00:00In questo numero di AgriFood Magazine, Italia leader europeo nella produzione di riso, spesa
00:20alimentare, torna la carta dedicata a te, made in Italy, macchine e filiere alimentari conquistano
00:28il mondo. Gli italiani spendono meno per il cibo, agricoltura in crisi.
00:36Nel 2024 l'Italia è il primo paese dell'UE produttore di riso, con il 56% della superficie
00:42europea dedicata al cereale. Una raccolta che conta 1,4 milioni di tonnellate, frutto dell'impiego
00:49di 226 mila ettari. Sono i dati diffusi dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità
00:54Alimentare e delle Foreste in occasione del Festival Internazionale del Riso a Vercelli.
01:00Il Piemonte da solo rappresenta il 55% del raccolto nazionale, concentrata soprattutto
01:06nella provincia di Vercelli, a cui segue la Lombardia. Sul fronte europeo gli altri produttori
01:11sono Spagna, Francia e Portogallo. Per il ministro Francesco Lollobrigida l'Europa deve fare il
01:17sistema ed essere al fianco dei produttori per migliorare le dinamiche e capire insieme
01:22come valorizzare quella che è una vera e propria risorsa sia dal punto di vista della
01:26sovranità alimentare sia dal punto di vista economico. Per quanto riguarda i consumi domestici
01:31il riso lavorato è predominante, seguito dal parboid e dall'integrale.
01:38Per il terzo anno consecutivo il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare
01:44e delle Foreste insieme ai dicasteri delle economie, delle finanze e del lavoro mette a disposizione
01:49delle famiglie meno abbienti, carta dedicata a te. Con una dotazione di quasi 600 milioni
01:55di euro garantirà 500 euro a oltre 1.100.000 famiglie. Lo scorso anno le spese delle famiglie
02:02sono state così orientate, il 76% per l'acquisto di prodotti alimentari presso la grande distribuzione
02:09organizzata, il 10% sempre in prodotti alimentari ma in negozi, minimarket e mercati, segue l'acquisto
02:17di carburante per il 10% della dotazione del 2024, il restante 2% del fondo è stato
02:23speso in discount, macellerie, forni, latterie e per il trasporto pubblico. Per il Ministro
02:29Francesco Lollobrigida si tratta di una misura concreta che aiuta l'accessibilità economica
02:35dei prodotti alimentari rinunciabili nella vita di ogni giorno, oltre allo sviluppo delle
02:40filiere agroalimentari italiane. A rappresentare l'Italia nel mondo non ci sono soltanto le
02:49eccellenze agroalimentari ma anche i macchinari che le rendono possibili, dal caffè al cioccolato,
02:55dal pane e la pizza al gelato fino alla ristorazione professionale, un comparto che si conferma simbolo
03:02del made in Italy e che continua a crescere anche sui mercati internazionali. Secondo i dati diffusi
03:07da Fiera Milano per Host, nel primo semestre 2025 l'export mondiale del settore ha registrato
03:14un più 2,9%, una crescita trainata soprattutto dai macchinari per gelato e refrigerazione che
03:21segnano un più 8,6%. Bene anche le macchine da caffè a più 2,5% mentre la ristorazione
03:30professionale cresce dell'1% e i macchinari per panificazione e pasticceria segnano un più 0,3%.
03:37Numeri che confermano la solidità di filiere che non solo rappresentano il gusto italiano nel mondo
03:43ma che valgono miliardi. La panificazione ad esempio genera in Italia un fatturato di circa
03:4913 miliardi di euro con consumi in aumento dell'1,6%. Il gelato resta uno dei fiori all'occhiello
03:57oltre 4,5 miliardi di euro lungo la filiera, più di 600 milioni di porzioni artigianali vendute e un
04:04consumo pro capite di circa 2 kg l'anno. E ancora il caffè, altro prodotto iconico. L'Italia con oltre
04:11556 mila tonnellate di torrefatto rappresenta il 25% della produzione europea. Un primato che si
04:19inserisce in un mercato globale valutato circa 120 miliardi di dollari con previsioni di crescita
04:25anche per le macchine da caffè che nel 2025 varranno quasi 19 miliardi e supereranno i 25 entro il 2030.
04:34Un ruolo di primo piano lo gioca anche la ristorazione che nel 2024 ha generato un valore
04:40aggiunto di oltre 59 miliardi di euro sostenendo le filiere produttive con acquisti per circa 20
04:47miliardi l'anno e generando un indotto superiore ai 55 miliardi. Guardando al futuro la parola
04:54d'ordine è innovazione. Sempre più spesso le filiere dialogano tra loro dando vita a
04:59contaminazioni inedite. Pane e cioccolato, dessert che uniscono forno e gelato, caffè reinterpretato
05:06in chiave gourmet, un'evoluzione che conferma come il made in Italy non sia soltanto tradizione
05:11ma anche creatività capace di trasformarsi e conquistare nuovi mercati.
05:18Gli italiani guadagnano un po' di più ma non spendono di più. È questa la fotografia
05:23scattata dall'Istat con i conti economici del secondo trimestre 2025. Il PIL cala dello
05:290,1% rispetto ai tre mesi precedenti pur segnando un più 0,4% su base annua. Numeri che
05:37nascondono un dato preoccupante. Il made in Italy agroalimentare, da sempre fiore all'occhiello
05:43dell'economia nazionale, sembra non essere riuscito a dare alcun contributo alla crescita.
05:48I redditi da lavoro dipendente sono saliti dello 0,9% ma la spesa delle famiglie non si
05:54è mossa. Dopo gli anni dell'inflazione record molti hanno imparato a ridurre gli sprechi
06:00e a razionalizzare gli acquisti. Crescono poi i discount e i prodotti a marchio del distributore,
06:05mentre arretrano i segmenti a più alto valore aggiunto, i vini fascia medio alta,
06:11DOP, IGP e specialità regionali. Insomma non si rinuncia a mangiare ma si scelgono
06:17formati più economici e si rinviano gli extra di qualità. Il quadro è complicato anche
06:22sul fronte agricolo. Il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca scende
06:28dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, confermando la fragilità di un settore colpito
06:34da cambiamenti climatici, costi elevati e una domanda interna che non riparte. Le imprese
06:40agricole devono fare i conti con i margini ridotti e prezzi alla produzione in calo. Il
06:45rischio è duplice. Da un lato un'agricoltura sempre più dipendente dall'export, dall'altro
06:51la desertificazione commerciale, con i piccoli produttori e i negozi tradizionali messi in difficoltà
06:57dalla concorrenza delle grandi catene. Il secondo trimestre del 2025 consegna quindi l'immagine
07:03di un'Italia sospesa, famiglie prudenti, agricoltura in arretramento e un settore agroalimentare
07:09che rischia di restare intrappolato in una spirale di stagnazione con ricadute su imprese,
07:14occupazione e territori.
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