(LaPresse) «Ci sono state tante polemiche sui documenti in queste ore. Hanno tutto il diritto di fare tutte le eccezioni che ritengono opportune nell’interesse del loro assistito, chiaramente. Verranno poi valutate, le altre parti potranno fare le loro osservazioni e poi il giudice e i periti decideranno. A quanto ne so io, l’altro giorno il giudice aveva comunque detto di procedere all’analisi in ogni caso, ancora prima che trovassimo i verbali, però vediamo oggi se sollevano altre eccezioni»: a parlare è l’avvocato Giada Bocellari, difensore di Alberto Stasi, intervenuta a margine delle analisi in corso in questura a Milano sui reperti trovati nella spazzatura di casa Poggi, teatro del delitto di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. «Sinceramente non vedo dove sia il problema di analizzare questa spazzatura. Bisogna capire se la loro è un’eccezione prettamente giuridica, che chiaramente io rispetto perché faccio anch’io l’avvocato e quindi giustamente, ripeto, hanno tutto il diritto di fare le eccezioni che vogliono. Poi chiaramente nel merito questa spazzatura c’è e non vedo perché non si debba analizzare, se ci può dare dei dati in più» ha dichiarato Bocellari, che ha anche voluto allontanare ogni lettura conflittuale della vicenda: «Ho sentito nei giorni scorsi parlare di vittoria, sconfitta, qui non c’è né vittoria né sconfitta, qui c’è solo la necessità di acquisire, se è possibile, ulteriori dati. Non è detto che questa spazzatura ci darà degli esiti, come non è detto che anche le para-adesive ci diano degli esiti, ogni risultato non è da valutare né positivamente né negativamente, ma solo ai fini dell’accertamento della verità». In merito all’impronta numero 10, oggetto di un nuovo approfondimento, l’avvocato ha precisato: «Non abbiamo richiesto che venga rifatto il test del sangue. Siccome l’altro giorno abbiamo fatto due tamponi, un tampone con il quale si è grattato praticamente tutto il materiale biologico per la caratterizzazione genetica e poi un tampone residuo per fare lo Obt test. Mentre su tutte le impronte direi che si vede che non c’è sangue, sulla 10 ci sono dei dubbi. Abbiamo chiesto che, siccome il secondo tampone che abbiamo fatto era sul residuo, si faccia un’analisi più approfondita sul tampone per la caratterizzazione genetica». La traccia in questione non appartiene né ad Alberto Stasi, né ad Andrea Sempio, né ad altri soggetti già comparati: «Però proprio in un’ottica di accertamento della verità e di dare tutti i dati possibili che ci sono, questo credo che sia un atteggiamento, come dico spesso io, laico alla cosa» ha concluso Bocellari.
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