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Una produzione TCS S.r.l. 2021 #canale13 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:08Musica
00:58Carissimi, buongiorno.
00:59Quando ci ritroviamo, negli incontri precedenti ci siamo posti una domanda che era questa, come parlare di Dio?
01:08E abbiamo capito che per parlare di Dio prima bisogna mettersi in ascolto di Dio.
01:15Abbiamo preso poi ad esempio l'esperienza di Paolo e poi abbiamo seguito la metodologia che Gesù ci lascia nel
01:24Vangelo.
01:24Gesù ci parla del Padre, Gesù annuncia il Regno di Dio, Gesù ha sempre uno sguardo pieno di compassione per
01:34i disagi e le difficoltà dell'esistenza umana.
01:37Perché come Gesù nel parlare di Dio Padre, nell'annuncio del Regno non manchi mai quello sguardo compassionevole,
01:47quello sguardo che diventa carità, quello sguardo che ci rende capaci di dire io mi interesso,
01:55quello sguardo che ci rende capaci di porgere la mano, quello sguardo che ci rende capaci di dirci
02:05Cristo non ha mani alle nostre mani, Cristo non ha piedi ai nostri piedi.
02:10Insomma quella capacità di presenza nel mondo, quel realismo che ci fa diventare non soltanto attenti alle parole,
02:21ma quel diventare attenti alla parola e quella parola che trova poi il riscontro,
02:29quella parola che poi viene mostrata nella realtà e nella vera vita, realtà nella vita, verità di vita.
02:41È interessante quando quel ragazzo soprattutto domanda ma dimostrami che Dio esiste,
02:51è curiosa la risposta che spesso sentiamo e che dovremmo essere capaci tutti di porgere,
02:59che potrebbe essere questa, ma io non ho da dimostrare proprio nulla.
03:03Se vuoi ti posso dimostrare il teorema di Pitagora, ti posso spiegare, dimostrare una equazione,
03:11di Dio non ho da dimostrarti nulla, ma ho soltanto da mostrarti tutto.
03:17Qual è stato dunque il modo di Gesù di comunicare?
03:22Non di dimostrare, ma dimostrare un Gesù che non è preoccupato di dimostrare, ma è preoccupato di mostrare.
03:34È dunque un Gesù che ci parla del Padre, che ci parla del Regno di Dio, ma il parlarci del
03:40Padre,
03:41il parlarci del Regno di Dio concretamente si manifesta in quella che è la compassione,
03:48in quella che è l'attenzione. E allora cristiani credenti e soprattutto credibili,
03:53che con le parole, ma soprattutto con le opere, mostrano la realtà, la vera realtà di Dio presente nella mia
04:03vita.
04:04E in questo davvero dobbiamo essere attenti a cogliere i segni dei tempi nella nostra epoca,
04:11ad individuare le potenzialità, i desideri, gli ostacoli che si incontrano nella cultura attuale,
04:19in particolare il desiderio di autenticità, l'anelito alla trascendenza, la sensibilità per la salvaguardia del creato,
04:29insomma comunicare senza timore la risposta che offre la fede in Dio.
04:35Tanti anche oggi continuamente e continuamente domandano, fateci vedere il Signore.
04:43E come far vedere il Signore? Come parlare di Dio?
04:48Attraverso quella metodologia, attraverso quell'esempio davvero splendido che il Signore Gesù ci ha lasciato.
04:55E allora la fede diventa occasione per scoprire, per riscoprire, per avere una fantasia davvero animata dallo Spirito Santo,
05:06per scoprire nuovi percorsi a livello personale e comunitario, affinché in ogni luogo la forza del Vangelo
05:14sia sapienza di vita e orientamento dell'esistenza.
05:19Insomma il nostro esserci, il nostro atteggiamento che ci fa attenti,
05:27il nostro sguardo pieno di compassione, il nostro sguardo attento all'oggi
05:34e dunque tutta, tutta quella attenzione per ogni occasione buona per chi è animati e dallo Spirito Santo
05:43possiamo non soltanto parlare di Dio ma con la nostra vita mostrare tutto ciò che Dio è capace di fare
05:53se noi glielo permettiamo in noi e in tutte le persone che noi incontriamo.
06:00Parlare di Dio nel nostro tempo, quale può essere il luogo privilegiato per parlare di Dio nel nostro tempo?
06:12Cari amici, cari fratelli, care sorelle, mi pare che anche nel nostro tempo
06:18il luogo privilegiato per parlare di Dio è la famiglia.
06:23La prima scuola per comunicare la fede alle nuove generazioni è la famiglia.
06:30Il concilio a Vaticano II parla dei genitori come dei primi messaggeri di Dio.
06:38Ce lo dice la Lumen Gentium al numero 11 e l'Apostolicam acutositatem sempre al numero 11.
06:45Il ruolo dei genitori, i primi messaggeri di Dio chiamati a riscoprire questa loro missione
06:54assumendosi la responsabilità nell'educare, nell'aprire le coscienze dei piccoli all'amore di Dio
07:02come un servizio fondamentale alla loro vita, nell'essere i primi catechisti,
07:09nell'essere i primi maestri della fede per i loro figli.
07:13Davvero l'importanza della famiglia, la bellezza della famiglia.
07:19È vero, lo sentiamo dire continuamente che il mestiere più difficile è quello del fare i genitori,
07:27però sicuramente è anche il mestiere più bello, è anche il mestiere più esaltante.
07:33E dunque ai genitori, ad ogni papà, ad ogni mamma, con affetto, con gratitudine vorrei poter dire
07:44riprendete in mano davvero quello che è il vostro ruolo, quella che è la vostra importanza,
07:52quella che è la vostra missione, assumendovi la vostra responsabilità,
07:57la bella responsabilità nell'educare, nell'aprire le coscienze dei piccoli all'amore di Dio
08:05come un servizio fondamentale alla loro vita, nell'essere i primi catechisti, i primi catechisti.
08:14Com'è bello, tante volte, la domenica, mi capita di vedere i genitori che accompagnano i loro bambini
08:21in chiesa, alla messa, e vedere i genitori che si fermano all'ingresso della chiesa
08:28insegnando ai propri bambini fare il segno di croce, insegnare le prime pregherine,
08:35accostandogli all'altare, indicare loro il tabernacolo, insegnare e insegnare come è bello
08:42essere amici del Signore, la responsabilità dell'educazione, l'essere i primi catechisti,
08:50i maestri della fede per i loro figli, quei maestri che non si accontentano di essere maestri
08:58ma che sanno che essere maestri deve andare di pari passo con quella che è la testimonianza.
09:06E allora non accontentarsi di dire fai così, ma dire facciamo così, non accontentarsi di dire
09:13ama il Signore, ma dire amiamo il Signore, non accontentarsi di dire vai a messa, ma dire
09:20andiamo a messa, non accontentarsi di dire fai la pregherina, ma facciamo insieme la pregherina.
09:28È bello incontrare i genitori che si interessano dei propri figli e vorrei dire ai genitori come
09:37domandati ai vostri figli come va a scuola, come va la tua conoscenza nelle materie o come va la tua
09:46esperienza nell'attività sportiva, domandare ai propri figli anche come va la tua amicizia con il Signore.
10:11Domandare ai propri figli anche come va la tua amicizia con il Signore, quanto dedichi del tuo
10:18tempo al Signore, come riesci ad avere familiarità con il Signore, qual è la preghiera che ti piace
10:26di più, qual è la pagina del Vangelo che ti piace di più, che cosa di Gesù ti piace di
10:32più, qual è la
10:33preghiera, la parola che di Gesù ti sembra più interessante la tua vita. E in questo compito davvero
10:40splendido dei genitori vorrei dirvi, cari genitori, cari papà, care mamme, quanto è importante la
10:49vigilanza. Ma che cosa è la vigilanza? La vigilanza, saper cogliere le occasioni favorevoli per introdurre
11:00in famiglia il discorso di fede, per far maturare una riflessione critica rispetto ai numerosi
11:07condizionamenti a cui sono posti i figli. Una vigilanza che non è tanto il controllo, ma una
11:15vigilanza che è attenzione, una vigilanza che è capacità di cogliere ogni occasione buona, ogni
11:25occasione favorevole, ogni occasione interessante, una vigilanza che diventa aiuto, una vigilanza che
11:35diventa sostegno, una vigilanza che diventa accompagnamento, una vigilanza che diventa aiuto
11:44nel discernimento. Questa attenzione di ogni papà, di ogni mamma, questa attenzione dei genitori diventa
11:53anche una sensibilità nel recepire le possibili domande religiose presenti nell'animo dei figli,
12:02a volte evidenti, a volte nascoste. Una vigilanza che diventa davvero un qualche cosa di assolutamente
12:12bella, che non è il mero controllo, ma è quella attenzione a cogliere ogni occasione. Ma poi ad ogni
12:21genitore, ad ogni papà, ad ogni mamma vorrei dire la gioia. La gioia di comunicare la fede, la gioia di
12:31comunicare l'amicizia con il Signore, la gioia del dirsi cristiani, la comunicazione della fede,
12:40l'annuncio di Dio, parlare di Gesù, deve sempre avere una tonalità, la gioia. È la gioia pasquale che
12:49non tace o nasconde le realtà del dolore, della sofferenza, della fatica, della difficoltà,
12:58della incomprensione e della stessa morte. Alessandro Manzoni, tra gli igni sacri, nella
13:06Pentecoste, quando deve parlare della gioia cristiana, a un certo punto si esprime così. Parlando
13:14della gioia, parlando della pace, parlando di quella serenità, arriverà a dire pace che il mondo
13:21irride, ma che il rapir non può. Ecco questa pace, questa gioia, questa serenità, questa vigilanza,
13:30questa attenzione, quell'atteggiamento che ci fa dire coraggio, andiamo avanti. Oggi forse non è
13:37andato molto bene, ma domani sicuramente sarà meglio. Ecco la vita buona del Vangelo è proprio
13:45questo sguardo nuovo, questa capacità di vedere con gli occhi stessi di Dio ogni situazione,
13:53l'essere profeti. Quante volte pensiamo, cari fratelli, care sorelle, alla profezia,
14:00all'essere profeti e scambiamo l'essere profeti quasi come un essere indovini e qualcuno magari
14:08confonde la profezia come l'indovinatore di turno, ma la capacità cristianamente di essere profeti è
14:19quella capacità di saper avere lo sguardo nuovo che è lo sguardo di Dio, vedere ogni situazione con gli
14:28stessi occhi di Dio, saper leggere ogni momento con gli occhi di Dio. E allora è importante, carissimi
14:36genitori, carissime famiglie, cari fratelli e sorelle, è importante aiutare tutti i membri della
14:43famiglia a comprendere che la fede non è un peso, ma fonte di gioia profonda. Davvero la fede non è
14:53un
14:53peso, ma è fonte di gioia profonda. Quando Gesù ci dice nel Vangelo di prendere il suo gioco e ci
15:04dice
15:05che il suo gioco davvero è soave, è leggero, che cosa ci vuol dire se non che Lui è vicino
15:12a noi, che Lui
15:14porta i nostri pesi. Sant'Agostino commentando l'abbraccio del padre, come ci racconta Luca nella parabola
15:24del figlio del prodigo, quel braccio, quel braccio attorno al nostro collo, quel peso, Agostino ci dice
15:33così, portando il peso e il peso che porta a noi. In qualche modo lasciando che in Gesù il padre
15:41ci
15:42abbracci, lasciando che Lui metta il peso del suo braccio sul nostro collo, in definitiva, è Lui che porta
15:51ciascuno di noi. Ecco perché la fede diventa non un peso, ma fonte di gioia profonda, perché mi fa
16:00percepire che non sono solo, mi fa percepire l'amore e l'azione di Dio, mi fa percepire, mi fa
16:08riconoscere
16:09la presenza del bene, la presenza che non fa rumore. Il Dio che è presente in punta di piedi nella
16:18mia vita,
16:18dice San Giovanni nel Vangelo che il verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo
16:26a noi,
16:27si è attendato in mezzo a noi, si è attendato nella mia vita, nella mia storia, nella mia esistenza,
16:37in tutto ciò che sono io. Se vi dovesse capitare di recarvi nella parrochiale di Villa Mar,
16:44c'è uno splendido retablo di Pietro Cavaro e in uno dei pannelli della predella vi è l'immagine
16:54del giorno dell'Annunciazione, dove in questa immagine vi è tutto un gioco di tende, lo Spirito Santo
17:04che feconda la Beata Vergine Maria ed è questa luce a forma di tenda. La stessa Beata Vergine Maria,
17:13il suo abito come una tenda che lascia lo spazio al Figlio di Dio perché possa incarnarsi. Ecco l'azione
17:22di Dio, riconoscere la presenza del bene che non fa rumore. Il Signore che si incarna senza far rumore,
17:32il Signore che vuole abitare nella mia vita senza far rumore, in punta di piedi, avendo tanto rispetto
17:41nei miei confronti, lasciandomi totalmente libero da dirci anche se uno mi ama, chi mi vuole seguire.
17:52Il Signore che è in punta di piedi senza far rumore, mi lascia totalmente libero anche di dirgli di no.
18:00Ma tutte le volte che io dico al Signore di sì, davvero anche in me il Signore è capace di
18:08fare cose grandi, anche in me il Signore è capace di fare meraviglie.
18:12E allora così la presenza di Dio nella mia vita, in punta di piedi, è capace, mi offre orientamenti preziosi
18:22per vivere bene la mia esistenza.
18:26Ecco allora, fratelli e sorelle, il metodo che Gesù ci insegna, il metodo che Gesù ci suggerisce, quel metodo da
18:36vivere soprattutto in famiglia,
18:38quella vigilanza che porta soprattutto i genitori a cogliere ogni momento, ogni occasione per aiutare i figli nella crescita.
18:50Tutto questo necessita però una capacità davvero grande, capacità di ascolto e capacità di dialogo.
19:00Vorrei ancora dire, così come ci invita il Concilio, famiglie capaci di ascolto, famiglie capaci di dialogo, famiglie dove si
19:12impara a stare insieme,
19:14famiglie che nel dialogo, nell'ascolto, sono capaci di ricomporre i contrasti, famiglie che sanno vivere nella reciprocità,
19:25famiglie davvero che di fatto ascoltano e parlano, famiglie che si ascoltano e si parlano, famiglie che si comprendono,
19:37famiglie che si amano, famiglie che diventano un segno l'uno per l'altro, famiglie che diventano segno dell'amore
19:47misericordioso di Dio.
19:49Pensate, cari genitori, pensate, care famiglie, pensate, cari coniugi, il vostro matrimonio, il vostro amore.
20:02Ciò che avete portato all'altare di Dio, l'amore, il giorno del vostro matrimonio, perché Dio lo benedicesse
20:11e potesse restituirvelo con l'abbondanza della sua benedizione, diventa segno dell'amore di Gesù per tutta la sua Chiesa,
20:22per ognuno di noi.
20:24E allora genitori, allora famiglie che davvero imparano ad ascoltare e dialogare, un esercizio continuo di ascolto e di dialogo,
20:37un ambiente in cui, ripeto, si impara a stare insieme, un ambiente in cui si impara a ricomporre i contrasti
20:47nel dialogo reciproco.
20:49Una famiglia dunque che di fatto è capace di ascolto ed è capace di parola, una famiglia che si sa
20:58comprendere,
20:59una famiglia che si sa amare e soprattutto una famiglia che diventa segno dell'amore misericordioso di Dio.
21:09Abbiamo iniziato il nostro incontro domandandoci come parlare di Dio.
21:17Abbiamo incontrato Paolo, ma abbiamo preso ad esempio soprattutto il Signore Gesù.
21:23E allora parlare di Dio, che significa quindi? Significa questo.
21:29Che cosa vorrà dire parlare di Dio? Vuol dire far comprendere con la parola, far comprendere con la vita,
21:37che Dio non è il concorrente della nostra esistenza, ma Dio è piuttosto il vero garante,
21:44è il garante della grandezza della persona umana.
21:48E così ritorniamo all'inizio. Parlare di Dio è comunicare. Come comunicare?
21:56Con forza, con semplicità, con la parola, con la vita, ciò che è essenziale.
22:04E che cosa è essenziale nel parlare di Dio? È essenziale questo.
22:09Il Dio di Gesù Cristo, quel Dio che ci ha mostrato un amore così grande da incarnarsi,
22:16da morire e risorgere per noi. Quel Dio che chiede di seguirlo e di lasciarci trasformare dal suo immenso amore
22:26per rinnovare la nostra vita e le nostre azioni.
22:30Quel Dio che ci ha donato la Chiesa per camminare insieme e attraverso la parola e i sacramenti
22:38rinnovare l'intera città degli uomini affinché possa diventare la città di Dio.
22:46Ecco, fratelli e sorelle, così parlare di Dio con semplicità, con umiltà,
22:54parlare di Dio da cristiani credenti e soprattutto credibili,
23:00parlare di Dio perché lo abbiamo incontrato come colui che è il nostro Padre,
23:05parlare di Dio per parlare del suo regno, ma parlare di Dio con lo sguardo sempre pieno
23:13di compassione e sempre pieno di amore verso i bisogni e verso le necessità di tanti fratelli
23:20e di tante sorelle. Parlare di Dio con la capacità di essere adulti, capaci di vigilanza,
23:28cioè capaci di cogliere ogni momento buono con quella tensione profetica,
23:35saper leggere ogni situazione con gli stessi occhi di Dio e dunque l'impegno davvero grande,
23:43l'impegno buono, l'impegno bello affinché la città degli uomini possa diventare anche la città di Dio
23:51con una consapevolezza che il dono più grande, il dono più bello che abbiamo ricevuto è questo,
24:00essere figli di Dio. Non so se vi siate mai domandati, ma all'interno della Chiesa,
24:09se uno di noi volesse domandare, ma all'interno della Chiesa, per far carriera,
24:16il posto più alto, il posto più importante, quale potrà essere? Ebbene, fratelli e sorelle,
24:24all'interno della Chiesa il vertice della carriera è questo, essere figli di Dio. Dentro la Chiesa,
24:34nella vita cristiana, nella esperienza personale, nulla vi è di più bello, di più grande,
24:42di più sublime, dell'essere figli di Dio. Tutto il resto è un servizio che possiamo porre ai fratelli
24:50e alle sorelle. Ecco, buona giornata, cari fratelli e care sorelle, e che Dio sempre tutti benedica.
25:16Ecco, buona giornata, cari fratelli e cari fratelli e cari fratelli e cari fratelli,
25:49la Chiesa, per far cari fratelli e cari fratelli e cari fratelli e cari fratelli,

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