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  • 2 hours ago
"Il bene comune si dovrebbe imparare a scuola, è lì che si forma la società". Così Rocco Papaleo, Vanessa Scalera e Claudia Pandolfi, ospiti del nuovo episodio del vodcast Adnkronos – disponibile integralmente sul sito e sul canale YouTube – presentano 'Il bene comune'. Dal 12 marzo nelle sale con PiperFilm, il film segna la quinta regia di Papaleo, che firma anche sceneggiatura, produzione e interpreta il protagonista accanto a Scalera, Pandolfi e Teresa Saponangelo: "Una banda di bandite", scherza il regista. Al centro della storia ci sono una guida turistica (Papaleo) e un’attrice di insuccesso (Scalera), che accompagnano quattro detenute (Pandolfi, Saponangelo, Livia Ferri e Rosanna Sparapano) sul massiccio del Pollino alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica – alcuni brani della colonna sonora sono dello stesso Papaleo – che prende forma passo dopo passo fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. Un film che, inevitabilmente, si fa anche manifesto di solidarietà. "Oggi forse possiamo solo sognarla sullo schermo", riflette Pandolfi. "Il mondo che ci circonda è combattivo, collerico, aggressivo: c’è una costante necessità di manifestare il proprio potere". L’intervista si sposta poi sul terreno personale. "È stata la mia famiglia a insegnarmi il valore del bene comune", racconta Papaleo. "Mia madre, pur venendo da un retaggio religioso quasi bigotto, era aperta, dava amore a tutti. Ho scoperto il valore dell’empatia al suo funerale, così pieno di persone. Mio padre lavorava all’ufficio delle imposte dirette e aiutava tutti con la dichiarazione dei redditi: non si prendeva mai niente, lo ringraziavano portandogli zucchero e caffè. Quel bene circolava sempre in casa nostra". Anche Pandolfi riconosce di averlo imparato in famiglia: "È stato il tessuto in cui l’ho percepito per la prima volta". Poi in palestra, "dove c’è uno scambio totale di fatica e soddisfazioni", e sul set: "Ho iniziato a 17 anni e ho subito notato quella generosità nel raggiungere un traguardo comune". Scalera, invece, lo ha trovato nella "vietta di 300 metri" dove viveva la nonna a Latiano: "Un paese dove tutti si conoscevano. I racconti delle persone erano le mie favole. Quella rete di persone è stata il mio bene comune. I miei genitori erano spesso fuori per lavoro, facevano gli infermieri, e quella comunità è stata il mio salvagente". Nel film, attraverso il personaggio interpretato da Pandolfi, affiora anche il tema della violenza sulle donne. E sul linguaggio - quello che usiamo ogni giorno, non solo nelle canzoni - si concentra la riflessione del cast. Un tema tornato al centro del dibattito anche grazie alle parole di Gino Cecchettin - fondatore della fondazione intitolata a sua figlia Giulia, vittima di femminicidio, che ha più volte richiamato alla necessità di una maggiore consapevolezza anche nei testi delle canzoni. "Sì, dobbiamo ripartire dalle parole", dice Pandolfi, "ma non dalle canzoni o dai film: dalle istituzioni. Non possiamo aspettarci che una canzone ci dica cosa fare. Non è il suo compito". Per l’attrice, il punto è un altro: "Serve che un ragazzo, a scuola, abbia tra le sue lezioni anche educazione sesso-affettiva e teatro. Non perché faccio l’attrice, ma perché il teatro aiuta a raccontarsi, ad ascoltare l’altro, a sviluppare empatia. Sono mondi inesplorati che sarebbero fondamentali". Papaleo annuisce: "La questione è tutta nella scuola: è lì che si forma la società. Bisogna investire a spada tratta nell’istituzione scolastica. Aumentare gli stipendi di maestri e professori, ridare centralità alla figura dell’insegnante. Oggi spesso l’insegnamento è un ripiego, non una vocazione. Dobbiamo ricreare quella vocazione e introdurre materie che formino davvero le nuove generazioni. È tutto lì". Papaleo è alla sua quinta regia ("ma forse è il caso di smettere", ironizza), ma per Pandolfi e Scalera l’idea di passare dietro la macchina da presa non è in programma: "Non abbiamo alcuna intenzione di fare regia", dicono sorridendo. Scalera, però, riconosce che il ruolo le ha aperto una porta interiore: "Mi ha fatto riscoprire la ragazza che ero quando sono arrivata a Roma: l’energia, la voglia instancabile di fare questo mestiere, il sorriso che a volte si era affievolito. Portare in scena quei sentimenti, per me che non sono abituata, è stato un bell’esercizio di apertura". (di Lucrezia Leombruni)

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Transcript
00:00Non hanno bisogno di presentazione, però voglio dire solo una cosa, non vorresti mai smettere di guardarli sullo schermo.
00:08Diamo il benvenuto a Rocco Papaleo, Claudia Pandolfi e Vanessa Scalera.
00:15E soprattutto un grande compliment a Rocco per aver portato questa banda di bandite sullo schermo.
00:23Beh, diciamo, ho fatto le mie ricerche nei carceri e le ho trovate lì, che scontavano le loro pene.
00:32Nei film degli Alpi.
00:34Le ho progettate, sì.
00:35E sei stato bravo e ci hai avuto l'occhio lungo.
00:38Parto proprio con te Rocco, il bene comune.
00:40È questo film che arriva dal 12 marzo al cinema con Piper Film, è il tuo quinto film da regista.
00:47L'hai diretto, l'hai scritto, l'hai prodotto, hai cantato pure qualche brano della colonna.
00:51Allora, insomma, non ti manca niente, hai fatto proprio tutto per questo film.
00:56Da quale esigenza nasce questa storia?
01:00Beh, intanto c'è a monte una necessità espressiva, evidentemente, che immagino tutti hanno.
01:08Quel bisogno proprio di raccontare tutta la mia vita professionale, oserei dire,
01:18però mi piace più dire la mia vita di entertainer.
01:22È basata su questo, sulla voglia di esprimermi e di esprimermi nella mia modalità.
01:29Quindi tutto si è mosso sempre su binari più o meno paralleli.
01:34Il professionismo, cioè quello per cui ero precettato, per cui ero comprato,
01:40e poi invece quello che più mi si confà, che è la mia proposta, diciamo,
01:49che naturalmente attinge moltissimo nella mia passione musicale,
01:55del fatto di essere un cantautore.
01:57E quindi questo quinto film, come hai detto tu,
02:02che cazzo già cinque film.
02:03Già cinque film.
02:04Forse dovrei smettere.
02:06Forse è il momento di smettere.
02:09No, diciamo che finalmente sono riuscito a fare proprio il film che volevo fare.
02:18Non che gli altri siano stati condizionati da chissà cosa,
02:22però finalmente ho trovato l'occasione giusta per esprimere appieno quella che è la mia vocazione,
02:29del raccontar musicando o musicare raccontando.
02:34Quindi questa è stata l'idea proprio originale, il peccato originale, diciamo.
02:42Invece voglio chiedere a Vanessa e a Claudio, insomma, di raccontarci un po' questa storia.
02:47Portateci un po' dentro questo bene comune di Papaleo.
02:51Quanto vorrei non doverlo fare in questo momento?
02:54Perché io, no, ma perché dal momento in cui il film l'ho fatto,
02:57è quello il mio modo di portarti là dentro.
03:00Ora mi risulta posticcio, perdonami, perdonatemi, ma non...
03:05Vabbè, tu interpreti una...
03:07Scusa, lo stai facendo tu per me?
03:09No, Lucrezia.
03:09No.
03:11Ora si prende la sua risposta.
03:14Però è così ben fatta la spiegazione dentro il film, è così completa,
03:22che mi sembra tutto ridondante e comunque riduttivo in questo momento.
03:25Dover sintetizzare qualcosa che invece ha il suo bel arco narrativo, chiaro, limpido e ben costruito.
03:32Adesso doverlo sintetizzare mi sembra in parte di sminuirla questa cosa e me ne dispiace.
03:37Però ti dirò...
03:39Dimmi, dimmi.
03:39Sento che mi vuoi dire qualcosa.
03:41No, ti volevo dire che ho visto, insomma, un bacio tra Rocco e Vanessa nel film.
03:46Ma tu un po' non ti sei ingelosita?
03:47Ma di chi? Di Vanessa?
03:48Eh, di Vanessa con Rocco nel film.
03:50Certamente.
03:51Vanessa è mia.
03:52È una mia creatura.
03:54Ecco, lei che mi salva.
03:55Non mi salva certo Biagio.
03:56Mi salva Raffaella con la sua risolutezza, il suo essere centrata, serenamente centrata, non c'è frustrazione dietro quello che
04:07fa e non si aspetta qualcosa in cambio.
04:10E quindi per la prima volta Samantha, così come le altre, probabilmente si sentono di poterlo fare...
04:16Comunicare il proprio disagio, il proprio problema, insomma, con qualcuno che è lì per ascoltarti e quindi questa cosa torna.
04:26È un meccanismo che funziona.
04:28Perché avete detto sì a Rocco Pavaleo?
04:30Perché è impossibile.
04:31Perché ci ha ricattate.
04:33No, eh sì, si dice di sì a Rocco.
04:35Ma perché c'è una storia meravigliosa, perché lui è una persona assurda, perché è spiazzante Rocco, perché è una
04:44persona...
04:45Come una canzone jazz.
04:46...contenuta ma assolutamente dilagante nello stesso momento, c'è questa allegra malinconia che comunque è contagiosa.
04:54È uno riservato che però ha urgente bisogno di comunicare.
04:59Quindi questo suo essere estremamente polarizzato è molto affascinante.
05:06Vanessa, ho una domanda per te.
05:08Ora, magari mi sbaglio, è una mia impressione, ma io per la prima volta, guardando a tutto quello che hai
05:13fatto, io ti ho vista diversa.
05:16Eh no, mi fa piacere che tu l'abbia notato.
05:19Era proprio quello a cui mirava qua Rocco.
05:23Perché quando mi ha offerto il film, mi ha detto scriverò un personaggio che tu probabilmente, anzi sicuramente non hai
05:31mai fatto.
05:33E l'ho letto ed è vero, lo dici anche tu.
05:40Cosa ti ha fatto riscoprire questo ruolo?
05:44Di te stessa anche?
05:47Pensavo di delle cose, mi ha fatto riscoprire appunto il passato, la ragazza che ero ha riportato alla luce quell
05:59'energia che avevo magari i primi anni che sono arrivate a Roma,
06:03quella voglia infaticabile, instancabile di fare sto mestiere, di non abbattermi quello.
06:12E poi un sorriso che ogni tanto si è affievolito e invece lei sorride.
06:24No, però portarlo in scena, manifestare questi sentimenti, a me che non sono abituata perché appunto mi hanno dato sempre
06:32personaggi diversi da Raffaella,
06:35è stato un bel esercizio di apertura.
06:40Per te?
06:42Rifammi la domanda.
06:44Ti ha un po' cambiato per esempio questo film?
06:47Per favore, no, non mi ha cambiato questo film, ma mi considero diversa dal film precedente, ma non è stato
06:56questo film a cambiarmi.
06:58Il cambiamento è qualcosa di assolutamente automatico e a prescindere da noi, quindi anzi volersi a tutti i costi vedere,
07:07cioè volersi vedere fatti sempre nella stessa maniera è molto limitante, è molto castrante,
07:13quindi spero anzi di essere cambiata dopo questo film.
07:18Di sicuro ho vissuto un'esperienza molto molto piacevole.
07:24Un po' dappertutto tra l'altro, cioè dal punto di vista fisico, questo è un film tonificante,
07:30è stato dal punto di vista fisico lavorarlo perché ci ha fatto percorrere chilometri e chilometri sotto i faggi,
07:38che è appunto una cosa bellissima.
07:40e poi dal punto di vista umano insomma ho trovato un gruppo di persone davvero molto accoglienti
07:47e quindi muoversi in un giardino di questo tipo, in un terreno così fertile per migliorarsi,
07:58per poter muoversi nella maniera più giusta insomma, non è tanto scontato.
08:07E questa storia è un manifesto della solidarietà, però il punto non è tra donne secondo me come vediamo nel
08:17film,
08:17ma è proprio tra esseri umani.
08:21Oggi è qualcosa che possiamo sognare solo sul grande schermo secondo voi?
08:28Sì, forse sì.
08:30Rispondi tu Claudia?
08:31No, non lo so, io non vorrei rispondere, proprio perché mi scappano le parole, però dai,
08:36il mondo che abbiamo intorno è qualcosa di assolutamente combattivo e collerico e aggressivo
08:44e c'è necessità di manifestare il proprio potere.
08:51So io, scusate.
08:52So io, stavo per dire sollillo, però ho detto so io.
08:56Vabbè, ma io anche te grazie, perché questa cosa l'ha fatto sì che io finissi di lamentarmi.
09:01L'hai pagata per...
09:02Ma no, volevo spostare sto coso che stava troppo qua.
09:06Scalera, ti amo da tempo.
09:07Ma no, ma io volevo...
09:09Perché te volevo guardare...
09:10Va bene Vanessa, va bene, va bene, va bene.
09:13Ma io non sono abituata ai podcast.
09:15No, lei è una che sabota gli altri ma non se ne accorge mentre lo fa.
09:18Sì, sì.
09:19Basta.
09:20Lasta che Vanessa ti amiamo.
09:22Tanto pure.
09:23Tanto pure.
09:25Tu vuoi aggiungere qualcosa Rocco su questo?
09:27No, io più che altro, diciamo, volevo chiedere, siccome sto ristrutturando la mia casa nuova,
09:34ma questa è parete proprio o...
09:38Tu mi fai delle domande troppo, troppo, troppo cose.
09:41Tu metti dentro casa una cosa del genere, Rocco.
09:43Che devi fare i podcast.
09:45No, vabbè, c'ho ognuno ha le sue curiosità.
09:47E' assolutamente scenografia, chiedi alla tua ex moglie.
09:50Va bene.
09:52Andiamo avanti.
09:53Il film parla di appartenenza, sentirsi parte di qualcosa, di una comunità.
10:00Fare gli attori però spesso significa passare molto tempo da soli.
10:04Questa solitudine, vi voglio chiedere, vi mette mai in difficoltà, vi destabilizza?
10:09No, l'isola felice.
10:11Partiamo da Vanessa.
10:13Cioè, aspetta, da soli?
10:15Sì.
10:15Ma no, in realtà è proprio una famiglia allargata.
10:19Tu sul set, tranne se non fai un monologo a teatro e sei da sola, sei tu il tecrico luci
10:26e basta.
10:27Là è veramente una vita che te vorresti sparare per due mesi.
10:31No, ma anche durante lo studio del personaggio, magari, no.
10:34No, no, anzi è affollato.
10:38Forse è il momento dello studio.
10:40È privato, è personale, però c'è sempre un confronto con il regista.
10:45Però subito dopo c'è una folla di persone intorno a te.
10:48Ci sono tante persone che ti mettono le mani addosso.
10:52Cioè, in realtà siamo pieni di gente intorno a noi.
10:55È una comunità che si muove per realizzare il film.
10:59Sì, lo studio è personale.
11:03Per quanto mi riguarda, è solitaria la fase mnemonica, no?
11:08Quando tu devi imparare a memoria.
11:10Però poi ho bisogno dell'incontro con gli altri attori.
11:15Primo per ricordare meglio e poi per capire come interpretarlo.
11:20Perché lo sguardo che mi dà Claudia non è lo sguardo che mi può dare un'altra attrice.
11:24La battuta, la sua voce, il modo di muoversi, il suo corpo.
11:30Cioè, reagiamo agli altri.
11:33No, per me non è così.
11:38No, solitario.
11:39Te è roppo?
11:40Sì, la stessa cosa.
11:42Chiaramente io vivo la solitudine quando non lavoro.
11:46Ma quando lavoro sono sempre in mezzo.
11:50E devo dire che questa alternanza mi piace.
11:53Perché di indole sarei anche un solitario.
11:57Infatti spesso sto solo, insomma, non ho una famiglia consolidata.
12:05Diciamo sì, ho un figlio, un'ex moglie.
12:08Però questa alternanza la trovo interessante.
12:13Perché così non mi stufo mai di stare solo e non mi stufo mai di stare in compagnia.
12:19Sì, più o meno vivo lo stesso tipo di alternarsi delle due cose.
12:24E credo che il momento di solitudine per me sia veramente salvifico.
12:29Lo è stato in certi momenti della mia vita.
12:31Proprio perché mi sentivo troppo contaminata.
12:37E quindi non riuscivo più a capire come muovermi in maniera ordinata e funzionale.
12:45E anche appropriata a me.
12:47E quindi i momenti di solitudine sono sempre stati importanti.
12:50Li cerco ancora e mi piace alternarli ai momenti di grande affollamento.
12:56Noi facciamo un lavoro assolutamente collettivo dove c'è molto spesso la percezione del bene comune.
13:02Perché c'è comunque un progetto condiviso che vale per tutti e che accontenta tutti.
13:08E quindi un microcosmo felice, quello dell'ambiente del set.
13:15Dove tra l'altro mi trovo molto a mio agio.
13:18Proprio perché sono una persona empatica e decisamente socievole.
13:23Ma non mi togliere i miei momenti nichilistici.
13:26Non me li togliere.
13:28Assaggio il mio veleno.
13:29Ti è sembrato che te levo le sette occhi?
13:33No, mettevo le mani avanti.
13:35Mettevo le mani avanti.
13:36Non me li togliere.
13:38Oddio questa cosa.
13:40Chi...
13:41Che c'è?
13:42È la faccia di rogo.
13:43Eh, lo fa.
13:44Lo fa.
13:45Lo fa.
13:46Non è colpa tua.
13:48No, non so.
13:49Che bello che è stato lavorare con loro, non so.
13:52Chi vi ha insegnato il valore del bene comune?
13:59Eh...
14:00Guarda, io potrei dire i miei genitori.
14:03Sì.
14:04La mia famiglia.
14:05Mia madre era veramente carina.
14:10Cioè, aveva una...
14:11Veniva ovviamente da un retaggio religioso perché sfiorava il bigottismo.
14:17Però era così ampia, voleva bene alla famiglia e non sola, alle vicine.
14:29Quando se n'è andata, infatti, nel vicinato c'è stato proprio una specie di...
14:33Si è aperta una voragine e tutte quante a dirmi...
14:37Mi ricordo, ma devo stare a condividere il ricordo del funerale di mia madre.
14:43Vabbè, se mi sto riducendo a questo significa che non ho più argomenti.
14:47Però era per dire che quel giorno lì ho proprio capito cos'era ora il bene comune,
14:55diciamo, perché stiamo parlando del bene comune.
14:57Però di cosa vuol dire...
14:58L'empatia.
14:59L'empatia, sì.
15:00Diciamo, questa mia madre che aveva una specie di amore per le persone.
15:07E questa cosa me l'hanno trasmessa.
15:09Mio padre lavorava all'ufficio delle imposte dirette, l'odierna agenzia delle entrate.
15:15Eppure lui ci aiutava le persone a fare la dichiarazione dei redditi.
15:19Eroico.
15:20Eroico.
15:21E poi non si prendeva niente.
15:23Gli portavano zucchero, caffè, le cose che pagavano in natura.
15:26Però non è che lui lo chiedeva.
15:29Gli portavano per ricambiarlo.
15:31E questa cosa, diciamo, nella mia casa,
15:34era sempre circolato come sentimento.
15:36Questa idea di suffragio, di essere a disposizione.
15:43E probabilmente, essendo cresciuto così, io sono tutto il contrario.
15:48A me non me lo farò un crazzo di nessuno.
15:52Non ti stiamo credendo, proprio nessuno.
15:55Tu invece?
15:57A te invece.
15:57Allora, come Rocco, l'ambiente familiare è stato proprio il tessuto dove io ho percepito per la prima volta questa
16:06cosa.
16:07Perché era più che una famiglia, un collettivo.
16:09Eravamo tantissimi.
16:11E poi c'è stata la palestra.
16:14Lì c'era il fuoco sul, diciamo, sull'aspetto individuale.
16:19Perché comunque la ginnastica artistica non è uno sport di squadra.
16:24Poi ci sono anche le squadre, però insomma in quel momento della mia vita ero molto a fuoco su me
16:29stessa.
16:30Però l'ambiente della palestra era qualcosa di molto sano dal punto di vista del sentimento collettivo.
16:39Cioè lì c'è totale scambio e condivisione di tutto.
16:44Della fatica e anche del momento più felice di realizzazione.
16:50Quindi la palestra è stata un ambiente molto, molto favorevole per queste cose.
16:55E poi devo dire che il cinema che io ho cominciato a conoscere da piccola, avevo 17 anni.
17:01Lì c'era questa specie di traguardo comune che però era portato avanti con grande generosità da parte di tutti.
17:12Con grande abnegazione, anche con grande preparazione.
17:15Quindi figura di mettere a disposizione il proprio talento per qualcosa che non è tuo ma lo è.
17:21Cioè lo consideri tuo nonostante sia il film di qualcuno che firma qualcuno.
17:26L'ho trovato proprio quasi commovente.
17:29Mi ha fatto innamorare subito del meccanismo cinematografico e del set.
17:35Invece per te?
17:36E la prima cosa che mi è venuta in mente è mia nonna.
17:40E 300 metri di questa via dove abitava lei, che si chiama via Armando Diaz a Latiana, al mio paese.
17:48E quella è stata la mia formazione.
17:49Io stavo sempre con mia nonna e ai tempi, ora si usa un po' di meno,
17:56a parte che tutti si conoscevano e poi tutti d'estate si mettevano fuori dalle case sedute.
18:02Sì, con le sedie.
18:02Sì, e io mi ricordo che i primi racconti erano le favole per me.
18:10Però questa rete, menga, maculata, cioè rata, poi sono morti, però io sono,
18:22quella è la mia, il mio bene comune è la mia rete.
18:26Sapevo che c'era un salvagente, mia madre e mio padre lavoravano, facevano gli infermieri,
18:30quindi era una famiglia allargata la via.
18:36Abbiamo avuto un'infanzia molto simile, lo sai?
18:38Sì.
18:38Anche io sono cresciuta con i nonni, scendevo invece di uscire scendevo e mi ricordo i tavoli
18:44d'estate, avviava il policella, è bellissimo.
18:51Sono quelle cose che poi ti restano.
18:53Tantissime.
18:54Sì.
18:55Su cui proprio ti formi.
18:59Cambio un attimo argomento, nel film si parla anche di violenza sulle donne attraverso
19:07il tuo personaggio Claudia, Gino Cecchettin ha parlato spesso della necessità di un linguaggio
19:14più consapevole, anche nelle canzoni d'amore per esempio.
19:18Secondo voi dobbiamo ripartire dalle parole?
19:22Sì, ma non nelle canzoni, non nei film, ma nelle istituzioni.
19:25È brava.
19:26Non dobbiamo aspettare che una canzone ci dica cosa fare.
19:28La canzone può anche dire, voglio dire, ci stanno degli artisti che sono dei personaggi
19:35deprecabili e per questo fanno ridere.
19:37Non ci dobbiamo aspettare che una canzone, che un rapper o che un cantante ci dici cosa
19:42fare.
19:43Non è competenza sua.
19:46Serve qualcuno che prima che un ragazzo si formi metta tra le lezioni matematica, italiano,
19:56geografia, teatro.
19:59Perché il teatro non è qualcosa che lo dico perché faccio l'attrice, ma è qualcosa
20:02che fa bene a quelli che non fanno l'attore, per assurdo.
20:05Cioè è la possibilità, è lo strumento per manifestare, esplicitare, raccontarsi, no?
20:13Oppure sentire il racconto dell'altro, empatizzare.
20:16Quindi, figurati, sono dei mondi inesplorati che in realtà secondo me sarebbero fondamentali
20:20nell'educazione sesso affettiva.
20:24Ecco.
20:24La questione è tutta nella scuola, cioè è lì che si forma la società.
20:32Se si capisce che bisogna investire, ma proprio a spada tratta, nell'istituto scolastico, dove
20:40bisogna che aumentino gli stipendi dei maestri, dei professori, dove si deve capire che c'è
20:50bisogno di ridare centralità alla figura dell'insegnante, di dargli carisma, di dargli
20:59una importanza che farebbe sì che i migliori vanno ad insegnare.
21:05Invece l'insegnamento molto spesso è un ripiego per un laureato, per un perché, per arrotondare
21:13o comunque perché è l'unico sbocco che si ha e vai lì senza vocazione.
21:17Quindi bisogna ricreare la vocazione all'insegnamento e, come dice giustamente Claudia, introdurre
21:24materie che possano formare le nuove generazioni, perché è tutto lì.
21:30E con questo io presento la mia lista per le prossime.
21:37Però il bene comune, guarda che il bene comune è proprio il nome di una lista.
21:40E come simbolo, il pinolo ricato.
21:45Brava, bene.
21:47Fatto.
21:47Fatto.
21:48Non ti chiederò i diritti.
21:51Te lo regalo questo logo.
21:53Sì, generoso.
21:54Bene comune.
21:56Bene comune.
21:56Bene comune.
21:58Rocco, il tuo personaggio, Biagio, però è una domanda che stendo a tutti.
22:02Alla fine del film dice, raccontarsi è il modo migliore per limare distanze e incomprensioni.
22:08Oggi, secondo voi, a causa dei social domina una narrazione autoreferenziale?
22:15Cioè, quindi i confronti stanno a zero e vogliamo sentire solo la nostra voce?
22:21Beh, è evidente che sia così, perché comunque questa possibilità di sparare opinioni senza contraddittorio
22:32è chiaro che crea, però io diciamo che sono autore di quella frase lì, o forse l'ho scritta Walter,
22:41il mio co-sceneggiatore, ma non mi ricordo.
22:43Ti è piaciuta?
22:44L'ho scritta io.
22:49Volevo dire proprio questo, cioè la necessità di trovare gli elementi comuni, cioè dove
22:56ci riconosciamo l'uno con l'altro, in modo da creare quell'afflato e quella similitudine
23:02che ci mette sullo stesso piano.
23:05Cioè, tutti mangiamo, tutti dormiamo, tutti proviamo sentimenti, tutti abbiamo avuto una
23:13storia d'amore fallimentare.
23:16Ecco, in quella specie di idem sentire si annida poi la capacità di diventare comunità.
23:26Voi volete aggiungere qualcosa?
23:27E che possono aggiungere?
23:28No, è che questo.
23:30Non mettere in difficoltà.
23:31Il capo della lista.
23:33Votate, fate votare Rocco Papaleo.
23:37Vota Rocco, vota Rocco, vota Rocco, vota Rocco.
23:40Vota Rocco.
23:42A Claudio e a Vanessa invece voglio chiedere, allora, Papaleo torna con il quinto film da regista,
23:47ma invece voi ci avete mai pensato a dirigere un film e vi piacerebbe?
23:51Eh sì, stiamo scherzi.
23:53Io non penso di avere nessuna competenza al riguardo, cioè non potrei…
23:58Io ce l'ho, diciamo.
23:58Io ne ho molte invece, ma non farò comunque la regista.
24:02No, io proprio non so nemmeno, ancora devo capire lo scavalcamento.
24:10Vabbè, c'è la segretaria di edizione che te lo dice.
24:14No, ma non mi interessa.
24:16Va bene.
24:16Ma non posso smentirle, tutte e due hanno, ora chiaramente può sembrare di maniera,
24:24ma tutte e due hanno una visione che va ben oltre il loro lavoro di attrice.
24:30Sì, ma la metto nel personaggio.
24:32Però quella riguarda il nostro lavoro.
24:34Sì, però non sarebbe difficile poi trasmetterla a un altro attore, perché comunque siete
24:40attrici, diciamo, non di primo pelo, quindi esperte e talentuosissime.
24:47Quindi certamente, anzi posso dire che è quasi un po' avaro da parte vostra non mettere a
24:53disposizione la vostra competenza, la vostra capacità.
24:56Ma tu hai avuto l'esigenza, tu hai l'esigenza di raccontare storie.
25:00Io proprio a me non mi viene niente.
25:01Vabbè, ma non è che però la storia deve venire per forza da te.
25:03Magari prendi un romanzo e lo...
25:06Ah, addirittura girai la storia che non è neanche mia.
25:09No, sì, lo trasponi, diciamo, voglio dire, ti fai carico.
25:11Ma c'è tanta brava gente che sa girare.
25:13Comunque, non è, insomma, se lo devi sentire.
25:16Volevo soltanto farvi un complimento.
25:17Grazie, ci sei riuscito.
25:19Tranne secondo pelo, poi per il resto era perfetto, posso dire?
25:22Primo pelo.
25:24Primo pelo.
25:28Voglio chiedere, l'attrice Susanne Sarandon, di recente ha detto che è stata esclusa
25:35da Hollywood per aver preso posizione riguardo alla guerra in Medio Oriente ed è stata licenziata
25:42addirittura dalla sua agenzia.
25:45In Italia non ci sono molti personaggi che prendono posizione, quindi io non vi sto chiedendo
25:50ovviamente di prendere una posizione, ma vi voglio chiedere se vi siete, se vi sentite
25:54sempre liberi di esprimere il vostro pensiero sui temi caldi di oggi.
26:01Sì.
26:03Non è scontato.
26:04No, però ancora per fortuna nel nostro paese questa cosa è leggermente garantita.
26:11La possibilità di dire cosa pensi.
26:13Sì.
26:14Puoi, a volte puoi ricevere un toc toc da qualcuno e dire ma questa cosa non ne parlare è meglio
26:21di no, attenta a sta domanda.
26:22Poi uno può fare orecchie da mercante e dire no, io dico quello, dico quello che voglio
26:27perché sono cittadina, libera e pensante e ciao, però almeno non siamo arrivati.
26:32Ma ancora una volta, ma io posso anche dire una cosa ed essere contraddittorio al giorno
26:36dopo.
26:36Sono fatti miei, sì sono volubile.
26:39Tu invece che mi rappresenti, tu devi essere credibile sempre.
26:44Attenzione a come parlano loro, no a quello che dico io, faccio l'attrice.
26:48Sì, non siamo vittime di un neomaccartismo in Italia, credo.
26:55Mi sembra che c'è abbastanza libertà.
26:57Poi è ovvio che essere così ammiratore, no, no, ma io ci sono tanti esempi, faccio
27:11un esempio su tutti, degno di tutta la mia ammirazione.
27:15Elio Germano per esempio, no, si è esposto, si è messo contro il ministro Giulio e non
27:20mi sembra che Elio Germano sia stato licenziato da niente, anzi continua ad essere uno dei
27:26nostri migliori attori, se non il migliore, è gettonato e fa i film, per fortuna, perché
27:32diciamo senza Elio Germano non potrei vivere.
27:37No, almeno senza loro due se lo vuoi dire.
27:39Beh, loro due, però sono qui con me.
27:42Noi siamo nel suo film, Elio Germano no, forse perché si è esposto?
27:47No, scherzo.
27:50Voglio chiudere, cambiando proprio totalmente argomento, io vi vedrei bene tutti e tre proprio
27:56al prossimo Sanremo, sul palco vicino a De Martino.
27:59No, no, ma veramente là.
28:02Ma che stai?
28:03Ma che dobbiamo fare?
28:04Eh, noi abbiamo le tazze vuote, tu no evidentemente.
28:07No.
28:08Un flop.
28:09Io dico...
28:10Un ministro ordinario.
28:11Beh, tu già, tu già, come conduttore con Gianni Morandi.
28:14Hai avuto una bella intuizione.
28:16Nel 2012.
28:17Eh.
28:17Nel 2019 conduttore al Dopo Festival, tu ormai sei un veterano.
28:20Ho amato quell'esperienza, tutte e due, e non avrei proprio difficoltà a ripeterla.
28:28Io ho moltissima difficoltà, anche perché non penso che me lo farebbero presentare, cosa
28:33alla quale non ambisco.
28:35Quindi sarei una figura laterale, costretta a fare un semi monologo, in qualche modo simbolico,
28:44vestita in una maniera scomoda e...
28:49Vabbè, una volta scese le scale è fatta.
28:51No, niente, comunque continuo a non vedermi lì, a fare quelle cose lì.
28:55L'ho fatto per promozione.
28:56No, io ho avvermi vergogna.
28:58Ok.
28:58Il mondo è pieno dei feticisti.
29:00No.
29:00No, no.
29:02Tu invece?
29:03No.
29:04No, no.
29:05Un disagio totale.
29:07No, no.
29:07Lo scorso volevo morire, sono andata a presentare, madonna mia.
29:11No, no.
29:11Ma perché sono situazioni che non vi piacciono o che è una questione proprio di imbarazzo
29:17o di non essere adeguate, non so come...
29:21Ma per quanto mi riguarda, non mi riguarda la cosa lì, nel senso che cosa potrei fare?
29:28E' intrattenimento, presentazione dei cantanti in gara, affiancare il presentatore.
29:38No, a sto punto...
29:40Vado a cantare.
29:41No, o vado a cantare o scelgo io i cantanti, rivoluziono un po' sempre, ma faccio io direttrice
29:47dell'artistica.
29:48Ha ragione.
29:49Ecco.
29:49Quella lo farebbe.
29:50Direttrice artistica lo farei?
29:52Sì, sì, senza presentarlo.
29:53E poi lo fai presentare ad un altro, però...
29:56No, una volta che hai diventato un'attrice, fammi presentare a me.
29:59Esatto.
29:59Però veramente fare proprio...
30:02Shakerarlo e dire, ragazzi, così si costruisce uno spettacolo.
30:06Perché, scusate, apro parentesi, quello deve essere uno spettacolo.
30:11E soltanto gli attori musicisti possono capire il senso vero dello show.
30:18Quali artisti ci metteresti?
30:20Io?
30:21Eh.
30:22Io che ci metto...
30:23Madonna.
30:24Beh, adesso...
30:26Io ci metterei...
30:29Oddio.
30:31Ma quindi tu vorresti dei nomi di star?
30:33Ma no, qualcuno così, se vi...
30:36Beh, io vorrei un grande ritorno di Vasco, che non tornerebbe mai evidentemente a Sanremo.
30:42Vorrei degli improbabili.
30:44Beh, certo.
30:45Pure Rocco Papaleo mi stavi dicendo prima.
30:47Rocco e l'orchestrina jazz.
30:49Rocco e la sua orchestrina.
30:51Beh, Livia Ferri, per esempio.
30:53Bravissimo, Livia Ferri.
30:56Una cantautrice.
30:57Ah, ma poi come cantate già state...
30:59Ma qua dobbiamo parlare di quelli che organizzano il festival.
31:02Noi già siamo andati a...
31:02Noi già state oltre, siete già i cantanti in gara.
31:05Noi siamo già il vincitore del 2027.
31:08Che sarà di nuovo Salda Vinci.
31:12Ma c'è un caso in cui ha vinto due volte di seguito uno?
31:16Forse Modugno, mi pare.
31:19Sì, dici.
31:20O Nilla Pizzi.
31:21Due anni di seguito uno dopo l'altro?
31:22Mi pare, sì.
31:23Ah, però.
31:23O Giorni d'Orelli.
31:25Giorni d'Orelli.
31:26Eh, non ti credevi.
31:27Veramente.
31:28Va beh.
31:29In chiusura, se volete fare un invito a vedere Il Bene Comune dal 12 marzo al cinema.
31:37Certo, ma voglio farlo.
31:38Dove devo guardare?
31:40Dove devo guardare?
31:41Siamo.
31:41Allora.
31:43Eccolo là.
31:44Aspetta che ne oriento.
31:46Dunque.
31:47C'è questo film che sta uscendo.
31:50È un film riuscito.
31:52Posso dirlo proprio senza tema di...
31:57Senza dubbio.
31:58Senza dubbio.
31:59Smentita.
32:00Senza scusa.
32:01Cioè, andatela a vedere.
32:03Ma perché no?
32:03Andatela a vedere a cinema.
32:04Cioè, vorrei sapere.
32:05Perché no?
32:07Ecco.
32:08Non c'è un motivo per non andare.
32:11Bisogna andarla a vedere per il semplice fatto che Vanessa Scalera, Claudia Pandolfi e Rocco Papaleo
32:19stanno qui dopo una giornata, credetemi, abbiamo fatto 500 interviste, abbiamo ripetuto le stesse cose per una mattinata, poi un
32:29pranzo di merda, polpette, non erano male le polpette ma la verdura faceva schifo.
32:34Poi veniamo qui e devo dire grazie perché sei veramente bellissima, accogliente, si è parlato bene, non abbiamo detto le
32:45stesse cose di tutt'oggi.
32:47Quindi è stato molto sacrificante la giornata e ce ne saranno altre 20 così.
32:53Quindi andatela a vedere, non mi fate incazzare.
32:55Fatelo per lui.
32:56Perché se mi fate incazzare poi io non so.
33:00Grazie, grazie mille per essere stati con noi.
33:02Grazie a te.
33:03Grazie.
33:04Grazie.
33:04Grazie a te.
33:05Grazie a te.
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