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  • 5 mesi fa
Una ragazza austriaca nella Trieste del 1909, unica femmina in un liceo classico, e una ragazza svedese nella Trieste del 2007, unica femmina in un istituto tecnico. Il romanzo di Gianni Stuparich rivive cento anni dopo in "Un anno di scuola", un "coming of age" firmato dalla regista triestina Laura Samani che dopo essersi fatta conoscere con "Piccolo corpo" abbandona "le carrozze e le gonne lunghe" per un'incursione nell'adolescenza che è stata la sua. Nel cast un quartetto di esordienti assoluti formato da Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno. La regista si augura che il film - che sarà in sala in primavera - possa suscitare la discussione su temi delicati come il consenso. . .L'intervista di Chiara Ugolini - il montaggio di Rocco Giurato

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Trascrizione
00:00Cervelo di pollo, hanziana, hanziana, ponziana, ponziana, quidstava, stivalo di merda, bello, bello, stivalo di merda.
00:17Laura Samani, un anno di scuola, è un progetto che parte da lontano nel senso che il romanzo, il materiale originale ha più di cent'anni
00:27e ho trovato molto interessante il lavoro di trasposizione.
00:32Quindi volevo intanto chiederle come un testo che ha più di cento anni parla ad oggi
00:39e soprattutto come avete lavorato per renderlo ancora più contemporaneo.
00:44Parlare ad oggi spero che lo faccia, nel senso anche di dire quante cose sono cambiate
00:50perché la situazione è sicuramente meglio di ieri ma è peggio di domani al momento.
00:54Io sono entrata in contatto con il romanzo di Stuparic mentre frequentavo la scuola in cui è ambientato.
01:03Quindi c'è un livello di meta sconvolgente e mi è rimasta impigliata questa storia
01:11anche perché in qualche modo a mia volta sono stata una ragazza da sola tra maschi.
01:16Quindi mi risuonava questa cosa e tuttora alle volte è una compagnia che preferisco.
01:22Quindi sull'adattamento c'è un puro egoismo in realtà perché io mi sono diplomata nel 2008
01:29e quindi se chiudo gli occhi e penso ma quando vogliamo ambientare questa storia
01:34e non volendo fare, almeno per il secondo film di nuovo, carrozze, cavalli e gonne lunghe dopo Piccolo Corpo
01:40volendomi un po' divertire anche ho detto ma la mia di adolescenza è stata in quegli anni.
01:46Quindi jeans a vita bassa, quindi niente social.
01:50Nel caso di Trieste, città in cui ho ambientato il racconto, c'è stato l'ingresso della Slovenia in Schengen
01:55quindi è una città di trasfrontalieri la nostra.
01:59Sono cambiate delle abitudini, sono cambiate tante cose.
02:01Quindi è stata una scelta anche abbastanza semplice alla fine.
02:04Se devi individuare cosa è cambiato e cosa è rimasto fra una ragazza del 1909,
02:11quella ragazza che eri tu nel 2007 e i ragazzi di oggi.
02:16Una cosa che rimane secondo te e una cosa che invece è completamente cambiata?
02:22Una cosa che è completamente cambiata è il fatto che adesso si può studiare
02:27perché nel romanzo l'eccezionalità della protagonista è che è la prima donna a studiare in un liceo classico.
02:36Per fortuna non ci stupiamo più di questa cosa perché non era proprio possibile alle donne,
02:41era vietato studiare all'liceo classico, quindi questa cosa non è più così.
02:46Una cosa che è rimasta è che le possibilità di esprimere il desiderio sono diverse
02:51tra maschi e femmine, è ancora così.
02:54Desideriamo le stesse cose, tutte e tutte, le stesse identiche cose,
02:58ma la maniera in cui alle femmine, a me piace dire femmine invece che donne,
03:04il modo in cui viene data la possibilità di esprimerlo, quindi di verbalizzarlo, di attuarlo,
03:10sono diverse perché diciamo come se il ventaglio fosse più stretto,
03:15come se ci fosse una dicotomia, no?
03:17Ho famiglia o lavoro, per banalizzare, no?
03:19Questo deve cambiare ancora.
03:23Stella, la tua prima esperienza, uno shock, una cosa bellissima,
03:29anche qui ti chiedo la cosa più difficile che hai dovuto fare su quel set
03:34e quella che ti ha dato più soddisfazione e più forza?
03:37La cosa più difficile è imparare l'italiano.
03:44Certo, sì.
03:47No, ma penso che fare questo personaggio per me era, ovviamente c'era qualche scena in particolare
03:58che era molto difficile da fare anche emozionalmente, ma di fare, e soprattutto l'italiano era, sì, era difficilissimo all'inizio.
04:14E anche il triestino in più.
04:16Eh, in più, esatto.
04:19Sì, sì, quindi è anche qualcosa che devo lavorare, devo imparare di più anche adesso.
04:33Eh, ma sì, sì.
04:34E la cosa più bella, perché ti ha dato più soddisfazione?
04:36Eh, conoscere tutte le persone.
04:39Sì, e anche perché questo era la mia, anche la mia prima esperienza dopo liceo e trasferirmi qua in Italia.
04:48Quindi è tutto, ah, choc, veramente.
04:53Eh, ma anche questa era la cosa più bella.
04:57Laura, hai parlato di desiderio maschile e femminile, ma hai fatto pensare che il film in qualche modo anche racconta proprio l'attualità più stringente.
05:06Abbiamo questa settimana scoperto, tra virgolette, queste terrificanti chat online, questi siti dove appunto anche l'abuso diventa digitale.
05:16Pensi che anche un film come questo, che non parla direttamente né di abusi né di violenze, però parla, no, di un approccio diverso dei ragazzi e delle ragazze, possa essere uno strumento per far aprire gli occhi un po' su...
05:31Io lo spero, assolutamente.
05:33Poi non penso che sia di rimente nella questione, perché va attuato un processo proprio di dialogo, di rieducazione e di accompagnamento in queste situazioni.
05:43Cioè rispetto al fatto di dire, non è così che devono funzionare le cose.
05:48Però io credo nella funzione educativa dell'arte, nel senso che da un lato può consolare chi è solo e dire, ti racconto questa storia e uno si riconosce e dice, ah, allora non sono un alieno che sta lì e dice e sente delle cose assurde.
06:04E dall'altro può e deve avere la responsabilità, sì, di aprire gli occhi e le coscienze.
06:09A me quello che piace, ma in generale dei film, non necessariamente di questo, è il fatto di uscire dalla sala e aver voglia di restare a parlarne.
06:18Non del film, non di, come si fanno, ah che bella fotografia, pizza, no, non questo, ma di dire, oh, ma sai che a me è successa questa cosa e quindi che chi ha visto il film inizia a parlare di sé grazie al film.
06:32È un pretesto alla fine, come lo è per noi sul set.
06:35Cioè è un pretesto per parlare di noi e dire, ma come ti senti tu in questa scena, eh?
06:40Uguale per chi l'ha visto dopo.
06:41Visto che parliamo di scuola, quanto è importante, sarebbe importante un'educazione sentimentale e affettiva a scuola, secondo te?
06:51È importante. Non credo che la scuola sia l'unico posto in cui debba accadere.
06:56Cioè credo proprio che si debba lavorare anche tantissimo in famiglia su questa cosa.
07:00Penso che vada presa una responsabilità collettiva sull'argomento.
07:03Anche perché, vabbè, Stella è un pochino più grande, però diciamo che le persone che hanno 14-15 anni sono reduci dalla didattica a distanza che è stata traumatizzante per noi adulti, il fatto di rimanere chiusi dentro casa, isolati.
07:22Per loro in un momento in cui bisognerebbe prendersi a cazzotti e baciarsi, per dirla in sintesi, e non l'hanno fatto, c'è molto pudore nell'avvicinarsi ai corpi, alle persone.
07:32E quindi capire come farlo, non solo il pudore, ma anche il fatto di capire appunto il consenso, l'educazione affettiva in genere.
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