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Novità
Trascrizione
00:00Salve e benvenuti ad una nuova puntata di Sardegna Mundu, il programma che narra le vicende di
00:07personaggi, uomini e donne, che in vita ebbero il merito di mettere in comunicazione la Sardegna
00:15con il resto del mondo. Io sono Nicola Lessie e vi accompagnerò in questo viaggio. Seguiteci.
00:41Grazie a tutti.
01:06Il personaggio che narreremo nella puntata odierna è Mario Mameli, un nome che sicuramente a molti di voi non è
01:14sconosciuto
01:14poiché l'aeroporto più importante dell'isola, l'aeroporto di Elmas, a lui è intitolato, porta il suo nome,
01:22ma probabilmente in pochi sanno quali vicende effettivamente lo caratterizzarono in vita.
01:33Mario nasce il 12 novembre del 1910 in via Maddalena a Cagliari. Il padre si chiamava Patrizio Mameli
01:44e la madre invece si chiamava Celestina Aromando ed era di origine sassarese. Ancora prima la sua famiglia
01:54si era trasferita dalla Campania. Interessante il ramo paterno poiché, un po' come tutti i mameli,
02:02avevano lontane origini lanuseine. Ebbene, soprattutto il nonno, Luigi Mameli Cappai, fu il fondatore di una
02:11impresa, una azienda che aveva il suo nome Luigi Mameli Cappai e che si occupava di produzione e vendita
02:21di pellame. Venne fondata alla fine dell'ottocento e pensate riusciva a coprire tutto il ciclo produttivo.
02:31Si partiva dalla conceria che aveva sede laddove oggi c'è l'ingresso principale del cimitero monumentale
02:40di Bonaria. Da lì poi si passava all'impianto di produzione vero e proprio che aveva sede nell'area
02:48di Santa Vendrace, sempre a Cagliari. Infine il punto vendita, un punto vendita che aveva sede in via condotta numero
02:583,
02:58dove oggi è presente la via Giovanni Maria Angioi. Pensate che i prodotti di questa azienda venivano
03:09commercializzati non solo in Sardegna, non solo nel resto d'Italia, ma anche all'estero, soprattutto Tunisia e Marocco.
03:22Mario frequenterà il primo ciclo scolastico proprio a Cagliari, nella reggia scuola normale promiscua
03:30Ludovico Baile, che aveva sede in quel periodo in via Giovanni Maria Angioi. Ecco questo è un dato abbastanza interessante,
03:38che ci fa capire anche meglio l'aria che si respirava in famiglia, un'aria comunque libertaria, moderna,
03:47laddove in quel periodo la normalità era ancora far frequentare bambini e bambine in classi differenti.
03:56I genitori invece, insomma, pensarono che fosse cosa utile far, diciamo, avere già un primo approccio con il mondo femminile
04:10dalle scuole elementari, mondo femminile del quale Mario avrà sempre un grandissimo rispetto.
04:16Frequenterà appunto le scuole fino al 1921, dopodiché dovette lasciare l'isola, questo perché il padre, Patrizio,
04:26decise che il figlio, come poi anche altri fratelli di Mario, dovessero frequentare un istituto prestigioso.
04:34Venne per cui iscritto nella Convitto Nazionale Cicogneni di Prato, in Toscana.
04:40Mario si trovò quindi per la prima volta a dover lasciare l'isola e immaginiamo, insomma, anche il dolore,
04:50il rammarico nello stare lontano dalla famiglia all'età di soli 11 anni, ma soprattutto quello di stare lontano dalla
05:00Sardegna.
05:01Ad ogni modo, Mario frequenterà nell'istituto Cicognini i tre anni della scuola media e il biennio delle scuole superiori,
05:11la quarta e la quinta ginnasio.
05:19Ogni estate Mario, durante le vacanze, poteva comunque tornare in Sardegna.
05:25Fu proprio alla fine della quinta ginnasio che riuscì a convincere il padre a farlo iscrivere in una scuola da
05:33lui scelta proprio a Cagliari.
05:35Si trattava dell'istituto tecnico e industriale che in quegli anni aveva sede in via San Lucifero.
05:42Ecco, proprio in questo istituto nel 1927 ebbe, se così si può dire, il suo primo approccio con l'aviazione.
05:52frequentò infatti un corso premilitare per motoristi di aviazione.
05:58Va detto da subito che in quegli anni c'erano grandi personaggi che erano dei miti, dei punti di riferimento
06:06dell'aviazione italiana,
06:09che si faceva valere a livello mondiale.
06:12Pensiamo alla trasvolata di Italo Balbo, pensiamo insomma alle imprese in solitaria di Francesco De Pinedo.
06:19Ecco, per i ragazzi dell'epoca erano loro i miti e non magari i calciatori come oggi.
06:27Ebbene, proprio questo corso fece sì che Mario potesse apprendere i primi rudimenti e le prime nozioni
06:36che poi gli saranno molto utili per la carriera successiva.
06:41Nel 1931 dunque, una volta terminati gli esami di maturità, il nostro Mario farà domanda di arruolamento volontario nella reggia
06:53aeronautica.
07:00Alcuni mesi dopo, sempre nel 1931, arriverà dunque la chiamata per il servizio di leva.
07:08Andrà a Capua in Campania, lì resterà tre mesi.
07:13Dopodiché verrà trasferito a Sesto San Giovanni in Lombardia e qui comincerà le sue prime esperienze di volo.
07:23In dotazione la reggia aeronautica aveva dei velivoli chiamati Breda BA15, era appunto il modello.
07:31Erano degli aerei biposto, monoplano, monomotore e anche monoelica.
07:40Però erano facili, leggeri da manovrare.
07:44Inizialmente i primi voli venivano fatti con l'istruttore di volo, poiché avevano il doppio comando.
07:53Una volta superati questi primi esami, si poteva volare da soli.
07:58In una lettera scritta al padre, dopo il primo volo, diciamo così, in solitaria, descriverà,
08:06gli racconterà la fortissima emozione che provò questa gran voglia di ridere una volta atterrato.
08:14E mesi dopo descriverà, in un pranzo di famiglia, racconterà di come in quel momento
08:19si sia sentito un unico impasto fatto di carne, sangue, metallo, tela, legno.
08:29Il modo proprio da raccontare, cercare di far capire come il pilota e l'aereo si sentissero un unico corpo,
08:40un'unica anima.
08:49A Sesto San Giovanni il nostro Mario rimarrà per altri tre mesi,
08:54al termine dei quali il 15 luglio del 1931 riceverà la nomina da viere scelto e il brevetto di pilota
09:04militare.
09:05Ricordiamo tra l'altro che i piloti non dovevano solamente condurre i loro apparecchi, ma dovevano anche farne manutenzione.
09:17Da Sesto San Giovanni verrà poi spostato ad Aviano, la famosa base di Aviano, dove piloterà degli altri apparecchi chiamati
09:29Fiat CR20.
09:31Erano degli apparecchi abbastanza moderni e innovativi per l'epoca.
09:37Nel febbraio del 1932 Mario, nell'aeroporto di Ciampino, compirà l'atto di giuramento.
09:56In quello stesso periodo Italo Balbo stava selezionando personalmente i piloti che lo avrebbero dovuto accompagnare
10:04nella Crociera del Decennale o Crociera Nord Atlantica, che partendo da Roma, pensate, si doveva concludere,
10:12poi nella città di Chicago, negli Stati Uniti, nel 1933, in occasione dell'Esposizione Universale.
10:19Ecco, Mario fu tra i prescelti e, nonostante la giovane età, pensate che aveva solamente 22 anni,
10:29superò brillantemente tutte le dure prove fisiche e psicofisiche.
10:34però venne escluso e, probabilmente, questo si deve alla sua giovanile esuberanza.
10:42Quale fu il motivo effettivo di tale esclusione?
10:45Abbiamo già detto, insomma, che Mario mostrò doti eccellenti di pilotaggio, nonostante i suoi 22 anni.
10:54Ma si narra un fatto, una cosa, insomma, che non è riportata ufficialmente, ma questo poteva e accadeva spesso.
11:03Pare che durante un'esercitazione di volo, proprio per le selezioni per la Crociera,
11:09e durante un volo rasente nella città di Roma, ecco, il nostro Mario, in un eccesso di spavalderia giovanile,
11:20attraversò uno o più ponti del Tevere.
11:23Una azione molto pericolosa, che dimostrava, certo, grande coraggio e abilità,
11:30ma che non poteva essere ammessa dal punto di vista della disciplina.
11:35Infatti, lo stesso Balbo sosteneva che i piloti italiani da soli fossero eccellenti,
11:40ma non riuscivano a stare l'uno dietro l'altro.
11:42Ecco, quindi probabilmente questo fu il motivo che fece perdere a Mario un'occasione più unica che rara.
12:19L'esercitazione di un'esercitazione di un'esercitazione di un'esercitazione.
12:20Anno nel quale Mario potè finalmente tornare nella sua isola.
12:27Venne infatti nominato comandante della sezione aerea da turismo, proprio nell'aeroporto di Elmas.
12:38Questo perché poco tempo prima Italo Balbo aveva istituito in alcuni aeroporti d'Italia delle scuole
12:45che avevano come obiettivo il conseguimento del brevetto da volo da turismo.
12:51Quindi anche i voli civili cominciavano a nascere, a farsi spazio, insomma, nell'ambito dell'aviazione.
13:01Mario, in questa esperienza, dimostrerà sempre grande professionalità
13:08e tutti i suoi allievi avevano grande stima di lui perché riusciva a trasmettere grande passione
13:16proprio durante le lezioni di pilotaggio.
13:30Nel 1935 Mario venne personalmente selezionato dai conte Galeazzo Ciano che, ricordiamolo,
13:41era il genero di Benito Mussolini, poiché aveva sposato la figlia Edda,
13:46per entrare a far parte della quindicesima squadriglia di volo denominata anche la Disperata.
13:54Ecco, quindi da questo momento il nostro Mario dovrà lasciare nuovamente l'isola.
14:02Partirà e raggiungerà l'onate Palazzolo, un paesino in provincia di Varese
14:07dove era presente un aeroporto militare, nel quale aveva sede ufficiale la squadriglia
14:12della quale avrebbe poi fatto parte.
14:15In questa squadriglia erano in dotazione dei velivoli denominati Caproni CA-101 D2
14:22con tre motori radiali Alfa Romeo D2.
14:25Ecco, erano dei velivoli un po' vecchiotti per l'epoca,
14:30però erano robusti, a quanto pare affidabili
14:34e soprattutto riuscivano a raggiungere una punta massima di 230 km orari come velocità.
14:45Ora, proprio perché nel 1935 l'Italia decise di entrare in guerra con l'Etiopia,
14:55era necessario fare moltissime esercitazioni di volo.
15:01Questa squadriglia, la disperata, era una squadriglia d'eccellenza
15:07e se anche appunto non si apparteneva a classi alte, nobili o borghesi,
15:12tuttavia si sceglievano i migliori.
15:15Pensate che ne fecero parte anche alti gerarchi del fascismo,
15:21come Roberto Farinacci, come lo stesso Alessandro Pavolini
15:29e Vito Mussolini che era figlio del fratello di Benito Mussolini, Arnaldo Mussolini.
15:56Arrivò così il giorno della partenza, siamo in data 7 marzo del 1935.
16:03Gli aerei partirono da Lonate e Palazzolo e dopo sette ore di viaggio,
16:09perché partirono alle due del mattino, arrivarono a Genova alle nove del mattino.
16:16Il giorno dopo venne organizzata una grande parata militare
16:20dove sfilarono insomma i velivoli per le vie di Genova.
16:26Il giorno dopo questi vennero smontati, imballati e caricati nella nave denominata California,
16:37che li avrebbe dovuti condurre in Africa.
16:40Quindi i primi cinque giorni di viaggio, con mare spesso fortemente agitato,
16:48li portarono a Porto Said in Egitto.
16:52Da lì, una volta fatti i dovuti rifornimenti, ripresero il viaggio
16:58e dopo altri cinque giorni raggiunsero il porto di Massawa in Eritrea.
17:03Ricordiamo che sia l'Eritrea che la Somalia erano già italiane.
17:08Ecco, ora noi cerchiamo solamente di immaginare quale fu lo stupore di Mario e dei suoi comilitoni
17:16nell'avvistare le coste dell'Africa orientale.
17:21Pensiamo a colori, luci diverse, l'aria soprattutto diversa, con un calore molto acre.
17:30Quindi doveva essere sicuramente un'emozione molto forte.
17:38Ed ora veniamo a uno degli aspetti fondamentali,
17:43certo non piacevoli nell'arco della vita breve di Mario.
17:49Mario si trovava in Africa orientale per combattere una guerra.
17:54Una guerra che certo lui non volle, ma che comunque rappresentava in quegli anni,
18:00lo ricordiamo siamo nel 1935, un periodo di grande consenso nei confronti del regime fascista.
18:07Però dobbiamo tornare indietro, tornare indietro all'Italia giolittiana,
18:13che già aveva iniziato una campagna colonialista con l'occupazione e la conquista di una parte dell'Africa orientale,
18:23nello specifico l'Eritrea e la Somalia.
18:26E sempre l'Italia giolittiana tentò anche la conquista dell'Etiopia, cosa che non riuscì.
18:33Ci riproverà dunque il governo Mussolini, che voleva un posto al sole anche per l'Italia.
18:41Ormai tutta l'Africa era già stata conquistata da altri paesi europei, come la Francia, l'Inghilterra, l'Olanda e
18:51la Germania.
18:52Però quest'impresa si rivelò tutt'altro che facile.
18:58Ricordiamo appunto che l'Etiopia era forse uno dei pochi stati dell'Africa
19:05che aveva un proprio governo riconosciuto, delle proprie istituzioni, con un re,
19:11anzi se vogliamo un imperatore che era il Negus e soprattutto vedremo era dotata di un esercito regolare.
19:22Ora chiaramente gli Etiopi avevano tutto il diritto di difendersi, ma non lo fecero come qualcuno potrebbe pensare con arco
19:34e frecce,
19:34perché appunto vi era un esercito regolare con degli ufficiali, dei gerarchi e soprattutto i soldati avevano in dotazione delle
19:44armi,
19:44avevano dei fucili, delle mitragliatrici antiaeree e avevano soprattutto dei cannoncini antiaereo denominati Ehrlichon 35.
19:55Questi cannoncini sparavano dei proiettili chiamati Doom Doom, conosciuti appunto con questo nome,
20:02ma conosciuti anche col nome di proiettili a fungo o a espansione.
20:08E cosa facevano? Una volta penetrati nel corpo, ecco, non esplodevano subito, esplodevano con il calore.
20:17Dopo appunto lunghe e atroci sofferenze per chi riceveva appunto questo proiettile nel corpo.
20:25Tant'è che proprio per questa atrocità venne vietato dalla Convenzione dell'AIA nel 1899 e anche dalla Convenzione di
20:36Ginevra nel 1929.
20:39Ma il punto poi è un altro che le truppe italiane, la reggia aeronautica, utilizzava degli aerei che erano troppo
20:49lenti, pesanti, poco blindati e quindi erano molto ingombranti.
20:55Ecco, quindi un bersaglio fin troppo facile per chi decideva di attaccarli da terra.
21:09La squadriglia numero 15, altrimenti detta anche la disperata, era composta da nove velivoli fatti appunto di tre pattuglie con
21:21tre aerei ciascuno.
21:23La più importante era cappeggiata proprio dal conte Galeazzo Ciano che volava con l'aereo numero uno.
21:34Alla sua destra volava il velivolo numero sette pilotato dalla sottotanente Luigi Lanza e alla sua sinistra con il velivolo
21:45numero tre guidava il nostro Mario Mameli.
21:49La disperata fu la squadriglia che compì più azioni di guerra.
21:55Lo stesso Mario, pensate, prese parte a ben 33 operazioni belliche e si alzò in volo per ben 44 volte.
22:05Un vero record e a questo dobbiamo aggiungere il fatto che molto spesso tornava alla base colpito dalle mitragliatrici delle
22:15truppe nemiche.
22:31Mario ormai era già diventato un mito. Pensate che era famoso quanto lo stesso conte Galeazzo Ciano.
22:41Veniva considerato uno dei piloti migliori tant'è che gli si affidavano anche operazioni di una certa responsabilità
22:49come quella che vide trasportare, pilotare il velivolo che durante la battaglia del Tembien portava in ricognizione, pensate, niente poco
23:01di meno che il maresciallo Badoglio.
23:13Durante la guerra in Etiopia furono tantissimi gli episodi, le azioni che contrassegnarono la vita di Mario Mameli.
23:24Ci vorrebbe davvero tanto tempo per raccontarli tutti.
23:29Ne abbiamo però scelto uno che ci fa capire, ci dimostra quanto Mario fosse un pilota abile e dotato di
23:38sangue freddo.
23:39Siamo nel 18 novembre del 1935 e alla quindicesima squadriglia, alla disperata, viene dato l'ordine di alzarsi in volo
23:51e di effettuare un mitragliamento nella valle del Maimesic dove erano stati avvistati 10.000 soldati armati.
24:03Quindi si alza in volo la squadriglia dove al centro, ricordiamo, c'era il conte Galeazzo Ciano.
24:10Alla sua destra gli occhi azzurri del sottotenente Luigi Lanza e alla sua sinistra, come di consueto, col numero 3,
24:20gli occhi azzurri di Mario Mameli.
24:22Ad un certo punto i tre velivoli si mettono in fila indiana all'interno di una gola, di una strettissima
24:30gola
24:31e vengono immediatamente colpiti e intercettati dalla contraerea nemica.
24:39Tutti e tre i velivoli verranno bersagliati dai fucili, dai mitragliatori e anche dai famigerati cannoncini Erlikon.
24:53Lo stesso aereo di Mario verrà colpito. Una pallottola andrà a forare il lato sinistro del serbatoio
25:04e comincerà così a perdere benzina e nel frattempo all'interno si diffondevano sempre di più i fumi della benzina
25:14che stavano annebbiando l'equipaggio.
25:21Tutto ormai lasciava pensare che fosse finito, perduto, ma Mario non perdette la calma.
25:29Mantenne il sangue freddo e riuscì a tranquillizzare anche il resto dell'equipaggio che era composto da un radiotelegrafista e
25:39un motorista.
25:41Pensate che ormai dentro l'abitacolo c'erano i fumi della benzina e c'era un rumore assordante che non
25:50permetteva di poter parlare,
25:53ma soprattutto di capirsi tra il pilota e gli altri due membri dell'equipaggio.
25:59Così Mario ebbe un'idea.
26:05Ma il seguito di questa fantastica avventura, di questa fantasticazione, lo conoscerete nella prossima puntata di Sardinia Mundu.
26:14Io vi ringrazio e asibiri mellusu.
26:45Sardinia Mundu

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