00:00Guardate, eccezionalmente, ci tengo a chiudere questa puntata con una storia incredibilmente bella.
00:07Non ne abbiamo bisogno ogni tanto, no? Non capita quasi mai.
00:11Diciamo che mi chiamo Anna e che vivo a Torino, ho 13 anni, e a scuola perdo molto spesso i sensi.
00:18Quando gli insegnanti mi chiedono come sto, rispondo che ho la pressione bassa e che non devono preoccuparsi.
00:23Loro invece si preoccupano, si sono messi in testa che io abbia un disturbo dell'attenzione.
00:27Così mi fanno bere tanto te con tantissimo zucchero, ma l'ultima volta il mio corpo si è rifiutato di staccarsi dalla sedia, come se fosse incollato.
00:37E allora mi sono avvicinato, avvicinata, a una delle mie prof, e ho deciso di raccontarle la verità.
00:44Io svengo non perché mi mancano gli zuccheri, ma perché la mia vita è troppo amara.
00:49Da otto mesi non riesco più a dormire, ho le allucinazioni.
00:52Dipende tutto da mio padre. Lui insulta la mamma, la picchia, gli dice che è una zoccola.
00:58E lo dice anche a me. Da quando ha perso il suo ristorante ed è tornato dalla Polonia per vivere qui, in casa con noi, a Torino,
01:06siamo noi che non viviamo più.
01:08È possessivo, è ossessivo, ci pedina, controlla i telefoni.
01:12La notte poi prende i coltelli dal cassetto della cucina e gira per le camere, sbattendoli contro le porte.
01:19Striscia i piedi perché lo sentano tutti e grida alla mamma che prima o poi la ucciderà, le taglierà la gola.
01:28Ed è in quel momento che a me vengono le allucinazioni.
01:31Ripenso a quando ero felice, a quando dormivo nel letto con la mamma, con la nonna.
01:36Mi sentivo sicura, in pace.
01:38E' quella l'immagine a cui mi aggrappo per non impazzire, quando lui mette le mani al collo della mamma o le tira dei pugni.
01:44Non le dà mai tregua, la va a cercare anche al lavoro, gli dice che non merita di vivere.
01:49Una volta, per impedire che la prendesse a calci, mi sono messa in mezzo io.
01:53Ma a 13 anni, vi pare possibile che io debba vivere una vita così?
01:58Mi ero sempre tenuta dentro tutto, ma adesso a scuola sanno tutto e mi ha fatto bene sfogarmi,
02:04anche se so che sarà inutile, perché cosa potrà mai fare alla scuola per aiutarmi?
02:09In questi casi non succede mai niente.
02:11E invece, e invece succede.
02:14Succede che la professoressa mi porti da uno psicologo.
02:19Succede che dopo quell'incontro venga attivato il codice rosso.
02:22Succede che arrivino i carabinieri e io, la mamma e le mie sorelle veniamo trasferite in una casa protetta.
02:28Succede che arriva anche una brava avvocata che prepara una denuncia contro mio padre.
02:32E succede che nel giro di appena due settimane, mio padre finisce a processo
02:39e viene condannato a due anni con la condizionale, ma con l'obbligo di frequentare un centro per uomini violenti,
02:45perché lo Stato, così mi ha spiegato il giudice, vuole recuperare anche lui.
02:50Succede che a mamma trovano un nuovo lavoro in ospedale.
02:54E succede che adesso io in classe sorrido e non svengo più.
02:57Ecco, mi ho voluto raccontare questa storia, la storia di Anna, che oggi era su tanti giornali,
03:04perché in una settimana in cui abbiamo parlato tantissimo di programmi scolastici,
03:09ci ricorda che il primo compito della scuola è fare da sentinella,
03:13cioè guardare in faccia i nostri ragazzi, accorgersi di cosa capita nelle loro vite
03:18e se è il caso non voltarsi dall'altra parte, ma intervenire.
03:22Stavolta è accaduto il miracolo, nel paese dove non funziona mai niente, stavolta ha funzionato tutto.
03:29E così ho ripensato a una famosa frase di Primo Levi, che per metterci in guardia,
03:35a proposta dell'olocausto diceva, se è successo una volta, significa che può succedere ancora.
03:40E che io finora avevo associato questa frase soltanto al male,
03:45ma la storia di Anna dimostra che possiamo applicarla anche al bene.
03:49Se è successo una volta, significa che può succedere ancora.
03:53Buonanotte.
03:53Grazie.
03:54Grazie.
03:55Grazie.
03:56Grazie.
03:57Grazie.
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