00:00Una dimensione poetica che sgorga dalle immagini in movimento, dal paesaggio,
00:11perfino dall'ambiente post-industriale che accoglie le opere, che Pirelli-Angarbi-Cocca-Milano sia uno
00:15spazio potente lo sappiamo da tempo, ma ogni volta è affascinante vedere come le mostre
00:20migliori riescono a farlo risuonare in profondità.
00:31Accade anche con l'antologica dedicata a Saudati Ismailova, regista e artista ozbeca,
00:36quella dedicata all'esposizione A Seed Under Our Tongue, curata da Roberta Tenconi.
00:41Nei suoi film utilizza sia montato originale da lei, sia materiale d'archivio, in un editing
00:49assolutamente libero, con questa immagine di grande poesia ma che toccano anche temi molto
00:55urgenti e attuali, dallo sfruttamento delle risorse ambientali, ma anche dall'imposizione
01:00dei sistemi di potere politici, molto avvissuto il crollo dell'Unione Sovietica, ma anche
01:06tutto il periodo precedente di dominio sulla regione.
01:10E sviluppa poi queste grandi narrazioni dei suoi film in sculture e installazioni.
01:18I grandi schermi raccontano l'Asia centrale, i paesaggi naturali e umani, parlano di una
01:23tigre oppure dei fiumi, ma è la stessa forma delle immagini in movimento di Ismailova,
01:27a conferire un'ampiezza monumentale alle storie.
01:35L'Uzbekistan non ha alcun accesso al mare, ci ha spiegato l'artista, dobbiamo attraversare
01:40due nazioni e abbiamo una carenza d'acqua molto seria, non sappiamo cosa succederà
01:45nei prossimi 50 anni nella regione, quindi per noi l'acqua è sacra, significa tutto
01:50e io credo che questo sia la base dell'attenzione speciale anche per il corso dei fiumi.
01:58L'ecologia si fonde con il mito, le istanze contemporanee si ammantano di sfumature leggendarie,
02:03questo genera la poesia della mostra, che nasce dalla delicatezza con cui l'artista
02:07sa gestire l'apparente contrasto.
02:10Il titolo della mostra è anche un po' la metafora di tutta la mostra, si riferisce
02:15a questa leggenda, molto diffusa in Asia centrale, di un seme di dattero custodito da un uomo,
02:21Arslan Bob, un mistico, qualcuno dice per anni, altri per secoli, è una leggenda,
02:27fino a quando trova un degno successore, lo dona a questa persona e questa persona
02:33col seme fonda quella che oggi è la foresta di Noci, che ha il nome di Arslan Bob,
02:37quindi questa idea anche di una trasmissione, ma anche della trasformazione che è insita
02:42in qualsiasi sistema che tramanda qualcosa.
02:50Io sono una filmmaker, tutto parte da questo, ha concluso Smailova, ma ho anche avuto
02:54una formazione teatrale e amo lavorare nello spazio, il mezzo della scultura è sempre legato
02:58ai film, non sono sculture in quanto tali, ma si tratta di oggetti che provengono dai miei film.
03:07Alla fine la mostra potrebbe anche essere considerata una lunga lettera d'amore,
03:11forse a una terra, forse alla natura, forse perfino a certa umanità.
03:15Non ci sono risposte giuste per fortuna, ma la sensazione è che un seme si è stato gettato
03:21e, da qualche parte, germoglierà.
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