- 10 mesi fa
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00:00Ben ritrovati, lo diciamo agli amici di TeleTutto perché da questo momento sono connessi con Radio Brescia 7, il viaggio in diretta sia alla radio che in tv, oggi per parlare con il nostro ospite che è lo psicologo ed è Matteo Merigo.
00:29Psicologo e psicoterapeuta?
00:31Sì esatto, psicologo e psicoterapeuta.
00:33Ben trovato e grazie per aver accolto il mio invito a essere qui.
00:37Prima in radio scherzavamo sul fatto che ci capita di vedere, io lo dicevo, ci capita di vedere un contesto umano un po' complesso in questo periodo e quindi la prima domanda che ti faccio, poi parleremo di te, è questa.
00:51Quali sono i problemi per quello che è il tuo osservatorio privilegiato che disturbano, preoccupano, mettono più in crisi le persone che arrivano e bussano alla tua porta?
01:05C'è qualcosa che in qualche misura è più preoccupante di altro per le persone in questo momento?
01:13Diciamo che si è allargata molto una forbice, la forbice delle persone che magari in alcune situazioni sentono l'ansia essere un qualcosa di ancora più importante rispetto a qualche anno fa, rispetto a 10, anche 15, 20 anni fa.
01:27Quindi ansia ce l'ho, vediamo, andiamo avanti.
01:30Quella, poi anche gli aspetti, potremmo definirli irrisolti, no?
01:35Quelle cose che portano a un abbassamento del tono dell'umore, una deflessione, quella cosa che non è stata risolta con l'ex marito, l'ex moglie, con qualche persona che ha fatto parte della nostra vita, diciamo così.
01:46Quindi la situazione sentimentale nel senso di coppia va ancora fortissimo.
01:50Quella sì, quella va ancora veramente tanto, tanto, come vanno anche forte le problematiche legate a quella che è la prospettiva che ho io nel futuro, cosa potrò fare da grande, diciamo così.
02:03Cioè, quando parlavo di forbice rispetto a quelli che sono stati i nostri genitori, i nostri nomi, dove comunque anche l'età cronologica coincidevano anche con le aspettative di vita e su quello che si poteva fare, adesso la forbice si è molto ampliata.
02:15Hai ragione, perché arrivare a uno stato, per così dire, di equilibrio per i nostri nonni, i nostri genitori era più semplice in una certa fase, diciamo, della vita, adesso c'è un po' questo effetto elastico per cui l'instabilità continua anche quando si è parecchio adulti, per così dire.
02:37Diciamo che magari per i nonni era più presente il concetto dell'essenziale, bisogna arrivare a quel punto, oggi invece abbiamo tanti aspetti che sono futili che invece diventano essenziali quando queste parti tendono a prevaricare anche quella che in realtà è l'essenziale dell'essere umano.
02:54Quello che noi viviamo è che se non abbiamo quella cosa stiamo malissimo e soffriamo.
02:59Certo.
02:59Ora, è proprio l'aspetto anche della sofferenza da valutare.
03:02Perché? Perché la sofferenza è un aspetto unico nella persona, ognuno ha una sua sofferenza, non si può mai paragonare con quella di qualcun altro.
03:10Certo. Per quello è anche sbagliato dire mi sento in colpa perché magari mi sto accanendo e sto soffrendo per una cosa quando al mondo il mio vicino sta peggio di me perché ha un motivo più grave per essere infelice.
03:25In questo caso ognuno si concentra nel suo perimetro e va bene così probabilmente.
03:31E' anche il punto di riuscire a capire che la propria sofferenza è un qualcosa che ha anche un fattore di crescita, cioè mi spiace anche dirlo, la vita è fatta anche di sofferenza.
03:41Ma insomma serve?
03:43Eh sì, ma possiamo paragonarle sempre a quelle degli altri.
03:46Quindi spesso che cosa arriva? Arrivano gli aspetti del sì sempre positivo che anche quello è sbagliato diciamo perché quando uno sta male deve avere anche il coraggio di dire sto male.
03:55Mi tuffo nella mia sofferenza, me la vivo, vado fino in fondo, cerco di capirla per venirne fuori, se no la metti sotto il tappeto e poi dopo probabilmente può essere anche più deflagrante l'effetto.
04:06Prima o poi quando emerge la sofferenza quello che ne abbiamo è una deflagrazione.
04:11Certo. Tu hai parlato del fatto che forse ci sono delle cose irrisolte per cui poi si arriva a te.
04:19Ma le cose irrisolte sono le cose recenti oppure anche a 60 anni possiamo avere dell'irrisolto di quando avevamo 5-10 anni e questa cosa ci accompagna?
04:33Eh, l'irrisolto diciamo che prende tutto l'arco di vita. Quando questa cosa non viene irrisolta io posso rimanere ancorato a aspetti legati a quando avevo 5-10-15-20 anni e così via.
04:45Che nei momenti di straordinario poi vengono fuori anche se sono passati 50 anni.
04:48Pensiamo ad esempio ai traumi, ai lutti, agli aspetti significativi dove noi sentiamo che proprio la nostra quotidianità, il nostro equilibrio viene compromesso.
04:58Allora, questo aspetto noi magari riusciamo anche a portarcelo avanti purtroppo nel corso degli anni, nel corso della nostra vita.
05:06Ti sto per fare una domanda provocatoria. È sempre necessario affrontare tutto l'irrisolto o qualche volta è meglio lasciarlo lì al suo posto e lasciar perdere?
05:15Allora, qui arriva un aspetto importante, nel senso che a volte noi cerchiamo anche di risolvere degli aspetti che sono irrisolvibili.
05:27L'indietro non si torna.
05:28È sicuro?
05:29Quello che noi possiamo fare è fare in modo che la parte emotiva si sganci dal ricordo.
05:34Quindi il ricordo a un certo punto magari permane, diventa sempre più lontano del tempo, ma è la parte emotiva che noi dobbiamo cercare di lavorare.
05:42Quindi che cosa succede? Che alcune cose purtroppo non le scopriremo mai fino in fondo.
05:47C'è anche un aspetto della mia vita, magari ne parleremo più avanti, che si liga anche a questo.
05:51Ci sono degli aspetti invece che se noi li elaboriamo per bene, li trasformiamo, ecco che entra in scena un meccanismo che è quello della sublimazione.
05:58Quello che è il mio dolore lo trasforma invece in una risorsa.
06:04Ti faccio anche un'altra domanda, poi salutiamo gli amici di Centrale del Latte che sono i nostri compagni di viaggio anche in questa stagione.
06:10Mi piace capire da te se quello che si è fatto per cambiare il sentire comune, per cui se vai dallo psicologo è meglio che tu non lo dica, c'è un po' di pudore.
06:28Si è fatto molto per far cambiare il percepito, per cambiare proprio la cultura dell'accettare che così come se stai male fisicamente ti rivolgi al professionista più adeguato,
06:40se la tua mente ha bisogno di un supporto non ti serve l'amico che ti porta a bere qualcosa e ti dà una pacca sulla spalla o la mamma che ti dà il bacino perché servono i professionisti.
06:51Siamo un pochino più in comfort rispetto a questo tema?
06:54Allora, mamma e amico servono, questo è fondamentale.
06:59Abbiamo dei dati che dicono che un terzo della popolazione soffre di problematiche mentali, popolazione mondiale.
07:06Quindi significa che l'aspetto della salute mentale è fondamentale, deve essere elaborato e serve professionalità su questo.
07:13Quindi psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, insomma persone che abbiano delle competenze e che possano aiutare gli altri.
07:21È vero che adesso il concetto si sta sdoganando, ci vorrà ancora un attimo di tempo, però diciamo che la direzione...
07:29Siamo sulla strada giusta per fortuna.
07:3140 minuti e 40 secondi per salutare gli amici di Centrale del Latte e poi torniamo a voi.
07:36Oggi l'ospite del magazine è Matteo Merigo, l'ho invitato per conoscerlo meglio e abbiamo però fatto una lunga introduzione che ci ha consentito di spaziare un pochino in quello che è il tuo mondo.
07:51Mi piacerebbe sapere perché tu nella vita hai deciso di fare questo lavoro e non un altro lavoro e se l'hai deciso da presto oppure è una cosa che tra virgolette è capitata sulla tua strada?
08:01Ci sono stati due fatti importanti nella mia vita. Il primo risale a quando ero molto piccolo, stiamo parlando dell'elementare.
08:08Purtroppo in quell'epoca, in quel periodo, io e altri ragazzi bambini della scuola fummo, perdone i termini, avvicinati perché è una parte emotiva anche molto forte da quello che potremmo chiamare il mostro.
08:27Quindi è stato un aspetto che ancora adesso ripensarci comunque emotivamente mi smuove.
08:34Quindi un evento traumatico per te e per altri tuoi compagni.
08:37Esatto. E diciamo che probabilmente anche quell'aspetto, quell'aspetto di sentire che c'è qualcuno che può avere un potere per un bambino è un aspetto estremamente importante ma che poi ti porti dietro anche quando sei adulto.
08:52Certo. Anche perché sei a quell'età nella logica dell'affidarti all'adulto. Ti viene detto che tu devi avere fiducia a degli adulti, ovviamente nel tuo caso non di tutti gli adulti.
09:03E quindi credo sia estremamente destabilizzante al di là del fatto in sé.
09:08Sì. Ed è anche per questo che ti dico che ci sono degli aspetti che sono irrisolte ma se cerchi anche di scavare non potrai mai arrivare a una verità.
09:15Certo. Certo.
09:16C'è la nostra parte inconscia che alcune cose le blocca.
09:18Diciamo così. Lì diciamo che in quel momento i miei genitori ma anche la scuola e così via sono state molto brave per quanto riguarda il contenimento affettivo per noi ragazzi.
09:31Poi è arrivato un altro evento. Un evento stavolta molto bello perché alle superiori, è stato bocciato il primo anno delle superiori, è stato anche lì un momento abbastanza difficile, ma subito dopo conobi quello che è stato il mio professore d'italiano, professore anche nella vita, insegnante, maestro, ecco usiamo questo termine, che tanti ragazzi hanno ancora nel cuore.
09:54Lui c'è ancora, sta benissimo, lo sento ogni tanto, che è un genio buon nomi.
09:58Ah certo, conosciamo.
09:59Il nome che ogni tanto compare.
10:01Certo.
10:02E lui disse, guarda, tu non sei fatto per la ragioneria. Termina gli studi ma tu sei fatto per la psicologia. Infatti mi prestò anche dei libri.
10:09E vide che io ero appassionato di questa lettura. Allora, quella fu probabilmente la svolta. Cioè, da un aspetto traumatico, comunque mi tenevo lì.
10:18E che non era così facile comprendere, perché anche le medie sono state molto buone, passate molto bene a capire delle buone amicizie, ma al momento delle superiori l'entrata in contatto con questo professore che aveva colto quelle che erano le risorse, mi ha permesso poi di entrare in facoltà e diventare psicologo.
10:37Hai un po' risposto a una domanda che io abitualmente faccio ai miei ospiti. Qual è l'incontro che ti ha cambiato la vita e che ti ha fatto essere quello che sei? Di base hai già risposto.
10:49Ci sono altri incontri che hai trovato significativi per la tua strada professionale e anche umana, evidentemente?
10:58Dell'amicizia. Io ho un carissimo amico con cui abbiamo anche delle condivisioni da un punto di vista terapeutico, lavorativo, che è il dottor Rossano Tosi di Brescia, con cui spesso noi abbiamo questo confronto, ma anche un confronto non soltanto professionale, ma anche amicale.
11:13E in queste cose, in queste situazioni, capisci anche quanto è importante l'amicizia, perché in questo si costruisce anche quella che è la costruzione, non soltanto dell'aspetto professionale, ma dell'aspetto umano.
11:25Io una cosa qui tengo è anche raccontare, spesso lo faccio con i video su Instagram e così via, l'umanità dello psicologo, perché spesso si ha l'idea che lo psicologo sia una persona comunque estremamente filtrata su tutto, non abbia dei sentimenti, non ha fatto vero, è proprio l'esatto contrario.
11:40A proposito di quello, mi piacerebbe sapere se uno psicologo riesce a mettere la sua esperienza professionale e il suo sapere al servizio di se stesso, perché è come quando una mamma fa l'insegnante, da insegnante è perfetta, da genitore, mi dicono, spesso non riesce a mettere in campo tutto quello che invece riesce a mettere in campo in una professione. Vale anche per voi?
12:07Sì, vale anche per noi, nel senso che noi da esseri umani abbiamo le nostre difficoltà, i nostri momenti, i nostri lutti, i nostri traumi, ma anche le relazioni che finiscono male.
12:17Ma lo psicologo va dallo psicologo?
12:19Sì, certo, nel mio caso sì. Devo dire che comunque non è soltanto una valvola di sfogo, ma è anche una ricomprensione di alcuni aspetti, perché molti sono convinti che studi psicologia, quindi ti capirai fino in fondo.
12:33No, assolutamente no, non funziona così.
12:36E invece un'altra cosa che ti voglio chiedere è legata alla tua storia professionale e a quanto metti in campo e in che ambiti soprattutto.
12:49Perché ognuno di voi ha delle specifiche competenze in genere, è più centrato su alcuni temi. Per te?
12:57I miei temi sono principalmente quelli dell'ipnosi, la psicoterapia ipnotica.
13:01Mamma mia, mamma mia, mamma mia. Io, essendo persona un po' controllata, ho proprio molta preoccupazione di chi pratica l'ipnosi.
13:13Cioè il fatto di affidarsi così tanto mi fa preoccupazione.
13:16Tutti sono ipnotizzabili?
13:18Sì, tutti sono ipnotizzabili.
13:19Anche i respingenti?
13:20Sì, allora, poi qui entreremo in un discorso che è molto più complesso, ma il punto focale è quello che hai esposto tu, cioè serve una professionalità.
13:30Psicoterapeuti comunque che hanno fatto una scuola specifica, hanno una preparazione specifica e non, ci sono anche tante figure di confine che praticano l'ipnosi,
13:39senza sapere che l'ipnosi di per sé come fenomeno è un fenomeno molto semplice.
13:44Cioè chiunque di noi può farlo, può crearlo.
13:46Ok.
13:47Il messaggio terapeutico è qualcosa di molto più complesso ed estremamente personale.
13:52Poi l'altra specializzazione è più nel campo, diciamo, dell'intimità, usiamo questo termine.
13:58Vabbè, è chiaro quello che stai dicendo.
14:00Che mi dà un'idea più globale della persona.
14:03Certo, è un ambito che si riverbera poi sulla vita di tutti noi, ma che anche racconta molto di chi siamo davvero, al di là delle sovrastrutture che mettiamo in campo.
14:16Esatto, perché noi usiamo delle strutture magari per quanto riguarda la professione, il lavoro e così via, nella nostra intimità, in quello che noi siamo davvero.
14:22Noi utilizziamo delle altre.
14:24Quindi a volte questi aspetti diventano egodistolici, cioè vanno un po' in contrasto l'uno con l'altro.
14:29Allora, l'aspetto di vedere la persona nella globalità aiuta sicuramente il terapeuta a accelerare quello che è il processo terapeutico.
14:38Certo.
14:39Hai parlato dell'uso dei social.
14:41Noi ti leggiamo spesso su riviste nazionali, sei centrato anche su quello che è il tema dei social.
14:49Mi piacerebbe sapere come sei arrivato a dire che potevi esprimere la tua professionalità anche attraverso questi canali.
14:57che per chi fa il dottore è tema un pochino più sensibile.
15:02Com'è stata questa ospitata?
15:05Lo dico per gli amici che non vedono la televisione ma che ascoltano la radio.
15:10Qui c'è un'immagine di una doppia finestra televisiva con il dottor Merigo e Vittorio Feltri.
15:16Esatto.
15:17Se l'avessi qui da intervistare qualche preoccupazione ce l'avrei.
15:20Tutto risale a un articolo che mi fu chiesto da Mo Magazine legato alle bambole Real Born.
15:29Cioè quelle bambole che sembrano realmente di bambina.
15:32Quindi mi chiesero quali sono gli aspetti psicologici, perché nascono e così via.
15:36una serie di aspetti compresa anche una parte sana, per esempio nell'utilizzo dello spettacolo,
15:44così non ci sono liberatori da filmare, l'aspetto di collezionismo, di creazione.
15:49Vabbè lì tutto giusto.
15:51Però chi sostituisce i bambini umani con le bambole lo fa per semplicità, probabilmente,
16:00perché si semplifica la vita.
16:01Ecco, il tema infatti nasceva da questa coppia che era diventata molto popolare su TikTok,
16:07che usavano questo bambolotto come un bambino vero, quindi vivendolo come un bambino vero.
16:13Io ho spiegato, guardate, che ci sono anche degli aspetti, degli aspetti che vanno oltre
16:17un determinato confine.
16:19Al di là di quello che può essere l'esibizionismo da TikTok, però ci sono delle parti che dovremmo
16:24sondare un po' di più.
16:25Certo.
16:26Mi chiamo Giordano, Mare Giordano, chiedendomi questa cosa.
16:30Io raccontai nel dettaglio il tutto e poi, proprio nel momento in cui parlavo anche degli
16:37aspetti psichiatrici, fermo immagine con me a Feltri.
16:42E com'è stato lui?
16:44Ma in realtà era una registrazione, quindi io ho guardato semplicemente quello che stava
16:49accadendo in diretta su Retequattro.
16:51C'è stato, diciamo così, uno scambio fra di voi.
16:56Tornando invece al tema dei social.
16:59Ah, beh, i social ormai sono una realtà.
17:02Ma per te, come usi lo strumento, perché ti piace usarlo, che tipo di riscontro hai,
17:08perché il tema tuo è abbastanza delicato.
17:11Per cui, siccome poi è un mare magnum di professionisti e anche meno professionisti,
17:17non deve essere semplice, ecco l'approccio.
17:19Allora, lo uso bene o male per certi versi.
17:23Nel senso, c'è sicuramente una parte, adesso bisogna trovare una quadra, perché si va anche
17:28tanto per prove d'errori.
17:29La quadra che ho cercato io è di raccontare alcuni aspetti anche con una certa leggerezza.
17:35Essere leggeri non significa sminuire gli aspetti del dolore, della sofferenza, ma cercare
17:41di dare anche una lettura che possa togliere un po' la pesantezza a chi guarda.
17:46E anche incuriosire di dire, ah, questo terapeuta comunque sia, non è, diciamo, quella forma
17:52cattedratica, ferma, rigida, ma non è nemmeno la persona che poi sminuisce e manda tutto
17:58a farsi bene dire.
17:59Diciamo che è un tema di accorciamento delle distanze, per cui questo mi pare di poter
18:07dire da quello che mi racconti.
18:08Esatto, è proprio quello il tema, cioè accorciare le distanze e far sentire anche l'umanità
18:12del terapeuta.
18:13Ci sono anche tante bravissime colleghe che utilizzano anche questa modalità, ovviamente
18:20c'è solo da imparare, questo riguarda anche me.
18:22Credo che la direzione, però, sia una direzione che abbia un bel senso, visto che, come dicevi
18:27anche tu, ogni tanto vengo anche chiamato da testate nazionali, ho addirittura un articolo
18:33di Gottrodico l'anno scorso pubblicato per Vanity Fair, è stato l'articolo più letto
18:38di tutti i Vanity Fair al mondo per l'estate.
18:40Ma caspita, questa è una notiziona, di cosa parlava questo articolo?
18:44Si parlava dell'intimità.
18:45Ecco, per cui è un tema che continua a essere evidentemente molto caro a tutti noi, esatto.
18:52è una delle parti belle della vita.
18:54A proposito di parti belle della vita, la tua vita evidentemente non è fatta solo di
18:59psicoterapia, ma è fatta anche di hobby.
19:02So che tu, perché so che ci sono anche delle immagini, fai il subacqueo nel tuo tempo libero.
19:11Diciamo che l'hobby della subacquea è nata in una forma molto strana, perché io fino
19:16ai 30 anni ho sempre avuto una grandissima paura del mare.
19:18Ah, ecco.
19:19Classica paura che deriva anche dal film dello squalo, quindi il terrore dello squalo.
19:23Ampito.
19:24Io vedevo le squale addirittura anche in piscina.
19:26Perfetto.
19:26Finché a un certo punto, in un momento di crisi, andai a sciarlo, arriva sempre la crisi,
19:32la crisi è fondamentale.
19:33Certo.
19:34Quando la attraversi riesci a capire che cosa cambia.
19:36La crisi è il fallimento, perché quando mi hai detto, ah in prima superiore sono stato
19:40bocciato, io ho proprio pensato, poi apriamo anche il tema di come riuscire a trasferire
19:47ai più giovani in particolare che attraverso, che l'errore è assolutamente sano, che cambiare
19:53l'idea è sanissimo e il fallimento serve, punto.
19:58Non esiste, sai cosa?
19:59Che non esiste mai fallimento, nel senso che noi vediamo il fallimento come un qualcosa
20:03che equivale alla morte.
20:05O ce la faccio o imparo, dovrebbe essere così.
20:07E lì può essere anche un altro punto di passaggio verso qualcosa di più significativo, più
20:13importante.
20:14Quella paura, ad esempio, del mare, nel momento in cui ho provato a far subacco, ho detto,
20:19è un mondo meraviglioso, questo vuole esplorarlo, vuole capirlo meglio.
20:21Tra l'altro c'è un club bellissimo qua a Concesio, club sommozzatori Leonessa, dove
20:29ormai sono iscritto e facciamo anche delle bellissime escursioni anche sul lago di Garda.
20:33Però al di là di questo è proprio il contatto con la parte interiore.
20:36Quindi quelle che erano le paure, la paura dello squadro, adesso si è trasformata nell'esatto
20:40contrario, li vado a cercare.
20:42Certo.
20:43Perché?
20:43Perché nel momento in cui tu non hai più paura di qualcosa, vuol dire che non è che
20:48metti a repentaglio la tua vita, ovviamente si fa sempre tutto con accortezza e con cervello,
20:53ma vedi le cose da un altro punto di vista, che è il ruolo della psicoterapia.
20:57Attraversare il dolore, vedere le cose da un'altra angolazione, cambiare anche la propria
21:01struttura della visione della realtà.
21:04Ora quello aiuta, trasforma.
21:05L'ultima domanda che ti faccio è la domanda sicuramente più difficile, infatti l'ho tenuta
21:10in fondo.
21:13Come, cosa consigli, ma in senso generale se è possibile farlo, credo di no, ma io ci
21:19provo.
21:19Cosa consigli a chi in questo momento è all'ascolto o sta guardando la tv per essere in una condizione
21:26di governo, cioè dire hai tutto un contorno che può essere anche disordinato, può essere
21:32di tensione, sia ai macro livelli che a quelli di contorno, i colleghi piuttosto che la famiglia,
21:41eccetera.
21:41come si fa per sentirsi un po' più padroni in equilibrio e in pace con se stessi?
21:47C'è un modo?
21:48Prima di tutto non aver paura di parlare del proprio dolore, non aver paura di affrontare
21:54il proprio dolore.
21:55rivolgersi a professionisti, cercare anche di trovare quelle che sono l'essenza della
22:00vita.
22:00Io poi ho anche una visione un po' particolare, un po' com'è il gioco di unire puntini.
22:06Ma me lo devi dire in 20 secondi.
22:08Unire puntini, le cose che possono creare del dolore, domani possono essere invece le risorse
22:14per andare avanti.
22:14Quindi tirate la riga dal dolore e poi si riesce a passare ad altro.
22:19Questo è un bel modo di raccontarlo, bravo anche per la sintesi perché so che c'era molto
22:25da dire ma il tempo è finito.
22:26Quindi grazie a Ruggero Tavelli che ha curato la regia audio e video, grazie a chi ci ha
22:30ascoltati alla radio, a voi che ci avete guardato in tv, grazie soprattutto al dottor
22:34Matteo Merigo, psicologo e psicoterapeuta, oggi l'ospite del magazine.
22:38È stata una bella chiacchierata.
22:39Grazie mille.
22:40Alla prossima.
22:40Grazie.
22:55Grazie.
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