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  • 5 mesi fa
«Il bilancio di questa 82aMostra del Cinema di Venezia? Ottimo, non buono», ha detto Piera Detassis, presidente David di Donatello e ospite della Bussola di Venezia a cura di Paolo Baldini. Nel ripercorrere i titoli che più l'hanno colpita tra quelli visti a Venezia, Detassis ricorda come quelli più legati all'attualità, impegnati a raccontare la Storia di oggi, siano stati realizzati da tre donne: «Ecco perché possiamo dire che il cinema sarà salvato dalle donne».

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Trascrizione
00:00Eccoci a un nuovo appuntamento con la bussola di Che Spettacolo, l'iniziativa della Fondazione
00:11del Lente dello Spettacolo con Corriere della Sera, io donna e cinematografo che è una finestra
00:17aperta sulla mostra del cinema di Venezia e tutte le sue belle cose. Ospite oggi con noi abbiamo
00:25Piera De Tassis, presidente del Davide di Tonatello, nonché editor cinema e spettacolo delle testate
00:31del gruppo Hearst. Grazie, buongiorno.
00:34Noi siamo arrivati ormai in dirittura d'arrivo, la mostra sta lentamente, dolcemente, felicemente
00:42direi complessivamente concludendosi. Abbiamo trovato un più che probabile Leone d'oro che
00:51è il film The Voice of Indra Jab e quindi siamo messi molto bene. Tu che mostra hai visto
01:03fino adesso? Come la valuti, la mostra?
01:08Allora, io la valuto molto bene, molto molto bene. Ho visto una percentuale di film importanti
01:18più interessanti, più alta del solito, diciamo, e faccio questa sintesi che è quella che faccio oggi
01:26appunto sul quotidiano di Elle Cash, che sta per uscire, a cui copertina non l'ho potuto portare,
01:35ma vedete le altre, ed è una sintesi così, che suona così. Ci sono volute tre registe per raccontare
01:47la realtà in maniera molto diretta, senza volantini, e sono tre registe che si chiamano
01:54Valéry Donzelli con il film A Piedœuvre, sulla precarietà del lavoro e la nuova povertà,
02:03per essere sintetici, ma non è questo. Parlo soprattutto di film che sono film importanti
02:08cinematograficamente sempre. Ci è voluta Catherine Bigelow, o Bigelow, come qualcuno dice,
02:16ma con A House of Dynamites ci ha tenuto incollati alle poltrone, sempre seguendo e intersecando
02:30la vita è privata di chi ha il potere di toccare il nucleare e i grandi protocolli che rendono
02:40tutto, che in apparenza erano dei terrenti e che in realtà non sappiamo più se funzionano
02:47dei terrenti. E poi la regista è Bigelow e poi è arrivata Cautère Menamia, che conoscevamo
02:58già, e che ci ha per altri motivi incollati alla poltrona. Tutti piangevano attorno a me
03:06alla storia, che non credo di dover forse ricordare qui alla voce della bambina imprigionata
03:13nell'automobile a Gaza, mentre la mezzaluna rossa cerca di raggiungerla. Sarebbero otto
03:19minuti, ma non ci arrivano. Poi insomma è inutile spoilerare il finale, ma il finale purtroppo
03:25è quello della realtà. E credo che la sala non abbia mai provato quel tipo di sensazione.
03:32Io personalmente ero di quelle che non piangevano, ma perché ero più stupefatta, tonita e disperata
03:38per la nostra inutilità, impossibilità a muoversi, impossibilità a risolvere. Credo
03:44che sia il film che merita da Palma d'Oro, da Palma d'Oro, se no vedo molto avanti,
03:51il Leone d'Oro. Non può essere il solo, come con un bellissimo posto Nicola Giuliano ha
04:01chiesto, però sicuramente, insomma, deve essere questo film. Deve essere, anche perché
04:11la mostra... Non lo so, è brutto da dire, perché è chiaro che ci sono tanti altri film
04:15che si sono sforzati, hanno fatto un lavoro, insomma. Però questo film spazza via tutto.
04:20Spazza via tutto. Perché questo film è la storia oggi ed è la nostra, ed è un richiamo
04:26talmente forte ed è costruito talmente bene tra la ricostruzione e il documentario che
04:34non vedo molte. La voce della bambina è originale, sono registrazioni originali che danno naturalmente
04:40sottolineano la drammaticità di quello che sta avvenendo. Mi piace che tu abbia sottolineato
04:48che tre registe abbiano portato questo contributo importante e vorrei sottolineare che tutti questi
04:53tre film sono la testimonianza poi di quello che è una delle caratteristiche principali
04:58di un festival in generale e di Venezia in particolare, cioè della sensibilità verso
05:03il mondo che sta fuori. Sottolineata anche ieri da Alberto Barbera, il direttore della
05:09mostra, nell'incontro che ha avuto con il direttore del Corriere della Sera e che ha sottolineato
05:14fra l'altro un aspetto interessante dal suo punto di vista. Dice che questa è l'edizione
05:19più felice e migliore, diciamo in generale, delle sue quattordici puntate qua.
05:27Io sono abbastanza d'accordo. Non so se perché i tempi stringono i tempi proprio politici,
05:34sociali, abbiamo più bisogno di vedere film, ma certamente c'è una concentrazione di contenuto
05:42di pensiero. Per finire il mio pensiero sulle donne. No, no, scusa, perché non mi hai interrotto,
05:51mi hai rilanciato. La cosa che trovo strana, che trovo simpatica, strana adesso, però è
06:00che i registi hanno scelto strade anche loro pericolose che raccontano l'oscurità dei tempi.
06:07penso a Frankenstein, penso a Bugogna, penso alle distopie, al fantasy, al genere anche
06:16più cruento. Gli uomini hanno scelto questa strada come se sfuggissero a guardare in faccia
06:23i registi, a guardare in faccia questa realtà, come se non sapessero come raccontarla. Le donne
06:32che sono un po' più pratiche e hanno la cura e conoscono e sanno quanto la vita è importante
06:39perché se la pesano tutti i giorni, probabilmente hanno deciso di parlare e sono più ignare
06:47del mondo cinema, nel senso che non hanno le costruzioni, i produttori, hanno scelto di
06:54raccontare l'attualità. Non è un discorso, è un discorso femminista, se si capisce benissimo,
07:01ma non vuole essere un discorso di parte. Se ci pensi è così. Frankenstein il mostro,
07:10Portobello, le ingiustizie e le cose vengono tutte raccontate, però con una scelta di spettacolarizzazione
07:18che è diversa. Hai citato Frankenstein che è ovviamente un grande spettacolo prima di tutto,
07:27però ci pone una riflessione importante. In un mondo di mostri dobbiamo restare umani,
07:32dobbiamo cercare di restare umani. Tu hai già fatto alcuni titoli importanti che sono passati
07:41in questa mostra, ma forse ne hai qualcun altro da indicare, da far acchiappare.
07:47Sì, ci sono davanti il foglietto perché sono talmente tanti quelli che mi sono piaciuti
07:52o dispiaciuti anche a quest'anno che ho deciso di citarne alcuni e di tenerli sott'occhio.
08:00Ma io innanzitutto devo dichiarare la mia passione per Bugogna, che sono totalmente non condivisa
08:06dal vostro giornale. No, dal mio punto di vista sì. No, no, no, ho molto discusso con il vostro
08:13critico. Mereghetti su questo. Bugogna lo trovo, sì, fino alla fine non mi sono chiesto,
08:22ma è la più grande sola che si sia stata mai proposta o è un genio? Come sempre con l'antimos.
08:28Come sempre con l'antimos e beh però con povere creature non te lo chiedevi ecco. Qua
08:36devo dire che c'è una soluzione l'ultima mezz'ora che è straordinaria, quindi ti risolleva
08:41dal dubbio. A me è piaciuto naturalmente il film italiano, La Grazia. Mi è piaciuta,
08:50mi è piaciuta anche parecchio, quindi Sorrentino. Io sono una di quelle che ha molto amato
08:57per te, per mettere in chiaro le posizioni. Così come non mi è dispiaciuta la gioia,
09:05devo dire, non so perché è stato così sottovalutato, ma insomma, forse un po' perché
09:10io sono molto effetto chi l'ha visto e chi l'ha visto ce l'ha molto in questa. Poi abbiamo
09:18parlato di, diciamo, di quasi tutti. Ecco, io ho una grande passione, ma forse una passione
09:24soprattutto di contenuto storico perché ho lavorato a lungo, prima della caduta del muro
09:34e dopo la caduta del muro conosco bene quei paesi, quella storia. Ecco, il mago del cremino
09:40devo dire che Eassayas è uno dei miei registi del quale mi è sembrato veramente importante
09:48nel racconto, nella nazione, neanche tanto lunghe, sono tutti lunghi i film. Questa è
09:54la mostra dei 15 minuti di troppo, però insomma li abbiamo presi così, evidentemente c'è un
10:01problema col digitale oggi, nessuno riesce, siccome non costa, non costa come la pellicola,
10:06tutti italiani. Però ecco, il mago del cremino, giudlo, trasformazione incredibile, ma io direi
10:14che lì Poldano è veramente adatto, eccezionale, eccezionale nella sua acquacheta del potere che
10:23raccontano. Poi cosa posso dire, cosa manca ancora, ne mancano tanti, anche perché alcuni
10:29stiamo aspettando, come Elisa. Esatto, volevo parlare un po' degli italiani, tu hai già citato
10:35Sorrentino, ottimo, certo. E Duse, Duse è un film per tre quarti straordinario,
10:42secondo me, perché mi piace come Pietro Marcello da sempre utilizza l'inserimento dei materiali
10:53di repertorio, ne fa diventare materia vivida, materia contemporanea e naturalmente c'è la
10:59strepitosa Valeria Bruni tedeschi. Quindi qua la battà, questo è un possibile, diciamo
11:07niente, siamo scaramatici. Sarebbe, lei sarebbe una possibile copa volpi, prima di dire palmadoro
11:16un'altra volta, possibile copa volpi. Non abbiamo però ancora visto, ad esempio, la performance
11:26di Barbara Ronchi in Elisa. Finchiamente resta molto, perché ho letto il libro, conosco bene il caso
11:34da cui, a cui si ispira. E c'è tra l'altro Roche di Zem, che è uno dei miei miti cinematografici.
11:41Il francese, certo. Il regista è Leonardo di Costanzo. Leonardo di Costanzo, perdonso, ho dimenticato di dirlo.
11:47Per me, naturalmente, tutti i film italiani sono molto belli, perché facendo presidente
11:53quindi è una domanda. Però devo dire che ci siamo comportati molto bene, ci siamo comportati
12:00bene. C'è un film che vorrei segnalare, ed è il film di Laura Samani. Un anno di scuola,
12:08che è un film non in competizione ufficiale, è un film a orizzonti, è un film secondo me
12:16che ha un'anima molto forte, molto vivace. I ragazzi sono tutti bravissimi, si è a Trieste
12:22nel 2007, quindi la trasposizione nel romanzo però più tardi. Ed è l'evoluzione, l'irruzione
12:32di una ragazza, anche, come si direbbe oggi, poco rispettabile nel suo, non poco rispettabile,
12:40ma insomma, provocatoria, eccetera, ma semplicemente perché è svedese, viene da un altro mondo e
12:47si incomporta liberamente con i suoi compagni. C'è questa crescita, diciamo, comune del gruppo
12:56e loro sono tutti bravissimi e il tocco è molto leggero, molto vivace.
13:03Siamo in un festival importante, c'è un grande entusiasmo, ci sono tanti giovani preparati,
13:10attenti, che sanno tutte le cose al limite dell'ossessione, diciamo, e quindi ci segnalano
13:18un momento felice, però il cinema italiano in qualche modo attraversa invece un momento
13:23abbastanza faticoso in tutte le sue componenti. Ecco, tu che sei una osservatrice dall'interno
13:33di questa cosa, che sensazione hai in generale per il sistema cinema, diciamo?
13:41Ma intanto io volevo dire prima una cosa, il nostro cinema comunque ha degli autori, ha grandi
13:47autori. A costo di subire tutte le rappresaglie, dirò questo, è un cinema che quando tu lo
13:57vedi in una competizione internazionale di questo tipo, ti risulta un cinema ancora timido,
14:03ancora trattenuto, forse chiuso su dei temi, un po' non ancora capace di aggredire la realtà
14:16così come guardata in faccia, come dicevamo prima, ecco l'attualità. In questo gioca una
14:24tradizione, però gli autori sono importanti, tra l'altro ci sono anche dei piccoli film,
14:34dei piccoli film, insomma, dei film come La Valle dei Sorrisi, per esempio, che cerca...
14:38Paolo Strippoli. Bravo, perché mi veniva solo Paolo in questo momento, che cerca una strada
14:46un po' diversa, forse non tutta conquistata, ma è comunque un interessante, Carolina Cavalli,
14:55credo che il suo film precedente fosse molto riuscito, Amanda, questo un pochino meno,
15:01però ci sembra una benedetta porcarolica, ma è in canta, devo dire come... abbiamo degli
15:09attori poi, perché... veramente attori importanti. Siamo un po' timidi, siamo un po' timidi
15:16narrativamente, o siamo molto poco timidi, o siamo timidi. Dobbiamo trovare appunto la capacità
15:25di aggredire il presente senza rinunciare al linguaggio, all'arte in maniera un po' più
15:32internazionale, un po' più europea, un po' più contemporanea, moderna. Però per questo abbiamo bisogno
15:41che il cinema e il sistema cinema trovi una sua razionalizzazione e sistemazione, cosa che sta
15:47cercando dopo tutto, e non lo ripeterò, il caos che è successo o che si è scoperto sul tax credit,
15:59i finanziamenti, eccetera, credo che deva snellire fortemente la burocrazia che significa, che si
16:07frappone fra le richieste e la produzione dei film, e penso che deva capire che la promozione è un dato
16:18determinante, se tu esci con un film devi avere gli strumenti adeguati, quelli che vuoi, purché
16:24siano mirati per promuoverlo, ci deve essere il tempo per farlo, ci deve essere una finestra fra l'uscita
16:31in sala, precisa, e l'uscita in piattaforma, altrimenti lo vai a vedere in piattaforma se sai
16:37già che fra 15 giorni c'è, ce ne sono due casi qua, e cos'altro posso dire? Che sì, che ci
16:48vuole, ci vogliono tutti questi fattori che si sommano perché appunto si ritorni veramente a
16:55vedere il cinema italiano e un po' meno film, si possono produrre, non è obbligatorio,
17:01non è che sei ereditato dalla nonna, poi assolutamente devi investirli in un film, i film sono un'opera
17:10di ingegno e allo stesso tempo un'opera industriale, devi trovare l'equilibrio fra quello, i film
17:20inutili onestamente sono tanti e sono troppi, quindi andiamo a sfoltire.
17:25Benissimo, ultime domande, una è molto frivola, alla tua amica più cara quale film consiglierei?
17:34Alla mia amica più cara? Sicuramente prima di tutto consiglierei due film, Don Zellì,
17:42A piede d'oeuvre e il film The Voice.
17:45Forse più importanti diciamo che abbiamo visto.
17:50Sì, io trovo importante anche Bigelow, so che qualcuno ha più remore, dice più furba,
17:55più furbetta, però ragazzi comunque è un'altra signora che vi racconta e dice un tempo era
18:03finita la guerra, sembrava finita la guerra non creare, ora siamo in un'epoca diversa e ti
18:08fa vedere questa corsa di un missile attestato a nucleare che sappiamo distruggerà una città
18:19di 10 milioni di abitanti e nessuno riesce in campi e contro campi fuori dentro a fermarla
18:27e la disperazione e anche la fragilità di chi dovrebbe schiacciare quel bottone, di chi
18:32tiene la valigetta e si butta invece dal grattacielo, nel pentagono.
18:40Abbiamo capito che in pratica il cinema sarà salvato dalle donne.
18:45Non lo volevo dire così perché è brutta, però io credo che in questa mostra che era partita con
18:52una polemica sulla presenza femminile, io quello che estrago sono tre film, The Voice,
18:59Bigelow e che parlano della realtà e che parlano della storia S maiuscola senza diventare
19:07volantini, lo ripeto perché ho già letto delle cose, basta con questi film civili, vabbè ci
19:12sono, no, e sono tre donne, sono tre donne che guardano dritte, dritte in faccia a quello
19:19che sta avvenendo, senza paura e mettono quindi la vita probabilmente, non voglio dire
19:28che sia un dato femminile, ma mettono la vita, la cura della vita che sembra retrogado
19:35per così prima della fuga verso il fantasy, ecco, facciamo così.
19:44E poi c'è una cosa che avevamo tanto parlato di mostri, di contraposizioni ed è vero giornalisticamente
19:51all'inizio eravamo esaltati dalla cronaca nera, dai mostri, io stessa, e poi finisce così,
19:57finisce con tre signore che raccontano la realtà di oggi.
20:02Il cinema sarà salvato dalle donne, è chiaro, qui però introduco la domanda ricorrente,
20:08ci teneva il titolo, la domanda ricorrente però che noi facciamo qui alla bussola è
20:15questa, il cinema sarà salvato anche dai festival?
20:19Beh certamente, il cinema è già salvato dai festival, io credo, no, quest'anno poi sono,
20:26mi so perché ho questo buon umore, nonostante la fatica, che negli altri anni devo dire
20:31che ho un po' perso, quest'anno trovo che, poi vengo da Locarno, quindi non è neanche,
20:39vengo da Castiglione della Pescaia perfino, c'è proprio fatto, penso che sì, penso che
20:45i festival siano diventati una forma alternativa di visione, certamente, per tutti quelli più
20:54giovani diventano un percorso di formazione, una squadra, cioè quelli più giovani che vuol
21:00dire che vedono quattro, cinque film al giorno, cosa che io non riesco più a rischio di vita
21:05e di confusione mentale, però credo che si esca da qua con delle idee, con delle tendenze,
21:13avendo capito anche che cosa bisogna fare, non solo nel cinema, ma a volte anche rispetto
21:21alla vita e all'attualità e senza festival non avrei, senza un certo tipo di festival,
21:28lo sottolineo, che non sono i festival con la photo opportunity, cioè con la foto con
21:37l'attore, punto, sono i festival con i film e la photo opportunity, penso che sì, siano
21:46fondamentali per farci capire, per farci ritrovare il senso del cinema, la mostra secondo me
21:55quest'anno moltissimo, Cannes è un po' annebbiata, quindi noi siamo contenti perché il primato
22:03ritorna in casa.
22:04Grazie mille a Piera De Tassis che è stata con noi, grazie a voi, a presto e viva il cinema.
22:13Sempre quello, grazie.
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