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  • 3 mesi fa
CON I DEBUTTI DI MOLTI DIRETTORI CREATIVI durante le ultime Fashion Week torna di attualità l’eterna domanda: la moda deve rispettare la storia del marchio o deve rispecchiare le idee e i modi dei creativi?

Sono in molti a sostenere che gli attuali designer-star dovrebbero fondare i propri marchi per poter dare la loro versione estetica senza avere il problema di rispettare i fondatori e anche i direttori creativi che li hanno preceduti perché ormai sono molti i casi di marchi con una storia stratificata negli anni e scritta da creativi diversi.

A metà degli anni Settanta del secolo scorso, soprattutto in Italia, nacquero moltissimi nuovi marchi che misero in moto un restart che ha formato la situazione che viviamo oggi. All’epoca fu possibile perché l’industria si alleò con i creativi e nacquero i vari Giorgio Armani, Gianni Versace e molti altri. Oggi, invece, al comando dei mezzi economici c’è la Finanza che non appare disposta a nessuna alleanza, per cui risulta quasi impossibile che un designer-star possa competere nel mercato globale con i proprietari dei Gruppi del lusso.

Quindi un vero restart è impossibile? Forse no, ma sembra molto difficile.

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Trascrizione
00:00Meglio in gruppo o da soli, la moda potrebbe cambiare veramente se tutti i designer star
00:05decidessero di fondare il proprio marchio.
00:08Questo è il parere di molti, sia tra gli addetti ai lavori, sia tra gli appassionati.
00:12Il recente Fashion Restart, che in realtà Restart non è stato, ha riportato alla cronaca
00:18l'eterna polemica.
00:20La moda è del marchio o di chi la disegna?
00:23Essendo un prodotto di un creativo, alcuni pendono dalla parte autoriale e sostengono
00:28che se un'azienda o una maison chiama ad esempio Edison Man è perché si aspetta che racconti
00:35la moda del marchio secondo le proprie sensibilità e non certo scendendo negli archivi per dare
00:40aria a quanto lì dentro dorme, spesso da troppi decenni.
00:44Altri invece sostengono che essendo più forte la storia del marchio, di volta in volta chiamata
00:50Heritage o anche ahimè DNA, il creativo che accetta di lavorare per i marchi storici deve
00:56piegarsi all'estetica che trova.
00:57E qui nascono i problemi, perché il più delle volte l'estetica dei marchi storici
01:02appare stratificata dalle successive interpretazioni arrivate dopo il fondatore o la fondatrice.
01:09Ad esempio, nessuno può sapere cosa avrebbe fatto oggi Christian Dior.
01:13Ai suoi tempi Dior è stato un grande innovatore, ma dopo di lui e fino a oggi si sono dati
01:18il cambio a ben altri sette direttori creativi, che più diversi tra loro non si poteva.
01:23E il risultato è che, però, oggi tutti pensano che il vero Dior sia quello costruito
01:29dall'immagine del periodo di John Galliano.
01:31Gli esempi se ne possono fare tantissimi, uno per ogni marchio storico.
01:35Ecco perché, allora, molti sostengono che sia arrivato il momento che ogni creativo
01:40fondasse il proprio marchio, nella speranza che possa succedere quello che a metà degli
01:45anni 70 del secolo scorso ha prodotto il miracolo della moda italiana, quando decine di marchi
01:50nuovi, hanno costretto al cambiamento la moda mondiale.
01:53Però c'è un ma.
01:54All'epoca l'industria si è releata con i designer, un'alleanza che la finanza oggi
02:00imperante non sembra disposta a stringere.
02:02E così, purtroppo, nemmeno il più ricco dei designer star sembra essere in grado di
02:07affrontare i costi necessari per raggiungere il mercato globale dove comandano le vetrine
02:13dei marchi dei gruppi del lusso.
02:14La soluzione va quindi trovata in una nuova alleanza tra chi detiene i mezzi economici e coloro
02:20che possiedono la creatività.
02:21E allora sì che arriverebbe un vero restart.
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