00:16L'Associazione Rivela APS propone a Verona, nei silos di Levante, del complesso universitario
00:24di Santa Marta, la mostra multimediale Leonardo da Vinci, le pieghe dell'anima, Cenacolo,
00:32dedicata all'artista in occasione del 500esimo anniversario della morte. Attraverso le didascalie
00:41e le opere riprodotte su pannelli che si prestano a un approccio divulgativo e guidato, il focus
00:48dell'attenzione si pone sull'animo profondo del genio italiano.
01:01La mostra Cenacolo è proposta dall'Associazione Rivela. Rivela è un'associazione che è nata
01:10nel 2002 con l'intento di diffondere le mostre presenti al meeting di Rimini e quindi di
01:21proporre a Sagre, Feste della Comunità, negli ambienti più diversi, la ricchezza di queste
01:30mostre. L'esperienza poi si è dilatata non solo a Verona ma anche al Veneto e altre città.
01:38Tra le attività fondamentali di Rivela legate alle mostre è la collaborazione con le scuole
01:44per il cosiddetto PCTO, ma attualmente poi ha assunto un altro nome, cioè la cosiddetta
01:52alternanza scuola-lavoro, la formazione dei ragazzi. Una collaborazione intensa è già
02:00iniziata anni fa e si è soprattutto allargata e ampliata attraverso l'esperienza delle mostre
02:11relative a Inferno, Purgatorio e Paradiso. Anche quest'anno è stata proposta alle scuole
02:17veronesi e 12 scuole hanno aderito con 70 ragazzi questa esperienza formativa.
02:25Tra gli spazi allestiti dei silos ci guidano tre studentesse del liceo Don Bosco, Elena,
02:33Anna Chiara e Maristella, coinvolte come guide nella formazione scuola-lavoro.
02:53In questo piano vediamo quella che è la vita di Leonardo, quindi vediamo i suoi primi passi
02:59da pittore, i suoi primi passi in generale, quindi la sua nascita e la sua crescita, la
03:06sua educazione e poi alcuni dei suoi quadri più importanti.
03:32Leonardo nasce nel 1452 a Vinci e i suoi genitori sono Pier da Vinci e la madre è probabilmente
03:42una schiava, infatti Leonardo è figlio illegittimo. Nonostante questo il padre lo riconosce come
03:47figlio e gli reala una buonissima educazione che poi gli permetterà insomma di fare tutti gli studi
03:54e di essere preparato per tutte le cose che lo prepareranno ai quadri che farà.
04:02Lo riconosce come figlio ma viene comunque cresciuto dal nonno in campagna, in mezzo alla
04:08natura, dove quindi imparerà tantissime cose sulla natura, sugli elementi. Quello che preferisce
04:16è l'acqua, infatti vediamo che in tantissimi dei suoi quadri si vede questo elemento e si
04:21lo studio che lui ha fatto per arrivare a riprodurlo così perfettamente e poi una cosa
04:27che capisce è quella invece del peso dell'area, della densità dell'aria e quindi una cosa che
04:33mette nei suoi quadri è quella dello sfumato dello sfondo. Leonardo come prima opera che fa
04:40è quella del Battesimo di Cristo che fa invece insieme al Verrocchio prima di diventare
04:46pittore indipendente. Il Verrocchio che era appunto il suo maestro quando riconosce il suo talento
04:52dopo questo quadro appunto lo manda a Firenze per intraprendere la sua carriera. Lavora a Firenze,
05:01società che però non gli permette di esprimersi al massimo perché la corte a quei tempi era
05:07incentrata su un'arte più letteraria, più filosofica, mentre lui era un uomo molto pratico,
05:14molto scientifico e quindi si sposta a Milano dove invece ha più possibilità di esprimersi. Lì
05:21lavora per Ludovico il Moro che è molto importante appunto perché gli consente di produrre moltissimi
05:29dei quadri che poi diventano famosi, per prima ovviamente la Gioconda e poi una serie di favorite.
05:44Curatrice della Mostra che è visitabile fino al 24 maggio, Suor Maria Gloria Riva,
05:51storica dell'arte e badessa delle adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento.
05:57La Mostra si propone di entrare nelle pieghe dell'anima del grande artista vinciano. Conosciamo
06:04Leonardo per la sua genialità, lo conosciamo per la sua laicità, lo conosciamo per la sua arte che
06:11spesso indulge un po' all'aspetto scientifico, ma poco conosciamo dell'uomo, della sua fede,
06:18della sua profondità. La mostra si focalizza soprattutto nel periodo lombardo e in particolare
06:24per quanto riguarda il capolavoro vinciano, il cenacolo. I rapporti che ha intessuti a Milano,
06:31non solo con Luca Pacioli ma in particolare con i fratelli De Predis, questa famiglia di artisti,
06:37il cui protagonista possiamo dire era sordo muto, affascinò tantissimo Leonardo proprio per il
06:46dialogo che i fratelli intessevano con questo loro fratello e guardare ai gesti, alla gestualità
06:54dell'alfabeto muto suggerì proprio a Leonardo di realizzare nel cenacolo un dialogo muto tra gli
07:03apostoli e il grande annuncio di Gesù, uno di voi mi tradirà.
07:18Un altro studio che fa e che mette nel cenacolo è quello della fisiognomica che è appunto lo studio
07:24di trasmettere attraverso le espressioni, attraverso lo sguardo soprattutto, le emozioni
07:32che un individuo prova. Questo lo troviamo appunto nel cenacolo ma anche nelle favorite che poi
07:38vedremo più avanti. Molto importante appunto sono gli elementi naturali nei suoi quadri,
07:44vediamo che lui è uno dei pochi artisti a quei tempi che si concentra moltissimo sullo sfondo e
07:51sulla natura, quindi non ci sono soltanto sfondi scuri come vediamo nelle favorite ma ci sono anche
07:59sfondi che sono presi proprio dalla realtà. Vediamo ad esempio nella Vergine delle rocce che lo sfondo
08:05è probabilmente ispirato a delle rocce, degli scorci che si trovano lungo il fiume Hadda.
08:20Da Milano si sposta a Roma attraverso un viaggio insieme a Michelangelo e a Roma appunto avrà molte
08:28possibilità proprio perché è una città molto più grande, è una città importantissima dal punto di
08:34vista artistico e quindi è una città che gli consentirà di imparare e soprattutto di conoscere
08:40il re di Francia. Il re di Francia poi lo affascinerà moltissimo e lo porterà con sé appunto in Francia
08:48dove appunto morirà.
09:07Il primo corridoio si focalizza sullo studio dell'anima che Leonardo svolgeva per realizzare
09:13le sue opere. Infatti nel suo trattato della pittura sostiene come il vero artista non sia
09:19colui che rappresenta il soggetto ma colui che è in grado di rappresentare il concetto della mente
09:23del soggetto. In questo caso in primo luogo troviamo i ritratti delle favorite di Ludovico
09:30il Moro e in loro si può notare come Leonardo introduca una vera e propria rivoluzione per
09:36quanto riguarda il ritratto nella storia dell'arte. Infatti se inizialmente si considerava il ritratto
09:41come un modo per poi evidenziare l'importanza del soggetto appunto in questo caso identifichiamo
09:49un vero e proprio studio dell'anima che ritroviamo in questi volti. Infatti il ritratto della dama
09:55con l'ermellino ci porta a comprendere specialmente attraverso gli occhi dove sia l'attenzione del
10:03soggetto e specialmente quali siano le emozioni che lo caratterizzano. Inoltre la presenza
10:09dell'ermellino simboleggia non solo la purezza d'animo di Cecilia Gallerani appunto amante di
10:15Ludovico il Moro ma ci permette di osservare la capacità di Leonardo nel rappresentare l'anatomia
10:22dei suoi personaggi appunto nella muscolatura della creatura. Inoltre in questo piano si può
10:29osservare anche la gioconda forse il ritratto più famoso di Leonardo. All'interno della gioconda
10:34ritroviamo questa grandissima volontà di perfezione che caratterizza il pittore appunto.
10:40Infatti nella realizzazione della gioconda Leonardo abbia dovuto perfezionare la bocca e le mani
10:45addirittura 17 volte.
10:50Concludiamo con il ritratto di Ginevra de Benci nel quale appunto appartenente alla sua prima età
10:57fiorentina e in questo identifichiamo subito le differenze rispetto alla Mona Lisa proprio per
11:04vedere come la sua permanenza a Milano e quindi l'influenza della società milanese e dello
11:11studio della luce che lui ha potuto verificare in quel periodo si pongono in contrasto con la
11:17tradizione del disegno fiorentina. Infine attraverso i ritratti di queste dame è possibile riconoscere
11:25non solo il loro bell'aspetto ma anche la delicatezza d'animo.
11:38Nel secondo corridoio proseguiamo con il Giovanni Battista, ultima opera realizzata da Leonardo appunto
11:44nel suo periodo romano sotto la protezione di Giuliano de' Medici e anche in questo dipinto
11:48è possibile riconoscere questo sguardo emblematico ritrovato anche nella Mona Lisa e un ulteriore
11:55perfezionamento della tecnica dello sfumato riconoscibile specialmente nei suoi vestiti e
12:01appunto nella quasi riconoscibilità del bastone. Poi il piano si focalizza sull'amore per la realtà
12:09di Leonardo. La Vergine delle Rocce viene commissionata a Leonardo per celebrare l'Immacolata
12:15Concezione e all'interno del dipinto è possibile riconoscere San Giovannino, Gesù, la Madonna e un
12:22angelo. Tuttavia la realizzazione dell'opera non corrisponde a quella che era stata commissionata e per
12:29questo motivo la prima versione viene rifiutata dalla congregazione dell'Immacolata Concezione. Per
12:36questo motivo Leonardo ne realizza una seconda versione appunto dove sono più riconoscibili
12:43dei personaggi grazie all'ausilio di espedienti come le aureole o il bastone per San Giovannino e
12:52anche viene risolta una questione riguardo l'espressione dell'angelo che nel primo era stata
12:57giudicata come ambigua. Inoltre la Vergine delle Rocce attraverso i suoi sguardi e i suoi gesti
13:03rappresenta un grandissimo esempio di poetica degli affetti. Infatti possiamo vedere come le
13:10espressioni di questi personaggi e le mani, specialmente quella dell'angelo nella prima
13:15versione, leghino tutti i personaggi appunto attraverso questo sguardo d'amore. Il Corredoio
13:23si conclude con un ritorno al passato attraverso il Battesimo del Cristo, appunto prima opera in cui
13:28è possibile riconoscere la mano di Leonardo. In particolare lui realizza l'angelo a sinistra e i
13:35giochi d'acqua, giochi d'acqua che fin da bambino erano di suo particolare interesse. È inoltre
13:41interessante notare come l'acqua non sia più uno specchio e quindi un ampliamento delle dimensioni
13:49ma vera e proprietà transparente come la vediamo nella realtà. In questi cerchi concentrici formati
13:55alla fine del corpo di Gesù riconosciamo una struttura che poi ritornerà anche nell'ultima cena.
14:21Adesso ci troviamo appunto all'interno del fulcro della mostra. È stata riprodotta la vera sala
14:28in cui si trova originariamente il Cenacolo. Ci troviamo all'interno appunto della chiesa di
14:33Santa Maria delle Grazie e questo luogo perché Ludovico il Moro aveva commissionato appunto
14:40nel refettorio dei monaci perché voleva fare di questa chiesa il mausoleo della famiglia e appunto
14:46nel momento in cui Leonardo arriva per dipingere appunto per vedere la parete dove avrebbe poi
14:51rappresentato il Cenacolo è già presente nell'altra parete la crucifissione nel Montorfano che appunto è
14:58stata realizzata in circa otto mesi. Leonardo realizza il Cenacolo in circa quattro anni, questo perché
15:06aveva una tecnica e una pittura estremamente lenta e che guardava molto ai dettagli alla perfezione.
15:14Infatti anche la tecnica da lui utilizzata non è di sicuro quella dell'affresco perché richiedeva
15:20una velocità che lui non sapeva dare nelle sue opere e appunto sperimenta un'altra tecnica anche
15:27fallimentare da un certo punto di vista che è appunto composta da una tempera grassa e da degli
15:35oli essiccativi chiamati eleganti proteici. Questa tempera non ha una buona conservazione ed è per questo
15:42che già pochi decenni dopo rispetto alla rappresentazione appunto Gian Pietrino un altro
15:48artista si prende l'incarico di farne una copia in maniera dettagliata appunto per poter trasmettere
15:56i particolari ai posteri. Questa copia del Gian Pietrino ci testimonia molti dettagli come per esempio
16:02il movimento delle mani di Giuda oppure i fiori presenti sugli arazzi e questa quest'opera rappresenta
16:10anche una grande numerologia infatti si possono vedere tre aperture sul fondo per richiamare
16:17appunto al numero della Trinità. La numerologia si trova anche nei cassettoni in alto che sono 36
16:22cassettoni e questo perché è 12 per 3 infatti 12 come gli apostoli rappresentano la totalità in questo
16:31caso la totalità dell'uomo e quindi anche tutta l'umanità nella sua interezza e appunto anche l'aiuto
16:38della sua Maria Gloria Riva la curatrice di questa mostra aiuta ad interpretare questo segno di 36
16:44cassettoni ovvero appunto che l'uomo il 12 se non è moltiplicato per tre e quindi se non ha una
16:51relazione diretta con Dio non potrà mai arrivare in alto appunto dove si trovano i 36 cassettoni.
16:57Per ultimo la numerologia prende anche parte all'interno dei gruppi degli apostoli infatti si trovano
17:02quattro gruppi di apostoli e contenenti tre apostoli ciascuno e appunto adesso li andremo ad
17:08analizzare insieme per vedere anche il richiamo che Leonardo fa alle loro espressioni.
17:18Nei gruppi degli apostoli possiamo vedere le reazioni appunto dei discepoli, dei compagni di Gesù
17:24alle sue parole. Infatti Leonardo sceglie volutamente di rappresentare il momento di massima tensione
17:30all'interno dell'ultima cena invece i suoi predecessori appunto gli artisti che prima avevano
17:35anche rappresentato le altre ultime cene avevano rappresentato l'istituzione dell'eucaristia. Lui
17:41sceglie il momento in cui Gesù pronuncia le parole uno di voi mi tradirà e da qui innesca una serie
17:47di reazioni anche all'interno degli apostoli. Si può vedere il primo gruppo in cui si trova Tommaso
17:52con il dito alzato proprio chiedere se è effettivamente il destino dell'umanità quello che il sacrificio
17:59che Gesù sta per affrontare. C'è Giacomo Maggiore e Filippo che è descritto invece come il discepolo
18:05buono, l'apostolo buono che appunto lascia che le parole di Gesù entrino nel suo cuore e si interroga
18:12appunto anche rappresentato da queste mani al cuore. Nel secondo gruppo di apostoli si può trovare
18:19Matteo e Giuda Taddeo e Simone Lozelota. È rappresentata qua una reazione condivisa, una reazione
18:26di gruppo. Infatti Giuda e Simone hanno un confronto sulle parole che Gesù ha appena pronunciato
18:33mentre Matteo è un po' la rappresentazione del conflitto interiore. Infatti da una parte è pronto
18:38con i gesti e con le mani a seguire Gesù ma nella sua testa con la sua razionalità è convinto
18:45di non
18:45bastarsi da solo e per questo gli serve appunto anche il confronto con gli altri due apostoli.
18:56Leonardo attraverso le mani di Matteo fa svolgere lo sguardo dello spettatore all'altra parte della
19:02tavola dove si trova il terzo gruppo di apostoli. In questo caso, in questo gruppo di apostoli appunto
19:08si vede Bartolomeo, Giacomo il minore e Andrea. Bartolomeo reagisce alle parole di Gesù con l'ira
19:14e quindi appunto impone le mani sul tavolo come insegno di affermazione di sé e dall'altra parte
19:21c'è Andrea che anche con la gestualità cerca di calmare anche i suoi amici apostoli e Giacomo il minore
19:28che è come se percepisse la spaccatura che le parole di Gesù innescano appunto negli apostoli e con
19:34una mano tiene la spalla di Andrea e con l'altra invece tiene la spalla di Pietro che fa parte
19:39del quarto gruppo e Pietro è colui che reagisce con la rabbia, infatti nella mano tiene il coltello
19:48e tenendo il coltello però deve prima sapere chi ha traduito Gesù e per questo si confronta con
19:53Giovanni. Giovanni che è convinto che sappia chi tradisce Gesù proprio perché è l'apostolo più vicino
19:59a lui e quindi si confronta anche con Giovanni che invece è descritto con una femminilità rara
20:07proprio perché innanzitutto è l'apostolo più giovane e poi anche ad indicare il fatto che lui può ancora
20:12essere plasmato dalla salvezza di Dio e si trova poi come protagonista degli apostoli Giuda, Giuda che
20:19appunto ha un volto più scuro rispetto agli altri proprio come ad indicare la rabbia e questo è un chiaro
20:24riferimento al Vangelo, infatti come Giovanni scrive di Giuda che nel momento in cui uscì era notte, è notte
20:30anche nel cuore di Giuda nel momento in cui Leonardo rappresenta la scena e appunto questa rabbia è
20:38espressa attraverso il volto di Giuda ma anche dall'impugnatura del sacchetto di denari con cui
20:45appunto per cui ha scambiato Gesù. Gesù viene lasciato da solo dagli apostoli, questo anche
20:57perché effettivamente sarà da solo nel momento in cui dovrà essere crucifisso e le mani sono aperte
21:04come all'accettazione di quello che sarà poi sul sacrificio, infatti nell'altra parete, nella
21:09crocifissione del Montorfano, la figura di Gesù coincide con appunto la figura della croce proprio
21:15per conoscere quello che sarà poi il suo dolore e la salvezza dell'umanità e proprio la struttura
21:21del Cenacolo è come un sasso gettato nell'acqua, infatti le parole di Gesù turbano gli apostoli ed
21:29entrando nel loro cuore reagiscono anche in modo diverso ed è per questo anche che questo dipinto,
21:35quest'opera è all'interno del refettorio dei monaci proprio perché i monaci potessero
21:40interrogarsi in quale degli apostoli si riconoscessero davanti a un evento straordinario. Per quanto
21:46riguarda la struttura prospettica nell'ultimo restauro è stato trovato un chiodo nell'occhio
21:51destro di Gesù proprio perché erano il punto in cui convergono le linee prospettiche segnate
21:57principalmente appunto dalla scansione a cassettoni del soffitto ma anche dalla griglia
22:02del pavimento e si può notare innanzitutto la struttura piramidale leonardesca ma anche appunto
22:09come Giuda sia l'unico apostolo che non rientra nello sguardo nella linea d'amore di Gesù. Questo
22:15non perché l'ha tradito ma perché ha pensato che il suo male fosse più grande rispetto al perdono.
22:21Infatti anche Pietro che ha rinnegato Gesù tre volte viene compreso in questo sguardo perché
22:28è scritto nel Vangelo pianza amaramente mentre Giuda si è sentito così in colpa da suicidarsi e
22:34quindi non ha avuto la fiducia in Gesù e nella sua salvezza ma appunto pensava fosse già tutto
22:41compiuto ed è per questo anche che Giuda rappresenta il libero arbitrio, rappresenta il fatto che l'uomo
22:49è consapevole della sua scelta ed è in grado di decidere per sé. Infatti appunto nel suo levarsi
22:57dallo sguardo d'amore di Gesù è proprio la sua volontà a comandare questa sua scelta e questa sua azione.
23:43È un'esperienza corale nel senso che i ragazzi sono invitati a partecipare insieme a momenti formativi
23:52e anche a lavorare insieme, a studiare insieme per questo, a farsi soprattutto delle domande
24:00su quanto imparano e spiegheranno e spesso non lo fanno da soli, lo fanno in collaborazione con i loro professori
24:08e anche con, diciamo, altri compagni. In particolare questa mostra è già stata presentata a Veroma
24:18e poiché però purtroppo è iniziato il periodo del Covid si è pensato di riproporla, di riproporla ampliata
24:28infatti ci sono pannelli che allora non erano stati esposti e in particolare si concentra e approfondisce
24:38l'aspetto biografico di questo grandissimo artista mostrando tutta l'inquietudine e la profondità umana
24:48di ricerca di Leonardo.
25:05È stata una scoperta sia dal punto di vista della conoscenza, proprio per imparare qualcosa di nuovo
25:11su un artista così importante, sia dal punto di vista di crescita e di formazione personale,
25:16proprio perché mi ha insegnato a rapportarmi con gli altri e a essere più anche magari coraggiosa
25:24e parlare davanti a tante persone.
25:26È sicuramente un'esperienza in primo luogo per approfondire anche la conoscenza di Leonardo.
25:32Di solito si pensa a Leonardo come scienziato, come grande perfezionista, invece la mostra si focalizza moltissimo
25:39su lui come uomo e su appunto la sua ricerca, questa sua ricerca, questa sua sentita mancanza,
25:46una crepa appunto, che poi da molti viene riconosciuta anche nell'assenza della figura materna.
25:52E poi è sicuramente anche un'occasione per mettersi in gioco e anche per conoscere tantissime persone nuove.
26:00Questa mostra mi ha dato l'opportunità di conoscere l'uomo di fede che effettivamente era Leonardo,
26:05le scelte e l'infanzia, le situazioni che lo hanno portato anche a dipingere le opere
26:12che appunto anche adesso possiamo rivedere, ma soprattutto mi ha colpito il fatto di come lui non completasse le opere
26:20non tanto per appunto poca professionalità, ma proprio perché in quelle opere non aveva più niente da ricercare
26:26e quindi non potevano essere utili anche alla sua umanità.
26:29E penso che il testamento sia ecco il punto massimo in cui si può vedere anche questo aspetto umano di
26:36Leonardo
26:36che di sicuro anche nel lasciare parte della soridità ai fratelli che invece lo avevano estromesso da quello del padre
26:42ha dimostrato una grande generosità e anche una grande interiorità.
26:46Grazie a tutti.
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