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  • 3 mesi fa
Ecco la nostra intervista a Francesco Patané, protagonista maschile di Ti Mangio il Cuore, di Pippo Mezzapesa, presentato a Giornate degli Autori nell'ambito di Venezia 79.
Trascrizione
00:00Il tuo personaggio è archetipico e racconta una discesa d'inferno, come è stato diventare
00:12un personaggio così terribile da questa purezza iniziale che invece racconti sulla schiena?
00:21Quella purezza iniziale è stata fondamentale per arrivare poi a quella crudeltà, perché
00:27se si parte in qualche modo cattivi è più semplice ed è anche più bidimensionale il
00:34personaggio che si costruisce poi. Quando invece si parte da un'innocenza, da una tendenza
00:39poi all'innocenza proprio, il risultato della ferocia è doppiamente crudele e violento.
00:48È stata una discesa all'inferno anche per me come attore, perché poi ovviamente col personaggio
00:53deve andarci giù insieme o su insieme, quando c'è la fortuna invece di risalire.
00:58Quindi trovare dei corrispettivi per cui come avrebbe reagito Francesco in quella situazione,
01:06che cosa c'è di Francesco in Andrea e di Andrea in Francesco. Quindi questo è un discorso
01:11fisico, non è un discorso mentale intellettuale, è un discorso attoriale, fisico, fisiologico
01:17che bisogna fare e farsi durante il percorso. Quello a volte è doloroso anche.
01:21Tu hai lavorato in Castellitto, nel bellissimo film Il Cattivo Poeta, e ti sei misurato
01:29come un giudante, e qui hai lavorato come un attrice esordiente. Il tuo lavoro di attore
01:37cambia rispetto a quello che ti dà in interprete, anche in termini di esperienza, oppure tu utilizzi
01:46sempre il stesso modo? Io non utilizzo un metodo preciso, come diceva Ragno prima, il
01:52metodo poi lo dà un po' al regista, nel senso il regista detta il mood del film, in base
01:57a quello tu ti crei il metodo giusto per funzionare in quella situazione. Per quanto mi riguarda
02:04ho imparato tanto da Castellitto e ho imparato tantissimo anche da Elodie, perché poi Castellitto
02:11e Elodie in qualche modo raccontano proprio due tipi di personaggi e di energie messe in gioco
02:15un po' diverse. E quindi come attore è importante relazionarsi all'altro, all'altro essere
02:23umano prima ancora che all'altro attore, cercando di assorbire, di restituire, di sintonizzarsi
02:29sull'energia che l'altro propone. Penso che una delle qualità più utili dell'attore
02:34sia l'ascolto. E quindi quando è stato fondamentale l'energia che mi ha regalato Elodie, perché
02:41tante volte in queste scene l'energia che aveva lei mi aiutava ad entrare a tirare fuori
02:51l'energia giusta per il mio personaggio. E quindi sono grato sia a Sergio che a Elodie.
02:56Anche per me era la prima volta che facevo delle scene di quel genere. Ci ha aiutato
03:02sicuramente il clima protetto che si è creato intorno a quelle scene. Cioè tutte le scene
03:07sono state molto rispettate, perché poi tutte le energie che metti in campo sono in qualche
03:11modo private, quindi vanno sempre rispettate e protette. In quel tipo di scena lì, in cui
03:16c'è anche la nudità e c'è un'esposizione anche a una possibile fragilità, è fondamentale
03:22che il set, quindi tutti quanti, l'operatore, tutta la troupe, rispetti la sacralità di
03:31quella scena. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere una troupe attentissima. Tra di noi
03:36si era creata un rapporto che permetteva anche una protezione reciproca, per cui nei momenti
03:42in cui dovevamo fare quelle scene eravamo nei personaggi, quindi non eravamo noi. Però
03:47sotto c'era il rapporto tra Francesco e De Lodi, che è un rapporto di amicizia e profondamente
03:52rispettoso e di conoscenza anche profonda dell'altro. Quindi c'erano molte protezioni
03:58perché quelle scene poi sono state in qualche modo anche semplici da fare.
04:03Com'è stata la regressione, la regressione linguistica in una lingua che non ti appartiene?
04:08Guarda, questo personaggio fatto in italiano, diciamo, non avrebbe funzionato mai, perché
04:15è un personaggio... la lingua, il dialetto è una... riguarda sì la vocalità e la gestione
04:22della parola, ma sicuramente riguarda anche il linguaggio fisico, il linguaggio non verbale,
04:29quindi il dialetto è sì la postura, quello che comunichi del tuo rapporto con gli altri
04:35e col mondo esterno. Quindi è stata proprio un'immersione in qualcosa di suo genovese, quindi
04:39sia a livello di risuonatori, perché il genovese risuona in altre zone, invece il progetto
04:45italiano è molto più gutturale, è una lingua più scura, in qualche modo, più animalesca,
04:50tra virgolette, in positivo, non è una critica più terrigna, in qualche modo, più terrena,
04:55più legata alla concretezza della terra e quindi replicando quel tipo di suoni arrivi anche
05:02ad una corporalità, ad una fisicità molto diversa da quella fisicità di un genovese
05:09o anche di un romano, perché poi scendendo giù c'è proprio un insieme di tipi umani
05:15proprio diversi a seconda del posto da cui vengono.
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