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Roma, 5 feb. (Askanews) - Il Centro della Fotografia di Roma ha inaugurato con due mostre di spessore, dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi: interpreti di generazioni diverse, ma uniti da un'idea di fare della fotografia qualcosa di più, qualcosa che, ciascuno con la propria sintassi creativa, andasse oltre. La mostra di Penn in particolare è caratterizzata dalla collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e celebra un artista storicizzato."Irving Penn - ha detto ad askanews Alessandra Mauro, co-curatrice della mostra - è un fotografo che, come abbiamo riportato nella citazione iniziale della mostra, aveva una sorta di ossessione per la fotografia. La fotografia era un modo di stare nel mondo, di guardare il mondo, di viaggiare e viaggiando, di catturare con la macchina fotografica persone e situazioni e poi certo di farne anche un lavoro, una professione. Lui ha unito queste due cose: sia lavoro professionale sia ricerca personale e soprattutto c'è una cosa molto particolare che ha fatto Irving Penn, che non tutti i fotografi hanno fatto: ha lavorato molto sulla stampa, sulla materialità della fotografia".Al piano superiore dello spazio nell'ex Mattatoio, con una struttura a balconata, è allestita la mostra di Silvia Camporesi "C'è un tempo e un luogo", che è anch'essa un gioiello di sguardo, mistero e sospensione. Un racconto che si inserisce nella grande tradizione del Viaggio in Italia, ma lo aggiorna a una poetica che è convintamente contemporanea. "Ho scelto alcune immagini da cinque serie storiche, più o meno dal 2011 ad oggi, sono qui raccontati circa 15 anni di attività - ci ha spiegato la curatrice Federica Muzzarelli - con un filo conduttore che è quello della frattura e del rapporto con una natura presente, ma anche incombente, misteriosa, ma anche da adddomesticare, che mi è sembrato un po' il filo rosso del lavoro di Silvia. Sicuramente lei è una fotografa, un'artista che piega in senso virtuoso, in senso positivo, quello che le sta attorno, che cerca, una sua idea di paesaggio e di mondo e in questo senso certamente nell'accezione terminologica del sentimentale".Le due esposizioni, entrambe organizzate da Civita, sono aperte al pubblico fino al 29 giugno.

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00:00Il Centro della Fotografia di Roma ha inaugurato con due mostre di spessore
00:04dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi, interpreti di generazioni diverse
00:08ma uniti da un'idea di fare della fotografia qualcosa di più, qualcosa che
00:12ciascuno con la propria sintassi creativa andasse oltre. La mostra di Penn in
00:16particolare è caratterizzata dalla collaborazione con la Maison Europen
00:19della fotografia di Parigi e celebra un artista storicizzato. Irving Penn è un
00:24fotografo che, come abbiamo riportato in questa citazione iniziale, aveva forse
00:29una sorta di ossessione per la fotografia. La fotografia era un modo di stare nel
00:34mondo, di guardare il mondo, di viaggiare e viaggiando di catturare con la macchina
00:41fotografica persone e situazioni, poi certo di farne anche un lavoro, una
00:45professione e ha unito queste due cose, sia lavoro professionale sia ricerca
00:51personale e soprattutto c'è una cosa molto particolare che ha fatto Irving Penn e
00:55che non tutti i fotografi hanno fatto, ha lavorato molto sulla stampa, sulla
00:59materialità della fotografia. Al piano superiore dello spazio nell'ex mattatorio
01:02con una struttura balconata è allestita la mostra di Silvia Camporesi, c'è un
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01:11racconto che si inserisce nella grande tradizione del viaggio in Italia ma lo
01:14aggiorna a una poetica che è convintamente contemporanea.
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01:23sono qui raccontate circa 15 anni di attività con un filo conduttore che è quello della
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01:38domesticare che mi è sembrato un po' il filo conduttore del lavoro di Silvia. Sicuramente
01:42Silvia è una fotografa, è un'artista che piega in senso virtuoso, in senso positivo
01:49quello che le sta attorno, quello che cerca ha una sua idea di paesaggio e di mondo e
01:55in questo senso certamente nell'accezione direi terminologica del sentimentale.
01:59Le due esposizioni entambe organizzate da Civita sono aperte al pubblico fino al 29 giugno.
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