- 1 anno fa
- #pupia
https://www.pupia.tv - Roma - Voci libere da Gaza - Conferenza stampa di Carmen Di Lauro (04.11.25)
#pupia
#pupia
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:00Buongiorno a tutti, siamo qui oggi per trattare un argomento delicato e al contempo penso più
00:13che mai urgente, soprattutto considerando gli ultimi sviluppi. Siamo qui appunto per
00:20parlare di Gaza, di quello che sta succedendo in Medio Oriente. Oggi qui con noi abbiamo
00:28l'onorevole Carmen Di Lauro, che appunto è anche la persona che ha deciso di fare questa
00:38conferenza oggi. Gennaro Giudetti, che è stato operatore umanitario per l'ONU e che continua
00:47a fare missioni in giro per il mondo, poi dopo se ci vorrà raccontare la sua esperienza. Abbiamo
00:53con noi l'onorevole Ascari, Presidente dell'Intergruppo per la Pace tra Israele e Palestina, abbiamo
01:00l'onorevole Furfaro, deputato alla Camera per il PD e l'onorevole Bonelli che si collegherà.
01:08Giusto? Ok, perfetto. E poi avremo una testimonianza diretta di uno studente che è qui con noi,
01:17quindi grazie per essere qui con noi, Italo-Palestinese. Io adesso darei la parola all'onorevole Di Lauro
01:24che introdurrà l'iniziativa.
01:31Grazie, grazie per essere qui. È ormai da tempo che parliamo di Gaza, è da tempo che parliamo
01:39della questione palestinese e in passato se ne è parlato poco, se ne è parlato male.
01:47Abbiamo avuto una distorsione informativa sui media italiani che è stata spaventosa.
01:52In questa distorsione generale c'è stata una voce libera che è quella di Gennaro.
02:00Gennaro era lì, era a Gaza come operatorio umanitario, l'ho conosciuto durante la sua missione
02:09e attraverso i suoi canali che poi sono diventati seguitissimi, riusciva a dare le informazioni
02:16reali rispetto a quello che stava accadendo a Gaza, rispetto alla distruzione, alla devastazione,
02:24alla perfidia del governo israeliano, rispetto a tutto quello che veniva, alle bugie che venivano
02:32raccontate anche in Italia, penso alla questione degli aiuti umanitari, insomma che ho visto
02:38anche io con i miei occhi bloccati al valico di Rafa quando siamo stati lì in missione al
02:43valico di Rafa. Ecco, avere una voce libera e indipendente è essenziale perché è grazie
02:54a queste persone liberi e indipendenti che poi il popolo in qualche modo si sveglia.
03:02La libertà dell'informazione è direttamente proporzionale al tasso di democrazia di un
03:10Paese ed è stato grazie a quelle immagini, grazie a quelle foto, grazie a quei video,
03:17grazie ai racconti di Gennaro, grazie ai racconti dei tanti palestinesi che poi sono riusciti
03:21finalmente ad emergere dei tanti kazawi, è stato grazie a tutto questo che poi ci sono
03:28state queste missioni meravigliose, come quella della flottiglia, che finalmente ha disvegliato
03:35a livello globale, a livello mondiale, una coscienza, la coscienza di quello che stava accadendo
03:42in quei luoghi. Ed è da lì che poi, come sapete, sono partiti gli scioperi, sono partite
03:50le mobilitazioni e finalmente poi siamo giunti a una tregua, tregua che però non ci lascia
03:58assolutamente soddisfatti e penso in primis al coinvolgimento dei palestinesi. I palestinesi
04:04sono un popolo che ha pienamente diritto all'autodeterminazione. E noi come popolo italiano, perché il nostro
04:13governo ben poco ha fatto a riguardo, siamo stati, siamo e saremo vicini al popolo palestinese.
04:22Quindi voglio lasciare ora la parola ai nostri ospiti perché avere informazioni, ecco,
04:30dalla fonte diretta, dagli occhi di chi in prima persona ha visto il genocidio, il massacro,
04:39ecco questo io penso che fa la differenza.
04:45Gennaro, io le chiederei se ci può raccontare la sua esperienza, la sua esperienza diretta e
04:51cosa ha vissuto lei in prima persona e soprattutto le chiedo, alla luce di quello che è successo
04:57ultimamente, la guerra è davvero finita.
05:01Sì, allora, ciao a tutti, io sono Gennaro Giudetti, sono un operatore umanitario, sono
05:06appena rientrato da Gaza e ringrazio, diciamo, a chi ha permesso questo evento e a tutti voi
05:13che siete qui sia a parlare sia anche a voi che siete lì ad ascoltare. Allora, io non
05:19posso più rientrare a Gaza perché per entrare e uscire da Gaza si chiede il permesso a Israele
05:24e l'ultima volta che dovevo rientrare a Gaza, adesso dovevo stare ancora tuttora a Gaza,
05:29Israele mi ha rifiutato il visto, quindi l'ingresso a Gaza. Non si sa perché motivazioni, non
05:33ti danno motivazioni, quando sei una persona diciamo scomoda per loro, semplicemente ti
05:39rifiutano il visto. Perché fondamentalmente a Gaza chi può parlare, la stampa internazionale
05:45non può entrare a Gaza, ricordiamo, quindi chi può parlare sono o i palestinesi che basta
05:50dire che sono di amasse, quindi non vengono creduti e delegittimati, l'esercito israeliano,
05:55quindi la stampa dell'esercito israeliano e noi operatori umanitari, il nostro lavoro
06:00è fare tutt'altro, non siamo un'agenzia stampa, quindi non è che stiamo lì a raccontare,
06:03però se raccontiamo diventiamo occhi scomodi e quindi ci fanno fuori, ora non fisicamente,
06:08fortunatamente, eppure l'hanno fatto, però ci mandano a casa, non ci fanno più entrare,
06:13come è successo a me. Allora, inizio a dire a Gaza chi paga il prezzo più alto di quello
06:20che sta accadendo a Gaza sono i bambini, sono i bambini perché oltre il 50% della popolazione
06:26di Gaza sono bambini, io ho 15 anni che lavoro in zone di guerra tra Siria, Yemen, Afghanistan,
06:32Congo, Centrafrica, ma quello che ho visto a Gaza è troppo, la parola che posso associare
06:38a Gaza è too much, troppo per qualsiasi essere umano, perché il grado di violenza, di distruzione,
06:43non solo proprio la guerra di per sé, ma proprio l'odio che c'è a Gaza sono andati
06:48ben oltre e che appunto, come dicevo prima, chi sta pagando il prezzo più alto sono i
06:52bambini, sia perché appunto la maggior parte della popolazione di Gaza sono bambini, ma
06:57sia perché appunto sono loro che, per esempio, negli ospedali nel corso dei mesi i bambini
07:05all'inizio ci chiedevano per colorare, ci chiedevano le penne, ci chiedevano per disegnare
07:09per giocare, nei mesi successivi hanno iniziato a chiederci i vestiti, hanno iniziato a chiedere
07:13alle associazioni, alle organizzazioni umanitarie i vestiti, ultimamente i bambini a Gaza chiedevano
07:17di morire, chiedevano di morire perché erano stanchi di soffrire, perché a Gaza c'è il
07:23più alto numero di bambini pro capite amputato, erano stanchi di soffrire e al tempo stesso
07:28volevano raggiungere i genitori nell'aldilà e quindi erano stanchi di soffrire, così
07:33volevano appunto morire, ed è una cosa che come Unione Europea, ma come anche cittadino
07:37italiano, europeo, è un fallimento, quando un bambino inizia a chiederti di morire è
07:41troppo. Il grado di distruzione a Gaza hanno raggiunto livelli assurdi, sono oltre il 90%
07:46dei palazzi e delle infrastrutture sono distrutte rasa al sole, non c'è più nulla a Gaza, quando
07:52entri a Gaza è realmente una roba che non so come dire, fai fatica a spiegarla perché
07:55non hanno lasciato nulla in piedi, ospedali, strade, tubature, cavi della luce, anche gli
08:03alberi hanno raso al suolo tutto, tu pensi che a Gaza hanno coniato dei nuovi termini
08:08tipo anche health side, in italiano non esiste nemmeno, sarebbe tipo sanni, tcidio, una cosa
08:14del genere, perché hanno veramente preso di mira tutti gli operatori sanitari, le ambulanze
08:18e gli ospedali, tutto ciò che era medico veniva distrutto. Per non parlare anche poi di tutta
08:23la parte della distribuzione degli aiuti alimentari e umanitari, ci è stato detto sempre a Gaza
08:28non c'è la fame, a Gaza non c'è la fame, basta ripetere questa bugia all'infinito
08:32ti diventa quasi una verità, ma in realtà a Gaza c'è la fame e il dire che è arrivato
08:36al grado di malnutrizione a livello 5, che è il più alto livello della malnutrizione,
08:40non è un'opinione, non è che uno si sveglia la mattina e dice ma secondo me c'è la fame
08:44a Gaza, c'è una scala con dei dati scientifici, con degli studi, con degli esperti che fanno questo
08:50di lavoro, è la prima volta che c'è una malnutrizione indotta a Gaza, è la prima volta
08:54che è l'uomo che sta creando la fame, non dovuto alla carestia o a un terremoto, per
09:01altre motivazioni. Quindi questa è la realtà a Gaza, quindi la distruzione è totale, negli
09:06ospedali quando tu entri non c'è più spazio fisico nemmeno per curare le persone, tant'è
09:12che appunto molte volte le persone vengono curate fuori, per strada, per terra e mancano tutta
09:18la parte di assistenza sanitaria e quindi proprio anche i prodotti, nel senso a Gaza
09:21con la motivazione e giustificazione di dual use, cioè il rischio che può essere uso civile
09:25e militare, non fanno entrare tanti aiuti umanitari, non fanno entrare le incubatrici,
09:30non fanno entrare i ventilatori polmonari o perlomeno li fanno entrare ritardati, comunque
09:34diciamo dopo diversi mesi non le quantità sufficienti, non fanno entrare per esempio il
09:39plampinat che è questo burro di arachidi che serve per la malnutrizione, quindi per supportare,
09:43o ne fanno entrare a quantità ridotte, non fanno entrare le anestesie, non fanno entrare
09:48gli antibiotici, quindi diciamo i dottori devono amputare le persone per non rischiare
09:55la settigemia, quindi se non fanno entrare alcuni antibiotici preferiscono amputare, non
09:59fanno entrare le protesi per i bambini, mi spiegate che c'entra le protesi per i bambini
10:03con AMAS e a uso militare perché c'è del metallo e quindi non fanno entrare le protesi
10:08perché c'è del metallo, quindi non so come dire, ci hanno abituato a dire effetti collaterali,
10:14cioè i bambini che sono sotto le macerie, sotto i palazzi bombardati si chiamano effetti
10:17collaterali, perché attenzione i 60.000 morti che sono a Gaza è un numero fittizio, cioè
10:22un numero indicativo nel senso che sono stati i corpi fisicamente recuperati, ma quello
10:26non è il numero, tra l'altro solo l'esercito israeliano che non ha nessun interesse di confiare
10:30questi numeri dice oltre 200.000, ma si andrà anche molto più in là, perché questi palazzi
10:36che si sono sbriciolati, sotto lì non sono riusciti a recuperare tutti i corpi, sono riusciti
10:40a recuperare i corpi dell'ultimo piano, così diciamo per intenderci, perché si scava
10:44a mani nude, perché anche questo non si possono utilizzare le scavatrici, anche per recuperare
10:49gli stessi ossaggi che sono lì sotto, l'Israele non li fa utilizzare le scavatrici per andare
10:56a recuperare anche gli stessi ossaggi, per dirvi, quindi il numero di 60.000 è un numero
11:00diciamo provvisorio, tant'è che quando passi a volte vicino a questi palazzi la puzza è
11:04veramente forte, ora questi bambini che muoiono in questi palazzi siamo stati abituati a chiamarli
11:11effetti collaterali, perché chiamarli bambini era un po' troppo, anche come diceva qualcuno
11:15definisci bambini, ma ha ragione perché alla fine noi non li stiamo identificando come bambini,
11:20ma human shield, scudi umani, perché chiamarli bambini è un po' troppo, quindi se ci hanno
11:27abituato a chiamarli questi effetti collaterali, quindi bambini che sono sotto le macerie, però
11:31quando un cecchino prende la mira a un bambino per strada di 4, 5, 6, 7 anni che non ha nulla
11:38a che fare con una massa, sta camminando e è disarmato e tu cecchino prendi la mira,
11:42gli fai esplodere la testa o il petto, quello vai oltre la guerra, non so come dire, c'è
11:46qualcosa che a casa sta succedendo che è oltre la guerra, perché tu hai preso la mira
11:50e gli hai fatto esplodere la testa, quindi quel bambino diventa un caso di crimine di guerra,
11:54perché poi quel bambino ucciso, portato all'ospedale, sono gli stessi medici che estraendo le
11:59pallottele, comunque i proiettili che sono riconducibili ad armi israeliane, non puoi
12:06dire che non è vero o un effetto collaterale, tu hai preso di mira il bambino, ma attenzione
12:11non è che hanno preso di mira solo i bambini, hanno preso di mira anche le nostre strutture,
12:15hanno bombardato il nostro magazzino che distribuivamo i farmaci e le medicine a tutta la striscia
12:20di Gaza, l'hanno bombardato per tre volte, quindi non possono dire che è un errore, la prima
12:25volta l'hanno bombardato e abbiamo avvisato, vedete che state bombardando il magazzino con i farmaci
12:29delle nazionite che servono agli ospedali, ci siamo sbagliati, è stato un errore tecnico,
12:33ok non lo fate più, sono rientrati nuovamente con i droni perché loro volevano bombardare
12:37il generatore che era pieno di carburante per bruciare poi tutto il magazzino e c'era
12:42anche il container con la catena del freddo, la colceni che serve per mettere dentro i farmaci
12:48a temperatura controllata e anche per esempio i vaccini, perché a Gaza è tornata la polio
12:53ad esempio.
12:55La seconda volta hanno ribombardato, abbiamo riavvisato, vedete che state bombardando, noi lo
12:58sapevamo perché avevamo sia le telecamere ma anche a tempo stesso i guardiani che erano
13:02dentro il magazzino, per la terza volta hanno bombardato e sono riusciti a prendere il generatore,
13:07ha preso fuoco e tutti i farmaci che rispondevamo alle emergenze sia negli ospedali ma anche
13:14per le organizzazioni umanitarie tipo Medici Senza Frontiere, la Croce Rossa Internazionale
13:18e altre ONG mediche, abbiamo perso tutti i farmaci che erano dentro.
13:22Loro per tre volte, a loro non gliene fregava nulla, poi ci hanno detto rimanete in casa che è tutto
13:26ok, non vi preoccupate, non vi succede nulla, hanno iniziato a bombardare tutto intorno
13:31a noi, le finestre sono esplose, la porta pure è scoppiata, abbiamo detto noi non possiamo
13:35più stare qua, è troppo insicuro, usciamo.
13:38Come siamo usciti fuori, siamo andati verso l'ufficio per andare a stare qualche giorno
13:43in ufficio, siamo rimasti dieci giorni in ufficio, io dormivo sotto la scrivania perché
13:47eravamo in 50 con un bagno, perché tanti altri nostri colleghi sono arrivati in ufficio,
13:52dopo un'ora è arrivato un missile e ha distrutto il primo piano della casa, ha raso al suolo
13:55tutto, abbiamo perso tutto quello che c'era dentro.
13:58Nonostante, esatto, non avevo scritto, nonostante era una casa delle Nazioni Unite esattamente
14:03identificata e precisamente identificata e loro lo sapevano benissimo che eravamo
14:06addentro, anche perché i droni che loro hanno sono anche dei droni termici, se loro sanno
14:11chi c'è, chi non c'è, come si muovono, chi sta dentro, non è che non lo sanno, per
14:14quello che loro dicono ci siamo sbagliati o non sapevamo, stanno dicendo una menzogna,
14:19perché lo sanno benissimo chi c'è dentro, tra l'altro sono case tutte diciamo
14:22identificate, quindi con il bombardamento loro sono andati avanti, non gliene è fregato
14:25nulla, ora noi fortunatamente eravamo appena scappati, ma qualche settimana, anzi
14:29qualche mese prima, dei nostri colleghi che erano dentro casa sono rimasti appunto colpiti
14:34da questo bombardamento dei decari armati, uno è morto, un nostro collega di un'altra
14:38agenzia ONU e un altro ha perso le gambe, ma loro non gliene frega nulla, continuano ad andare
14:42avanti, tant'è che il risultato di tutto ciò qual è stato? La riduzione del personale
14:46internazionale, quindi ci hanno ridotto del 75% circa dello staff internazionale, ma
14:52abbiamo continuato a lavorare come se nulla fosse, quello che facciamo a Gaza è inaccettabile,
14:56per esempio, così non voglio levare troppo tempo, quando noi andiamo a recuperare gli
15:01aiuti umanitari, innanzitutto nella zona che noi andiamo a recuperare gli aiuti umanitari,
15:04quella è tutta una zona a USA esclusiva e controllo, esclusivo israeliano, quindi non
15:08è vero che noi possiamo andare quando vogliamo recuperare gli aiuti o che noi non
15:11andiamo, perché per andare a recuperare gli aiuti è nella zona di Kerem Shalom, Rafa,
15:15vi ricordate pure All Eyes on Rafa? Rafa non esiste più, è un cumulo di macere, è
15:19una città di centinaia di migliaia di persone, adesso è solo una zona diciamo cuscinetto,
15:24viene chiamata zona cuscinetta, cioè non esiste più quella città. Per andare lì
15:29tu devi chiedere il permesso a Israele, anche qui, siccome avevano in passato bombardato
15:33e attaccato macchine delle Nazioni Unite, hanno detto no, noi dobbiamo sapere quando
15:36voi vi muovete, dovete chiedere il numero del permesso, così sappiamo che siete voi e
15:39non bombardiamo. Quindi tu per andare a Kerem Shalom devi chiedere il permesso a Israele, a che
15:44ora devi andare, quando devi andare, quanti camion devi utilizzare e loro ti dicono sempre
15:48alle 3 e le 4 di notte, quindi qualche ora prima, questi camion non vanno bene, devi questi
15:54camion, devi levare questi autisti perché a noi non ci piacciono e quindi tu un'ora
15:59prima di notte, che la gente non può muoversi per strada, di fatto ci stai bloccando andare
16:04a recuperare gli aiuti umanitari. Nonostante tutto andiamo a recuperare gli aiuti umanitari
16:08e quando ritorniamo dagli aiuti umanitari, quindi andare in direzione verso gli ospedali
16:13e il nostro warehouse, ci sono sempre questi gruppi di persone che stanno in attesa di
16:17aspettare gli aiuti umanitari per assaltare i camion. Queste persone sono a pochi metri
16:22dalla schiera, diciamo, di militari israeliani, dai carri armati ai cecchini ai droni, quindi
16:27è tutta gente che rischia di morire perché ogni giorno fisicamente lì morivano centinaia
16:32di persone, perché poi arrivavano tutti questi morti negli ospedali. Quindi dire anche
16:36qui, no perché Hamas che magari sta sparando, uno si fa un autogol israele perché sta ammettendo
16:41che in una zona come se fosse una base militare israeliana, in una zona del genere permetti
16:46l'ingresso di militanti di Hamas, anche perché per arrivare fino lì tu devi fare 4-5 km
16:52a piedi e sei stracontrollato, quindi come fai a dire che Hamas? Ma poi se ci fosse Hamas
16:56stai a 10 metri da un soldato israeliano che spari, spari ai bambini palestinesi.
17:00Ma non più, ma tra l'altro, oltre a questo cortocircuito, ma queste persone poi appunto
17:04uccise, vengono portate negli ospedali e vengono tutti diciamo documentati, arcatalogati,
17:10diciamo come dire, tutti i proiettili che vengono estratte da queste persone, quindi queste
17:13qua poi vengono anche poi portate alla corte come casi di crimini di guerra, perché comunque
17:17i civili tu non li puoi toccare. Quindi li vedi tra l'altro tutta gente diciamo più
17:21disperata che sono lì che cercano pur di recuperare qualche chilo di farina che rischia
17:26di morire. E che succedeva a volte? Quando venivano sparate queste persone,
17:30soprattutto dai droni, ci mettevano i corpi di queste persone o dei ragazzini già morti,
17:34perché appunto erano stati sparati chiaramente con precisione dai cecchini israeliani, o
17:38dai droni, o qualcuno che era in fin di vita, ce li mettevano sopra la nostra macchina e
17:42dicevano portateli verso la città, perché comunque 5 km a piedi quella persona sarebbe
17:46sicuramente morta, anche perché te la devi portare se no diciamo tu addosso, quindi
17:51mettetevola sulla macchina, portatevola perché almeno magari si può salvare andando
17:55verso l'ospedale. Molte volte queste persone lasciavano il loro ultimo respiro sul cofono
18:02della nostra macchina e morivano distanguati sulla macchina. Quindi queste purtroppo erano
18:05le condizioni in cui non lavoravamo, non siamo stati creduti per tanto tempo perché la cosa
18:12che a noi faceva tanto arrabbiare è che dicevano perché voi siete pro-PAL, perché non ci avete
18:16associato a pro-Aiti, a pro-Ruanda, a pro-Congo, a pro-Repubblica Centro-Africana? In tutti i posti
18:21del mondo siamo stati sempre neutrali, adesso a Gaza siccome eravamo scomodi ad essere
18:25neutrali, definendoci pro-PAL come se fosse un orientamento politico, era più facile
18:32attaccarci e controbattere, invece essere pro-diritti umani, pro-diritto umanitario
18:37internazionale era troppo scomodo. Per concludere anche la discussione, sono rimasto anche molto
18:44deluso soprattutto dalle istituzioni europee, perché comunque l'Unione Europea non solo è
18:48morta la gente di Gaza, ma a Gaza è morto anche il diritto umanitario internazionale,
18:52il diritto internazionale e tutti i nostri valori e principi da europei, ma se vogliamo
18:57in parte anche come Italia, il governo italiano, perché comunque dobbiamo sempre essere dalla
19:03parte sbagliata della storia per renderci conto che stiamo sbagliando, possiamo anche
19:08cambiare idea e opinione anche prima di tutto ciò e al tempo stesso per concludere, quindi
19:15l'Unione Europea, quello che noi stiamo difendendo come Unione Europea non sono i diritti
19:20umani e il diritto internazionale, ma sono i nostri privilegi. Quindi un appello che faccio
19:23anche alle istituzioni magari di ascoltare noi italiani, come ad esempio un appello a
19:29Mattarella, il capo di Stato, di ascoltare noi operatori umanitari internazionali italiani
19:34che siamo rientrati da Gaza perché possiamo raccontare in prima persona quello che abbiamo
19:40visto nella nostra esperienza. Grazie.
19:42La ringrazio davvero per questa testimonianza preziosa e necessaria. Io passerei ora la parola
19:51all'onorevole Ascari, appunto Presidente dell'Intergruppo per la Pace tra Israele e
19:56Palestina. Lei si è battuta tantissimo in questi anni per la causa palestinese, è attiva
20:03da anni sulla questione, quindi anche lei ci può offrire una testimonianza che è preziosa
20:08e soprattutto se ci può raccontare cosa ha fatto in questi anni per la causa palestinese
20:13e quali sono secondo lei i progetti che possono veramente portare un cambiamento e che possono
20:18fare la differenza. Grazie.
20:20Grazie, grazie mille, buongiorno a tutte e buongiorno a tutti, ringrazio l'amica e collega Carmen
20:27Di Lauro per aver organizzato questo veramente importante momento di verità, grazie alla
20:33testimonianza del dottore Gennaro Giudetti, quindi grazie di cuore anche a tutti i relatori,
20:39le relatrici e tutte le persone presenti. Io seguo la questione palestinese dai tempi dell'università,
20:46quindi non dal 7 ottobre, ma da tantissimi anni. Appena entrata in Parlamento, dopo una
20:54settimana sono partita, sono andata in Cilgiordania per vedere quello che succede nei campi proprio
21:01palestinesi, poi in Libano, a Beirut, poi in Siria, poi in Giordania e da ultimo siamo
21:10stati con la collega Di Lauro e tanti altri colleghi e colleghe, operatori umanitari,
21:17associazioni, in un'importante delegazione che comprendeva anche giornalisti, due volte
21:22al valico di Rafa. E lì abbiamo toccato con mano il genocidio, cioè la volontà del governo
21:30israeliano di annientare la popolazione palestinese. Abbiamo visto da Al-Harish, che è il primo
21:37punto dall'Egitto, che poi attraversa tutto il deserto del Sinai fino ad arrivare al Valico,
21:44migliaia, migliaia di camion pieni di aiuti umanitari, pieni di cibo, acqua, appunto il
21:53burro di cui parlava Gennaro, di arachide, incubatrici, ventole, bombole di ossigeno,
22:03carrozzine, stampelle. Abbiamo visto assorbenti negati all'accesso e le donne non sanno come
22:11tamponare le mestruazioni, non sanno come tamponare il sangue perché le mestruazioni,
22:16ci hanno spiegato, gli assorbenti sono considerati materiale pericoloso e quindi viene escluso
22:23all'accesso e quindi abbiamo veramente visto questo, abbiamo visto la città fantasma di
22:28fianco al Valico di Rafa, questa città circondata da mura, filo spinato, motore in mente con
22:36la volontà di deportare la popolazione palestinese, quella che sopravvive ai bombardamenti, alla
22:43fame, la sete utilizzate come strumenti di genocidio e alla totale assenza appunto di
22:49cure perché si parlava di un bagno ogni 600 persone, quindi una totale condizione di disumanità
22:57indotta, come ci spiegava Gennaro Giudetti. Poi siamo stati alla Corte Penale Internazionale
23:04a parlare con i giudici che hanno emesso i mandati di arresto nei confronti del criminale
23:11di guerre contro l'umanità Netanyahu e suo ministro Gallan, ci hanno spiegato il clima
23:16di terrore in cui vivono di minaccia continua per avere svolto il proprio lavoro e il rispetto
23:24del diritto internazionale e su questo la Gnesset e gli Stati Uniti hanno emesso decisioni
23:31per punire, sanzionare chiunque collabori con chi rispetta il diritto internazionale.
23:36Poi da ultimo siamo stati in Cirgiordania, sono appena tornata dalla Cirgiordania con
23:42i colleghi Cominardi, Carottenuto, Barzotti e Tripiedi e abbiamo visto una Cirgiordania
23:51completamente occupata nel silenzio generale. Questo per dire e rispondere alla sua domanda
23:58cosa devono fare le istituzioni. La prima cosa è studiare e per farlo devi andare a mettere
24:05le mani in pasta e andare a capire e a parlare con chi sta vivendo tutto questo, sta subendo
24:14un genocidio, oltre 60.000 morti. Dall'inizio di questa tregua fittizia sono morte oltre
24:21200 persone, 85 bambini e quindi dalla tregua oggi ogni giorno vengono ammazzati 10 bambini
24:30e questa si chiama tregua. 120 violazioni da parte del governo terrorista israeliano dall'inizio
24:37di questa pseudo tregua che riguarda tutti tranne i palestinesi che non sono stati coinvolti
24:44nella decisione perché è stato deciso o rispettate questo o vi ammazziamo tutti. Quindi voi capite
24:51la libertà nel decidere anche una tregua che ad oggi non è stata rispettata visto che stanotte
25:00due raid hanno colpito Gaza e ad oggi, ad ora, sono in corso bombardamenti con morti e feriti.
25:07Tutto questo è inaccettabile. Allora, quello che ci tengo a dire è che noi dobbiamo essere la voce
25:15di chi non ha voce. Grazie a testimonianze come Gennaro Giudetti noi possiamo conoscere,
25:21sapere quello che succede perché, come diceva, la stampa internazionale non entra. I giornalisti
25:27palestinesi, oltre 250 giornalisti, sono stati ammazzati, giornalisti e giornaliste. Quanta
25:33paura fa il governo terrorista israeliano l'informazione. Sapere o far conoscere i crimini che ogni giorno
25:40commette. E allora noi dobbiamo essere quella voce anche dentro il Parlamento. Far conoscere,
25:47fare controinformazione ogni giorno e quindi attraverso atti all'interno e all'esterno
25:55far capire quella che è la realtà e poi io voglio trasmettere la voce di quello che ci
26:01hanno chiesto da ultimo anche in Cigiordania. E loro ci hanno fatto delle richieste espresse
26:07di continuare a scendere nelle piazze, di continuare a far sentire la voce dei palestinesi
26:14perché non è finito niente, non è finito niente finché ci sarà questa occupazione militare,
26:21criminale, illegale di territori palestinesi da parte del governo terrorista israeliano.
26:29E questo è il primo punto, quindi non abbandonare, continuare a bloccare tutto perché questa
26:36pseudo, finta, tregua, ok, ha ingannato tutti. E allora bisogna continuare a bloccare tutto
26:43a scendere nelle piazze e poi continuare a boicottare. Questo è un messaggio importante
26:48che ci hanno chiesto di trasmettere. Boicottare i prodotti israeliani. Questo è molto sentito
26:56per quanto riguarda la popolazione palestinese. Pretendere l'emissione delle sanzioni, anche
27:02questo è un aspetto concreto, sanzionare Israele. Perché pace non significa lasciare impuniti
27:10i crimini che sono stati commessi, fare finta che nulla sia successo e andare avanti. Qui
27:16ci sono oltre 60.000 esseri umani che sono stati uccisi, di cui oltre 20.000 bambini,
27:22senza contare, come diceva Gennaro Giudetti, le persone che ancora oggi sono sotto le macerie,
27:29sotto le macerie, tantissimi esseri umani. Riconoscere poi lo Stato di Palestina, questo
27:35è un punto imprescindibile. I palestinesi si devono sedere nei tavoli internazionali
27:41e decidere per quanto riguarda decisioni che richiadono su di loro. Perché pace e occupazione
27:47insieme non vanno d'accordo. Il riconoscimento è un aspetto fondamentale, così come i coloni
27:54devono andare via dalle terre palestinesi occupate in modo, lo ripeto, illegale e criminale.
28:00Ed ancora quello che con la collega Di Lauro e i colleghi dell'opposizione chiediamo,
28:05interrompere ogni rapporto, ogni rapporto militare, economico, commerciale, accademico
28:13con questo governo terrorista israeliano. Quindi chiudo, non bisogna abbassare la guardia,
28:21ma stare al fianco della popolazione palestinese che da oltre 75 anni è profugo in casa propria.
28:28Grazie.
28:30La ringrazio moltissimo per questa sua testimonianza e soprattutto per le parole forti, ma corrette,
28:36corrette, giuste, necessarie. Ora avremo in collegamento l'onorevole Bonelli, giusto?
28:42Si collegherà? Non ancora? Ok. Allora io a questo punto darei la parola all'onorevole Furfaro.
28:50Anche alla luce di ciò che è stato appena detto precedentemente, lei ha parlato più volte
28:57di Stato palestinese indipendente. La prima fase del piano, se possiamo definirlo, di Trump
29:06è stata, possiamo dire, più o meno attuata. Ora ci dovrebbe essere appunto la seconda fase,
29:15sono in stallo i lavori sul famoso board di pace, almeno così è stato chiamato.
29:22Lei pensa che l'Italia potrebbe giocare un ruolo in questa fase? Lo sta giocando?
29:27Qual è lo scenario che lei ad oggi vede?
29:33Grazie. Grazie per la conferenza stampa, grazie all'onorevole Di Lauro per averla organizzata,
29:40alla collega Scari Bonelli che si collegherà e soprattutto grazie al dottor Giudetti per
29:46l'esperienza e il racconto che ci ha fatto, che in qualche modo è parte della risposta,
29:52perché purtroppo anche per contraltare, per contrasto, ma lui ci rende molto più orgogliosi
29:57nel nostro paese di quanto purtroppo lo faccia il governo. Io penso una cosa semplice, l'Italia
30:03non solo dovrebbe giocare un ruolo, l'Italia dovrebbe giocare un ruolo, dovrebbe giocare un ruolo
30:08perché al di là di ciò che pensiamo noi del contesto l'Italia ha una sua tradizione,
30:12una credibilità diplomatica, una memoria per storia, per la posizione internazionale,
30:19per la forza del nostro paese. Spesso si fa un gran parlare di patria, di nazione, da
30:25far splendere nel mondo e poi però quel ruolo non si esercita mai. E lo dovremmo esercitare
30:30perché in questi anni, in questi decenni, con tutte le sue storture, ovviamente anche con
30:35le sue contraddizioni, però l'Italia ha sempre giocato nello scacchiare internazionale
30:39un ruolo di primo piano nell'attività diplomatica, anche rispetto a orientare politiche per la
30:48pace e per la risoluzione dei conflitti. Probabilmente anche perché siamo figli di una storia che
30:53è quella della nostra Costituzione, della resistenza antifascista, in cui un popolo
30:57si è ribellato, certo con l'aiuto degli alleati, ma si è ribellato e si è autodeterminato.
31:02È quello che chiediamo anche per i palestinesi, perché qua il tema non è il tifo per gli uni
31:08o per gli altri. Qua è sancire un principio e un diritto che deve valere per tutti, cioè
31:13il principio di potersi autodeterminare, di un popolo di potersi autodeterminare, avere
31:18la propria terra, le proprie case, il diritto di vivere in santa pace. E ovviamente vale
31:23sia per gli istraeliani che per i palestinesi, ma come avete sentito non solo dall'esperienza
31:28di questa mattina, ma da ciò che vediamo tutti i giorni, è evidente che c'è una sproporzione
31:33e una mattanza ai danni del popolo palestinese. E tutto questo purtroppo lo hanno capito
31:39tutti, tranne purtroppo, ripeto, i governi della comunità internazionale, alcuni governi,
31:45tra cui anche il nostro, perché non solo l'Italia in questi due anni non ha toccato palla dal
31:51punto di vista della diplomazia, dell'iniziativa politica, ma purtroppo è andata a rimorchio
31:58Donald Trump da una parte e dall'altra di una completa subalternità a Netanyahu. Ricordo
32:03che mentre altri paesi, anche europei, riconoscevano lo stato di Palestina, che sarebbe un elemento
32:09che cambierebbe, quelli che dicono ma non cambia nulla dicono una stupidaggine, perché
32:13in politica tutto, ovviamente, anche il simbolico fa cambiare, perché altrimenti noi saremmo
32:19ancora all'età della pietra. Rosa Parks un giorno dice no, in un autobus è chiaro che
32:23era un elemento simbolico, che lì per lì forse avrebbe cambiato nulla, dato luogo
32:28una delle rivoluzioni per le quali magari i neri in America non hanno più le catene
32:33anche metaforiche ai piedi. Cioè servono sempre delle azioni di iniziativa politica per arrivare
32:38alla pace. Riconoscere lo stato di Palestina è intanto un elemento per il quale i paesi
32:43dicono c'è uno stato, ce n'è anche un altro e va garantita la loro integrità e il
32:47diritto di cui i popoli vivono in santa pace. In questo momento noi abbiamo dei territori
32:51occupati e uno stato che è quello di istraele. L'Italia intanto non ha fatto nemmeno
32:56questo, ma non solo, persino quando c'è stata la discussione, perché se l'Europa
33:01ha fatto poco, l'Italia non ha fatto niente, persino quando c'è stata l'escussione in
33:05seno europeo su delle sanzioni che erano blande, cioè non erano nemmeno chissà cosa,
33:11l'Italia, devo dire anche in un atteggiamento pilatesco, anche abbastanza vigliacco di non
33:18partecipare a una riunione, nemmeno il coraggio di mettere la faccia sulle proprie decisioni.
33:23c'è tutto questo, davvero non rende onore nemmeno all'Italia in quanto paese, ma non
33:31rende onore nemmeno alla politica, perché in politica ci si deve mettere la faccia sulle
33:35decisioni, su ciò che si fa o si decide. Invece noi siamo oramai diventati un paese che è
33:40diventato esattamente al rimorchio degli Stati Uniti, dei grandi poteri, feroci con i più
33:47deboli e purtroppo chiniamo la testa davanti a coloro che riteniamo potenti.
33:55Qua l'Italia dovrebbe fare, e chiudo, ma io credo qualcosa di molto semplice, riconoscere
34:01lo Stato di Palestina, battersi e far valere anche la propria voce internazionale affinché
34:06Netanyahu sia assicurato la giustizia, perché c'è un tema, la tregua non significa impunità,
34:12il cessate il fuoco non significa l'oblio di quello che è accaduto, noi abbiamo fermato
34:17la seconda guerra mondiale, dopodiché c'è stato i processi, i processi per chi aveva
34:21fatto dei crimini di guerra e tutto questo, è chiaro che noi speriamo che il cessate il
34:26fuoco, la tregua, nonostante tutte le violazioni, coltiveremo speranza, una speranza concreta
34:32soprattutto per i palestinesi, per quel territorio, perché si possa vivere in pace, ma chi ha commesso
34:37crimini e reati, deve essere perseguito, perché la giustizia si costruisce anche in
34:42questo modo. Purtroppo, a proposito, molti di noi siamo stati in Palestina in questi anni,
34:51io la prima volta che sono stato in Cisjordania è stato circa 20-25 anni fa, ed era ancora
34:57un tempo forse di transizione, perché Hamas non aveva attecchito così tanto, la Palestina
35:03era un posto secolarizzato, oserei dire, in cui c'era comunque un elemento di laicità,
35:10le donne non avevano il velo, però vedevi che stava attecchendo Hamas e stava attecchendo
35:16perché è l'altra faccia della medaglia, perché o la politica vuole continuare a essere
35:20ipocrita, ma che accade quando tu ammazzi quei bambini, quando li mutili, quando vengono
35:24amputati senza anestesia? Quei bambini cresceranno nell'odio, ma che pretendiamo?
35:29Che il nostro culo al caldo, vediamo dei bambini che crescono in pochi chilometri quadrati
35:35dentro una prisione a cielo aperto, con la famiglia ammazzata, magari senza una gamba,
35:38e debbono vivere dicendo viva l'Occidente, viva Israele e viva quelli che combattono Hamas,
35:44ma è chiaro che l'Occidente sta facendo di tutto per consegnare generazioni ad altro odio,
35:50e questa roba, che magari si chiamerà Hamas, si chiamerà in un altro modo, rischia di non
35:55finire mai, se tu non metti in campo, chiaramente tregua, cessate il fuoco, i diritti, ma anche
36:01la giustizia per chi ha commesso reati. Quello che sta accadendo in Israele e Palestina, quello
36:06che sta accadendo a Gaza, è evidentemente un crimine contro l'umanità, e quello, e chiudo
36:11davvero, oltre all'esigenza politica di chiedere al governo di battersi perché ci siano i diritti
36:17dei palestinesi, perché i palestinesi abbiano un ruolo nella ricostruzione, pretendiamo che
36:21il governo non solo agisca in sede internazionale per riconoscere lo Stato di Palestina e battersi
36:27per le sanzioni, ma soprattutto perché venga assicurato a Netanyahu la giustizia, perché
36:33così fa un politico che non guarda semplicemente al qui ed ora, e fa un politico che magari
36:39vuole andare la sera a letto e sentirsi in pace con la propria coscienza e sapere che almeno
36:44ha messo nel suo piccolo, che poi è grande rispetto a tanti altri, un mattone per il futuro
36:49delle generazioni che verranno.
36:53Ringrazio per l'intervento, ho visto che c'è l'onorevole Buonelli in collegamento,
37:02sì lo abbiamo, ok. Io all'onorevole Buonelli farei una domanda che segue un po' l'intervento
37:11dell'onorevole Furfaro, anche lei ha richiesto a gran voce più volte chiarezza da parte del
37:20governo su Gaza e quindi le chiederei se ad oggi questa chiarezza è arrivata e se così
37:29non fosse, quali sono le richieste che lei fa al governo?
37:37La domanda è abbastanza scontata, questa chiarezza non c'è da parte del governo, c'è stata non
37:43solo una profonda ambiguità, ma con responsabilità rispetto a quello che è accaduto, ovvero il
37:50silenzio, abbiamo sempre parlato ad esempio di questa cooperazione militare che non è stata
37:58assolutamente revocata da parte del governo italiano, di questo doppio standard che vede
38:04sanzionare arrivare al diciannovesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia e nei
38:11confronti invece di Israele che ha commesso crimini contro l'umanità a Gaza, niente di
38:16niente. A vari nostri question time c'è sempre stato risposto che le sanzioni o la revoca
38:23dell'accordo di cooperazione militare non veniva perseguito dal governo perché lo ritenevano
38:27ritenevano strumenti di dialogo, penso che siamo di fronte all'aberrazione più totale.
38:33Fatemi però ringraziare Gennaro per il grande lavoro che ha svolto, non solo per il lavoro
38:39di cooperante a Gaza ma anche per la testimonianza di denuncia, perché oggi denunciare quello
38:47che accade a Gaza significa essere messi sul patibolo, è un atteggiamento inaccettabile,
38:54c'è una sorta di caccia a chi oggi difende i diritti del popolo palestinese, finisci
38:59con la tua foto segnaletica sui giornali, vieni definito terrorista e quindi io ringrazio
39:05profondamente per quello che ha fatto e continua a fare. Purtroppo sottolineo che ci troviamo
39:11in una fase storica in cui si sta riscrivendo e ridefinendo l'ordine geopolitico globale attraverso
39:19la supremazia del più forte, ovvero quella delle armi e quello che sta accadendo a Gaza,
39:26in Palestina, non unico purtroppo ma nell'esempio drammatico e quello che a me preoccupa profondamente
39:38su cui dobbiamo capire anche a livello non solo italiano ma globale come reagire e che
39:43a Gaza si vuole seppellire la storia, si vuole seppellire la verità, si vuole far dimenticare
39:50chi è stato il responsabile di questi crimini. È un processo secondo me su cui bisogna prestare
39:55grande attenzione e quindi conseguentemente mobilitarsi perché quando si vuole seppellire
40:01la storia e la verità un'altra storia verrà scritta ed è quello che qualcuno sta facendo,
40:07per esempio, e veramente concludo, quando affermazioni come quella della direttrice dell'ufficio
40:16stampa della RAI, ne prendo una, in coronata boccia, dice candidamente che non ci sono le prove
40:23dell'uccisione di civili da parte dell'esercito italiano, ci troviamo di fronte a una tracotanza,
40:31un'arroganza da parte di chi tra l'altro lavora a servizio pubblico radio televisivo
40:37che però ci fa capire dove si vorrebbe andare a finire ed è quello che vi ho detto, riscrivere
40:45la storia seppellire la verità e conseguentemente l'impunità. Ecco, io penso che invece dobbiamo
40:51fare esattamente il contrario. Denunciare, continuare a chiedere ovviamente quelle sanzioni
40:57e che Netanyahu e tutto il suo governo da Benji Vils, Motric, sia portato davanti a un
41:06tribunale internazionale e però dobbiamo anche organizzarci in Italia, perché costruire
41:13una politica diversa in Italia significa costruire un'alleanza che anche sulla politica estera,
41:20su questi temi, mandi a casa l'opposizione e la destra di questo governo. Per farlo però
41:26dovremmo avere tutti la capacità e la responsabilità di avere questo obiettivo, un obiettivo dello
41:33stare insieme, perché se no ho il rischio che saremo condannati a fare tanti di questi
41:37convegni, ma dall'opposizione. Buon lavoro e un abbraccio a Gennaro, veramente molto affettuoso.
41:43Ringrazio l'onorevole Bonelli per il suo intervento. Ora abbiamo qui con noi uno studente di medicina
41:53di Napoli, Ghassan Abughanem, membro della comunità palestinese Campania, scrittore indipendente
42:02e attivista. Grazie per essere con noi. Io chiederei anche a lei se ci vuole riportare
42:08una sua testimonianza. Credo che lei abbia preparato qualcosa, quindi le lascio la parola.
42:13Buongiorno a tutti, grazie per avermi ospitato oggi, per me è un onore, perché appunto sono
42:21nessuno. Io sono, adesso sono qualcuno, qualche anno fa no. Sono felice oggi perché sono state
42:33dette delle cose in cui vedo la vera Italia, non l'Italia del governo attuale. A me spiace
42:41però bisogna dirle queste cose. Io prima di iniziare vorrei dire che anche in Italia
42:50a volte siamo disumanizzati purtroppo, non solo a Gaza, anche se solamente con delle parole,
42:59ma a noi non ci interessa perché l'unica cosa che dobbiamo portare è la voce delle nostre
43:06famiglie. La mia famiglia è in Cisgiordania, quasi tutta, e mi manca. Non la vedo, non la
43:16sento molto. Oggi non sanno che io sono qui, ad esempio. E malgrado questo io sono felice
43:22perché una parte dell'Italia mi ha accolto e mi fa sentire a casa mia. Vorrei dire ai
43:29membri del governo che io voglio sentirmi palestinese e voglio sentirmi italiano quando
43:34pare a me, quindi di trattarmi come un italiano e di trattarmi in maniera umana quando si parla
43:41del mio popolo. Quello che non riesco a capire è perché ci sia questo doppio standard nel
43:50mondo, perché una vittima palestinese vale zero. E le risposte non me le daranno mai le persone
43:59che ci ripudiano, anche perché gran parte delle nostre perdite sono il futuro della Palestina.
44:07E io voglio, malgrado la mia lontananza, rappresentare il futuro della Palestina anche in Italia.
44:13e per farlo mi sono adoperato del mezzo più utile del mondo che è la parola e la penna.
44:20Non le armi né niente, sono letteralmente nessuno. Quindi quello che potevo fare era
44:26semplicemente prendere una penna, scrivere qualcosa e dire al mondo questo sono io, questo
44:32è quello che penso. E ci sono riuscito, perché se oggi sono qua vuol dire che qualcosa ho fatto
44:39e qualcuno mi ha visto. Io ho scritto molto in questo anno, perché dopo un anno dal 7 ottobre
44:50ho trovato la forza di scrivere, poi dopo vorrei dire cosa è successo prima, come stavo prima
44:55del 7 ottobre al volo. Comunque ho scritto una cosa che secondo me è una guida, io reputo
45:03una guida per le persone confuse, per le persone che non voglio incorparle, io preferisco dire
45:09che sono confuse, non capiscono, non si trovano con quello che si dice, vengono dette tante
45:14cose diverse, sbagliate, giuste che siano, le persone non capiscono finché non si arriva
45:19appunto alla fonte, no? Mettere le mani in pasta è questa la cosa che dovrebbero fare tutti
45:25i componenti del governo. E quindi ho scritto i 6 sensi, perché l'uomo nel mondo si orienta
45:31con i 5 sensi e poi il sesto senso. Oggi vi porterò il quinto senso perché si chiama
45:43pace, ma io sinceramente come ora avrei preferito chiamarlo giustizia, ma doveva piacere alle
45:50persone e ve la leggerò al volo per poi aggiungere un'ultima cosa.
46:00Quinto senso
46:09La pace
46:10Sei quella che pochi capiscono, ormai un fiore appassito, un concetto del passato da cui
46:17pochi attingono. A vedere come sei oggi, cuore e stomaco mi si stringono, eppure tutti
46:23ti cerchiamo, insieme all'unisono. Saremo un popolo libero, un popolo fiero, di non essere
46:30stato come loro, muti di fronte a tutto questo odio. Io questa poesia l'ho scritta dicembre
46:382024. Non è cambiato niente. Anzi, penso che le cose siano ancora peggiorate, perché malgrado
46:47ci siano delle carte. Queste carte vengono ogni giorno, boh, ignorate, non lo so. Il fatto
46:57che Israele abbia questa capacità di farsi giustificare delle cose indecenti, io non la
47:02sopporto. Non la sopporto non solo come palestinese, ma proprio come cittadino del mondo, dell'universo.
47:08non possono avere questi privilegi assurdi. Non possono. E non possono nemmeno scappare
47:16alla giustizia. Perché anch'io definisco fermamente, da sempre, da quando avevo cinque
47:22anni, che Israele è uno stato terrorista. Perché mi ha privato della mia famiglia, ha
47:28fatto perdere la vita a membri della mia famiglia, non mi permettere di vivere in pace in Italia,
47:33non mi permette di vivere in pace nel mondo. Quindi, quando si fanno delle riforme, si fanno
47:40dei trattati di pace, degli armistizi, dei cessati al fuoco, bisogna considerare tutti, non
47:47solo i forti, non solo Trump e Netanyahu. I palestinesi dove sono? Dove siamo in tutto
47:54questo? Nelle piazze va bene, nelle piazze poi subiamo quello che subiamo, perché non sempre
48:01ci ascoltano. E giustamente ci dobbiamo anche far sentire. Eppure quando ci facciamo
48:07sentire, anche nel modo in cui ci vogliamo far sentire, non va bene. Perché? Cosa abbiamo
48:14fatto di sbagliato? Siamo nati nel posto sbagliato? Non dovremmo vivere tutti bene, tutti e qui,
48:21tutti sotto il diritto internazionale? Giustamente io apprezzo le persone che parlano di Palestina
48:29in questo modo. Però qualche anno fa non era così. La Palestina non era al centro
48:36dei dibattiti, la Palestina non era niente, anche quando c'erano le guerre, c'erano massacri
48:42continui. Io voglio dire, va bene, erano meno di questo su minor scala, però non è la stessa,
48:48a prescindere dalla scala. Quando viene uccisa una persona non si sta in silenzio, indipendentemente
49:00dall'etnia non si sta in silenzio. Io questo silenzio verso i palestinesi non lo accetto,
49:05perché io da quando avevo cinque anni parlavo di Palestina, a scuola, e mi prendevo anche
49:11le conseguenze. Un bambino, io da piccolo dovevo vivere, dovevo crescere, non dovevo
49:17vivere di questioni politiche. Io con la politica non ci dovevo fare niente, io dovevo giocare
49:21con le macchinine, dovevo giocare a calcio, dovevo farmi la mia vita, dovevo inseguire
49:25i miei sogni. Ora faccio medicina perché io voglio aiutare il mio popolo, non perché
49:32voglio fare i soldi, non perché voglio aprire la mia clinica, no, io voglio andare sui campi
49:37di guerra, voglio poter avere una siringa con un anestetizzante e amputare la gamba a
49:43un bambino, ok, a Gaza, almeno l'anestesia chiediamo al governo israeliano per favore,
49:50perché io sentire un bambino piangere mentre gli viene tagliata una gamba non lo posso sopportare,
49:55non lo posso sopportare non solo perché è disumano, perché tutti i bambini del mondo
50:00hanno diritto a queste cose, i bambini palestinesi no. E io ripeto, sono uno studente,
50:07e dico queste cose. Al governo non dicono queste cose e soprattutto quando vengono poste
50:15queste questioni ne parlano in maniera disumana. Concludo dicendo che affinché ci sia la pace
50:26deve esserci assolutamente giustizia, deve e dovrà sempre esserci giustizia per il popolo
50:35palestinese e per tutti i popoli che soffrono di un genocidio. Io vi ringrazio di nuovo
50:41e Palestina libera dal fiume al mare. Grazie.
50:45Sì, un applauso. Io la ringrazio moltissimo per questa testimonianza commovente, avremo
50:54bisogno di, penso, ore e ore, molto più tempo anche solo per sentire le sue parole, ma
50:59purtroppo dobbiamo concludere. Io in chiusura do solo un minuto la parola all'onorevole
51:06di Lauro e vi ringrazio per essere stati qui oggi.
51:10Io ho conosciuto Gassan qualche giorno fa a Sodrento durante un incontro in cui si parlava
51:18di Palestina, di Gaza e le sue parole mi hanno commosso giovedì e mi hanno commosso anche
51:26ora. Non è semplice ascoltare da chi vive sulla propria pelle in prima persona le ingiustizie,
51:35l'enorme ingiustizia che colpisce i palestinesi non a partire dal 7 ottobre ma da molto molto
51:42molto molto prima. Noi per quello che possiamo fare anche dall'opposizione continueremo a lottare
51:50per il popolo palestinese, continueremo ad alzare la voce in Parlamento, continueremo ad essere
51:55presenti anche fisicamente nelle zone di guerra, almeno fino a quando Israele non ci fermerà.
52:01e noi siamo dalla parte giusta della storia. Grazie.
52:11Abbiamo finito, grazie.