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NovitàTrascrizione
00:23Buongiorno, benvenuti a questo nuovo appuntamento con Artigianarte, la trasmissione di Telecosta
00:27Smeralda che vi permette di conoscere il mondo dell'artigianato sardo. Oggi andiamo ad Arbus, una cittadina
00:35apposta nella parte sud-occidentale dell'isola, tra le montagne e il mare, tra le miniere e gli allevamenti
00:43ovi e i caprini. Qui conosciamo un artigiano che realizza coltelli, una tipologia di coltelli molto particolare
00:52che si chiama arburesa. Lui è Paolo Pugetti.
01:18Posto nella costa sud-occidentale della Sardegna, Arbus, arrampicato sul costone del monte Linas,
01:24guarda la piana di Arbus e ad un mare tempestoso che lambisce spiagge di infinita bellezza come
01:31quelle di Piscinas con le sue dune, le più grandi d'Europa.
01:40Un territorio vasto e variegato, dal mare alla montagna, ma anche miniere, anzi miniere dismesse,
01:48come quella di Montevecchio e Ingurtoso, luoghi affascinanti di archeologia industriale,
01:53divenuti meta di turisti da tutto il mondo. E poi c'è l'Arbus delle campagne, degli agricoltori e degli
02:00elevatori. Qui trova di mora la pecola nera di Arbus, razza ovina autottona da cui si ricava il latte e
02:08i suoi
02:08derivati, inseriti nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali. Un piccolo mondo di poco
02:15più di 5.600 abitanti, gente laboriosa che produce e inventa, come Paolo Pugetti che ha inventato il
02:24coltello tipico del luogo, l'Arburesa.
02:37Sono Paolo Pugetti, questo è il mio regno dove c'è il museo del coltello ma c'è anche il
02:43mio laboratorio
02:44che fu il laboratorio di mio padre quando io da piccolino seguivo il suo lavoro e mi ha insegnato
02:57tantissime cose che oggi purtroppo non si possono più vedere perché appartengono a un passato dove la
03:04tecnologia era tutta un'altra storia e l'artigianato veramente, l'artigiano era veramente un grande artista
03:11che doveva risolvere i problemi, figuratevi, le saldature, non c'era la saldatrice e si saldava con le placche,
03:18una cosa che oggi sarebbe, ma neanche si può pensare una cosa così, però diciamo che mio padre mi ha
03:28trasmesso questa cultura del lavoro manuale dove non c'era e non conoscevano l'energia elettrica.
03:35Tra queste mura del Settecento si è sviluppata l'attività di Paolo che giorno dopo giorno,
03:40oltre all'attività del suo laboratorio ha accumulato coltelli di artigiani locali o recuperando
03:47da rigattieri quelli di più antica fattura. Così ha costruito il suo museo, il Museo del Coltello
03:54Sardo, un'esposizione privata divisa in quattro sale che lui con duvizia di particolari descrive
04:01ai tanti appassionati che giungono da ogni dove per visitarlo gratuitamente.
04:07Io lavoro qua, lavoro in questo orticello che mi sono costruito io, che sono felicissimo perché
04:14sono riuscito a 41 anni a inaugurarmi questo museo del coltello. Era un sogno che è diventato realtà
04:24perché la coltelleria mi ha sempre affascinato, anche da giovane, a 22-23 anni andavo in giro
04:31a fare interviste ai coltellinai sardi, quindi ho delle testimonianze di coltellinai che ormai
04:39non ci sono più ma che se vengono ascoltati raccontano com'era il mondo prima del coltellinario.
04:55La sua storia è quella di un bambino cresciuto nell'immediato dopoguerra in un piccolo centro
05:01della Sardegna ricco di tesori ma che allora in pochi sapevano sfruttare. Suo padre era
05:07Fabro Maniscalco e fin da piccolo Paolo guardava ammirato il fuoco che modellava il metallo. A
05:14vent'anni non sapeva ancora cosa avrebbe fatto da grande come molti suoi coetani, in vero non
05:20solo ad Arbus scelse la via dell'emigrazione. Gli bastarono pochi mesi a Brescia per capire
05:27che quella non poteva essere la sua patria.
05:30Ma mio padre mi ha detto Paolo torna intanto qua un pezzo di pane e poi tu sei capace di
05:36fare qualcosa, ti metterai a fare i cancelli perché aveva una base di Fabro. Quando sono
05:42tornato qua ad Arbus sulla nave ho un bellissimo ricordo, mi piace che raccontarono perché rappresenta
05:49anche il mio modo di essere, molto allegro, che dà una confidenza a tutti, che si apre
05:56con tutti. Quindi sulla nave stavamo tornando e c'era ancora luce, c'era gente che prendeva
06:05un po' l'ultimo sole della serata perché stavamo portando da Genova. Mi è venuto spontaneo.
06:11quando ho visto questa gente davanti a me ho detto Seu Sardu, Seu Sardu è lì. C'erano
06:20naturalmente continentali ma c'erano anche sardi che hanno capito la mia gioia di dire ma questo
06:26è contento di essere sardo. Molti mi avevano applaudito e sono sicuro che hanno capito che
06:33hanno visto un ragazzo di vent'anni che era felice di essere sardo. Quando torna da quel
06:39viaggio capisce che il mestiere lo ha a casa, inizia a lavorare con suo padre e si appassiona
06:44alla coltelleria. Nasce così l'idea di forgiare un coltello diverso da quello tradizionale sardo,
06:51la patadese. Nasce l'arburesa, il cui marchio con orgoglio rivendita come suo e suo soltanto.
07:05Però sono tornato e ho fatto subito dei coltelli perché mio padre già faceva dei coltelli. Mi sono
07:11scritto come coltelleria arburesa ed ecco che qui nasce il coltello arburesa. Arburesa non è un
07:17coltello panciutto come pensa la gente, ma arburesa è l'imbarchio di una ditta, della mia ditta.
07:27Ecco adesso ci troviamo in questa sala dove è la sala dedicata a me, ai miei coltelli. Volevo
07:32soltanto dirvi la differenza tra l'arburesa e la patadese che sono le due scuole della coltelleria
07:40sarda. L'arburesa fa il coltello monolitico, cosa vuol dire? È un blocco di corno unico dove si fa
07:48una fresatura centrale dove poi naturalmente viene collocata la lama ed è monolitico. Questo è un
07:58coltello d'ascano, quindi con la lama d'ascano a folle d'rigo come viene chiamata e serviva a pastori
08:06proprio per scanare perché è una lama molto stretta ed è fatta con il corno di una pecora nera di
08:12Arbus,
08:13queste pecore nere che abbiamo noi ad Arbus. Mentre invece il coltello d'ascuoio è sempre monolitico
08:19e c'è la lama pronciuta. Un altro coltello è lo stesso che questo naturalmente fa la storia,
08:26questo è un coltello di fogarizzo, quindi è un coltello di uno dei più grandi coltellinari
08:34che abbiamo in Sardegna, Boitè di fogarizzo di Patala. Naturalmente è un coltello d'ascano che
08:39usavano i pastori, molto semplice, però è un bel coltellino, fatto bene, le proporzioni,
08:46questo qui. Questo rimane un po' più tozzetto da una linea che faceva spanno, però naturalmente
08:53questo era destinato a un pastore, un coltello da tasche, quindi non si guardava molto la linea
08:59armoniosa se vogliamo. Potrei farvi vedere questo, un coltello d'ascuoio fatto da mio padre e lo ha fatto
09:07per quando abbiamo inaugurato il museo, ha fatto questo coltello che era il suo pezzo forte, era il coltello
09:13che faceva i cacciatori. Questo sarebbe per scuogliare i cinghiali, infatti c'era questa pancia,
09:19era filatissima, quindi scuogliava, lavorava con la pancia e scuogliava il cinghiale, ed era il classico coltello da caccia.
09:28Forse il coltello è uno dei primi utensili utilizzati dall'uomo, non solo per difendersi o aggredire un nemico,
09:34ma soprattutto per sopravvivere. Forse è nato nel Paleolitico, quando qualcuno mise una punta di selcia
09:41affilata su un manico di legno. Da allora il coltello ha fatto un percorso che lo ha portato ad assumere
09:46le più svariate forme, a seconda delle geografie e delle culture, e a divenire nel mondo contemporaneo
09:52anche un oggetto di culto, vera e propria opera d'arte da collezionare.
10:08Nel mondo agro pastorale sardo il coltello ha un posto privilegiato, lo ha perché è necessario
10:14per lavorare gli animali, sia ad allevamento che catturati allo stato brado. Se ne possedeva uno,
10:20in particolare, che era quasi compagno di vita nelle lunghe giornate in campagna,
10:24tra pane e abbrustolito nel fuoco, insieme alla carne e l'intaglio delle zucche secche
10:30nelle ore di attesa. I coltelli erano oggetti pregiati e costosi, ricercati erano i maestri
10:36artigiani che Paolo conosce uno ad uno.
10:40Dove mi trovo adesso è la sala dedicata proprio ai coltellini sardi, qui diciamo che ci sono
10:45un po' tutti. Ed è importante capire il coltello, che è stato il primo attrezzo che l'uomo
10:51ha cercato. Prima si usava l'osso scagliato e facevano una lama, poi è entrata l'ossidiana,
11:00poi c'era l'era del bronzo, poi il ferro, l'acciaio eccetera eccetera. Però l'ossidiana
11:06ci ricorda che l'uomo ha usato questo, ha concepito questo materiale che lavorandolo
11:13poteva riuscire a farle un filo e quindi facendole il filo otteneva una lama. Questo
11:20naturalmente è un coltello nuovo, di recente fabbricazione, di un grandissimo artista dell'ossidiana
11:28che abbiamo in Sardegna, Giuseppe Cavalas di Monastir, che l'ha considerato il migliore
11:33al mondo lavorando all'ossidiana. Infatti questa è un'ossidiana messicana, grigia, ed è un coltello
11:40che mi ha regalato appunto per lasciarlo qui al museo e io lo ringrazio tantissimo perché
11:45è un oggetto bellissimo. Oggi naturalmente andiamo con i materiali, gli acciai, il corno,
11:53l'ottone che non solo serve come anello ma anche è facile da decorare perché se è un materiale morbido
12:01si ripresta anche a delle decorazioni. Questo coltello che vedete è fatto da Sebastiano Spano,
12:07su Tartano Spano, 1915, classe, nato e morto a Dorgali e lui ha fatto questo coltello quando
12:16era malato, non le funzionavano i reni, quindi faceva le dialisi, un giorno sì, un giorno no,
12:22quindi ha fatto questo coltello in un momento di sofferenza ma la sua eleganza, la sua linea,
12:29la sua purezza sembra fatta da un ragazzino che sta scoppiando di salute. Ecco perché ve lo
12:34faccio vedere perché lo considero il più bel coltello che sia stato fatto in Sardegna,
12:39la sua linea, le sue proporzioni dove nascono e partono, esplodono e uno non se ne rende
12:47conto da dove incomincia il manico e dove incomincia la lama perché è proprio una poesia,
12:53un respiro, una linea che dà alito a tutto quello che uno vuole, vederci dentro.
13:05In Sardegna ci sono i coltellinai più bravi d'Europa, infatti io sono a contatto con tantissimi
13:11turisti, quindi in questo museo tutti gli anni entrano circa 25.000 visitatori, quindi bene
13:17o male vedo un po' cosa piace e cosa non piace ai turisti e il coltello sicuramente è la
13:23cosa più affascinante che possono portare via come souvenir.
13:27I miei clienti sono soprattutto i turisti francesi, i francesi amano tantissimo il coltello,
13:36hanno un'affezione particolare verso questo oggetto e difficilmente entrano francesi e non
13:44se ne va via con il coltello.
14:34La realizzazione di un coltello artigianale richiede molta maestria, intanto si parte da un
14:40disegno, dà un'idea in sostanza su ciò che si vuole realizzare, poi si prepara la lama e poi il
14:46manico. La lama si prepara partendo da un pezzo di metallo grezzo che viene man mano lavorato anche
14:52con l'ausilio di una fiamma. Una delle tecniche preferite da Paolo è quella del damasco saldato
14:58che si ottiene sovrapponendo pacchetti di diversi acciai che vengono poi lavorati a caldo e compattati,
15:04il blocco viene poi allungato e ripiegato più volte su se stesso. La lama viene poi lavorata fino
15:16ad ottenere la sagoma desiderata compreso il condolo che è la parte nascosta sotto il manico,
15:22il quale solitamente proviene da un corno di animale che anche in questo caso viene lavorato
15:27con diverse tecniche a seconda dei gusti dello stesso artigiano.
15:31Allora come si fa un coltello? Si prende naturalmente la materia prima che è il corno,
15:36il corno di montone, si taglia il pezzo che pensi che va di bene per fare il manico, una
15:42volta che c'è il pezzo, il pezzo viene pulito, eccolo qua, viene riscaldato, quando è caldo
15:54il corno diventa morbido, quindi con una morsa viene raddrizzato e io ottengo un pezzo
16:01di corno dritto diciamo, schiacciato dritto. Una volta che ho il coltello dritto faccio la
16:10fresatura dentro, eccolo qui, le faccio l'anello e poi lo sgrosso. Come vedete questo è un coltello
16:22semisgrossato in fase di lavorazione. Una volta avendo il manico possiamo fare anche la lama perché la lama va dietro
16:32il manico e quindi possiamo fare con precisione già la lama, ecco qui, le rette.
16:50naturalmente la lama viene temperata, marchiata, temperata e affilata. Una lavorazione un po' lunga che il tempo
17:00purtroppo qui non è tanto e allora vi vorrei soltanto far vedere come si fa una scultura sul
17:06manico su questo corno di bufalo. Allora andiamo a vedere. Allora farò un cinghiale.
17:54Paolo potrebbe lavorare anche ad occhi chiusi, le sue mani sfiorano macchinari accuminati composti
17:59da leviche punteruoli. Si muovono sapientemente seguendo le indicazioni della sua mente che immagina
18:05la forma che dovrà avere il manico del suo coltello, una passione che lo anima e che lo rende così
18:11unico.
18:30Ora faccio delle finiture con questo nastro e poi proseguo per la finitura.
18:58E adesso con un semplice trappalo, con una punta da falegname per legno, faccio l'occhio di questo cinghiale.
19:20Ecco, adesso l'occhio è terminato.
19:38Adesso il tocco finale, brucerò questo ritratto del cinghiale, con una fiamma lo brucio, poi ripulendolo mi dà un effetto
19:49particolare.
20:18Ecco qui. Adesso lo pulisco.
20:19E vediamo il risultato finale.
20:22Ciao.
20:24Ciao.
20:34Ciao.
20:36Ciao.
20:57Ciao.
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23:39Ciao.
23:41Ciao.
23:50Ciao.
23:51Ciao.
23:52Io in questo Paese sono una persona che è sempre stata disponibile con tutti.
23:58Disponibile vuol dire che ho fatto teatro, ho fatto proloco, ho fatto volontariato, ho organizzato
24:06i carnevali. Insomma diciamo che sono molto presente nella gente, la gente mi vuole bene.
24:12sono sempre pronto a offrire i miei coltelli per tutte le lotterie che fanno
24:18a qualsiasi iniziativa che c'è io metto sempre i coltelli a tutti
24:22quindi mi sono ritagliato una figura molto generosa
24:28dove io pure riscontro la generosità dei miei abitanti nei miei confronti
24:33quando si viene ad Arbus tutti gli arboristi sono soddisfatti del mio museo
24:38sono contenti anche perché io il museo non l'ho fatto solo per me
24:43io l'ho fatto per tutti perché sappiamo benissimo che dietro non me lo porterò
24:47e quindi c'è anche un cartello giù appunto appeso al muro dove c'è scritto
24:53i coltelli esposti appartengono a coloro che li guardano
24:55perché io non sono padrone assolutamente di nessuna emozione
24:59che qualcuno guardando i coltelli può avere
25:01e quindi questi qui appartengono a chi li guarda
25:27ed è davvero tutto io spero che vi sia piaciuto il nostro artigiano
25:33e vi aspetto la settimana prossima per una nuova storia di artigianato
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