00:00Il Diavolo Veste Zara, in un misto di eccitazione e banalizzazione,
00:04cresce l'attesa per il film più spoilerato della storia del cinema,
00:08Il Diavolo Veste Prada 2,
00:10che più che un sequel si presenta come una nuova premonizione.
00:14Sull'onda del successo del primo film, nel 2006,
00:17il quotidiano e il manifesto titolò Il Diavolo Veste Zara,
00:20un mio articolo sulle sfilate in cui metteva in guardia alcuni stilisti,
00:24tra cui Giorgio Armani,
00:26dal presentare collezioni troppo riconoscibili e troppo ripetitive
00:29perché, scrivevo, sarebbero diventate molto facili da replicare
00:33e che di quella tendenza alla semplificazione
00:36se ne sarebbe avvantaggiato tutto il settore fast fashion
00:39che già prosperava copiando le collezioni viste sulle passerelle.
00:44Di quel titolo, che non era mio, ma dell'ottimo titolista del manifesto,
00:48Armani si lamentò con me scrivendo un biglietto educatissimo,
00:51al quale risposi che rendo l'equivoco.
00:54Non era Armani ad essere diventato Zara,
00:56ma Zara che un giorno avrebbe potuto diventare Armani.
00:59Coincidenza vuole che l'arrivo del sequel coincida con una strategia del fast fashion
01:04che tende ad occupare il mercato che era del pret-à-porter.
01:07Con l'inalzamento dei prezzi, infatti,
01:08quel mercato di riferimento viene attirato dalla politica
01:10della collaborazione dei marchi fast fashion con designer e artisti,
01:15mentre un altro polo di attrazione per acquirenti non milionari
01:18è rappresentato dall'ultra fast fashion,
01:20come dimostra l'assalto del primo negozio fisico del marchio cinese Shane
01:24che a Parigi ha infiammato portafogli e polemiche.
01:27Ma ancora una volta, non è Shane che ha conquistato l'Europa,
01:31perché ad avergli spalancato le porte
01:33è l'attuale propensione del fashion system
01:35a rivolgersi all'1% degli ultraricchi nel mondo.
01:39E quindi sì, la vecchia premonizione si è avverata.
01:42Il diavolo veste Zara.
01:43Il diavolo veste Zara
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