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  • 10 mesi fa
Ecco la nostra intervista a Niccolò Falsetti, Francesco Turbanti e Zerocalcare, rispettivamente regista/sceneggiatore, attore/sceneggiatore e special thanks di Margini, l'unico film italiano selezionato nel Concorso della 37° Settimana della Critica a Venezia 79.
Trascrizione
00:00Che cosa si era disposti a fare per i vostri sogni?
00:08Scuttantissima, vai, vai!
00:10Scuttantissima, la cosa io direi che la risposta più retorica è tutto, ma non è la risposta
00:19vera, perché in realtà non è vero che ci sono due o tre cose che non si possono fare
00:27e mi viene da dire rispetto anche a quale sogno e che cosa significa il sogno, la cosa
00:33che forse, e forse abbiamo provato anche a metterla dentro tutta questa storia, è il
00:39fatto che si costruisce un sogno, un desiderio, una volontà, si costruisce giorno a giorno
00:47pezzetto per pezzetto, ecco questa è la cosa che mi viene da dire, che cosa volessi fare
00:51per realizzare un sogno?
00:52La vita non esisce per spolte, mi viene da dire, non esisce perché a un certo punto
00:56si realizzano i sogni perché tu hai fatto una o un'altra cosa, o hai scelto una cosa
01:03che fosse un'altra, ma è una roba proprio di ok, ti metti lì giorno per giorno e fa il
01:09pezzettino, costruisci, bam, bam, bam, bam, e forse non è detto che a un certo punto
01:14qualcosina di torna.
01:16La cosa che nel film a me non ha colpito, però mi ha fatto porre delle domande, il
01:22film è ambientato nel 2008, siamo abituati a film ambientati tanto indietro nel passato,
01:27questo è un passato relativamente recente, come è stato mettere in scena quel passato
01:31che a pensarci adesso sembra ieri, però in realtà sono cambiate tante cose, dai telefoni
01:36alla comunicazione, ai siti internet, è cambiato tutto, come è stato ricostruire quel passato
01:42recente?
01:43Per noi è stato, diciamo, a livello di immaginazione è stato semplice perché avevamo materiale
01:52fisico e mentale veramente fresco e quindi non c'era molto da scavare per attingere a quel
01:58materiale là. Da un punto di vista di scelta è stata una scelta, abbiamo tenuto il rimesso
02:06in discussione a ogni estesura del film perché giustamente perprimeva la poca distanza,
02:13quindi è un film d'epoca, non è un film d'epoca, i costumi, non i costumi, perché
02:17allora non ambientarlo oggi sembrava tutto più semplice, più immediato. Però poi alla fine
02:22c'erano tanti motivi pressanti per cui quella dimensione del 2008 era quella giusta per questa
02:28storia. Per noi era perché effetti negli ultimi anni, diciamo soprattutto pre-pandemia, ci sembrava,
02:34forse anche semplicemente perché siamo invecchiati noi, ma anche la nostra scena avesse subito
02:39un po' la curva di flessione, che ci fossero meno cose, meno band e stavano nascendo, meno
02:44dischi e forse anche perché anche noi eravamo meno dentro e forse più chiusi su noi stessi
02:51e meno aperti al nostro mondo di permanenza. E quindi già quello ci sembrava più onesto,
02:57invece il 2008 non andò di fermente dove nasceva un gruppo al giorno dove avevi la sensazione
03:02di essere in una scena che stava crescendo e si stava collaborando nuove erate da piccole,
03:07di province eccetera eccetera, tra cui la nostra, l'ossetana. Poi è l'alba della crisi e quindi
03:14c'è quest'alba della crisi, ha cambiato davvero una buona parte del mondo. Secondo noi è un
03:19po' quando si è esaurita l'onda lunga di Genova, è stato Genova per noi, una generazione.
03:24E lo dico soltanto perché secondo me, ecco, se devo darvi una lettura forse troppo seriosa,
03:29però è quello che mi ha vinto di questa scelta, mi ha convinto poi definitivamente, è il fatto
03:35che nella contemporaneità continuo a pensare, c'è un mondo che ci lascia un po' da soli,
03:40che ci fa sentire parte di qualcosa che in realtà è effimero e i soci hanno questa fregatura
03:45dietro l'angolo, siamo tutti qua, ma a testa da solo in realtà, con il telefono in mano,
03:50a letto, illuminato solo dal bagliore dello schermo e si perde un po' la voglia di fare le cose insieme.
03:56Noi veniamo da un mondo in cui, a parte si fanno le cose insieme per farle, per motivi politici,
04:00per motivi musicali, per organizzare eventi e tutta questa roba non è mai scissa l'una dall'altra,
04:06è sempre un solo piano e rischia sempre di schiacciare poi tutta la complessità,
04:10la profondità di una cosa su una dimensione sola, però questo fare insieme è anche soltanto
04:14di una band, di averci una cosa da fare insieme, arriva a tutto, arriva al motivo per cui
04:21secondo noi ultimamente si va poco al cinema, si è perso, lo dico senza giudizio,
04:25è solo constatativo, però ti sembra quasi, lo diciamo anche da gente che va al cinema,
04:30che quando ci torni ogni volta, però guardi tantissimi film a casa per il tuo televisore
04:34o al computer, poi torni al cinema e dici, è bello fare una risata insieme agli altri,
04:39però è bello condividere, cioè quell'emozione che ci ha fatto condividere,
04:42Maledetto ha fatto questo film, ce l'ha fatta un video a tutti allo stesso momento,
04:46è un po' diverso dal vivere da solo a casa.
04:49Michele si è fatto grande mistero sul perché tu hai partecipato a questo progetto,
04:53perché hai partecipato a questo progetto?
04:57In realtà a me, penso anche a loro, è sembrata la cosa più naturale del mondo,
05:03nel senso che era... mi è stato chiesto da persone che facevano parte del mondo mio,
05:12nel senso della mia famiglia allargata in qualche modo,
05:15e come me ci sono tantissime partecipazioni di band che hanno dato la colonna sonora,
05:22che hanno fatto dei cameo, persone che conoscono sempre,
05:26per i trentissimi anni, e quello che è il mio contributo a questa scena,
05:31non sapendo suonare né cantare, è sempre stato quello di fare le locandine,
05:35dei concerti, le copertine dei rischi.
05:38Io ho fatto la stessa cosa.
05:39Quello che hai sempre fatto, che fai ancora.
05:41Grazie mille, grazie a tutti.
05:43Grazie.
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