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  • 2 giorni fa
Una produzione TCS S.r.l. 2023 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:22Ben ritrovati ad Artigianarte, il programma di Telecosta Smeralda che vi racconta la vita,
00:29le storie, la sapienza dei nostri artigiani. Quest'anno andremo anche a trovarli nei luoghi dove
00:38essi lavorano, luoghi dai quali spesso traggono ispirazione. Sono i luoghi della Sardegna, le
00:47nostre montagne, i nostri mari, paesaggi suggestivi che poi si ritrovano negli oggetti che questi
00:56artigiani poi producono e realizzano, come a Paris Sardegna.
01:21Una costa dalla struggente bellezza, quella oliastrina in cui si trova a Paris Sardo, un centro importante
01:28a vocazione agricola. Soltanto di recente è divenuto punto di riferimento turistico. D'estate davvero
01:35arrivano in numerosi per godersi le spiagge di Paris Sardo, come quella appunto che è caratterizzata
01:44dalla torre aragonese. Un tempo gli abitanti di Paris Sardo andavano a passeggiare al mare e gli
01:51uomini stavano nella parte nord, le donne nella parte sud. Nascevano comunque degli amori che
01:58durano tuttora, quelli raccontati anche attraverso le bamboline di Angiucca.
02:18Sono Angela, abito a Paris Sardo. Dopo gli studi di psicopedagogia ho fatto diversi lavori, fino ad arrivare alla
02:29maturità, che mi ha in qualche modo diretto verso un'altra via, quella dell'artigiana. Infatti adesso, da qualche
02:40anno, faccio creazioni in juta, stoffe pregiate, sia moderne che antiche. Diciamo che faccio cose legate alle
02:52tradizioni nostre, le nostre radici, però con design moderno, qualcosa che possa reddare le nostre case e che ci possa
03:00in qualche modo ricordare il nostro passato, un passato molto bello, molto ricco.
03:11La mia ispirazione la prendo quando vado in campagna, perché i miei genitori erano contadini, avevano delle
03:19tenute, delle vigne, arancetti, vendevano frutta, eccetera. E quindi queste mie radici mi hanno portato a
03:27camminare. In queste passeggiate trovo delle erbe, delle bacche, che poi porto a casa e tingo l'aiuta con
03:36queste erbe, con un metodo però antico, che mi hanno rivelato dei signori che hanno già 100 anni a
03:44barisardo. Signore che hanno un antico saper fare, molto prezioso. Quindi nelle mie piccole interviste
03:51ho portato a casa questi tesori, questi consigli e poi li ho riprodotti nel mio piccolo. Infatti ottengo
03:58dei colori che sono particolari, che sorprendono anche a me, perché dipende anche da quanti grammi
04:04uso delle stoffe, dal dosaggio quindi anche delle erbe, dalla loro maturazione. Una cosa che mi ha stupito
04:12ho, nei miei esperimenti, anche un vino che mio padre aveva la vigna, quindi faceva anche il vino,
04:18che avevo trovato in cantina ed era già acido, però non volevo buttarlo perché era un vino forte,
04:24un canonau forte. E allora ci ho tinto l'aiuta, è diventato un colore particolarissimo, che non
04:30sembra neanche un colore, diciamo, attuale, un colore proprio antico.
04:41Vi faccio vedere una creazione che faccio. Questa è una bambola in juta, una parte juta
04:47grezza, l'altra invece è tinta con la granilla, che è la fitolacca in italiano. È un arbusto
04:54con delle bacche che si trova in campagna, nelle nostre campagne sarde è molto facile trovarla.
04:59Questa creazione io la faccio perché è un ricordo di mia madre. Mia madre è stata
05:06allieva, negli anni 50, e poi è stata collaboratrice di Maria Lai, la nostra grande artista sarda.
05:13Io l'ho conosciuta personalmente perché veniva a casa, era di famiglia, perché comunque
05:17siamo anche parenti lontane, e ha scelto mia madre proprio per insegnare alcune tecniche
05:23delle sue creazioni. Adesso mia madre non c'è più e io ho cercato di ricordare lei, insomma,
05:29di essere vicino a lei con il ricordo di quello che faceva. E questo è quello che faceva,
05:35una parte di quello che faceva ovviamente, perché questo è fatto secondo la mia idea,
05:40la mia idea di creazione. Quindi la tecnica sicuramente assomiglia a quella tantissimo.
05:47Io cerco di andare avanti, di portare cose nuove, di portare innovazioni, ma soprattutto
05:52di mettere sentimento nella creazione. Cioè quando una persona viene nel mio laboratorio
05:58e vede la creazione e vede qualcosa, oltre le fattezze, insomma, esteriori, io sono super
06:06contenta. Cioè è la mia felicità assoluta, perché vuol dire che sono riuscita a comunicare
06:11attraverso un oggetto, un sentimento.
06:33Io ho vissuto a Barisardo fino all'età di andare a università. È stata un'infanzia
06:38molto bella, perché i miei mi lasciavano ampia libertà. Nelle campagne spesso scorazzavo,
06:45mi facevo le case sugli alberi, mangiavo la frutta dall'albero, che è ancora una cosa
06:50che per me è il massimo che possa esserci, in contatto con la natura. Poi dopo la laurea
06:57a Cagliari sono rientrata, perché sentivo proprio un richiamo verso Barisardo, verso la
07:02mia terra, perché secondo me i giovani devono prepararsi, studiare fuori, ma poi rientrare
07:07nel loro posto natio, perché è necessario, perché qui abbiamo bisogno di nuove menti,
07:12di nuovi incoraggiamenti, di nuove idee. Sono tornata, ho fatto tanti lavori, sempre
07:20integrata sul territorio e nel territorio. Dopodiché ho senso il bisogno proprio di
07:28riscoprire tante cose di una volta, ma il saper fare soprattutto, il saper fare delle
07:34donne, perché ho scoperto che mia nonna, Angiuka, per quello mi chiamo Angiuka, perché
07:40mia nonna si chiamava Angela come me, la chiamano però Angiuka, Barisardo, ho scoperto
07:45che lei sapeva fare un sacco di cose, cose semplici, cucire un pantalone, una camicia sarda,
07:52ma anche aveva una biblioteca piccola dei classici, che lei prestava, che andava a studiare,
07:58allora era una rarità, e aveva molti libri di origine russa, quindi Dostoievski, anche
08:07Matilde Serrao, così, è una Bibbia che tra l'altro all'epoca erano in poche da vere,
08:13e lei amava leggere intorno al caminetto la sera, al nome di Candela, questi racconti
08:18ai figli e anche al marito. Ecco perché anche questi nomi particolari di mia madre, che si
08:22chiamava Nida. Queste radici piano piano hanno portato anche ad aprire questo laboratorio
08:26a Barisardo, perché potevo aprirlo anche a Tortoli, perché Tortoli è molto più turistica,
08:31invece ho scelto di aprirlo qua, nella cantina di mio padre, quindi ho restaurato la cantina,
08:37mio padre spero che mi perdoni, che un tempo ospitava vino, insomma di tutti i tipi, anche
08:42l'acquavite, un piccolo laboratorio, e quindi integrate nel territorio, perché comunque
08:48io vado a visitare i siti archeologici, faccio le mie camminate, portare a casa tante erbe,
08:55e poi sperimento proprio i colori con queste erbe, e anche le nuove stoffe, per esempio
09:02ho scoperto da poco questo cotone crudo, lo chiamano, che non è altro che un cotone
09:07grezzo, ma non ancora rifinito, ed è fantastico, perché comunque sembra una stoffa moderna,
09:14ma antico al suo tempo.
09:30Sono molto affezionata alla Torre di Barisardo, perché ha un fascino spettacolare in tutte
09:36le stagioni, d'inverno perché ci cresce una specie di erba particolarissima, e in primavera
09:47lo stesso, perché cambiano stagioni e ogni stagione porta una crescita molto particolare
09:53intorno a sé, e poi perché comunque essendo una Torre antica sembra anche moderna, perché
09:58domina due spiagge.
09:59Un tempo erano proprio destinate agli uomini e alle donne, ed erano proprio, quella delle
10:06donne era veramente protetta dagli uomini anziani, i giovani non ci potevano andare.
10:12Mio padre mi racconta invece che ci andava lo stesso a sbirciare, pur sapendo che avrebbe
10:19avuto qualche pulizione, però rischiava.
10:21Questa Torre è fantastica perché quando sali su vedi veramente la sua vastità, ed è
10:28bella anche di notte.
10:40Quando rientro dalle mie passeggiate di immersione nella natura, spesso anche in siti archeologici,
10:46ne abbiamo tanti qua, rielaboro quello che, secondo le sensazioni che ho ricevuto, rielaboro
10:56delle particolari creazioni, particolari creazioni ispirate comunque anche alla natura, tipo le
11:05pavoncelle, oppure le caprette, le caprette sono la mia passione, dal mare i cavallucci
11:14marini, con stoffe tipo l'orbace, insomma, quello che mi ispira al territorio, dopo queste
11:22esperienze che faccio, poi le riproduco.
11:25Ad esempio, questa per me è una giana, come è questa qui.
11:32Nella mia fantasia, questa è una giana, che magari avrei potuto incontrare in questi
11:37siti archeologici, e poi vado nel mio laboratorio e li creo, e adesso vi ci porto.
12:23Ed eccoci qua, nel mio laboratorio, un tempo nella cantina di mio padre, oggi è il luogo
12:29dove io creo, che mi dà tanta soddisfazione.
12:34Qui dimentico il tempo che passa.
12:37Allora, vi faccio vedere cosa faccio.
12:41Intanto questa è la base di una bambola, viene fatta con fil di ferro, per poter dare proprio
12:48l'anima interna alla bambola, a tripiedi, perché deve dare stabilità.
12:56La tecnica è quella che mi ha insegnato mio padre.
13:01Mio padre faceva tante di queste, di questi scheletri, tra virgolette, per mia madre, che
13:07poi preparava e spediva Maria Lai a Roma.
13:13Allora, ovviamente c'è tutto un sistema per fare questo scheletro, deve essere ritorto
13:19in un certo modo, eccetera.
13:20Io ho impiegato tantissimo tempo per riprodurre questo, perché ovviamente non avevo neanche
13:26più uno scheletro avanzato dai tempi che furono.
13:31E quindi pian pianino ce l'ho fatta.
13:33Sicuramente non è come quello, però regge, ok?
13:36Allora, guardate, io cerco di fare tutto prima.
13:40Prima si riveste lo scheletro, come una pelle.
13:45La juta è juta grezza.
13:46Questa non è ancora stata tinta, ha la trama grezza.
13:51Questa diventerà una gonna, savardetta.
13:55Questo invece è proprio il viso.
13:58Vi devo dire che i visi mi vengono tutti diversi.
14:00Io non so ancora che tipo di viso mi verrà.
14:04In base a quello cerco anche il nome da dare alla bambola di juta.
14:08Queste invece sono le maniche.
14:10Le maniche a sbuffo colorate con questa granarilla, come vi ho detto, quella pianta che trovo nelle campagne di Barisardo,
14:16ma c'è un po' dappertutto in Sardegna.
14:19Ovviamente questa semplice bambola di juta, che è materiale povero, poi la arricchisco con dei pizzi e merletti della tradizione,
14:26che acquisto in questi negozietti che oramai sono scomparendo.
14:29Io faccio fatica a trovare le cose, perché comunque non c'è più mercato, nessuno acquista più queste cose.
14:38Allora, questa sarebbe la manica, che fa ovviamente risvoltata, per dare lo sbuffo giusto.
14:44Risvoltato solo qua, per dare proprio la pieghetta giusta.
14:49Adesso vi faccio vedere come vi faccio la testa.
14:52Il viso è senza occhi né bocca, perché voglio che ciascuno ci veda quello che vuole.
14:58Qualsiasi fisionomia, il ricordo, qui potrebbe essere riprodotta, con gli occhi di chi la guarda.
15:05Iniziamo dal collo, che mi piace lungo.
15:08Prima facevo un collo corto, però poi ho visto che il collo lungo era molto, ma molto più elegante, cioè
15:15dava importanza alla creazione e alla donna in particolar modo.
15:19Ecco i punti, allora, prima io nascondevo i punti, i punti fatti a mano.
15:25Poi mi sono ricordata che Maria Lai un giorno mi disse, quando ero bambina, avevo avuto 15 anni,
15:31no Angela Maria, devi mostrare i punti cuciti a mano, non nasconderli.
15:36Infatti l'ho scritto lì, perché comunque qualcuno mi potrebbe dire, ma perché si vedono questi punti, sono brutti?
15:41No, c'è un motivo, perché è una persona importante della mia vita, della mia famiglia, ma anche per tutto
15:48il mondo,
15:48perché comunque è un'artista di fama, mi ha detto così, mi ha detto di fare così e io faccio
15:54così.
15:55Infatti tutti i punti fatti a mano si notano benissimo.
15:58C'è un semplice punto lanciato che comunque copre ovviamente la spaccatura della stoffa, la cucitura.
16:19Quindi chiudiamo così, poi vediamo che viso viene a questa bambola, poi daremo il nome.
16:29Ah, ne faccio anche coi fazzoletti, dipende comunque da che tipo di viso, se è importante oppure no.
16:37Qualcuno addirittura mi ricorda qualche zia della mia infanzia, più o meno burbara oppure dolcissima.
16:50Ecco, questo mi è venuto un viso un po' allungato, vedete, un viso magro.
17:02Ecco, poi questo è il bustino.
17:09Questi sono i miei tesori, i pitti della tradizione, che cerco di acquistare nei negozietti che ancora non hanno chiuso,
17:16perché purtroppo non si trovano più.
17:18Allora, per questa bambola io penseria a questi colori,
17:24perché è una bambola che sicuramente, mi sa che si chiamerà Alessandra, non so, ho questa idea.
17:31Allora, appuntiamo velocemente, poi dopo lo sistemiamo meglio, così.
17:38Dopodiché mettiamo le maniche.
17:42Le maniche sono queste.
17:44Guardate che bel colore.
17:47Colore di una volta, perché questo rosso non si trova più, almeno io non lo vedo più.
17:53È una cosa proprio dell'epoca, secondo me.
17:58Ecco qua.
17:59Allora, adesso attacco sempre con ago e filo di cotone, tutto a mano.
18:04A macchina solo qualcosa si può fare, non è tanto.
18:09Così.
18:11Invece poi ci va anche un pezzo di pizzo di sangallo, ricamo.
18:17E si cuccia.
18:30Queste sono le erbe e le bacche che trovo in campagna per colorare la mia juta.
18:36Allora, la juta, come avete visto, parte da un colore grezzo, quindi è un beige.
18:43Allora, la tinta che viene non è mai uguale, mai.
18:47Questa è lavanda selvatica, profumatissima, vengono dei bellissimi colori.
18:52Questo è mirto, bacche di mirto.
18:56E in fondo poi c'è anche il cisto, che è questo qui, il cisto.
19:00Allora, i colori che vengono sono questi.
19:03Questa con la fitolacca, o sta granarilla, che è quella bacca violacea, e si trova a fine estate, più o
19:12meno.
19:12Questa invece viene con le foglie di uva bianca, ma anche con una tonalità usando la lavanda.
19:21Questa invece è una sorpresa.
19:23Questa è un colore che mi è venuto utilizzando un vino inacidito, che ho trovato in cantina.
19:31Ho pensato di utilizzarlo perché era molto forte in come colore, molto tinto.
19:36È un canonao forte.
19:38E ho provato, e ho venuto fuori con questo colore inaspettato.
19:40E un altro colore che voglio farvi vedere è con il mirto, che uno si aspetterebbe il colore viola.
19:46Invece no, viene questo grigio.
19:49Quindi ogni volta è una sorpresa.
19:52Qui ho anche qualcosa da farvi vedere.
19:55Questa è la mia cassettina dei segreti, molto preziosa.
19:59Perché qui ho delle cose che mia madre faceva con Maria Lai.
20:05Per Maria Lai.
20:07Questa è una capretta, proprio dell'epoca.
20:09Vete l'aiuta come diventa col tempo?
20:12Cambia colore.
20:14Io ho voluto conservarla perché comunque è sempre un ricordo molto bello.
20:34Poi, dalla tradizione, ho cercato di elaborare altre cose perché ogni esperienza di vita mi porta a conoscere persone,
20:43altri luoghi, a sperimentare anche nuove tecniche e tessuti.
20:49E questa, diciamo, è una nuova creazione moderna.
20:53Il veluto della tradizione.
20:55Questo è un tipo di orbace ma con fantasia moderna.
21:00Questo è un runner lo stesso, con una striscia di orbace.
21:03Questo è un gatto, sempre con orbace ma fantasia moderna.
21:07E questo è proprio moderno, perché è qualcosa di lucicoso.
21:11Però a me piacciono questi cactus così grandi.
21:25Ed ecco qua.
21:27Questa è la mia esposizione completa, o quasi.
21:33Ho un po' di tutto.
21:36Dal cavalluccio, che mi ricorda ovviamente il nostro mare, a un gatto, un gatto particolare, un gatto portafortuna.
21:51Oppure ecco l'angelo.
21:53L'angelo sono molto legata, questi angeli particolari, i nomi.
21:58Questa è Annuccia la fredolosa, perché va alla fonte ma è sempre coperta perché è molto freddo.
22:05Ecco come vi dicevo, i ricami.
22:11E il fatto che siano senza occhi e senza bocca.
22:14Però lei Annuccia, non può avere un altro nome.
22:16Lei invece è Nida.
22:18È un omaggio a mia madre.
22:20Mia madre è una donna molto alta, è sempre molto snella.
22:23Io mi ricordo a piccola che rientrava dalla campagna con un cesto in testa, pieno di frutta.
22:28Per me è una golosità.
22:30Lì invece è Francesca l'archeologa.
22:36Lei invece rappresenta una nonna col suo bimbo ancora in fasce, il suo nipotino.
22:44Il copricapo si chiama Sugambuscio, qui da noi a Barisardo.
22:49E questo è Sugolori, perché i bambini erano nudi.
22:52Non avevano altro vestito.
22:55Una camicciola qualche volta.
22:57Sugolori copriva tutto.
23:10E poi le collane, perché no?
23:13Qualcosa di vezzoso.
23:14Fatte con la nacotta.
23:15Queste collane possono portare il nostro profumo ovunque.
23:19La emerge di profumo.
23:20E tutta l'aria si inebri del tuo profumo.
23:23E poi questi colarini per la sera.
23:41Bamboline di Iuta, colorate con le erbe selvatiche di questi luoghi,
23:48ma anche in ricordo della grande artista vissuta nel vicino paese di Ulassai, Maria Lai.
23:55Anjuka fa anche qualcosa di più.
23:58Raccoglie i fondi per le donne vittime di violenza, per dire no alla violenza contro le donne.
24:19Adesso veniamo al pezzo forte di cui ancora non vi ho parlato.
24:23Questo è un progetto che ancora non è partito, ma partirà prossimamente.
24:29È una bambola dedicata alle donne che hanno subito violenza.
24:34Con questa creazione io partecipo come contributo all'associazione Mai più Violate di Tortolì.
24:41L'obiettivo è aprire un centro, un centro di ascolto per le donne che ne hanno bisogno.
24:49Lei si chiama Leonora alla sarda, alla bariese, Leonora.
24:55Il nome è Leonora d'Arborea, dedicata a lei perché è stata una donna che ha aperto alle donne sarde
25:04anche un riconoscimento a tutti gli effetti, anche legali.
25:09E per l'epoca è stata veramente all'avanguardia.
25:39E per l'epoca è un centro di ascolto per le donne che ne hanno bisogno.
25:46Ebbene, si chiude qua la puntata di Artigianarte.
25:50Io spero vi sia piaciuta e vi aspetto per la prossima puntata.
26:11Grazie a tutti.

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