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Una produzione TCS S.r.l. 2020 #canale13 www.telecostasmeralda.tv
Trascrizione
00:22Il 25 aprile è data complessa della nostra storia alla quale dobbiamo gratitudine ma anche attenzione per la memoria collettiva.
00:30Il 25 aprile al tempo del coronavirus non rinuncia alla festa della liberazione, no alle manifestazioni di piazza, via libera
00:35dal Viminale alle celebrazioni in forma ridotta.
00:39Iniziativa dell'Istituto Sardo per la storia dell'antifascismo per celebrare i 75 anni della liberazione nazionale con Jaime Pintor.
00:4625 aprile speciale con i cadadie in una pièce che riproponiamo in occasione della ricorrenza.
00:57Benvenuti da Valentino Orgiù, ben trovati a questo appuntamento con l'informazione di Telecosta Smeralda che cade in una giornata
01:04così particolare.
01:04Il 25 aprile è la festa della liberazione nazionale, 75 anni fa, quindi la liberazione dal nazifascismo.
01:12Dicevamo una giornata particolare, cade proprio in un periodo al tempo del coronavirus così strano e particolare.
01:19Allora noi abbiamo affidato l'analisi di questa giornata al docente di storia contemporanea dell'Università dei Cagliari, il professor
01:27Aldo Accard.
01:30La Resistenza è sicuramente uno dei momenti più importanti e direi anche i più alti della storia nazionale.
01:43Pari ad alcuni momenti vissuti nella costruzione dello Stato nazionale e nel Risorgimento.
01:56E' un momento che nel corso degli anni abbiamo dimenticato nella sostanza.
02:09Abbiamo dimenticato perché sulla Resistenza, attorno alla Resistenza, si è sviluppata una banalizzazione e direi anche una strumentalizzazione.
02:23La Resistenza nasce da una profonda unione di democratici e nasce fondamentalmente con un grande progetto di libertà e di
02:41democrazia.
02:43Certo, la Resistenza è antifascista e uno degli elementi fondamentali della Resistenza è appunto l'antifascismo.
02:55Ma occorre guardare con più profondità al significato di questa affermazione.
03:09Una delle figure più eminenti di tutto il Novecento, una delle personalità più alte del Novecento, che è Simone Weil,
03:20morta giovanissima, combattendo contro il nazismo, autrice e pensatore tra i massimi del secolo scorso.
03:39Ha scritto nel 1942, poco prima di morire, in sostanza lei era rientrata per combattere il nazismo nella Seconda Guerra
03:50Mondiale.
03:52Ci ha lasciato una frase che i vanno a ripetere spesso.
03:57Non pensiate che avere combattuto contro il nazismo significa che abbiamo fatto tutto il nostro dovere.
04:12Lei, che veniva da una militanza comunista, che era stata comunista, e che aveva poi capito e subito condannato gli
04:31orrori del comunismo in Unione Sovietica,
04:36ammoniva in questo modo a non considerare sufficiente l'impegno antinazista ed antifascista.
04:49È solo una parte, questo, dell'impegno per la difesa della libertà e per l'impegno della democrazia.
04:54La resistenza è stata un grande momento di costruzione della democrazia.
05:06Non è il suo lato negativo la forza, il suo lato più importante è quello positivo,
05:16è quello per la costruzione di libertà e di democrazia.
05:22Per questo io credo che anche in un momento difficile come quello che stiamo attraversando oggi noi,
05:32sia importante recuperare nella sua profondità, nella sua ampiezza, nella sua elevatezza morale,
05:45il significato della resistenza.
05:48Occorre recuperarlo dal punto di vista morale, dal punto di vista politico, dal punto di vista civile.
05:55Oggi, in un momento difficile, in cui c'è il rischio di cadere nella retorica, cadere nella banalità,
06:05noi abbiamo bisogno di richiamarci seriamente a quegli uomini, a quelle donne,
06:14che di idee diverse, di fedi diverse, si sono trovati accomunati nella battaglia per la libertà e per la democrazia.
06:24Il 25 aprile, al tempo del coronavirus, non rinuncio alla festa della liberazione,
06:30non ci saranno manifestazioni di piazza proprio per evitare gli assembramenti,
06:34così come ci è stato richiesto nelle ultime settimane,
06:36ma comunque la ricorrenza verrà celebrata anche sui social con l'hashtag IoRestoLibero.
06:45Adesso vediamo i contributi del Comitato Sardo, 25 aprile, e dell'AMPI, l'Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani.
06:53Nonostante il forzato isolamento a causa della pandemia da coronavirus,
06:58come Comitato 25 aprile abbiamo voluto ugualmente commemorare la festa della liberazione.
07:06Non si tratta soltanto di fare omaggio ai tanti che sono caduti per garantire a noi un'esistenza di pace
07:13e di progresso,
07:14ma anche di mantenere vivo quel progetto di democrazia che è contenuto nella nostra Costituzione
07:21e che in questi anni ha subito diversi attacchi.
07:26Perciò, come è avvenuto un po' in tutta Italia, abbiamo organizzato anche quest'anno
07:31una serie di iniziative, in parte sostitutive dei cortei che non abbiamo potuto fare,
07:38quindi ci sono diverse iniziative online che potranno essere seguite in particolare sulla pagina Facebook dell'AMPI,
07:47e però abbiamo voluto anche deporre la corona dall'oro come gli altri anni sul monumento ai caduti.
07:57Una circolare ministeriale che doveva regolamentare queste cerimonie
08:03ha posto il dubbio che l'AMPI e le altre associazioni partigiane
08:10non potessero partecipare agli eventi organizzati da soggetti istituzionali come sindaci, prefetti.
08:21Tutto questo in realtà è stato risolto molto rapidamente dalla nota della Presidenza del Consiglio del 22 aprile
08:31che ha chiarito come la partecipazione delle associazioni partigiane fosse autorizzata
08:38nella consapevolezza, cito testualmente, del valore che questo anniversario ricopre per l'Italia
08:46e dell'importanza di difendere la memoria democratica del Paese.
08:50Questo 25 aprile 2020 rimarrà molto forte nei nostri cuori.
08:56L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia lo festeggia dai balconi e dalle finestre
09:02esponendo le bandiere e cantando bella ciao.
09:05Solo i rappresentanti del comitato 25 aprile depositeranno una corona in ricordo presso il Parco delle Rimembranze.
09:1475 anni fa l'insurrezione popolare decisa dal Comitato di Liberazione Nazionale
09:20operai, contadini e giovani studenti partigiani della libertà contro il nazifascismo.
09:27Un'intera generazione già fortemente decimata dalla guerra che sceglie di combattere
09:35e paga a caro prezzo questa scelta, 40.000 i morti.
09:39E pensavano a noi, pensavano al futuro perché la naturale conclusione di questo importante
09:44movimento fu la conquista della Carta Costituzionale della Repubblica.
09:50Per noi la libertà è una nuova giustizia sociale per combattere, per la quale dovremo seguire
09:58l'esempio dei nostri partigiani.
10:01A ricordare tutto questo, l'apertura della pagina dell'AMPI di Cagliari alla collaborazione
10:08di compagni e amici ai quali abbiamo chiesto di inviare lavori, testi, disegni, canti, video
10:21e abbiamo ricevuto in particolare racconti di nipoti e figli di partigiani sardi che hanno
10:32combattuto nelle Brigate del Nord, per dire come era forte il legame tra il Nord e il Sud
10:39in un'Italia spaccata in due dalla guerra.
10:41E siccome il 25 aprile è una festa, abbiamo fatto una diretta con artisti, cantanti e giovani
10:50antifascisti che ricreino il clima delle manifestazioni del 25 aprile di questi anni, gli striscioni,
10:58le bandiere e il canto del coro dell'AMPI di Cagliari, anche se quest'anno l'AMPI il 25
11:06aprile lo festeggia dai balconi e dalle finestre esponendo le bandiere al canto di Bella Ciao.
11:13E il documento nazionale dell'AMPI si conclude proprio in questo modo, dicendo che c'è bisogno
11:19di speranza e di unità e noi continueremo a cantare Bella Ciao in tutti questi giorni.
11:25Buon 25 aprile a tutti!
11:28E tra le associazioni che contribuiscono a tenere viva la memoria della Resistenza
11:33vi è anche l'Unione Autonoma Partigiani Sardi, che ogni anno prende parte al Comitato
11:38per l'organizzazione delle celebrazioni del 25 aprile.
11:41La sua negli anni è stata una ricerca, una raccolta della memoria attraverso racconti
11:46dei protagonisti della Resistenza.
11:48Allora vediamo questo filmato che ci hanno gentilmente concesso di mandare in onda.
12:07Cagliari l'ha distrutta completamente, l'ha distrutta.
12:11Io me la ricordo benissimo sia in Istampage, in San Benedetto, c'erano macerie dappertutto.
12:17Siccome la città era bombardata in una maniera veramente terribile, aveva subito bombardamenti
12:28in tutti i suoi quartieri Cagliari.
12:30e si era creata anche una sorta di polvere, quando soffiava il vento, ci sembrava di essere
12:41nel deserto.
12:42Il bastione che era a mezzo di roccato era completamente al buio ed era quindi sottoposto agli scempi
12:53e di sciaturati, i giardini pubblici erano distrutti, le strade erano ancora sconnesse.
13:04C'era un grande contrabbando di roba da mangiare, io poi da Via Garibani sono arrivato qua alla marina nel
13:1648
13:16e allora c'era l'inversione dei napoletani, napoletani che hanno portato tanta roba americana, la gente andava.
13:26Cagliari ricominciò a popolarsi, la gente rientrava piano piano, si cominciò a ricostruire piano piano
13:36e fu l'invasione americana, gli americani vennero, si installarono a Cagliari, gli edifici che erano rimasti in piedi
13:49furono requisiti, gli americani avevano bisogno e cominciarono a fare quella grande azione americana
13:59che è durata fino alla fine del secolo scorso, cioè tutto quello che era americano era il meglio del mondo
14:09e noi dovevamo abituarci a quest'altra vita. Quindi per anni e anni non avevamo visto più un film americano
14:18e improvvisamente sono arrivati tutti i film americani con l'ottimismo americano che noi imparavamo ad accettare
14:27che le cose finivano sempre bene, che la gente era o buona o cattiva e intermedie non esistevano.
14:36Insomma una visione semplificata della vita e nello stesso tempo agevolata.
14:44I americani ballavano, ci hanno portato la musica che non conoscevamo, ci hanno portato il jazz, ci hanno portato il
14:52boogie oogie
14:54io impazzito per il boogie oogie a 17 anni, cosa potevo fare? Andare a ballare il boogie oogie
15:00è una cosa che mi entusiasmava. E così la nostra società si era orientata ad essere una coppia di quelli
15:12americani
15:12cosa che non riuscimmo mai a raggiungere perché per vivere come gli americani bisognava essere ricchi come gli americani.
15:20Noi eravamo poveri, poverissimi. Avevamo sempre le giacche con il taschino dall'altra parte perché erano giacche ribottate
15:28e quindi invece che avere il taschino doveva essere, era quindi il taschino dell'eschio.
15:34Questo significava che era una vecchia giacca, avevamo le scarpe sempre risuolate perché non c'erano, non si potevano comprare
15:43le scarpe
15:44non c'erano, non c'erano, non c'erano, non c'erano, non c'erano.
15:58Adesso lasciamo lo spazio per qualche comunicato commerciale.
16:04Torniamo in studio per raccontare la resistenza con un'iniziativa dell'Istituto Sardo per la storia dell'antifascismo e della
16:12società contemporanea.
16:2475 anni dopo la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, oggi torna più che mai d'attualità la lettera che Jaime
16:30Pintor scrisse da Napoli a fratello Luigi il 28 novembre 1943, pochi giorni prima di morire.
16:37Per mio fratello, Napoli 28 novembre 1943. Carissimo, parto in questi giorni per un'impresa di esito incerto, raggiungere gruppi
16:48di rifugiati nei dintorni di Roma, portare loro armi e istruzioni.
16:52Ti lascio questa lettera per salutarti nel caso che non dovessi tornare.
16:56Parole celebri, parole cariche di speranza e inquietudine, parole travagliate ma anche di fiducia per raccontare uno dei periodi storici
17:03più bui e insieme eroici della nostra storia d'Italia.
17:06Parole scelte da Lissasco, Istituto Sardo per la storia dell'antifascismo e della società contemporanea,
17:10è contenuta in una clip di dieci minuti dove dodici persone interpretano dalle proprie case, con strumenti non professionali, il
17:18messaggio dell'antifascista di origini sarde.
17:20Una lettura corale nella quale studentesse, medici, educatrici, insegnanti, ricercatori, giornalisti, studiosi e studiosi ripropongono nella quotidianità un esempio di
17:30straordinaria onestà intellettuale,
17:32un'acuta testimonianza e una sincera presa di coscienza della necessità di assumere il proprio destino pur nella consapevolezza dei
17:38propri limiti.
17:39«Oggi nessuna nazione civile il distacco fra le possibilità vitali e la condizione attuale è così grande.
17:45Tocca a noi di colmare questo distacco e di dichiarare lo stato d'emergenza.
17:48Musicisti e scrittori dobbiamo rinunciare ai nostri privilegi per contribuire alla liberazione di tutti», scriveva l'intellettuale fine letterato Pintor.
17:55«Il messaggio di un giovane uomo che a 24 anni, come tanti nello stesso periodo, decideva di combattere contro l
18:01'oppressione, l'intolleranza, la prevaricazione e senza per questo essere un eroe o un predestinato.
18:06Un messaggio attuale e vivo che l'Istituto Sardo per l'antifascismo ripropone in una circostanza complicata e tortuosa come
18:12quella che l'umanità oggi attraversa nel combattere la pandemia».
18:15Le sue parole ci costringono a riflettere sulla responsabilità che è necessario assumere nei momenti decisivi della vita.
18:26Pintor, all'epoca aveva 24 anni, scelse di difendere i valori della libertà, i valori dell'uguaglianza, la parità dei
18:35diritti,
18:36contro l'oppressione, contro la violenza di un regime che stava insanguinando l'Europa.
18:41Pintor non era un eroe, era una persona comune, era una straordinaria persona comune.
18:48Ecco, nel leggere e interpretare le sue parole, noi vogliamo ricordare che sono ancora vive
18:55e vogliamo ricordare anche da che parte stiamo.
19:00Noi stiamo dalla parte di Giaide.
19:01L'iniziativa è Sasco, partecipa alla campagna social Raccontiamo la Resistenza, avviata dall'Istituto Nazionale Ferruccio Parri
19:07e dagli altri 65 istituti della Rete il 29 marzo scorso su Facebook, Twitter e Instagram.
19:13Aderiscono all'iniziativa tutte le associazioni di Reduce Partigiani, le principali società storiche,
19:18la Rete Paesaggi della Memoria con la partnership di Restoria e di Rai Cultura.
19:26Adesso per la nostra rubrica Io resto a casa, una pièce teatrale dei Cadavie, proprio un'occasione della ricorrenza.
19:44Mamma, ricordati di portare le seadiche, che devo fare i compiti che ci ha dato la maestra.
19:50Mi raccomando, questa volta ricordatelo, non dimenticarlo più!
19:57Continuano i progetti teatrali con i ragazzi?
20:01Sì, con i ragazzi che vengono a vedere questo spettacolo e con i ragazzi più grandicelli della scuola di teatro,
20:08del Cadavie Teatro,
20:09che vanno in scena per il quindicesimo anno di seguito con Cagliari, 1943, La guerra dentro casa.
20:17Non ci avremmo mai sperato, mai scommesso 15 anni fa, quando abbiamo fatto per la prima volta questo spettacolo
20:23che racconta di quando la nostra città tra febbraio e maggio del 1943 si sbriciola letteralmente sotto le bombe,
20:31perché è così importante lavorare con i ragazzi, fare teatro con i ragazzi?
20:37Pensiamo, non posso dire io che è importante, però ce lo dicono gli insegnanti,
20:42ce lo dicono gli stessi ragazzi con la loro attenzione.
20:46Ieri per un'ora e mezza si sentiva, oltre alle loro risate nella prima parte dello spettacolo,
20:51ma c'era proprio un silenzio intenso.
20:53Voi come compagnia teatrale avete vissuto tra virgolette uno sfratto, mi passo il termine,
20:58adesso la situazione come?
21:00La situazione è che siamo qui, siamo per la prima volta in 15 anni in questo bel teatro,
21:07un'amministrazione comunale, quella di Serargius, che ringraziamo, che ci ha accolto,
21:11e però con il dispiacere che il teatro della vetreria, al quale siamo in modo particolare affezionati
21:17per tutta la storia, per come è nato, per come siamo riusciti a salvare negli anni 90 questo spazio,
21:23facendo i mur attori.
21:24Abbiamo creato anche un neologismo quando tutto questo grande spazio,
21:28questa storia di Cagliari, questa archeologia industriale, si pensava di distruggere,
21:32radere al suolo come la nostra città nel 43, anche con il nostro contributo di sicuro è stato salvato.
21:40Quindi pensare che ora questo teatro è chiuso dal mese di giugno,
21:44perché dovranno iniziare importanti lavori e ancora non sappiamo neanche quando inizieranno
21:50e il teatro è chiuso e questa giornata della memoria, questo canto d'amore per la nostra città
21:56per la prima volta non si è tenuto a Cagliari.
21:59Fare teatro oggi in Sardegna vuol dire?
22:02Vuol dire avere una passione, una grande passione, una voglia di raccontare qualcosa.
22:08Parlavamo prima dei ragazzi, l'importante è di fare capire che ci può essere un modo diverso
22:12di stare insieme, di comunicare, di vivere delle emozioni, di condividerle,
22:17di diventare cittadini responsabili.
22:20Vedere che vanno a teatro non soltanto per sfangarsi la lezione, come qualcuno diceva,
22:25ma ieri c'erano ragazzi dei licei, delle scuole tecniche,
22:28e vedere che pagano quel biglietto non per evitare l'interrogazione,
22:32ma perché davvero si interessano.
22:34Per noi questa è una grande felicità.
22:37Signora, ha visto una bambina di 12 anni?
22:49E ora uno sguardo alla nostra programmazione, questa sera alle 22,
22:53ritorna Artigianato, curato da Alessandra Dari.
22:58Andrà in onda stasera la seconda puntata di Artigianarte,
23:01il programma dedicato al lavoro manuale, quello di chi forgia, plasma, crea attraverso le proprie mani
23:07e con diversi materiali e oggetti sempre di nuovi, frutto di competenza, tecnica, ma anche tanta creatività.
23:13La nostra scelta di mandare in onda queste puntate, registrate prima dell'emergenza sanitaria,
23:18vuole proprio ricordare il loro valore per l'economia, ma anche per la storia e le tradizioni dell'isola.
23:25Sono loro infatti che, pur con grandi sacrifici, non hanno mai mollato.
23:29E anche ora siamo sicuri che sapranno trovare la spinta giusta per riprendere la propria attività,
23:35pur con grandi sacrifici.
23:37Abbiamo intervistato orafi, tesitrici e imprenditrici della moda, falegnami e coltellinai.
23:43Il protagonista della puntata di oggi è un corniciaio.
23:46Lui si chiama Gian Battista Resu.
23:47Nel suo atelier, diventato punto di riferimento di collezionisti appassionati di pittura,
23:52si incorniciano piccole e grandi opere d'arte.
23:55Ed in questa puntata lui ci spiega come si fa, mescolando un po' di nuova tecnologia all'antica sapienza,
24:02una cornice a regola d'arte.
24:06E per questa edizione è tutto.
24:08Grazie per essere stati con noi.
24:09Arrivederci.
24:12Grazie.
24:12Grazie a tutti.
24:27Grazie a tutti.