00:00Oggi tutti e tutti siamo chiamati a rompere il silenzio, il silenzio che spesso vede qualcuno
00:04dirci che la violenza contro le donne è solo un fatto privato, che è una parentesi sulle
00:09pagine di cronaca. Diciamo con forza che la violenza contro le donne è una questione
00:12culturale, sociale e politica e riguarda tutte noi, riguarda ciò che una società tollera,
00:18normalizza o minimizza. Una donna che smette di uscire con le amiche perché lui è geloso,
00:22le controlla l'abbigliamento, lui decide con chi può parlare, lui la minaccia se se ne
00:27vuole andare. È una donna che vive sotto una forma di intimidazione quotidiana, è un
00:31terrorismo di prossimità, invisibile, suddolo eppure nessuno usa questa parola, è un terrorismo
00:37senza una sigla che lo definisca ma con milioni di complici inconsapevoli. Si preferisce attenuare
00:42crimine passionale, raptus, tragedia familiare, ma le parole sbagliate creano politiche sbagliate
00:48e la violenza continua. Ecco perché servono risposte radicali, servono risorse, interventi
00:53di formazione obbligatoria, case rifugio come infrastrutture essenziali e serve soprattutto
00:58un cambio di paradigma, proteggere le donne come proteggiamo i cittadini da qualsiasi
01:03altra grave minaccia. La violenza non inizia mai all'improvviso, ha sbagliate forme, economica,
01:08psicologica, fisica, ma non tutte siamo in grado di riconoscere. Molte donne intervistate
01:12dopo anni di maltrattamenti dicono che non me ne sono accorta, mi ha cambiata un po' alla
01:17volta e alla fine mi sembrava normale. Anzi, alla fine mi sembrava che la colpa fosse mia.
01:21La violenza è anche questo, riscrivere la percezione che una persona di se stessa, dobbiamo restituirle
01:26il diritto di sentirsi libera. E poi ci sono le donne che non possono più raccontare la
01:31propria storia. Ogni volta che una donna muore per mano di un uomo che diceva di amarla, assistiamo
01:36al fallimento di uno Stato, di una comunità, di una cultura che ancora considera il corpo
01:40femminile come qualcosa da controllare. E allora oggi cosa possiamo dire senza retorica? Che bisogna
01:45educare i ragazzi a rispetto, come forma più alta di virilità e che le ragazze non devono
01:50mai accettare ciò che toglie valore alla loro voce e alla loro persona. Che quando succede
01:54una tragedia bisogna smettere di chiedere perché non se n'è andata e cominciare a chiedere
01:58perché qualcuno ha pensato di avere il diritto di farle del male. Noi come comunità abbiamo
02:02il dovere di mostrare alle donne che sono credute, amate e protette. Oggi per favore
02:07non fermiamoci a dire no alla violenza. Andiamo oltre, diciamo qualcosa di più complesso.
02:12La violenza contro le donne è il nostro problema e non smetteremo di parlarne, perché ogni
02:16donna non potrà dire io sono libera. La verità è scomoda ma va detta proprio in quest'aula,
02:21la politica spesso arriva dopo. Dopo la denuncia, dopo l'ospedale, dopo il funerale.
02:25Non possiamo più permetterci una politica che si limita a piangere le vittime. In Italia
02:29secondo i dati Istat sono oltre 6 milioni e 400 mila le donne tra i 16 e i 75 anni che
02:35hanno subito almeno una volta una violenza fisica o sessuale. Il 31,9% di tutte noi, più
02:42di una ogni tre. E la Liguria è tra le regioni italiane che alzano la media nazionale, 37,6%.
02:48E poi in Italia il 18,8% delle donne ha subito violenza fisica, il 23,4% violenza sessuale,
02:56il 5,7% uno stupro o tentato stupro. Nel 2024, sempre secondo l'Istat, sono state uccise
03:01116 donne in Italia. 99 di loro sono state vittime di femminicidio, mentre 53 sono i casi
03:07di tentato femminicidio e sono tutti volti, vite e storie del nostro paese. Non dimentichiamoci
03:14mai che la violenza ha molte forme. C'è anche quella economica, fatta di esclusione,
03:18precarietà, ricatto. Ecco perché parlare di violenza significa anche parlare di opportunità,
03:22di lavoro, di autonomia, di libertà reale. Serve un salto di qualità, serve una strategia
03:27nazionale. Trattiamo la violenza contro le donne per ciò che è un fenomeno sistemico.
03:32Serve una legge organica che coordini giustizia, scuola, sanità, sicurezza e welfare. Come abbiamo
03:37fatto con la mafia negli anni 90? Perché quando lo Stato capisce che è un problema
03:40strutturale, ha l'obbligo di rispondere in modo strutturale. In Italia viene uccisa una
03:45donna ogni tre giorni. Non si può più accettare che il luogo statisticamente più pericoloso
03:50per una donna sia la propria casa. Non c'è democrazia quando una donna ha paura e noi
03:54non smetteremo mai di parlarne. C'è un'ultima verità che dobbiamo avere il coraggio di dire
03:58in quest'aula. Mentre la realtà, le cronache, i nomi che diventano scritti su una lapide,
04:03ci chiedono interventi seri, stabili e strutturali, c'è chi gioca a fare di tutto questo un teatrino
04:09ideologico. Mentre le donne chiedono protezione, autodeterminazione, diritti, c'è una parte
04:14della politica che preferisce fare di temi come l'educazione e sesso affettiva un terreno
04:18fertile per opinioni tagliate con l'accetta, becero populismo, intrattenimento da operetta
04:23politica, utile solo a creare nemici immaginari e consenso facile da parte di qualcuno.
04:28Lo abbiamo visto chiaramente. Chi siede al governo del paese ha preferito attaccare i progetti
04:32educativi, anziché sostenere i centri antivolenza. Noi invece nell'educazione sesso affettiva
04:37crediamo molto. E proprio stamattina abbiamo presentato la sperimentazione che partirà
04:41in quattro scuole dell'infanzia. E di poche ore fa la notizia della proposta di legge per
04:45introdurre il reato di femminicidio come fattispecie o giuridica a sé, con la pena
04:49dell'ergastolo. E di pochi giorni fa l'accordo bipartisan per arrivare a mettere nero su bianco
04:54nel 2025, benvenuti tra noi, che se una donna dice no, è no. Ora però serve una visione
05:00complessiva. Non annuncio provvedimenti repressivi quando ci si avvicina alle date più significative.
05:05Non si può piangere davanti alle vittime e poi votare manovre che lasciano scoperti
05:08i territori, le case rifugi, i servizi sociali essenziali e le scuole. Lo dico da sindaca
05:13e da donna, non basta dire che si è contro la violenza. Bisogna essere contro la violenza.
05:19Anche contro quella verbale, contro quella psicologica, quella che ti schiaccia con le parole,
05:24magari anche quella dei commenti sui social. Ogni omissione è un passo indietro, un ritorno
05:28verso un silenzio che ora non possiamo più permetterci. Ma quando capiremo che la violenza
05:32contro le donne è una questione di Stato?
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