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  • 16 ore fa
Alla ricerca delle Colonne Ercole di Marcello Polastri
La Sardegna è una terra misteriosa per svariati aspetti. Storia, archeologia, leggende che sono concentrate tra una infinità di siti antichi, perlopiù di “epoca nuragica”, abbandonati tra i boschi e le città che visiteremo. Obiettivo del programma è quello di raggiungere siti difficilmente accessibili e sconosciuti ai più ma anche quelli valorizzati, per stimolare nello spettatore il senso critico del ragionare sull’importanza della Sardegna, scoprendo come in un viaggio, puntata dopo puntata, la bellezza di un’isola favolosa.

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01:07Esistono dei luoghi in Sardegna che sono straordinari, come questo, la miniera di San Leone.
01:14È situata nel territorio di Assemini e quest'oggi, con il nostro viaggio nel cuore delle colonne d'Ercole, quindi
01:21dell'isola di Sardegna, andremo a scoprire i suoi segreti più profondi.
01:27Seguiteci!
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01:53Ci troviamo all'ingresso della miniera di San Leone.
01:57Ed il nome di questo sito non è legato ad un santo, come molti di voi forse staranno pensando, bensì
02:05ad un uomo, Leone Gwen, il vecchio proprietario della miniera.
02:11Sul lato destro troviamo una costruzione ed in questo punto una persona come un casellante del lontano 1800 attendeva l
02:22'arrivo dei camion vuoti che poi andavano via pieni di minerale ferroso.
02:28Ma in questo luogo c'è un grande mistero che a breve vi sveleremo.
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03:05Questa zona mineraria oramai abbandonata nel tempo è stata colpita da numerose alluvioni ed in questo luogo è passata veramente
03:16tanta acqua che ha travolto dei vecchi edifici.
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03:49Nella zona di Capoterra.
04:07E dal mare di Capoterra il minerale su dei grandi bastimenti raggiungeva le industrie siderurgiche della Francia.
04:32Nel cuore di questa foresta che nel corso dei secoli è stata sfruttata come aria mineraria
04:40sono presenti numerose strade che ci conducono in dei luoghi molto suggestivi.
05:00E' certo che questi sono degli edifici molto imponenti.
05:15Le strutture minerarie, vecchi opifici industriali, in questo caso un grande deposito.
05:23Mentre nella parte bassa, breve, visiteremo la zona dell'albergo e degli alloggi dei minatori.
05:48Proseguendo invece nella parte alta della montagna, in questa esplorazione live esclusiva in presa diretta,
05:57vedete la furia dell'acqua e delle pietre che sono state trasportate, per l'appunto, dall'acqua piovana,
06:05che poi è penetrata all'interno di quella stanza che veniva abitata dai custodi della miniera.
06:13Ed invece un poco più su, su questo lato dell'area mineraria, troviamo delle altre case.
06:21Guardate, una in questo caso, due lassù, addirittura una palazzina che è stata come inglobata da questi detriti,
06:32caduti dalla cima della montagna, sventrata dall'uomo,
06:37e nel sottosuolo di questa miniera l'uomo non ha però mai ripristinato quanto aveva portato via,
06:44quindi la massa rocciosa.
06:47E guardate, adesso accederemo in quella che era una vecchia abitazione,
06:53nella quale i pastori e le persone che utilizzano questo sito, vedete, posizionano dei gruppi elettrogeni,
07:01e in questo punto, io prego Alessandro, il nostro amico operatore, che mi osserva un po' a guardingo,
07:09vediamo che sul lato destro sono cadute giù delle pietre perché hanno sfondato la volta in cemento di quest'ambiente,
07:18mentre al di là di questa finestra sono presenti delle grate che avrebbero dovuto impedire l'accesso dei ladri in
07:27questo sito,
07:28e per oggi stanno impedendo l'accesso delle pietre.
07:32basterebbe veramente poco, ad esempio pizzicare su quella massa rocciosa, su quelle griglie,
07:39per far accedere tutta questa montagna in movimento che implode su questa casetta.
07:47Cambiamo location, andiamo giù nel cuore della terra.
08:07Ma cambiamo per un attimo capitolo e rispetto al ferro, parliamo di esplosivo,
08:14non certo quello contenuto con la polvere esplosiva o polvere da sparo dei cacciatori che in questo oasi protetta non
08:22dovrebbero accedere.
08:23Soffia un forte vento e non è il vento esterno, ma il vento delle gallerie,
08:29e qui si percepisce un calo netto delle temperature.
08:34Ed infatti vedete anche in sovrimpressione adesso la temperatura esterna rispetto a quella interna.
08:41Come potete vedere abbiamo circa 16 gradi sotto rispetto ai 34 gradi esterni,
08:49e vi assicuro c'è parecchio fresco.
08:52Lungo questa parete incontriamo un rincalzo realizzato pietra su pietra lungo la roccia estratta dall'uomo.
09:03Non solo soltanto i muretti a secco esterni della Sardegna, quelli importanti,
09:10ma sono anche i muretti a secco presenti nelle gallerie sotterranee,
09:15che rappresentano una mirabile opera di architettura mineraria della Sardegna meno conosciuta.
09:25Qui incontriamo un crocevia, è un ambiente quindi labirintico.
09:30Andiamo a destra oppure andiamo sul lato sinistro.
09:35Ma sul lato sinistro probabilmente vi è un pozzo.
09:38Proviamo ad affacciarci su questo pozzo.
09:44che soffia fortissimo il vento.
09:51In questo caso l'uomo ha posizionato lungo la parete,
09:57al di là dei resti di questo binario,
10:02una tavola di cemento con amianto.
10:06Ma sul cemento amianto, vedete, le concrezioni di carbonato di calcio
10:10sono creato delle piccole stalagmiti
10:12e nella parte alta delle piccole stalagmiti
10:16che sono state però spezzate
10:18dalla mano anonima degli uomini.
10:23Mentre in fondo,
10:24percorriamo ancora qualche metro,
10:27sul lato destro vedete,
10:28vi è un cunicolo
10:30oggi inaccessibile,
10:32ma magari nella prossima serie di puntate
10:36potremo anche tentare di varcare
10:38qualche porta oggi chiusa e misteriosa.
10:42Io rallento per consentire anche
10:44ad Alessandro e a Bruno,
10:48operatori specializzati che ci seguono,
10:50di raggiungermi.
10:52Perché sulla nostra testa, vedete,
10:54ci sono i segni
10:55per l'appunto della polvere esplosiva,
10:59in quanto queste gallerie
11:00sono state create con le mine esplosive.
11:03Qui vi è,
11:04là dove corre questo ragnetto,
11:06un foro barramine,
11:08realizzato col barramina,
11:10nel quale veniva posizionato
11:12il candelotto di dinamite
11:14che esplodendo
11:16faceva cadere giù questa roccia
11:19che si trova ancora sotto.
11:22E qui, amici che ci seguite,
11:24vi è un baratro
11:27all'interno del quale
11:29ecchieggio la mia voce
11:30e in fondo al quale
11:32si vede che vi è dell'acqua
11:34e dei chirottiri
11:37che sono i pipistrelli.
11:39Guardate che meraviglia
11:41di ambiente scavato dall'uomo.
11:44L'uomo che vince la natura
11:46per poter portare
11:50dal cuore della natura all'esterno
11:52sono i minerali ferrosi
11:54utilizzando il fuoco
11:55e quindi l'esplosiva.
11:57e quindi
12:08attraverso
12:10all'esterno
12:10che si trova
12:10che si trova
12:11all'esterno
12:11e quindi
12:13all'esterno
12:16e quindi
12:19all'esterno
12:24e quindi
12:27Ci troviamo nel Sulcis settentrionale.
12:31La miniera deve il nome all'ingegnere Léon Godin, originario di Tours, in Francia, proveniente da una nobile famiglia e
12:39meglio noto come Léone Guenne.
12:42Nel 1861 questo vero e proprio pioniere, che studiò a liceo con Quintino Sella, scoprì in località Cirifoddi diversi giacimenti
12:52di ferro e pensò a come poterli sfruttare al meglio.
12:56Due anni dopo, la società Petin Gaudet, titolare di un colosso societario, con sede a Parigi e già concessionaria delle
13:06miniere sarde di Gennamari d'Ingurtoso, finanziò i progetti di Guenne e lo nominò direttore.
13:12Fu un incarico che portò nella nostra isola grandi innovazioni.
13:16Guenne, con appositi bastimenti, fece giungere agli stabilimenti siderurgici della Francia i minerali per ricavarne ghisa e acciaio.
13:27Si innamorò dunque ben presto della Sardegna, girandola in lungo e largo sia da ingegnere minerario che da archeologo.
13:36L'uomo visse a lungo, soprattutto nei mesi estivi, in una villa di Bacuttinghino, nella parte alta di Capoterra, sul
13:43versante opposto degli impianti minerari, grazie ai quali poteva accumulare un'immensa ricchezza.
13:49Si sposò con la nobildonna cagliaritana Teresa Guirisi de Candia e godè di maggiore notorietà quando fece arrivare in terra
13:59sarda mestranze toscane, piemontesi e francesi.
14:04I suoi minatori e carpentieri sfruttarono le risorse di madre terra per guadagnarsi da vivere, lasciandosi dietro i segni indelebili
14:12di un'epopea che probabilmente non tornerà più.
14:16Ben 20 chilometri di gallerie sotterranee, sale e lunghi cammini.
14:23Alcune soggette a crolli che si dipanano in questo oasi, che occupa ben 270.000 metri quadrati di superficie boschiva,
14:32a tratti interrotta bruscamente da cave a cielo aperto,
14:36sotto le quali sono presenti sconfinate camere con imponenti pilastri di sostegno ricavati nella roccia.
14:57E' certo che ne abbiamo fatto tanta di strada per raggiungere la parte alta della miniera di San Leone.
15:05Leggiamo in questo caso ufficio azienda e ufficio sicurezza, ma nella parte alta, proprio su un elemento di marmo, infermeria
15:17e sotto una croce.
15:20E accediamo quindi in questi ambienti, vediamo che sul lato destro sono presenti tante buste di plastica, tanti indumenti.
15:33All'interno di questa stanza della roba vecchia, per l'appunto degli indumenti, un luogo che è stato nel corso
15:44del tempo occupato da delle persone,
15:48mentre nella parte alta abita un pastore che controlla cosa avviene nel territorio circostante.
15:55E' caduta l'attenzione su questo portazucchero, vedete c'è un qualcosa al suo interno di misterioso,
16:06si intravedono delle larve, dei vermi, parrebbe dello zucchero, ma proverò a non respirare vicino.
16:15Questo è lo stomaco di un capretto in dialetto sardo, il cosiddetto Callu de Cabritu, quasi certamente lasciato in questo
16:32luogo da un pastore.
16:33Qui lo abbiamo trovato e qui lasciamo questo elemento misterioso.
17:01All'ombra di questa grandissima quercia troviamo parte della facciata di una palazzina tinteggiata di rosa.
17:11Era la vecchia direzione della miniera di San Leone e una lapide nella parte alta di questo sito recita in
17:21francese
17:22che qui il principe Umberto di Piemonte, in onore della presente miniera di San Leone,
17:29si concesse una battuta di caccia con il direttore Lione Guenne.
17:35Leone Guenne era un grandissimo pioniere che realizzò questa miniera, la diresse per lunghi anni,
17:42ma scoprì nel sottosuolo del Monte Cirifodi un grandissimo giacimento di minerale ferroso.
17:49E adesso vale per davvero la pena girare attorno a questa struttura, oggi occupata e custodita da dei pastori,
17:58che hanno a disposizione questi ettari e ettari di bosco di macchia mediterranea.
18:06Nel versante opposto alla vecchia direzione troviamo costruiti con la presenza della pietra e della terra
18:16questi grandi basamenti nei quali l'uomo ha coltivato delle olive, nel lato che va più in profondità sinistra vediamo
18:27anche delle mandorle.
18:30E procedendo in questo angolo di Sardegna troviamo anche quello che in Sardegna viene chiamato subbarrali,
18:39quindi la vite, vedete, nella quale cresce dell'uva e dove i pastori ci hanno confessato di avere anche prodotto
18:47del vino.
18:48Ricordiamo la presenza di un'azienda diretta dal signor Corda, che era un pioniere giunto dopo Leone Guenne,
18:59che nelle gallerie sotterranee mi raccontò di aver posizionato delle grandi botti, per l'appunto contenenti del vino,
19:08per poter far invecchiare il vino in un ambiente sotterraneo.
19:13Su questo lato vedete quel che resta di alcune strutture, quella che viene chiamata la K nella parte alta del
19:22camino,
19:22e ne troviamo diverse.
19:24Questo era il laboratorio chimico della miniera.
19:28In profondità, al di là dell'abbandono, dell'incuria del tempo e dell'uomo,
19:33troviamo una grande pianta che è stata posizionata in un vaso, pensate un poco, largo due metri,
19:41costruito con il cemento, perché la miniera di San Leone si avvaleva non soltanto di grandi minatori,
19:47ma anche di persone che erano esperte nell'arte della muratura e dunque delle costruzioni.
19:59L'acqua che spesso crea problemi di dissesto idrogeologico in questa zona,
20:05non soltanto è quella piovana, bensì sono le acque sotterranee.
20:14E' tutto un groviglio di rovi che preannunciano una visita avventurosa
20:23tra l'acqua e la roccia della montagna situata tra semini e capoterra,
20:33nelle viscere del monte Cirifoddi, dove incontriamo, vedete, un grande cancello
20:40e quindi una galleria carrabile o camionabile.
20:45Sentite, stanno cadendo delle pietre dall'alto.
20:49Proprio in questo momento sono cascate due pietre,
20:52quindi bisogna prestare molta attenzione perché lassù è presente un fornello
20:57con degli elementi metallici arrugginiti che convergono verso la nostra testa.
21:05Infatti adesso sarà necessario indossare un elmetto protettivo.
21:13Qui troviamo dei grandi tavoloni, quasi certamente posizionati dai visitatori occasionali di questo sito,
21:21che non sono soltanto uomini, ma vedete nel terreno ci sono i segni delle zampe,
21:27di vari animali, soprattutto caprette, in questo caso.
21:46Indossato il caschetto speleologico,
21:50Praticcheremo adesso quella che viene portata avanti nel tempo da molte persone,
21:56l'urbex, viene chiamata esplorazione urbana,
22:00è un nuovo modo di vivere la storia esplorando il territorio.
22:06Ed anche se in questo sito non ci troviamo proprio in un ambiente urbano,
22:11ci troviamo in un ambiente che ha contribuito anche allo sviluppo urbanistico delle città.
22:20una miniera di materiale ferroso.
22:22Vedete sul lato sinistro,
22:24approfittando anche della presenza di una persona specializzata accanto ad Alessandro,
22:31in questo caso Bruno,
22:33vediamo un vecchio binario della miniera.
22:38Io proverò ad affacciarmi qui.
22:40non ci crederete,
22:42ma Bruno avvicinati un attimo,
22:44oppure passami per cortesia la luce,
22:48vi facciamo vedere
22:51con gran passione cosa c'è qua sotto.
22:53Guardate un poco.
22:55È un pozzo profondo,
23:01all'incirca un centinaio di metri,
23:05all'interno del quale si tuffa,
23:06e ne sentite il gorgoglio,
23:10una notevole presenza di acqua.
23:14L'acqua che si mescola a quella piovana,
23:17quindi acque di una falda,
23:19che vanno a mescolarsi con l'acqua piovana,
23:21e poi danno origine a delle vere e proprie cascate
23:25in alcuni periodi dell'anno
23:27che spesso trascinano giù parti di collina.
23:31E qui troviamo un elemento anomalo
23:34di queste grandi gallerie.
23:36Una sorta di grande botte,
23:40come potete vedere,
23:42con degli anelli anch'essi di ferro
23:44e con del legno.
23:46Erano le botti di un'azienda vitivinicola
23:49che nel sottosuolo ha riutilizzato queste gallerie
23:52come deposito per l'invecchiamento,
23:56per l'appunto del nettare e degli dei del vino.
23:59Ed in lontananza ti ricedo,
24:02in questo caso, la luce,
24:05anche se troviamo un incontro
24:07tra luci artificiali e luce naturale.
24:11Vedete, cambia anche l'acustica,
24:13e voi non potete percepirlo,
24:15il clima.
24:16C'è più caldo,
24:17perché sulla mia testa
24:19si vede la luce del sole
24:22in quanto è presente
24:24il pozzo ascendente,
24:28ovvero un fornello
24:29che veniva utilizzato
24:31per buttare nel sottosuolo del materiale.
24:33Quindi, se sulla nostra testa
24:36è presente questo pozzo,
24:38tutto attorno a questa collina
24:41è sicuramente presente
24:42un immenso imbuto
24:44a cielo aperto,
24:46nel quale convergevano
24:47le gallerie minerarie
24:48che costantemente,
24:50nell'arco della giornata,
24:52gettavano nel sottosuolo
24:54del minerale.
24:55Sotto i nostri piedi
24:57sono infatti presenti
24:58ben 16 chilometri
25:00di gallerie,
25:01cunicoli,
25:02veri e propri passaggi segreti,
25:05che venivano utilizzati
25:07anche come decoville,
25:09insomma come circuito
25:10costante di binari
25:12nei quali passavano
25:13vuoti carrellini
25:14per poi riuscire
25:15dalla miniera
25:16pieni di materiale
25:19e quindi di minerale ferroso.
25:39E nel lasciarci
25:41alle nostre spalle
25:43la grande miniera
25:44di San Leone
25:45con tutta l'epopea mineraria
25:47che essa ha rappresentato,
25:50vi diamo la rivederci
25:51alla prossima puntata.
25:53Grazie a tutti i nostri spettatori

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