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  • 8 ore fa
Gibellina, 20 gen. (askanews) - Una preghiera che si muove sul mare della Sicilia, una nave con un grande schermo e la musica. Tra le opere portate a Gibellina per la Capitale dell'arte contemporanea 2026 c'è anche il film "Resto" dei MASBEDO, che insieme ad Adrian Paci sono stati chiamati a installare in un luogo simbolo della cittadina siciliana come il Teatro di Pietro Consagra, che per la prima volta viene aperto al pubblico."Per noi oggi installare un lavoro - ha detto ad askanews Jacopo Bedogni, che insieme a Nicolò Massazza forma i MASBEDO - implica anche trovare un senso, un nesso in qualcosa che possa essere site specific o context specific, per cui è sempre una sfida che si evolve e quando il direttore artistico Andrea Cusumano e ci ha invitato e ci ha proposto questo spazio, sia per la natura del fatto che è un incompiuto potentissimo sia per la paternità del luogo e per la volontà di portare un momento di riflessione, ci sembrava il luogo adatto per portare il mare nel centro della Sicilia". Nelle sale brutaliste ed enormi del teatro le immagini del film scorrono e creano una diversa relazione tra l'opera, lo spazio e il pubblico, con un effetto di amplificazione dell'emozione artistica, che ha a che fare anche con la presenza, metaforica e reale, del mare. "Per noi il mare - ha aggiunto l'artista - è parte anche forse inconscia di un sottotraccia, un sottopelle di tantissimi nostri lavori. Noi sosteniamo che il mare è il più grande spazio pubblico, che non appartiene a nessuno e allo stesso tempo appartiene a tutti ed è il luogo ideale per una riflessione costante e continua nel nostro contemporaneo".Il lavoro dei MASBEDO è parte delle mostra "Dal mare. Dialoghi con la città frontale", una di quelle che hanno inaugurato il programma di Gibellina Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026.

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00:00Una preghiera che si muove sul mare della Sicilia, una nave con un grande schermo e la musica.
00:05Tale opera è portata a Gibellina per la capitale dell'arte contemporanea 2026.
00:09C'è anche il film Resto dei Masbedo, che insieme alla Derampaci sono stati chiamati a installare in un luogo simbolo della cittadina siciliana,
00:16come il teatro di Pietro Consagra, che per la prima volta viene aperto al pubblico.
00:20Per noi oggi installare un lavoro implica anche trovare un senso, un nesso in qualcosa che possa essere sai specifiche o contexti specifiche,
00:30per cui è sempre una sfida che si evolve.
00:34Quando Andrea Cosumano ci ha proposto e ci ha invitato questo luogo, sia per la natura del fatto che sia un incompiuto potentissimo,
00:43sia per la paternità del luogo e per la volontà di portare un momento di riflessione,
00:53ci sembrava il luogo adatto per portare il mare nel centro della Sicilia.
00:57Nelle sale brutaliste ed enormi del teatro, le immagini del film scorrono e creano una diversa relazione tra l'opera, lo spazio e il pubblico,
01:04con un effetto di amplificazione dell'emozione artistica, che ha a che fare anche con la presenza, metaforica e reale, del mare.
01:10Per noi il mare è parte, anche forse inconscia, di un sottotraccio, un sottopelle di tantissimi nostri lavori.
01:22Noi sosteniamo che il mare è il più grande spazio pubblico che non appartiene a nessuno e allo stesso tempo appartiene a tutti
01:30ed è il luogo ideale per una riflessione costante e continua nel nostro contemporaneo.
01:36Il lavoro dei Masbedo è parte della mostra Dal mare, dialoghi con la città frontale,
01:40una di quelle che hanno inaugurato il programma De Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea Italiana 2026.
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