00:0013 anni fa, il dramma che ha colpito la nostra terra, credo che nessun Emiliano Romagnolo,
00:06non solo chi ha vissuto direttamente quegli eventi come voi, non ricordi con chiarezza
00:11cosa stava facendo, dov'era, cosa ha fatto nelle ore immediatamente successive, in che
00:17modo ha cercato di dare una mano, c'è un unico, vero, grande grazie che secondo me
00:23l'Italia deve dire, ed è grazie agli uomini e alle donne di questa terra.
00:30Nel dopoguerra eravamo una delle zone più povere e più fragili del paese, non abbiamo
00:36conformazioni territoriali e geologiche che rendono la nostra vita particolarmente facile,
00:43abbiamo più difficoltà di tanti altri e per la seconda volta in questa terra, partendo
00:51da una tragedia, da un dramma, in questo caso diverso da quello, ma di nuovo un dramma che
00:57ha attraversato la nostra terra, ci siamo rialzati, non abbiamo negato le nostre fragilità,
01:03abbiamo ricostruito pietra su pietra, abbiamo rimesso in campo tutte le attività produttive
01:10del nostro territorio, abbiamo ridato una prospettiva alla comunità, non abbiamo negato la fragilità
01:17come non la dobbiamo negare oggi, tante delle ferite da allora sono ferite che ben conosciamo
01:22e che sono presenti nelle nostre comunità, non abbiamo paura della fragilità, non ci
01:27si deve vergognare di essere fragili o di essere deboli, non ci si deve mai vergognare
01:32delle lacrime, però si deve essere orgogliosi della capacità di reazione e la capacità di
01:38reazione che l'Emilia-Romagna, che le zone colpite dal sisma in Emilia-Romagna hanno mostrato
01:44al paese e qualcosa di cui tutta la nostra comunità deve essere orgogliosa.
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