00:00River Clauer è un fotografo boliviano under 30, già protagonista alla Benalart del 2024
00:06e oggi è uno degli ospiti di Expose Torino Photo Festival.
00:10Il suo progetto, Once Upon a Time in the Jungle, è ospitato alla GAM,
00:14galleria d'arte moderne contemporanea torinese.
00:19Questo lavoro, ha detto Clauer ad Ascanius, parla della violenza che è latente
00:27nella foresta amazzonica equadoriana, una violenza che è il frutto delle industrie istrattive,
00:31come quella del petrolio o delle miniere, ma anche del narcotrafico.
00:35Ma guarda questi temi un po' come se fosse un gioco, come se fosse una storia del Far West americano.
00:45Penso che questa mostra sia a metà strada tra la stage photography e quella impresa diretta.
00:49Non so, è un po' una mistura.
00:53Il talento di Clauer sta proprio nel saper affrontare di petto argomenti forti,
00:56politici, ma con un approccio che è tutto artistico, che è estetico nel senso più forte del termine.
01:02Il suo sguardo di fotografo ha la consapevolezza della sua costruzione,
01:05anche se si tratta di scatti realizzati davvero ai confini del mondo,
01:09dopo quasi 400 chilometri di viaggio in canoa.
01:12Per questo gli abbiamo chiesto di dirci che cos'è oggi per lui la fotografia.
01:16È la mia scusa per imparare, ci ha risposto.
01:23È il modo in cui imparo cose sulle altre persone, sul contesto e anche su me stesso.
01:28Credo proprio che la fotografia sia lo strumento con cui io imparo.
01:32Tra il gioco e l'impegno, quello che succede guardando le immagini di Once Upon a Time in the Jungle,
01:36è di vedere ribaltati gli stereotipi sulla rappresentazione dell'Amazzonia e del suo territorio.
01:41E ci si imbatte anche nel dubbio che, davanti ai nostri occhi, scora una sorta di letteratura per immagini,
01:46una rilettura sudamericana, alla borghissola Bolagno, del mito della frontiera e dell'Ouest.
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