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Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:39Galtelli è una cartolina, un centro caratteristico del nuorese, territorio del quale conserva l'anima e l'essenza.
00:45Si apre all'improvviso come d'incanto tra le alte montagne e chi vi arriva, trova un borgo immutato nei
00:52secoli,
00:52un luogo dove passeggiare tra vicoli ombrosi abelliti da gerani, al cospetto di antiche case, graziose chiese e ustere mura
01:00millenarie.
01:01Qui si respira ancora il passato, l'architettura rurale ne è testimone, ma soprattutto l'atmosfera è impregnata di devozione
01:08e di spiritualità.
01:19Il Cristo miracoloso parla attraverso la fede di una comunità, di un'isola che lo venera dal 1400,
01:25quando la statua linea del Cristo del Nicodemo approdò dentro una cassa sulla spiaggia di Orosei
01:31e solo successivamente fu portata a Galtellì, meta di pellegrinaggio di fedeli da tutta Europa.
01:37Non si tratta di leggenda, ma di verità storica.
01:40Il Cristo, secondo quanto testimoniano anche gli atti dei notai del 1612,
01:44si manifestò da subito con segni particolari e straordinari.
01:48Momenti in cui il volto del Cristo si trasfigura, assume sembianze umane, muta l'aspetto apparendo di volta in volta,
01:54triste, affaticato e irritato.
01:56La ragione della devozione sta tutta qua, in quel monito, verso gli uomini di ogni tempo,
02:00che alimentano una cultura anticristiana della vita.
02:03Per la tradizione ha iniziato a trasudare sudore umano e sangue ancora prima del 29 aprile di quell'anno,
02:10che però testimonia l'inizio dei fatti miracolosi ripetuti poi nel 1624 e nel 1667.
02:17Testimonianze di rete ed uculari suffragano i prodigi del simulacro, verificati e certificati
02:22da autenticità popolare, rigore e serietà.
02:26Secondo le fonti, il crocifisso arrivò in maniera ordinaria accompagnando il vescovo appena nominato per la diocese di Galtellì.
02:37Ma la devozione, l'affetto per questo simulacro animò nel popolo delle dicerie, dei racconti che si trasformarono in vere
02:47e proprie leggende.
02:48È quella più diffusa, è proprio quella secondo la quale la statua, o meglio la cassa che conteneva la statua,
02:55sia stata rinvenuta sulle spiagge qui vicino nel golfo di Orosei, proprio a Orosei.
03:03E da allora le persone che lo trovarono sulla spiaggia lo portarono su un carro a bui per trasferirlo nel
03:11proprio paese.
03:12Ma durante il trasporto questo carro si fermò proprio qui a Galtellì perché i bui non avevano nessuna intenzione di
03:21muovere alcun passo.
03:22Ed allora questi abitanti di Sarule, che erano le persone che lo rinvenirono sulla spiaggia,
03:29decisero insieme a galtellinesi di lasciarlo qui a Galtellì.
03:32Questa leggenda ha avuto inizio a partire proprio dai miracoli del 1612,
03:37perché la tradizione di questa leggenda non appare prima.
03:41Secondo gli studi di Monsignor Otorino Alberti non ve ne è traccia.
03:45Però sappiamo che durante l'arrivo vero e proprio si verificarono dei fatti simili.
03:51Pare infatti che durante il vero e proprio trasporto, quando la statua insieme al vescovo arrivò a Cagliari,
03:58nel trasporto da Cagliari a Oristano, giunsero poi a Mamoiada.
04:02E nel paese di Mamoiada i buoi, il trasporto che all'epoca era un carro a bui,
04:09si fermò proprio perché questi buoi non volevano muoversi.
04:12E dunque fermi a Mamoiada i buoi decisero di ripartire solo nel momento in cui si gridò a Galtellì.
04:19Andiamo a Galtellì.
04:21Ed allora appunto la statua riprese il suo viaggio e arrivò nel paese.
04:25Forse questi racconti passati di voce in voce, di persona in persona, si sono un pochino coloriti e arricchiti
04:34trovando la maggiore rappresentazione nella leggenda dei sarulesi.
04:39In realtà non si hanno appunto tracce di questi sarulesi presenti a Galtellì o che avessero ritrovato questa statua,
04:46ma è vera invece la storia che Sarule in un determinato periodo subì una profonda crisi dovuta alla presenza della
04:54peste
04:55e allora solamente invocando il Santo Cristo questa venne debellata.
05:01Ed allora vennero in processione a Galtellì a ringraziarlo per questa grazia ricevuta.
05:12Santuari, chiese e luoghi sacri sono molti i volti della proposta turistica di questi ultimi anni per vacanze all'insegna
05:19della spiritualità.
05:20E anche Galtellì metà da secoli di pellegrinaggio e tra le destinazioni proposte dall'assessorato regionale del turismo
05:26come luogo di cammini religiosi e antesignali di quel turismo lento e sostenibile inserito tra le tappe dell'evento.
05:32Noi camminiamo in Sardegna, organizzato in collaborazione con la conferenza episcopale Sarda,
05:38terre di mezzo editore e la fondazione e destinazioni di pellegrinaggio.
05:44Nel borgo baroniese, così tanto amato da Grazia Daledda che vi ha ambientato il suo romanzo forse più famoso,
05:51Canne al vento, è tutto un pululare di chiese e cattedrali distanti, anche poche decine di metri le une dalle
05:56altre,
05:57il Santissimo Crocifisso, Santa Croce e San Pietro.
06:00E proprio questo complesso medievale, dentro la cinta muraria del cimitero,
06:05rivela un passato glorioso, ex sede Vescovile.
06:07Oggi è possibile ammirarne la bellezza in particolare del suo interno,
06:11con le pareti decorate da freschi di pittori umbro-laziali dei primi decenni del XIII secolo.
06:16Un ciclo raffigurante, stridì vecchio e nuovo testamento, riemersi grazie ad un recente restauro.
06:25Fede e spiritualità sono dunque caratteristiche peculiari della comunità galtellinese
06:30che manifesta questa profonda devozione anche attraverso le confraternite.
06:35Durante la settimana santa diventano protagoniste di coinvolgenti canti e riti liturgici.
06:56Galtellì poi tra l'altro è una comunità con due confraternite che vive una fede molto intensa.
07:04Quindi tutto il periodo dell'anno ci sono feste patronali, ci sono feste importanti dove la popolazione partecipa.
07:13E quindi Galtellì è quasi un simbolo.
07:17Diciamo che negli altri paesi della Sardegna poi alla fine siamo tutti collegati,
07:23provati a immaginare un collegamento, una rete tra le nostre comunità per le feste paesane,
07:29per tutto il movimento che crea il turismo religioso.
07:32Sarebbe davvero una cosa importante e la regione da questo punto di vista collegata con i nostri vescovi
07:38hanno capito che davvero questo è una svolta.
07:59Questo gruppo è dato nel 91 con il compito fondamentale di recuperare la tradizione sacra, popolare, orale del canto sacro
08:10galtellinese.
08:10Il nostro repertorio infatti è particolare, ovvero è principalmente canto sacro e all'interno di questo canto abbiamo due tipologie.
08:20La messa ordinaria come voi conoscete e il rito dei defunti, ovvero tutti quei riti che aiutano ad accompagnare i
08:29nostri paesani verso l'ultima dimora.
08:31In particolare rilevanza abbiamo anche tutta la tradizione della settimana santa e dei gozzos,
08:37ovvero qualunque festività voi trovate a Galtellì avrete di conseguenza un canto relativo al santo o alla festività che stiamo
08:45festeggiando,
08:46come in questo caso anche la Madonna della Dolorata che viene usata durante la settimana santa per i riti particolari
08:54che abbiamo qua a Galtellì.
09:11Ed eccole il tuta vista il monte per Antonomasia, 800 metri di vastità allo sguardo tra il bianco della roccia
09:18calcarea e il verde della macchia mediterranea.
09:21E lì sulla cima la statua bronza del Cristo, opera dell'artista madrileno Pedro Angelter Rom Anrique come a proteggere
09:29dall'alto la baronia.
09:30La scultura è alta a 12 metri e riproduce fedelmente la statua Ligna del Santissimo Crocifisso, ospitata giù in paese
09:38a Galtellì.
09:39Una presenza simbolica meca di pellegrinaggi per quanti godino ritirarsi in preghiera,
09:44in un cammino silenzioso tra panorami mozzafiato e vere e proprie meraviglie della natura.
09:50Camminando infatti a quota 635 metri, una sosta ed obbligo a Savreda è stampata, la pietra forata,
09:58una parete rocciosa con un foro di 40 metri di diametro creato da vento e piogge,
10:03una finestra sul mondo, mondo disegnato tra cavità carsiche e boschi di Leccio e Gineto.
10:17La bellezza del tutta vista è che è un massiccio isolato, quindi ti permette di vedere, c'è un panorama
10:22incredibile,
10:23di ammirare Mezza Sardegna a partire dal Monte Ortobene, la catena del Montalbo,
10:29quindi Monte Senes, Punta Caterina, tutti i monti di Irgoli, Biderosa, la costa orientale,
10:38quindi sotto di noi c'è Galtellì, Loculi, Irgoli, Onifai, la valle del Cedrino,
10:43l'incrocio tra il fiume Cedrino e il rio Sologo, che sembra una vista aerea,
10:49quindi veramente è una cosa spettacolare, veramente bello.
10:53E si vede anche Bitti, insomma per un Bittese ospitato qua a Galtellì non è poco.
10:59Bitti praticamente è uno dei comuni, diciamo dell'Alto Onorese che poi confina con Lugudoro,
11:07non è uno dei comuni, dicevo, a limite on the border, come direbbero gli inglesi,
11:13con il parco naturale di Tepilora.
11:15Peraltro c'è da aggiungere che tutta questa zona, oltre ai quattro comuni del parco di Tepilora,
11:22ma tutta questa zona fa parte del cosiddetto grande parco che ha ottenuto dall'UNESCO
11:27la certificazione di Biosphere, Man and the Biosphere, cioè la perfetta unione tra l'uomo e la natura.
11:35Questo è un luogo di grande devozione e di fede alle nostre spalle, appunto il Cristo bronzo.
11:41Quando è stato costruito questo simulacro?
11:43Il Cristo del tutto a vista è stato, diciamo, costruito, forse non è il termine giusto, nel 2001.
11:56E' stato discusso insieme a Monsignor Alberti, il quale fece un'affermazione su questo monte.
12:08Noi possiamo fare tutte le dichiarazioni sulla bellezza del monte e sono tutte giuste.
12:18Quella che ha detto Alberti, questa montagna è un inno Dio.
12:24Non c'è espressione più alta di quello che ha detto Alberti.
12:29Qui sembra che su questo monte sia passata la mano di Dio e la mano di Dio è rappresentata dal
12:37Cristo bronzo, forse più grande del mondo.
12:41Questo è l'orgoglio dell'umanità, ma l'orgoglio anche di tutti i daltelinesi e di tutti i sardi.
12:52Non c'è espressione più alta di Dio e di tutti i sardi.
13:17Non c'è espressione più alta di Dio e di tutti i sardi.

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