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  • 2 months ago
“Le donne che hanno subito violenza” aderiscono poco “a programmi di screening. Questo non è un dato che ci ha stupito perché è la stessa condizione che vediamo su tutto il territorio italiano relativamente ai programmi di screening che il ministero della Salute offre a tutte le donne. Meno del 50% aderisce ai programmi di screening e c'è una forte disuguaglianza tra il Nord e il Sud”. Così Chiara Gnocchi, country communication & patient engagement head di Novartis Italia, commenta i risultati dell’indagine presentata all’evento ‘La Salute è di tutte’, organizzato da Dire- Donne in rete contro la violenza, a Milano, con il supporto della farmaceutica, per sostenere il diritto alla salute delle donne a partire dal superamento degli ostacoli e delle disuguaglianze generate dalla violenza.

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Transcript
00:00La salute è un diritto, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il nostro sistema
00:10sanitario nazionale ci ricordano. Però la cura, che è uno strumento prezioso per tutelare questo
00:18diritto, deve essere una cura che arriva al paziente in modo tempestivo, appropriato ed
00:26equo. Novartis sviluppa e ricerca soluzioni innovative in area ad altissimo burden, come
00:34l'ambito cardiovascolare, come quello oncologico. Il nostro obiettivo è fare in modo che la cura,
00:41intesa come percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi al trattamento al follow up, arrivi in
00:48modo equo, tempestivo ed appropriato a chi ne ha bisogno. Le donne che hanno subito violenza sono
00:55e vivono una situazione critica che mette ancora più in luce queste disuguaglianze e allora siamo
01:05stati onorati di sopportare dire nel cercare di ridurre queste disuguaglianze e portare loro il
01:15percorso di cura dove queste donne sono. Supporteremo dire in cinque centri antiviolenza, con degli screening
01:22gratuiti a livello sia di prevenzione senologica che cardiovascolare. Questo impegno che noi viviamo
01:29profondamente nel sistema in cui operiamo si aggiunge al nostro impegno all'interno della
01:36nostra azienda, dove abbiamo sviluppato un piano per la parità di genere che ha l'obiettivo importante
01:44di avere un ambiente di lavoro che sia inclusivo ed equo. La ricerca ha espresso una bassa percentuale
01:54di adesione delle donne che hanno subito violenza a programmi di screening. Questo però non è un dato
02:02che ci ha stupito perché è la stessa condizione che noi vediamo su tutto il territorio italiano,
02:11sui programmi di screening che il Ministero della Salute offre a tutte le donne. Meno del 50% delle
02:18donne aderisce ai programmi di screening e c'è una forte disuguaglianza tra il nord e il sud. Da donna
02:28mi sono sempre chiesta come mai la donna si prende cura in primis degli altri, dei propri cari, dei propri
02:35figli, dei propri genitori, del proprio compagno. In questo ordine di priorità se stessa viene un po'
02:43a meno. In questo contesto posso comprendere che donne che hanno subito violenza il pensare a sé
02:51possa non essere tra le priorità. Tuttavia loro stesse dichiarano che nel momento in cui entrano nei
03:00centri antiviolenza il ripensare a sé e il rifocalizzarsi su di sé è una leva importantissima
03:09per il loro benessere psicologico e fisico.
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