:07:26dell'Italia che riesce ad unire tradizione popolare, cultura, religione perché poi alla base di queste cose
00:07:38c'è un forte sentimento religioso che fortunatamente lega ancora le nostre comunità.
00:07:48Quindi la mostra che è stata per inaugurare e sarà ospitata come diceva nella Chiesa degli Artisti dal 7 dicembre al 10 gennaio
00:08:01sarà anche un'occasione per avere dei momenti di riflessione e far capire bene quello che significa anche
00:08:13la nostra tradizione, la nostra cultura nei confronti di un piccolo contributo che può dare anche alla pace
00:08:22soprattutto in un momento così particolare di crisi geopolitica e che basta guardare i telegiornali per rendercene conto
00:08:34non dico leggere i giornali ma basta che uno la sera di sfuggita gira i canali dei DG e si rendi conto che almeno le prime tre notizie
00:08:44riguardano conflitti. Fortunatamente c'è sempre anche il Santo Padre che ci indica la via sul da fare
00:08:54e devo dire sta facendo e svolgendo un'opera veramente istancabile anche in questa direzione.
00:09:03Vorrei, cioè io credo, ora non me ne vogliono gli altri, voglio sottolineare in particolar modo
00:09:11quello che si vive a Viterbo durante i giorni, ma poi non sono solo i giorni, Sua Eccellenza, anzi Sindaco
00:09:20se non c'è mai stata credo sia l'occasione per averlo quest'anno con noi. Io credo di essermene perse poche
00:09:31o da sotto il tragitto o dai balconi o del comune o della provincia, ne ho viste molti
00:09:39ma ci si può rendere conto soltanto partecipando a queste manifestazioni che poi veramente uniscono
00:09:47quello che è un forte sentimento religioso a una forte cultura e tradizione popolare
00:09:54perché nel sollevate e fermi del capo Facchino, e poi lo ricordava prima la dottoressa,
00:10:02siamo tutti con un sentimento, lì si respira proprio l'unione di una comunità che poi non è più soltanto Viterbo città
00:10:14ma che si sta allargando non solo a tutta la provincia, ma insomma con l'opera vostra, con l'opera dell'UNESCO
00:10:20sta diventando veramente un patrimonio importante. Dobbiamo andare avanti in questa direzione,
00:10:30vorrei anche ricordare anche un anno fa noi facemmo un approfondimento alla presenza del Ministro degli Esteri
00:10:39Antonio Tagliani proprio in comune organizzata la TEN insieme ai Facchini, chiara sul significato delle macchine
00:10:46e infatti proprio quest'anno le parole a una delle tante domande che venivano rivolte al nostro vicepremio
00:10:56praticamente ha definito la macchina di Santa Rosa un'opera d'arte che lancia messaggi di pace.
00:11:05Quindi sono convinto che la vostra iniziativa, come è nelle intenzioni poi anche di portarla avanti,
00:11:13di ripercorrere tappe fondamentali e importanti farà un po' bene a tutti noi.
00:11:21Ma quindi io oltre a complimentarmi con voi, complimentarmi per la vicinanza di Sua Eccellenza
00:11:29a questo tipo di iniziativa, voglio anche dare uno stimolo, un supporto in più per andare avanti
00:11:41in questa direzione perché io credo che svolgere un evento del genere proprio durante i giorni
00:11:48della pausa natalizia, peraltro l'inaugurazione ci sarà il giorno prima dell'Immacolata Concezione,
00:11:56credo che sia un buon viatico anche per vivere le festività di Natale ma soprattutto avere un obiettivo
00:12:04diverso, un approccio diverso e soprattutto una prospettiva diversa nei confronti del 2026.
00:12:11Grazie e buon lavoro.
00:12:13Grazie, grazie.
00:12:16Onorevole per le sue parole di incoraggiamento perché non è semplice gestire un patrimonio
00:12:21UNESCO, un patrimonio culturale immateriale perché i patrimoni immateriali sono fatti di persone
00:12:28per cui è necessario mantenere questo equilibrio sostanziale che permette alle comunità di esistere,
00:12:36ai loro patrimoni di esistere e di essere trasmessi di generazione in generazione.
00:12:40Noi parliamo di feste secolari e in qualche caso millenari, penso alla festa dei G.I. di Nola
00:12:48e oggi le comunità contemporanei si comportano esattamente come facevano 50 anni fa, 100 anni fa,
00:12:56200 anni fa le comunità che le hanno precedute.
00:13:02Monsignor Antonio Stagliano.
00:13:06Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e Rettore della Basilica di Santa Maria
00:13:21in Montesanto che ospiterà la nostra mostra.
00:13:28Ecco, grazie per l'invito e anche io cerco di recuperare tempo ringraziando tutti in un colpo solo.
00:13:36Lavorerei per quel che mi riguarda sui tempi di questa mostra e sulla chiesa di questa mostra
00:13:45perché se la mostra si fa in una chiesa, questo dà alla mostra anche significati particolari.
00:13:55Non so se nei vostri studi filosofici avete incontrato questo termine di Wittgenstein,
00:14:02che è un grande filosofo dell'inizio del Novecento, che nel suo trattato logico-filosofico
00:14:10si inventa lo Sprachspiel, cioè il gioco linguistico.
00:14:15Ogni parola ha il suo significato dentro uno Sprachspiel, un gioco linguistico.
00:14:23Io per i miei studi anche teologici ho scoperto qualcosa di meglio rispetto allo Sprachspiel di Wittgenstein,
00:14:32e cioè il Sitz im Leben, sempre tedeschi perché queste filosofie e teologia dopo il concilio,
00:14:40erano tutti tedeschi.
00:14:41Sitz im Leben è il contesto vitale.
00:14:43Per esempio se nei Vangeli di Gesù alcuni detti, alcuni fatti di Gesù sono stati messi
00:14:53o sono stati scartati, perché immaginiamo che Gesù abbia detto molto di più
00:14:59e fatto molto di più di quello che c'è scritto nei quattro Vangeli,
00:15:02questo è dovuto dal Sitz im Leben della comunità, dal contesto vitale.
00:15:07Comprendete allora che sia lo Sprachspiel che il Sitz im Leben sono determinanti
00:15:14per capire il messaggio fondamentale che l'opera d'arte vuole comunicare,
00:15:22perché ogni opera d'arte, quindi anche queste macchine per la pace, non sono oggetti statici,
00:15:29ma funzionano in una relazione di significato con chi li guarda.
00:15:37Per cui se queste sono macchine per la pace, e chi li guarda, ne parlo sempre con nessun rispetto,
00:15:53con tutti rispetto, non con nessun rispetto. Chi li guarda è uno che compra armi e vende armi.
00:16:01Mi spiego? Lo sfondo della percezione cambia inevitabilmente, perché pace, alla fine,
00:16:13come amore, come amore, giustizia, fraternità, solidarietà, sono nomi, sono nomi della lingua italiana.
00:16:25Lì c'è scritto peace, non è più pace, però più o meno suona lo stesso, no?
00:16:31È inglese. In altre lingue si dice in un'altra maniera.
00:16:35Ma il problema non è la sintassi del nostro parlare e del nostro percepire i significati di queste macchine.
00:16:45Il problema è appunto la semantica, no? Cioè ciò che nel profondo c'è.
00:16:52Allora voi comprendete che è importante il contesto di una Chiesa,
00:16:58perché la Chiesa, come contesto di esposizione di queste macchine per la pace,
00:17:05vuol dire tu che entri in questa Chiesa e guardi la mostra,
00:17:10togliti dalla testa che pace vuol dire non belligeranza e basta.
00:17:19Secondo il detto antico, si vis pace in parabellum.
00:17:23Se vuoi la pace, organizzate con le armi.
00:17:29Allora, con tutto il rispetto del progetto, che è un progetto culturale,
00:17:36noi dobbiamo mettere in evidenza, se questa mostra è nella Chiesa degli artisti,
00:17:44che essendo una Chiesa cattolica fa riferimento al magistero universale del Papa,
00:17:50Papa Leone, non parliamo di Papa Francesco che sulla pace unica voce nel mondo si è spesso in una certa direzione,
00:18:00ma Papa Leone all'inizio del suo pontificato ha parlato della pace vera.
00:18:06La pace vera è quella disarmante e disarmata, perché non esistono paci vere, autentiche, giuste,
00:18:20senza il coraggio, come dice Leone Quattro di Giorgio, del disarmo, del disarmo universale.
00:18:25Per cui collocare queste macchine per la pace in una Chiesa è diverso che collocarle, che so, in una struttura militare,
00:18:36è diverso che collocarle in altri ambienti. Perché?
00:18:41Perché lo Sprachspiel, il gioco linguistico, che è appunto il magistero della Chiesa cattolica,
00:18:48ma di più il sit-sim-leben, il contesto vitale di una Chiesa.
00:18:54Chi entra in Chiesa, ha delle macchine per la pace, immediatamente non può non ricordare.
00:18:59Noi dovremmo nell'esposizione questo metterlo in evidenza, perciò io accetterei volentieri
00:19:04che insieme alla vostra mostra venga collocato un volto del Cristo, Fuel for Peace,
00:19:11che è fatto di tanniche di benzina, quelle utilizzate dai carri armati per fare la pace.
00:19:20Mi spiego? Per dare il segnale trasformeranno le lance, per fare la guerra, in falci per mietere il crano
00:19:28e sfamare il mondo. Ci siamo? Allora il contesto è il messaggio della pace di Gesù.
00:19:35Io vi porto la pace, io vi do la mia pace, la mia pace. E la mia pace non è come la dà il mondo.
00:19:45Quindi questo è un grande significato che queste macchine per la pace, no?
00:19:49Fatto tutto lo sconto dell'importanza culturale, folcloristica, religiosa, che è interessante,
00:19:57ma a noi Chiesa Cattolica del religioso ci interessa tanto quanto. A noi interessa il sapere della fede cristiana
00:20:07che pretende avere un carattere pubblico e dire vogliamo dialogare sul serio, che l'UNESCO vuole il dialogo tra le culture,
00:20:17vogliamo dialogare con tutti i saperi del mondo sul tema della pace.
00:20:22E allora se vogliamo dialogare tra tutti, e dobbiamo dialogare tra tutti, perché soltanto in questa sinodalità di dialogo
00:20:30possiamo puntare e percorrere vie di pace, ebbene in questo dialogo ci deve essere anche il sapere della fede cristiana.
00:20:40Cioè il messaggio che sulla pace dice nostro Signore Gesù Cristo.
00:20:45E questo, lo dico qui davanti all'Onorevole, che so essere cattolico, ma da cattolico deve stare in politica, no?
00:20:58E quindi sicuramente in Parlamento non necessariamente deve citare Gesù di Nazareth,
00:21:04ma il sapere di Gesù di Nazareth non può non orientarlo, se la Fucci le ha insegnato qualcosa,
00:21:11non può non orientare la sua coscienza sulle vie della pace e della pace di Gesù.
00:21:16Questa cosa non è scontata, perché?
00:21:20Papaleone dicevamo vogliamo la pace disarmata e disarmata.
00:21:24Il ragionamento pubblico sapete qual è?
00:21:28Chi è Papaleone?
00:21:30Papaleone è il nuovo Papa della Chiesa Cattolica.
00:21:33Chi è la Chiesa Cattolica?
00:21:35La Chiesa Cattolica è un'istituzione religiosa, no?
00:21:38Un'istituzione religiosa.
00:21:40Che cos'è un'istituzione religiosa?
00:21:42Un'istituzione religiosa fa riferimento a qualche cosa che potrebbe essere una rivelazione che viene da altrove,
00:21:49la rivelazione di un Dio.
00:21:51Ma chi è Dio?
00:21:52E Dio è qualcuno che viene da creduto a chi ci vuole credere,
00:21:56perché sostanzialmente viviamo in società secolarizzate dove il religioso viene messo da parte,
00:22:02spiazzato, de passé, privatizzato dentro l'intimismo della coscienza religiosa che ci vuole credere.
00:22:09In più abbiamo la grande impostazione da 300 anni a questa parte,
00:22:13data da questo metaverso illuminista che è stato creato per noi,
00:22:17in cui noi navigliamo con tutta l'UNESCO e con tutte le macchine per la pace,
00:22:22che ha stabilito che la fede crede le cose che non si possono sapere.
00:22:26Mentre la ragione, la nostra ragione, specialmente la realpolitik,
00:22:31dei ragionamenti, dei grandi politici, loro sanno le cose
00:22:36e poiché le sanno non hanno bisogno di crederle.
00:22:40Se la pace disarmata e disarmata di Papa Francesco e di Papa Leone
00:22:46è la pace di Gesù e Gesù non è un sapere spendibile pubblicamente,
00:22:52cioè non è un sapere che dice come sta la realtà delle cose sulla pace e sulla guerra
00:22:58e allora diceva bene, accogliamo la pace disarmata e disarmata,
00:23:04tanto più che adesso il Papa è sovrano per modo di dire, non ha eserciti,
00:23:09perché in tempo il Papa aveva eserciti e poteva imporre la pace
00:23:15come la dà il mondo, come continuiamo a volerla dare noi, pace, non belligeranza,
00:23:21come guarda, che cosa è stato fatto?
00:23:24Lo dico qui, perché lo dico dappertutto, lo dico in chiesa, perché non lo devo dire qui.
00:23:30Ricordate quando con l'elezione di Trump si cominciava a dire
00:23:39che le guerre sarebbero finite subito, perché il nuovo imperatore dell'America
00:23:45avrebbe determinato la pace nel mondo e sarebbe stato veramente interessante.
00:23:52Noi quando è morto Papa Francesco e abbiamo visto Trump e Zelensky seduti
00:23:57come due ragazzi, come ci sedevamo noi quando eravamo bambini sugli scanni,
00:24:02abbiamo avuto da lì un segno di speranza della morte di Papa Francesco.
00:24:08Dici, vedi, fin quando è stato vivo questo qui, ha parlato, ha insistito
00:24:12da tutte le parti e niente. Adesso è morto e è un po' come accade anche nei nostri paesi
00:24:17quando fratelli e sorelle litigano tra di loro, poi muore la madre, muore il padre,
00:24:24ritornano, fanno pace, amicizia. Quello per me è stato un segno di grande speranza.
00:24:29Però cos'è capitato in Europa mentre ci aprivamo tutti alla speranza
00:24:36che venisse fuori la pace in Ucraina? È la grande idea che dovevamo costituire
00:24:43un esercito europeo e dovevamo continuare a comprare armi.
00:24:47Noi appoggiamo e difendiamo l'Ucraina in questa, che non chiamiamo operazione speciale,
00:24:54ma chiamiamo guerra e compriamo le armi anche dagli americani per darle all'Ucraina.
00:25:01D'accordo? Cioè, nelle condizioni di non belligeranza, che continuiamo a chiamare pace,
00:25:07in Ucraina dobbiamo comprare più armi ancora?
00:25:13Allora comprendete e chiudo.
00:25:16Il periodo natalizio è il periodo più bello per poter fare questa mostra in una chiesa,
00:25:22in una chiesa, perché è il periodo in cui noi facciamo memoria della venuta di nostro Signore
00:25:30Gesù Cristo, il quale si annuncia così. Il messaggio natalizio più importante è questo,
00:25:38ecco, la pace. È venuto a portare la pace. E se, come diceva Papa Francesco, nel mondo
00:25:46ci sono questi fronti di questa guerra mondiale consumata a pezzi, il messaggio del Natale
00:25:54non può essere così equivocato e non può essere così innocuo o neutro rispetto al problema
00:26:01della guerra e della pace. Per cui tutti questi cattolici e anche i non cattolici che entrano
00:26:07nelle chiese vanno a godersi in queste forme estetizzate eccessivamente del cristianesimo
00:26:14come i presepi. Oh che bello il presepe! Oh che bello il presepe! Ma è davvero bello il presepe!
00:26:24È davvero bello il presepe! Secondo me il presepe è bellissimo, ma non della bellezza di cui parlano
00:26:35quelli che vanno e gli dici, oh che bello! Gli antichi mestieri e non si vedevano più, capisci?
00:26:41Ti ricordi quando c'era? È la statuina, oh che bello! Poi gli dici questo è il presepe
00:26:45fatto da uno scultore importante esteticamente, ah è straordinario, è un capolavoro, d'accordo!
00:26:54Ma dov'è la bellezza del presepe? La bellezza del presepe, e chiudo con questo così che voi
00:27:02a Natale possiate eventualmente sintonizzarti su questa bellezza e aprire gli occhi e guardarla
00:27:09finalmente. La bellezza del presepe è che quel bambino che vedi anche nudo, insieme a due
00:27:17genitori che non avevano posto per l'albergo non perché non ci fossero alberghi, ma perché
00:27:25non avevano i soldi per pagare l'albergo. Buttati fuori dalla città, cioè dalla relazione
00:27:32sociale, soffrono il freddo e il gelo. E se mi è consentito anche un po' la puzza che gli
00:27:43animali che erano in quella stanza sicuramente emanavano. Perché l'animale oltre a emanare
00:27:51calore, funzionare da calorifero, in questa stanza al freddo e al gelo, emana una certa
00:27:57insopportabile puzza. E me lo chiamate bello? Questa scena è bella? È davvero bella? Quando
00:28:10chiesi a dei bambini a Pozzallo, chi di voi vuole nascere come è nato Gesù? Avevo appunto
00:28:17parlato della bellezza del presepe. Perché? A quell'anno ho sostenuto che il presepe è
00:28:25bello. Chi vuole? Nessuno. Erano 300. Dico, ma come nessuno vuole nascere come è nato
00:28:30Gesù? Perché? Perché? Un bambino che stava di fronte, che non era nemmeno di prima elementare,
00:28:37era già scolarizzato, alza il dito, viene da me e dice, ma tu perché non vuoi nascere come
00:28:43è nato Gesù? E il bambino mi rivela tutta la bellezza del presepe, dicendomi, perché
00:28:53il presepe è brutto. Cioè il bambino, come quella storia del re nudo, il re è nudo, il
00:29:00bambino non lo dice, il re è nudo, è il bambino, con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi
00:29:05la tua potenza, sopra i tuoi avversari. Il re è nudo, un bambino lo dice, il re è
00:29:10nudo, il presepe è brutto, l'ha detto un bambino e da lì ho capito la bellezza del
00:29:16presepe. La bellezza del presepe sta nel fatto che tu, che vai a guardarlo, ti avvicini nel
00:29:22silenzio con il tuo orecchio alla bocca del bambino Gesù e ricevi il messaggio autentico
00:29:29della bellezza che salverà il mondo e porterà la pace. Adesso tu te ne vai via da qui, te
00:29:36ne vai via da qui e ti impegnerai nella tua vita a non far nascere nessuno, nessun essere
00:29:42umano come sono nato io, perché io sono Dio e nasco in questo presepe occupando tutti
00:29:48gli spazi della schifezza universale, come la guerra. La guerra è uno spazio di schifezza
00:29:58umana universale, ebbene quello spazio è occupato dal crocifisso, io occupo la croce, il segno
00:30:08più brutto del mondo, la croce dove pende l'innocente, occupo tutti gli spazi delle croci
00:30:16del mondo, tu impegnati nella tua vita, a non crocifiggere nessuno, anzi impegna la tua
00:30:22vita come ho fatto io, obbedendo al mio comandamento, ad amare gli altri come io ho amato te e così
00:30:28diventerai davvero operatore di pace. Ecco, se questo è vero, chiunque entrerà in questa
00:30:36chiesa e vedrà e si godrà questa mostra, riceverà il messaggio autentico della pace
00:30:44e se culturalmente un po' la mentalità l'ha cambiata e la vuole cambiare. Perché
00:30:52se resta con l'idea della realpolitik per fare la pace e tenere pace nel mondo dobbiamo
00:31:02armarci, rincorsa agli armamenti, noi perdiamo la grande occasione, unica, assoluta, per creare
00:31:12davvero pace nel mondo che è il disarmo, il coraggio del disarmo. Io spero che in questo
00:31:19Natale molti di noi possano averlo, almeno come consapevolezza e coscienza. Grazie.
00:31:29Grazie, grazie Monsignor Stagliano per queste riflessioni che ci inducono ad approcciarci non
00:31:37soltanto a questa mostra, ma a questo Natale che verrà con un sentimento che non può non
00:31:43vederci come portatori di pace, nel nostro piccolo ognuno di noi. E' questo lo sforzo
00:31:52che viene richiesto a tutti quanti noi in questo momento così delicato nella storia dell'umanità
00:31:57ed è questo che viene richiesto a comunità di pratica di un patrimonio UNESCO. La mostra
00:32:07è patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO
00:32:17fin dalle sue origini ed è realizzata in collaborazione con l'Istituto Centrale per il patrimonio immateriale
00:32:25e con il quale Rete delle Grandi Macchine ha un dialogo aperto ormai da molti anni e possiamo
00:32:34professore dire che il lavoro che abbiamo fatto in questi anni ha spinto in avanti il patrimonio
00:32:41culturale e materiale italiano e quindi io ringrazio molto l'Istituto per questa grande attenzione
00:32:47che riserva sempre anche nelle condizioni diciamo più difficili come questa per i tempi
00:32:53veramente stretti per l'organizzazione di una mostra che speriamo dia il messaggio che
00:33:00tutti noi vogliamo che dia. Prego
00:33:03Grazie. Volevo iniziare questo mio breve intervento ringraziando Monsignor Saliano perché
00:33:12le sue parole hanno avuto un riscontro come dire personale perché ho un figlio neolaureato
00:33:20in ingegnere elettronica che da un mese e mezzo da quando si è laureato sta ricevendo offerte
00:33:25di lavoro esclusivamente da aziende che producono armi e lui le sta rifiutando.
00:33:32Quindi insomma. Vabbè detto questo e volevo...
00:33:37Non vuole progettare razzi? Non vuole progettare missili?
00:33:57Questa è una grande macchina di pace, una macchina umana.
00:34:06Tornando invece alla mostra, noi stiamo lavorando con la rete delle macchine a spalla ormai da
00:34:12una decina d'anni. Abbiamo avviato un lavoro di documentazione audiovisuale delle feste della
00:34:21rete delle macchine nel 2015 e abbiamo incominciato a promuovere questo lavoro di documentazione
00:34:30molto originale, molto innovativo, appena pronto. Nel 2017 abbiamo incominciato a promuovere
00:34:39questo materiale. Nel 2019 è diventato parte di una nostra mostra all'estero che aveva un
00:34:50percorso in Sud America e in Europa orientale con varie tappe. È diventato oggetto questo
00:35:00materiale di una mostra che è stata realizzata a Milano nella chiesa sconsacrata di San Sisto
00:35:06in cui appunto la documentazione molto originale dal punto di vista proprio audiovisuale delle
00:35:17feste è stata utilizzata, questa documentazione, attraverso una serie di elementi di innovazione
00:35:29tecnologica, vitomepping per esempio, che hanno trasformato appunto le pareti e la volta
00:35:35di questa chiesa milanese in superfici per affreschi viventi. Quindi insomma il lavoro che abbiamo
00:35:46fatto con le macchine a spalla è stato importante perché appunto non solo abbiamo sviluppato,
00:35:51abbiamo sperimentato nuove forme di documentazione audiovisuale molto più innovative rispetto alla
00:35:56tradizionale documentazione di carattere etnografico perché appunto sono documenti visivi in cui chi ha fatto
00:36:08le riprese è andato sotto le macchine, è andato a riprendere il lavoro dei facchini, dei portatori,
00:36:16dei cullatori perché appunto era importante raccontare quello che facevano i portatori delle macchine.
00:36:26e quindi insomma una documentazione molto originale, molto innovativa e che si è affiancata nel corso
00:36:33del tempo appunto a queste innovazioni di carattere tecnologico che hanno consentito una restituzione
00:36:39molto più coinvolgente rispetto al pubblico di immagini che dal punto di vista scientifico
00:36:47tradizionalmente venivano guardate con un occhio molto, come dire, molto disattento anche diciamo così,
00:36:53o meglio un occhio attento sulla parte degli studiosi. Invece in questo caso abbiamo cercato di coinvolgere
00:37:01le persone insomma e questo è un lavoro che abbiamo portato avanti anche durante il Covid, durante il periodo
00:37:10del lockdown, con la sospensione delle feste, abbiamo cercato di offrire una sorta di risarcimento
00:37:19alle comunità festive, proponendo le immagini della festa su edifici storici delle città, Viterbo, Sassari, Nola, Palmi,
00:37:32edifici scelti dalle comunità stesse. Quindi è stato un lavoro appunto di supporto alle comunità
00:37:42che non potevano festeggiare. 20, 21, in quegli anni lì appunto non è stato possibile festeggiare
00:37:48e abbiamo cercato appunto di offrire questo piccolo modesto risarcimento utilizzando le nuove tecnologie.
00:37:55Quindi insomma questo è un pochino il punto di partenza, la nostra collaborazione con la rete delle macchine
00:38:02anche per le mostre della serie di Machine for Peace e quindi anche appunto nella Chiesa degli Artisti
00:38:12a Santa Maria e Montesanto questi materiali audiovisivi saranno utilizzati per restituire in maniera coinvolgente
00:38:20lo spirito della festa e il lavoro di chi le macchine porta sulle spalle come offerta al Santo Patrono,
00:38:33insomma offerta anche di carattere religioso e quindi insomma questo è il lavoro che abbiamo fatto.
00:38:39Grazie. Grazie. Grazie molte Leandro. Sì, è una cosa molto sintetica ma di una storia di anni
00:38:51che ha avuto davvero l'obiettivo di mettere in luce il focus di questo patrimonio religioso, culturale,
00:39:00le comunità di pratica. Noi lavoriamo molto su questo perché la Convenzione questo ci dice di fare
00:39:08non possiamo prescindere dalle comunità di pratica, non posso farlo io nella mia qualità, nella mia funzione,
00:39:17non lo possono fare soggetti istituzionali, non lo possono fare soggetti ministeriali,
00:39:22ma noi operiamo perché queste comunità abbiano la consapevolezza del significato, della relazione,
00:39:30di quello che sono riusciti a tramandare nei secoli, un modo di fare, un'apertura verso l'altro.
00:39:40Se non ci fosse questo non ci sarebbe il miracolo dei trasporti, perché quello è un miracolo,
00:39:47è un'offerta della forza, è un'offerta devozionale della resistenza. Penso ai candelieri di Sassari,
00:39:55portatori dei candelieri che sono più leggeri, più piccoli rispetto ai giti, no? La macchina di Santa Rosso
00:40:03o la macchina, o la varia di palmi, ma loro danzano con questi candelieri per otto ore quasi sul posto,
00:40:12un chilometro e otto dal centro storico di Sassari alla chiesa di Santa Maria di Bette,
00:40:19e poi viene sciolto il voto. Ma quello è davvero un miracolo, in condizioni normali quello che fanno
00:40:26questi ragazzi sotto le macchine non si potrebbe verificare. Per cui grazie, grazie anche all'Istituto
00:40:35che ci segue, con il quale ci confrontiamo sull'indirizzo scientifico e per tutto il lavoro
00:40:42che l'Istituto fa per dare rilievo e luce a questa tipologia patrimoniale. La mostra ha avuto il privilegio
00:40:52di avere il patrocinio del Dicastero per l'Evangelizzazione e per il Giubileo 2025. È una bellissima nota
00:41:03di Monsignor Fisichella. E questo ci riempie veramente di gioia, perché partecipare di questo
00:41:13percorso, di quest'anno così importante, in un momento storico così importante, e contribuire
00:41:21a chiudere questo anno così importante, ma non per chiuderlo, per rilanciarlo, perché noi questo
00:41:28messaggio di pace continueremo a portarlo in tutto il mondo, laddove riusciremo a farlo.
00:41:36Noi pensiamo all'Ucraina, noi pensiamo di nuovo alla Terra Santa, è lì che si chiuderà
00:41:41questa mostra. E quindi grazie, professore Ventura, per questo. In tutto questo il soggetto
00:41:50istituzionale. Le istituzioni sono un soggetto di interlocuzione molto importante per il
00:41:57coordinamento tecnico-scientifico, perché consentono di fatto con la loro vicinanza il
00:42:02loro impegno pratico. Il Comune di Viterbo, in questo momento come prima il Comune di Sassari,
00:42:09è il referente amministrativo del bando della legge 77-2006 che ci consente di fare questo
00:42:16progetto culturale. La Sindaca Frontini ha mostrato grandissima sensibilità, fin da quando
00:42:25abbiamo, Chiara, avviato questo progetto Machine for Peace proprio a Viterbo, con un grandissimo
00:42:32concerto che abbiamo realizzato, che è involgendo i musicisti e i cantanti d'opera dei teatri
00:42:40d'opera ucraini. E da allora abbiamo continuato insieme a fare questo percorso.
00:42:46Prego, la Sindaca.
00:42:49Sì, grazie Patrizia, mi associo ovviamente anch'io ai ringraziamenti. Hai ragione quando
00:42:58dici che il protagonismo dell'UNESCO in questi anni, almeno in questi tre anni, ma sicuramente
00:43:04anche prima, io parlo dell'esperienza vissuta sulla pelle, è stato un protagonismo assoluto
00:43:11non soltanto nei giorni delle feste, perché noi siamo soliti a dire che dobbiamo trovare
00:43:17il modo di far vivere la magia, la narrazione, il sentimento di queste feste un po' tutto
00:43:23l'anno e grazie all'UNESCO e a tutto quello che si sta costruendo intorno ai valori che questo
00:43:31porta con sé ci stiamo riuscendo. Ma non è un protagonismo di facciata, non è un protagonismo
00:43:38di grafiche social o di qualche video di marketing, certo, c'è sicuramente un aspetto
00:43:45di promozione turistica, di racconto di un territorio ovviamente, ma più e ancora prima
00:43:51di tutto questo c'è il forte convincimento dei valori che i trasporti delle macchine e
00:43:58quindi il patrimonio immateriale portano con sé. Se si percepisce questo attaccamento,
00:44:05questa voglia di investire, questa voglia di crederci è perché c'è grandissima consapevolezza
00:44:10del valore che i trasporti hanno, io parlo del nostro ovviamente, ma insomma in generale
00:44:17come anche un po' come sicuramente anche gli altri tre sindaci penseranno del proprio,
00:44:22c'è il valore che i trasporti hanno per le nostre comunità, chiaramente a livello di
00:44:28radici nelle tradizioni, a livello di prosecuzione, di testimonianza di una storia profonda, ma anche
00:44:35il valore che questi valori hanno e possono avere nel mondo. Quindi c'è un duplice livello
00:44:42di convincimento. Quanto questi trasporti, queste tradizioni e questi sentimenti siano importanti
00:44:50per le comunità che guidiamo e quanto questi valori e questi sentimenti possano essere importanti
00:44:57per il mondo intero se siamo in grado di trasmetterli nel modo giusto. Perché la metamorfosi, la
00:45:06metafora di quello che succede sotto la macchina di Santa Rosa e sotto i gigli di Nola e sotto
00:45:11i candeleri di Sassere e sotto la varia di Palmi è un qualcosa che rimanda all'unione,
00:45:18che rimanda alla profondità della tradizione, che rimanda all'identità, che rimanda alla
00:45:25corporazione nel senso dell'unità di un popolo. E se noi trasponiamo tutto questo a livello
00:45:31universale, l'unità dell'umanità porta la pace. E quindi non è soltanto un lavoro di
00:45:40promozione, ma è un grosso lavoro concettuale, valoriale, identitario, sottostante tutta questa
00:45:45progettualità e perciò il credo e l'investimento che c'è in macchine di pace, ma in generale
00:45:52nella promozione dei valori dell'UNESCO e dei nostri trasporti che sono patrimonio immateriale,
00:45:58restituisce una visione del mondo. E questo è, credo, il cuore di tutto il ragionamento
00:46:04che ogni rappresentante politico-istituzionale o chiunque si impegni nel donare qualcosa di
00:46:10sé, a qualcosa che è altro da sé, dovrebbe possedere. Poi non è necessario che le visioni
00:46:15del mondo siano tutte uguali, ma sicuramente questa è davvero profonda, sentita e radicata.
00:46:21E quindi portare macchine di pace nel cuore di Roma, in un luogo sacro, nell'anno del giubileo
00:46:29significa raggiungere un picco di un percorso che è già stato un percorso dal punto di vista
00:46:36valoriale molto importante. In questi tre anni abbiamo vissuto il decennale del riconoscimento
00:46:40del patrimonio, abbiamo raccontato questa mostra da Betlemme a Praga, passando per Parigi, e
00:46:50oggi nell'anno del giubileo, con il trasporto che ha già vissuto nel nostro caso qualcosa
00:46:56di straordinario, Monsignore si senta già formalmente invitato, poi magari ci sarà modo
00:47:02di farlo ufficialmente la sera del 3 settembre, quest'anno grazie al nostro Vescovo noi abbiamo
00:47:08fatto uscire non soltanto chiaramente la macchina, di solito c'è il cuore di Santa Rosa che sfila
00:47:17per le vie della città, quest'anno l'intero corpo incorrotto della Santa, che è stato un
00:47:21qualcosa di potentissimo, era anni che non succedeva, quando è stata l'ultima volta nel 2016,
00:47:30quindi è stato un qualcosa di veramente significativo per tutta la comunità, a sottolineare questo
00:47:34legame molto molto forte che c'è tra le comunità, la fede religiosa e dei valori che ispirano
00:47:43insomma un modo di essere e di pensare. Quindi tutto questo per dire che siamo non soltanto
00:47:51contenti ma orgogliosi e onorati di poter essere ospitati con la mostra di macchine di pace in
00:47:57questo contesto così prestigioso e appunto con dei valori così profondi per poi dare l'abbrivio
00:48:04al 2026 che sarà un anno altrettanto denso di appuntamenti con i nostri trasporti, con le
00:48:13nostre comunità di pratica. Hai ragione quando dici che gestire un patrimonio materiale sicuramente
00:48:20è difficile, magari lavori da fare, restauri, attenzione ai beni che sono irripetibili perché
00:48:28poi insomma se si distrugge un bene materiale poi è andato. Ma gestire le persone con i
00:48:36loro caratteri, i loro bisogni, le loro necessità, le loro a volte divisioni, a volte ricuciture
00:48:45è un lavoro intenso che non comporta soltanto, anzi che è tutto meno che un'opera di ingegneria
00:48:51ma è un'opera di spirito e quindi è molto più drenante di quanto non sia magari ristrutturare
00:48:58una facciata o ripristinare uno smottamento. Quindi sappiamo tutti quanto questo impegno
00:49:04sia un impegno come in un matrimonio, come in una qualsiasi relazione duratura, per farla
00:49:10funzionare ci vuole da metterci del proprio. Quindi se ogni parte di questo complesso puzzle
00:49:17che da noi è relativamente facile, siamo due, però insomma nel nostro essere duali
00:49:22poi ognuno di noi ha anche delle proprie comunità a cui tenere in considerazione, nelle altre
00:49:28comunità è un pochino a volte più complesso ma tutto questo lavorio ci porta, va ricondotto
00:49:36comunque a questo e poi concludo a questo elemento valoriale di fondo che non dobbiamo mai perdere
00:49:41di vista e quindi come quel bambino che invita a guardare la luna e non il dito, ecco l'appello
00:49:48è questo, è che siano i valori dei trasporti, i valori del patrimonio immateriale dell'umanità
00:49:53che ci guidino sempre nelle azioni quotidiane e nella costruzione pezzetto dopo pezzetto, giorno
00:50:00dopo giorno, dissidio dopo dissidio, ricucitura dopo ricucitura, non soltanto a tenere insieme
00:50:04le nostre comunità di pratica, i nostri soggetti istituzionali ma a farli lavorare verso uno scopo
00:50:10condiviso. Grazie. Grazie sindaca a dire che sono molto orgogliosa della mia rete delle
00:50:21grandi macchine a spalla, consentitemi di dirlo, delle comunità ma di soggetti istituzionali
00:50:28immaturi che hanno perfettamente inteso il valore di un percorso del genere. Il riconoscimento
00:50:34onesco non è mai una medaglia a ciò che si è fatto, è lo sprone a fare, a fare sempre
00:50:42di più, è un punto di partenza, un riconoscimento onesco. E noi questo percorso lo pratichiamo
00:50:48da vent'anni, è un piccolo ventaglio temporale, vent'anni rispetto alla secolarità delle vostre
00:50:58feste. Ma è proprio questo cemento che c'è tra di voi, che è consentito che cose così
00:51:04lontane del tempo siano potute arrivare fino a noi. Io chiuderei questo pomeriggio bellissimo
00:51:11di riflessioni straordinarie sentendo la comunità di pratica. Quindi invito il vicepresidente
00:51:18dell'associazione Gramas, che è l'associazione delle comunità delle 36 associazioni che fanno
00:51:25parte della rete delle grandi macchine a spalla, prego Massimo, invito anche nella postazione
00:51:31il referente della comunità di Nola, Antonio Dascoli. Loro rappresentano oggi tutte le 36
00:51:41associazioni di rete delle grandi macchine.
00:51:44No, va bene anche qui. Allora io ho un momento solo per condividere questo momento importante
00:51:50con le nostre comunità festive. Quello che mi veniva da pensare rispetto a quest'altro
00:51:57risultato, anche nelle nostre comunità sono in cammino, come nel nostro giubileo. Forse
00:52:03quando è iniziato il nostro percorso mai avremmo immaginato di portare le nostre dimensioni
00:52:10locali in una dimensione globale, anche toccando temi così importanti come la pace nel mondo.
00:52:18Invece l'energia delle nostre tradizioni, delle nostre feste ci ha permesso di fare
00:52:23tutto questo. Quattro comunità che apparentemente erano così diverse hanno trovato una forte
00:52:30comunanza perché dopo anni di matrimonio non c'è stata nessuna separazione, è andata avanti
00:52:37con grande condivisione. Ci ritroviamo nel sentimento di questo trasporto verso questa verticalità
00:52:44impossibile, come dice qualche nostro documentario. E anche questo affratellamento è importante,
00:52:50è un messaggio che si percepisce anche all'esterno, conoscendoci abbiamo potuto fare un percorso
00:52:56in cui abbiamo potuto verificare quelle che sono i nostri punti di contatto, le nostre
00:53:02comunanze, ma anche le nostre differenze. Ma spesso, Patrizia, siamo riusciti, Massimo,
00:53:07anche a trasmetterci delle buone pratiche. Quindi questo è un altro aspetto importante.
00:53:14Come diceva il sindaco di Viterbo, non mancano nelle singole comunità anche momenti di tensione,
00:53:22di frizione, di divisione, ma poi si ritorna nuovamente all'uno. E questo è ancora più
00:53:27miracoloso quando poi ragioniamo in quattro comunità, con le forti passioni che ci sono
00:53:32durante i trasporti. E poi ecco un percorso di condivisione che ci porta a questo importante
00:53:39risultato, quello di questa inaugurazione di questa mostra, che poi è l'ultimo anello
00:53:45di un percorso che ci vede ancora una volta protagonisti. E ancora un'altra riflessione,
00:53:51quello che questo percorso ci ha migliorati, ci ha migliorati nella ricezione degli ospiti
00:53:59nelle nostre città, il rapporto tra le nostre feste e gli spazi urbani. E anche qui, anche
00:54:05le problematiche dobbiamo affrontare attraverso le nuove normative che ovviamente si pongono.
00:54:12Il sindaco è tra l'altro un alfiere in prima linea tra i sindaci a porre questo problema
00:54:18insieme agli altri. L'altro tema è come coniughiamo i motivi di sicurezza con la necessità
00:54:25di non deformare le nostre tradizioni. Queste sono le sfide che ci attendono ancora negli
00:54:33anni e l'importante è riuscire poi a trasmettere questo spirito alle nuove generazioni senza
00:54:39mai tradire, accettando come dire gli impulsi della modernità, altrimenti sarebbe tutto
00:54:45cristallizzato, ma mai perdere la nostra identità. E soprattutto i motivi dei nostri festeggiamenti
00:54:54che sono feste essenzialmente religiose, questo fuoco, questa devozione deve restare sempre
00:54:59sempre vive. Io approfitto per salutare tutti voi e ovviamente porto anche il saluto del mio
00:55:05sindaco e della comunità festiva e sono sicuro, sono certo che ancora una volta questo progetto
00:55:12nell'anno giubilare sarà ancora una volta un momento di ripartenza. Grazie e auguri alla rete.
00:55:18Grazie Antonio, il suo intervento è una conferma di quello che abbiamo detto oggi pomeriggio,
00:55:26rispetto allo spirito vero delle comunità di pratica di rete delle macchine. Allora,
00:55:30in chiusura e prima di salutarci il vicepresidente di Diramas, presidente del suo delizio di
00:55:36Pecchini-Santerosa, mio interlocutore in questo momento, insomma, attivo, devo dire,
00:55:45praticamente di tutti i giorni. 24 ore su 24.
00:55:48H24. Per questo ringrazio Patrizia per il grande lavoro che sta svolgendo da tanti anni
00:55:57per la rete ed è grazie a lei, anche a lei soprattutto, che la rete è arrivata a questi
00:56:05livelli. Quindi grazie Patrizia, grazie alla nostra sindaca che non finiremo mai di ringraziare
00:56:12per, veramente, quello che ha detto Patrizia, da tre anni a questa parte, l'attenzione sull'aspetto
00:56:20della rete è stato portato ai massimi livelli. Di questo bisogna darne atto a Chiara Frontini
00:56:28che ha fatto e sta facendo un lavoro molto importante. Siamo a noi, noi ovviamente siamo
00:56:37al suo fianco, al fianco dell'amministrazione, perché sia noi, comunità, sia le istituzioni
00:56:45capiamo profondamente qual è l'importanza di questo lavoro che stiamo facendo. Grazie
00:56:52al professor Ventura per le belle parole che è sempre in grado di spendere nei confronti
00:56:57delle comunità e un grazie particolare, lo voglio rivolgere al Monsignor Staglino
00:57:01per questo scossone forte che ha dato alle nostre coscienze. Ogni tanto ci vuole, perché
00:57:09noi diamo a volte le cose date per scontate, ma non è così, quindi grazie per questo schiaffo
00:57:16che ci ha dato, ci vuole ogni tanto, schiaffo di correzione, come l'abbiamo ricevuto da ragazzi,
00:57:23ma serve uno schiaffo quando c'è l'investitore del Cavaliere. Bravo, esatto, uno schiaffo
00:57:31come il buffetto della Cresi, ma insomma, quello è significativo, abbiamo tutti paura, il
00:57:37vescovo ti dava una pappata, invece è simbolico. Comunque grazie veramente di tutto. Non potevamo
00:57:44concludere meglio questo anno giubilare. La sindaca ha prima ricordato che oltre al trasporto
00:57:52della macchina quest'anno eccezionalmente è uscito il corpo incorrotto della Santa per
00:57:58le vede di Viterbo, è stato un giubilo, veramente una peste importante, importantissima partecipata,
00:58:04è stato un momento molto forte, molto forte per la nostra comunità e anche per le comunità
00:58:09presenti, perché c'erano tutti, c'era Palmi, c'era Nola, c'era Sassari, quindi abbiamo festeggiato
00:58:15tutti insieme, Antonio, ricordando l'unità che si è creata tra le nostre comunità.
00:58:22era una scommessa, non era facile all'inizio, quando siamo partiti, nel 2006 addirittura,
00:58:31nel 2005 noi c'eravamo, però il tempo ci ha dato ragione, quindi eravamo tutti lì a festeggiare
00:58:38tutti insieme questo momento importante. Con i nostri ragazzi, con noi facchini di Santa
00:58:43Rosa, con i portatori, con i cullatori, con i gremianti, con gli imbuttatori, perché questi
00:58:51uomini, Monsignore, sono non solo portatori di fede, sono anche portatori di pace, perché
00:59:00è vero che questa mostra si chiama Machines for Peace, ma queste macchine vengono portate
00:59:08da uomini che portano sulle loro spalle la fede e la pace, il messaggio di pace. Io dico
00:59:13sempre, paraprasando un premier britannico che diceva che la nostra organizzazione è una
00:59:20gioiosa macchina della guerra, noi siamo una gioiosa macchina di pace ed è questo che
00:59:26facciamo. Il nostro sudore, la nostra fatica sotto queste imponenti mole che pesano, avrà
00:59:34modo di vedere se viene, magari è invitato anche da noi comunità il 3 settembre, pesano
00:59:41tantissimo e lo sforzo che fanno questi ragazzi che ho fatto io per 32 anni è proprio dedicato
00:59:48alla pace. Noi quest'anno abbiamo dedicato il trasporto intero alla pace nel mondo, che
00:59:56sembra una banale retorica, ma non lo è, soprattutto in questo momento. L'abbiamo tutti sentito e condiviso
01:00:04in maniera molto potente, perché c'era bisogno di farlo e faremo ancora di più. I progetti
01:00:11che ci porteranno all'estero, che ci hanno portato nel passato da Bethlehem fino a Belgrado
01:00:16e ci porteranno l'anno 21 in altre mete per presentare questa macchina di pace che sarà
01:00:24esposta, grazie per questo, grazie a tutti, dal 7 dicembre fino al 6 gennaio in questa
01:00:33meravigliosa chiesa. Speriamo che abbia il risultato che lei, che ci auspichiamo tutti,
01:00:43che lei insomma ci ha indirizzato, verso il quale ci ha indirizzato e questo anno che
01:00:48avvenire ci porterà in altre mete e questo è il messaggio che noi comunità, i facchini
01:00:54di Santa Rosa, i cremianti, gli imbuttatori e i cullatori portiamo per il tutto il mondo.
01:01:02Lo facciamo sempre con fede, forza e volontà che è il motto dei facchini, ma come diciamo
01:01:08noi sempre tutti di un sentimento. Grazie.
01:01:17Grazie Massimo, anche per il tuo incoraggiamento, tutti questi anni devo dire voi mi avete incoraggiata
01:01:25molto ragazzi, voi eravate sotto le macchine e sentivate il peso fisico della macchina, è
01:01:31avuto un altro tipo di peso, però è stato leggero questo peso, nonostante la complessità
01:01:36del percorso e quindi andiamo avanti perché questo è il nostro compito. Io ringrazio veramente
01:01:43tutti, ringrazio voi per la vostra presenza, ringrazio moltissimo per le riflessioni alle
01:01:50quali ci ha indotto Monsignor Antonio Stagliano che ospita la nostra mostra nella bellissima
01:01:56chiesa degli artisti, ringrazio il Professor Leandro Ventura, l'Istituto Centrale per il Patrimonio
01:02:04Culturale Immateriale, la Sindaca Frontini e i miei referenti di comunità. Grazie Massimo
01:02:13Meccarini, grazie infinitamente Antonio Dascoli, grazie a chi ci ha seguiti da casa. Buonasera.
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