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  • 3 mesi fa
Ecco il nostro incontro con Anna Foglietta, premiata attrice italiana e madrina della settantasettesima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Trascrizione
00:00Allora, io non ho mai visto l'essere madrina di Venezia come un obiettivo della mia carriera,
00:07ecco, partiamo da questo. Ho sempre avuto, è chiaro che è un bellissimo momento per un'attrice,
00:13è un bellissimo momento anche di spensieratezza e anche di leggerezza. Quest'anno, ecco,
00:19dimentichiamocelo, ma non perché non si debba portare quella leggerezza e anche quel tocco glam,
00:24ma soprattutto perché invece si deve avere qualcosa da dire, dei contenuti da comunicare,
00:29delle parole scelte con molta attenzione, la gente se lo aspetta, il pubblico se lo aspetta,
00:34io me lo aspetto. Come madrina, ma soprattutto come spettatrice di cinema, partecipo a questa edizione
00:39ma è un po' come se fossi una spettatrice anche io, perché sono proprio curiosa di vedere dove andremo,
00:44cosa riusciremo a costruire. È qualcosa da fare insieme, per la prima volta si chiede una partecipazione
00:51attiva del pubblico, si chiede un'attenzione maggiore da parte del pubblico, questa edizione riuscirà davvero
00:56se tutti quanti saremo responsabili, saremo bravi e coscienziosi, quindi insomma non è un'edizione
01:00per nulla facile, però come tale rischia di diventare davvero qualcosa di indimenticabile
01:05e noi ci siamo, come hai detto giustamente.
01:07Allora, come spesso penso, non tutti i mali vengono per nuocere, questa grande crisi ci può offrire
01:14l'opportunità di rifidelizzarci nuovamente con la sala. La sala stava scomparendo lentamente,
01:20il lockdown ce l'ha fatta praticamente quasi dimenticare, perché sul divano si sta comodi,
01:24i nostri televisori sono enormi, l'offerta è tanta, ma non è cinema. Noi sappiamo benissimo
01:29che andare al cinema significa completamente un'altra cosa, è un atto volontario, è un
01:34atto adesso quasi eroico, ma noi dobbiamo tornare ad essere un atto normale, dobbiamo
01:38tornare a pensare al cinema come qualcosa di popolare, dobbiamo ricominciare a parlarne
01:42a casa mentre mangiamo con i nostri figli, mentre ci beviamo un bicchiere di vino, è importante
01:47fare questo e per farlo secondo me i nuovi propri attori, artisti, dobbiamo rimergerci
01:52nel pubblico, dobbiamo rinsegnare ai giovani l'importanza della sala, l'importanza della
01:57condivisione della cultura.
01:59Beh, con la me di dieci anni fa le potrei dire, beh hai visto insomma, voglio dire adesso
02:06Venezia la vedevi poco, adesso ogni anno la vedi ed è bellissimo, sei contenta? Sì
02:11sono molto contenta, la me del 2030, mi piacerebbe tornare qui in giuria fra dieci anni magari
02:19no? E poter ricordare questo momento, queste parole spese insieme a te per dire beh ci abbiamo
02:23creduto, è stata davvero un'edizione straordinaria, ce l'abbiamo fatta e ricordarci tutto questo
02:28non voglio dire come un incubo perché un incubo è qualcosa da dimenticare ma come qualcosa
02:32che davvero è servito a trasformarci, non voglio dire in persone migliori perché noi
02:37esseri umani non abbiamo imparato niente, però trasformarci in qualcosa che, trasformarci
02:43trasformarci forse in artisti, quello sicuramente che hanno colto questa occasione per comunicare
02:50diversamente, in maniera più sincera, veramente quello che sentono, quello che provano, il
02:55rispetto che si nutre, per questo che non è solo una professione ma deve essere vissuta
02:59un po' come una missione
03:01no beh io ho un amore infinito per David Lynch, mi piacerebbe molto lavorare per David Lynch
03:06gli auguro di arrivare alla fine e di poterci fare tutti insieme uno sprizzo, da lontano
03:11a distanza di un metro ma di farcelo tutti insieme
03:13wow che maglietta che hai
03:17grazie
03:19grazie
03:21grazie
03:23grazie
03:25grazie
03:27grazie
03:29grazie
03:31grazie
03:33grazie
03:35grazie
03:37grazie
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