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  • 5 mesi fa
Ecco la nostra intervista a Pippo Mezzapesa, regista di Ti mangio il cuore, presentato a Giornate degli Autori nell'ambito di Venezia 79.
Trascrizione
00:00L'Odì ha fatto un percorso di immersione nel personaggio di Marilena molto preciso,
00:13molto attento, molto faticoso e anche molto doloroso e io l'ho fatto con lei.
00:19E credo che anche le scene più estreme, più violente o più intime, il segreto per girarle sia quello di farlo con grazia,
00:37con, empatizzando con i personaggi che si vanno a raccontare e con gli attori che devono interpretare quei personaggi.
00:49Bisogna avere sempre grande rispetto per gli attori e nel momento in cui si instaura questo rapporto di rispetto e di fiducia,
01:00allora tutto è possibile.
01:02C'è un approccio differente nell'inquadrare personaggi come quelli appunto dei capi famiglia rispetto ai figli, agli eredi?
01:16La macchina si approccia in maniera differente oppure per te sono tutti parte dello stesso livello emotivo del film?
01:25No, sicuramente l'approccio al capo famiglia possiamo definirlo più enfatico.
01:35Il racconto invece degli altri, dei figli, di quelli che potrebbero affrancarsi da una vita del genere
01:50e che piano piano invece ci si accorge che vengono, si reimmergono in questa ineluttabilità, inanienabilità del male,
01:59è stato fatto prima in maniera più lieve e poi pian piano, pian piano, pian piano si è riconnesso al mondo dei padri.
02:09Invece per quanto riguarda le location, dicevamo prima in conferenza che sono posti ancora non tanto esplorati dal cinema,
02:17com'è stato il lavoro di scouting?
02:20Il lavoro di scouting è una delle parti del lavoro che mi diverte di più,
02:26perdermi in luoghi per capire qual è la giusta angolazione per raccontarli,
02:33ma anche il giusto sentimento con cui raccontarli è una fase molto creativa del lavoro.
02:40Il territorio in cui ho girato è un territorio crudo, aspro, impervio e allo stesso tempo splendido, paradisiaco.
02:52È un territorio che racchiude il contrasto che è parte integrante di questo film.
03:00Ed è stata un'esplorazione continua, sia in fase di preparazione ma anche durante il set.
03:06È stata una continua suggestione che ha impreziosito e arricchito la storia.
03:12Parlavi di contrasto ed è molto contrastata anche la fotografia.
03:16Hai scelto il bianco e il nero ed è stato uno dei primi elementi che ti è stato chiaro nella realizzazione di questo film.
03:22Ma come mai?
03:23Il bianco e il nero è l'anima di questo film.
03:26Ti mangio il cuore può voler dire ti elimino o ti amo alla follia.
03:36E per me lo si poteva dire solo con due colori, il bianco e il nero.
03:39Invece il lavoro col testo, col testo di partenza.
03:43Com'è stato chi ti ha aiutato, chi ti ha anche ispirato nel lavoro di adattamento e rinarrazione?
03:53Perché poi ogni adattamento è un tradimento in qualche misura.
03:58Che cosa ti ha portato poi alla scrittura e alla realizzazione del film così come lo vediamo al cinema?
04:06Partendo dal testo ovviamente.
04:07Sai, in questo caso sono partito dal testo, sono partito anche dalla realtà e la storia della prima pentita della mafia del Gargano
04:17mi aveva affascinato sin da quando l'avevo conosciuta, era emersa dalla cronaca, anni prima poi che Bonini e Foschini mi proponessero il romanzo
04:28e anni prima di ritrovarla con mia grande sorpresa nel romanzo.
04:33Siamo partiti da questa precisa analisi che fanno del fenomeno della quarta mafia Bonini e Foschini
04:44e abbiamo estrapolato la storia della prima pentita della mafia del Gargano
04:50e ovviamente ci siamo presi anche quelle libertà narrative che ci hanno consentito di fare di questa storia una sorta di manifesto
05:00inserendo eventi e dinamiche prese anche da altre storie di mafia e altre storie di faida sempre presenti nel romanzo.
05:11Abbiamo insomma condensato in questa storia anche alcuni elementi delle altre faide.
05:21Si può dire che il mondo della mafia è un mondo archetipico?
05:25Beh sì, è sicuramente un mondo archetipico e questo è un film archetipico.
05:30Sono tutti personaggi che hanno una fortissima connotazione.
05:36Il re che deve deporre, è costretto a deporre la corona, il principe riluttante che non riesce a succedergli o gli succede male.
05:54Il mentore che insegna l'arte della guerra al principe, una madre divisa tra desiderio di amore filiale
06:06e voglia di vendetta, insomma, più archetipico di così.
06:11Ti ringrazio.
06:12Grazie.
06:12Grazie.
06:13Grazie.
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