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00:14Diplomazia culturale, Francesco Rutelli ieri a Cagliari parla dell'importanza della cultura
00:19per incrementare la nostra economia. Il lavoro non è donna, ha presentato il bilancio dell'ufficio
00:24della consigliera di parità della regione Sarda, c'è ancora molta strada da fare.
00:29Giornata degli oceani, il WWF denuncia la presenza della troppa plastica nei nostri mari, un danno
00:35anche economico che limita la presenza turistica. Informazione privacy, i limiti dell'informazione
00:41sono dettati dai diritti di privatezza sanciti dal nostro ordinamento giuridico. Ne parliamo
00:46con Pietro Ciarlo, vicepreside della Facoltà di giurisprudenza di Cagliari.
00:54Buonasera, benvenuti a questo nuovo appuntamento con l'informazione da Telecosta Asmeralda.
00:59Iniziamo subito con la questione dell'economia che può essere incrementata grazie anche alla
01:07valorizzazione del patrimonio culturale. La Sardegna non è da meno a nessuna regione
01:13per quanto a patrimonio da valorizzare. Ieri Francesco Rutelli, ex ministro dei beni culturali,
01:21era in Sardegna per un seminario sulle diplomazie culturali. Lui ha ribadito questo concetto
01:28anche gli imprenditori privati devono farsi forti dal patrimonio di cui dispone una terra.
01:35Sentiamolo in questa intervista.
01:39Dall'esperienza di Monumenti Aperti, manifestazione di grande successo organizzata dai Mago Mundi
01:44e partita dal capoluogo Sardo, sono nate una serie di riflessioni sull'importanza della cultura
01:49per l'evoluzione sociale ed economica della società. Riflessioni sfociate in una serie di seminari
01:55organizzati dai Mago Mundi che hanno portato ieri a Cagliari Francesco Rutelli, ex ministro dei beni
02:01e delle attività culturali e vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Prodi.
02:06Rutelli, intervistato dalla giornalista Anna Piras, ha parlato appunto di diplomazia culturale,
02:11uno strumento per promuovere l'interesse nazionale. Sentiamolo in questa intervista.
02:16Oggi per l'Italia parlare di diplomazia culturale è fondamentalissimo perché non riguarda solo gli ambasciatori,
02:25i diplomatici o tutti noi che in fondo siamo diplomatici culturali sul web quando scriviamo
02:30qualcosa che viene visto potenzialmente in ogni parte del mondo. Perché l'Italia è l'unico grande paese
02:38che non avendo una volontà di egemonia, cioè di portare i suoi interessi strumentalmente attraverso la cultura,
02:47è stato sempre meno arrogante, meno pervasivo e oggi ha invece la qualità di poter coniugare heritage,
02:56come si dice in inglese, patrimonio culturale che è unico al mondo indiscutibilmente, complesso, diverso, diffuso.
03:09Noi non siamo il Louvre e basta. L'Italia è Barumini e Matera, Firenze e Venezia,
03:17le Cinque Terre, San Pietro e Colosseo e così via. Quindi siamo diversi, abbiamo una ricchezza
03:26che è anche ricchezza del patrimonio paesaggistico ed ambientale, integrato con quello storico, artistico,
03:32archeologico, monumentale, ma tutto ciò si coniuga con le industrie.
03:37La forza della diplomazia culturale italiana nel mondo, a mio avviso, può e deve risiedere
03:44a difesa e promozione anche dell'interesse italiano nel mondo difficile,
03:49dall'integrazione della storia, della cultura che abbiamo ereditato e la contemporaneità,
03:55ovvero il design, la moda, le culture del cibo, il cinema e l'audiovisivo.
04:02Se l'Italia si presenta con questi valori insieme, uniti, cioè trasformativi, è e sarà
04:11una protagonista nel mondo che cambia del XXI secolo e non soltanto, il paese è ammirato
04:17da tutti per ciò che i tre millenni precedenti ci hanno lasciato. E a mio avviso l'Italia
04:23se fa sistema, che è sempre il nostro problema, cioè se unisce le grandi capacità degli individui,
04:30dei gruppi, delle imprese, spesso piccole, che sono pioniere, ad una capacità sistemica
04:38unitaria, l'Italia può non finire nel dimenticatoio della storia, essendo un paese di 60 milioni
04:46di abitanti in un mondo di 8 miliardi di abitanti e quindi un paese diminuisce dal punto di vista
04:53della popolazione, dal punto di vista del peso economico, del valore dei beni che sa e può
04:59commerciare nel mondo, commercializzare e promuovere.
05:05E quindi la tipologia culturale non è solo una enunciazione civile, un'enunciazione di dialogo
05:14tra le persone, di rispetto tra le persone, di rispetto delle diversità, di amore per le
05:19comunità, per le tradizioni. Oggi è un grande interesse economico, sociale, di lavoro,
05:26pensate all'impatto di tutto quello di cui stiamo parlando sul turismo, che è ormai
05:31di gran lunga la prima industria del paese e quindi c'è bisogno di crescere e intanto
05:37di capire questi fenomeni e di condividerli.
05:42Abbiamo sentito Francesco Rutelli parlare dell'economia turistica, ma quanta economia
05:49turistica viene meno, viene danneggiata dall'inquinamento oggi? È la giornata mondiale degli oceani.
05:59Il WWF ne approfitta per ufficializzare un report agghiacciante sulla presenza di plastica
06:07proprio nel mar Mediterraneo e la Sardegna deve sentirsi coinvolta in questo e di fatti
06:17sono stati moltissimi i comuni che hanno dichiarato plastic free le proprie spiagge.
06:24Oggi è la giornata mondiale degli oceani e il WWF festeggia la ricorrenza, ma è un eufemismo
06:29parlare di festa denunciando la presenza di 33.000 bottiglie al minuto che arrivano nel
06:34mar Mediterraneo. Il nuovo report del WWF parla di inefficienza nella gestione di rifiuti
06:41plastici da parte di tutti i paesi del Mediterraneo. L'effetto plastica si traduce in perdita di
06:46miliardi di euro e aumento dell'inquinamento. C'è un'incapacità diffusa dei paesi del
06:51Mediterraneo, si legge nel report, di gestire i propri rifiuti di plastica e questo si traduce
06:56in livelli record di inquinamento nel mare Nostrum, provocando costi enormi all'economia
07:02regionale dell'ordine di centinaia di milioni di euro ogni anno. 570.000 tonnellate di plastica
07:09finiscono nelle acque del Mediterraneo in 12 mesi e come se 33.800 bottiglie di plastica
07:16venissero gettate in mare ogni minuto. L'inquinamento da plastica sta continuando a crescere e si prevede
07:22che entro il 2050 nell'area del Mediterraneo si quadruplichi. Discariche e inceneritori sono
07:28ancora i principali metodi per la gestione dello smaltimento dei rifiuti in tutta la
07:32regione. Il nostro paese da un lato subisce gli impatti pesanti dovuti all'inquinamento
07:39della plastica, prosegue il report, avendo la maggiore estensione costiera nel Mediterraneo.
07:45Dall'altro contribuisce all'inquinamento essendo il maggiore produttore di manufatti di plastica
07:50della regione e il secondo più grande produttore di rifiuti plastici. L'80% dei rifiuti proviene
07:57dall'industria degli imballaggi. Il turismo allo stesso modo è parte del problema e nella
08:02parte lesa. Il flusso turistico incrementa del 30% la produzione di rifiuti nei mesi estivi
08:09ma spiagge e mare sporco allontanano i turisti. L'effetto negativo della plastica in natura
08:15colpisce tutte le blue economy. Quella italiana è la terza più grande d'Europa ma l'inquinamento
08:21secondo il report WWF le fa perdere circa 67 milioni di euro l'anno. I settori più colpiti
08:28sono proprio il turismo 30,3 milioni di euro ma anche la pesca 8,7 milioni, il commercio
08:35marittimo 28,4 e bonifiche e pulizia 16,6 milioni di euro. La Sardegna come è evidente
08:44è altrettanto coinvolta in questo sistema. Molti comuni hanno eretto le proprie spiagge
08:49come plastic free ma sicuramente occorre una più complessa organizzazione tra informazione
08:54diffusa tra tutti i cittadini fruitori, imprenditori turistici e amministratori di servizi pubblici
09:00per la raccolta dei rifiuti.
09:02Un servizio legato invece al bilancio annuale della consigliera di parità, una figura istituzionale
09:10molto importante nella nostra regione che come avete sentito monitora, controlla il sistema
09:19del lavoro legato alle donne. C'è ancora molto da fare sul campo della parità di genere,
09:27sono ancora tantissimi gli abusi e i trattamenti di sfavore per le donne.
09:34Lavoro Donne e Società è il nome del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Cagliari
09:39presso la biblioteca regionale in Viale Trieste. Incontro fortemente voluto dall'ufficio
09:45pari opportunità della regione Sardegna, organo istituzionale con il compito di tutelare
09:50le lavoratrici e i lavoratori dalle discriminazioni subite in ragione del sesso sul posto di lavoro.
09:57Durante i lavori sono stati resi noti i dati e le criticità del fenomeno dei primi due anni
10:02di attività. Denunciare una molestia vuol dire stigmatizzare una situazione, è quello
10:09che noi facciamo alla valutazione del rischio, cioè se una lavoratrice che denuncia all'interno
10:14di un'impresa, di un'azienda con tre dipendenti, un collega, un datore di lavoro molesto, si
10:20sta esponendo a un rischio abbastanza elevato di una chiusura di quel rapporto di lavoro.
10:26La domanda che lei mi ha fatto, la prima, rispetto alla sottile differenza tra la molestia
10:35e il complimento, le donne lo sanno bene. Noi lo facciamo con degli esempi, se uno ti dice
10:40quanto ti sta bene questo vestito come sei carina oggi è un complimento, se invece si
10:45esprime con le espressioni che ho usato durante la conferenza, le donne capiscono bene che non
10:49è un complimento ma è una molestia.
10:51Lo sportello d'ascolto ha supportato circa 80 casi di diseguaglianze in vari ambiti
10:56lavorativi e, aspetto sempre meno strano, hanno chiesto aiuto gli uomini.
11:01Beh, due erano effettivamente delle discriminazioni per paternità, non venivano concessi dal datore
11:07di lavoro, il periodo di allattamento, tra l'altro anche con ampia derisione sulla questione.
11:13Altri tre erano dei casi che non riguardavano discriminazioni di genere ma altre fattispecie
11:17del rapporto di lavoro che non erano relativi al genere.
11:20La strada in ogni caso è lunga e tortuosa. La problematica continua a raccontare segnali
11:25altamente preoccupanti che solo con l'ausilio di una regia condivisa e con tutte le componenti
11:30istituzionali potrà dare dei risultati soddisfacenti.
11:35La strada è molto lunga e c'è bisogno della coralità di tutti gli attori perché questo
11:41accada. Intanto il tessuto imprenditoriale è molto fragile e molto debole, quindi bisogna
11:46rafforzare il tessuto delle imprese. Questo è sicuramente un primo obiettivo. Nelle grandi
11:53imprese è tutto meno difficile.
11:58Siamo pochi abitanti, abbiamo un tessuto economico debole, le imprese sono di piccolissime
12:04dimensioni. La cosa che mi fa più specie è la povertà. Oltre a essere vittime di lavori
12:13precari sono anche lavori molto poveri e questo vuol dire spingere le donne verso un
12:18processo di povertà da cui è difficile tirarsi su. Quelle vanno aiutate in tutti i modi e in
12:23tutti i luoghi. Tutti gli attori devono sentire che ognuna che arriva al tuo ufficio a chiedere
12:30aiuto deve avere la sua considerazione.
12:34Ci fermiamo solo un attimo per una brevissima pausa pubblicitaria.
12:39Bentornati in studio. La stagione della pesca del tonno sembra salva. Quest'anno, grazie
12:46all'attuazione del decreto manzato sulla pesca del tonno, consente di rispettare le quote
12:53storiche del 2018. Una bella notizia per le nostre tonnare annunciata da Cristian Solinas
13:02che ha espresso soddisfazione per il provvedimento del governo che ha ripartito le quote tra i
13:07quattro impianti sardi. Due a Carloforte e due a Portoscuso e quello siciliano a Favignana.
13:14Ci sono state delle proteste effettivamente dalla regione Sardegna, dalle tonnare siciliane.
13:21Perché? Perché si è pensato in un primo momento che la Sardegna avesse preso un numero di quote
13:27maggiore rispetto a quelle siciliane sfavorendole. In realtà non è così perché proprio nel sud Italia
13:35sono nati due nuovi impianti, due nuove tonnare a cui sono state assegnate delle quote.
13:42E adesso parliamo invece di informazione privacy. Di recente il professor Pietro Ciarlo,
13:50vicepreside dell'Università di Cagliari in giurisprudenza, ha voluto tracciare un limite
13:58tra quello che è l'informazione, il diritto di informare sancito dalla nostra Costituzione
14:03all'articolo 21 e il diritto alla privatezza che invece è stato sancito dal nostro ordinamento giuridico
14:12con una legge apposita detta appunto legislazione sulla privacy. Sentiamolo in questa intervista.
14:29Libertà di espressione, reciproco rispetto e contrasto alla discriminazione. Quali sono gli equilibri
14:36nella comunicazione e nel discorso pubblico? Beh, la domanda la giriamo al dottor Ciarlo che di queste cose
14:42se ne intende parecchio. In Italia, diciamo così, come ci si comporta?
14:49Beh, in Italia ci si comporta così e così, perché così e così, diciamo, perché l'Italia non brilla
14:56quanto a libertà di manifestazione del pensiero. Perché il sistema televisivo è sostanzialmente diviso
15:05tra due grandi operatori, adesso se ne è aggiunto qualche altro, uno come nativo e l'altro privato
15:14in condizione di semi-monopolio privato. Allora noi siamo nelle classifiche che riguardano la libertà
15:22di manifestazione del pensiero intorno tra il quarantesimo e il cinquantesimo posto su circa 150 stati valutati.
15:33insomma, non è una posizione molto lusinghiera perché siamo alla fine alla pari con paesi dell'Europa dell'Est,
15:40dell'Asia Centrale. Dobbiamo migliorare quanto a libertà di manifestazione del pensiero,
15:48soprattutto dal punto di vista dell'organizzazione giornalistica.
15:52E quanto secondo lei incide sulla pancia degli italiani la comunicazione che viene effettuata
15:58sia dalla stampa, intesa come giornali, sia da quella televisiva soprattutto, perché se poi parliamo
16:04della rete il discorso cambia ancora.
16:08Guardi, noi, ma non solo in Italia, dappertutto, siamo in una democrazia ibrida, potremmo definire,
16:16dove l'opinione politica dell'elettore si forma attraverso la rete, attraverso la televisione
16:24e solo in piccola parte, attraverso la carta stampata. Del resto ormai la diffusione è quella che è.
16:32In Italia la televisione prevale nettamente sulla rete.
16:39Il 50% degli italiani dichiara di formare la sua opinione politica esclusivamente sui programmi televisivi
16:48e circa il 70% principalmente sui programmi televisivi.
16:54Poi, naturalmente, c'è la rete che rosicchia sempre punti, diventa sempre più importante
17:01e sono problemi molto diversi.
17:04Per esempio, per quanto riguarda la televisione, come dicevo prima, incide il controllo governativo
17:10e monopolistico, per quanto riguarda la rete, un problema che è comune a tutti
17:16è quella dell'assenza di qualsiasi regola sulla rete, per cui chi ha più soldi riesce a far passare
17:26qualsiasi verità, cioè qualsiasi cosa.
17:29Ecco, però potremmo notare anche una differenza sostanziale e questa la dice lunga.
17:35Molto spesso i giovanissimi, o i giovani comunque, che frequentano meno la televisione e più la rete
17:43propendono per un'interpretazione della notizia che faccia scalpore, che sia, mi passi in termine, ridanciana
17:53che segni magari un momento di contatto con altre persone piuttosto che di informazione.
18:00C'è da essere preoccupati.
18:03Guardi, questa è una, io sono d'accordo con lei, è una delle componenti di preoccupazione
18:09che genera la rete, ma dal punto di vista dell'informazione, l'esperienza ci ha indicato
18:15che i veri pericoli sulla rete è quella dell'informazione manipolata, cioè il caso di Cambridge Analytica,
18:23cioè del fatto che per l'elezione di Trump sia intervenuta una società di analisi dei dati, dei grandi dati,
18:32dei profili, degli utenti di internet
18:34e abbia indirizzato messaggi personalizzati alle singole persone su internet, soprattutto per convincere gli elettori democratici incerti ad astenersi,
18:46ormai è pacifico che questo abbia determinato quel differenziale di voti che ha consentito a Trump di vincere.
18:58Nonostante Hillary Clinton abbia avuto più voti popolari, circa 2 milioni di voti popolari in più.
19:04Allora io sono completamente d'accordo con lei, come dire, tra virgolette, non ci piace lo stile di cose che
19:10girano sulla rete
19:11perché ogni ragazzino può diventare protagonista dell'informazione, ogni vecchio bacucco, insomma, non cambia molto.
19:20Però la rete è anche la sede di manipolazioni organizzate molto più penetranti dei messaggi casuali, random,
19:32che io o lei o il ragazzino o il bacucco può introdurre nella rete.
19:35Per quanto concerne invece la giornata che l'ha vista protagonista nell'incontro con i giornalisti,
19:42quali sono state le domande più frequenti che gli hanno rivolto e soprattutto quali sono le incertezze maggiori
19:48che lei ha trovato all'interno della classe?
19:51Guardi, il vero grande problema che tutti avvertiamo adesso, come si fa a resistere a questa ondata di odio,
20:01di polemiche, di atteggiamenti ultra-aggressivi e discriminatori che si è diffuso nell'ambiente politico.
20:11I giornalisti, come tutti coloro i quali per statuto dovrebbero avere delle posizioni di autonomia,
20:20la Costituzione tutela l'autonomia dei magistrati, delle università, dei giornalisti,
20:27della libertà di manifestazione del pensiero, sono sottoposti alla pressione dell'odio,
20:34a questi comunicati che arrivano da tutte le parti e comunicano odio.
20:40Come fa il giornalista, riportando le notizie, a non essere un comunicatore dell'odio, diciamo,
20:48o un amplificatore involontario?
20:51Il giornalista in quanto tale o in quanto dipendente?
20:54Il giornalista in quanto tale e in quanto anche dipendente, perché naturalmente una buona parte dei giornalisti sono dipendenti.
21:02Poi, come ho detto, ho avuto un passato anche da giornalista,
21:06il pericolo maggiore è l'autocensura.
21:10Dice, questo lo scrivo o non lo scrivo?
21:12Eh, ma questo può dispiacere a pinco, al meglio che non lo scrivo.
21:16In questo clima di aggressività, l'autocensura diventa sempre più, questa autolimitazione della libertà diventa sempre più penetrante.
21:26E allora come fare?
21:28Secondo me bisogna valorizzare tutti i segmenti della vita sociale e dell'ordinamento giuridico
21:35che manifestano chiari indirizzi antidiscriminatori, a partire dalla disciplina giuridica che vince negli stadi.
21:47Dove?
21:48E come dire, paradossalmente, no?
21:50Di rispetto a una...
21:53a quote, a parti, sia pure minoritari, della tifoseria che sono molto aggressivi, molto discriminatori, eccetera,
22:02c'è una reazione dell'ambiente calcistico e quindi delle discipline sportive,
22:07che è lo stesso ambiente calcistico, si dà fortemente contrapposto alle discriminazioni.
22:13Allora lì lo sforzo del giornalista deve essere, soprattutto quello della carta stampata,
22:18ma anche nei dibattiti che ce ne sono tanti, superare, dar conto del dato di cronica,
22:24ma superarlo pure un pochino e vedere qual è il contesto culturale.
22:27E qual è il contesto culturale?
22:28Che ci sono delle minoranze turbolente che fanno i bu, gli insulti razzisti, eccetera,
22:33e c'è un ordinamento che invece è ispirato ad altri valori e dice no razzismo,
22:38con una reazione nettamente maggioritaria.
22:41Perché se uno prende una pezzo e dice ma tu sei razzista?
22:44No, io quando mai, perché fai bu allo stadio?
22:46Ah, ma quello è quello dell'avversario, ma allora, non so, uno bravo,
22:50che so che quel ragazzo che è, come si chiama, quello che gioca con la Juventus,
22:54lo vuoi far giocare con la tua scala?
22:56Sì, allora gli fai pure bu a quello tuo, o no?
23:00Ecco, sulla scorsa di questa domanda nasce spontanea anche la riflessione
23:04sulle televisioni che lavorano molto sulla pancia, come dicevamo precedentemente,
23:10e addirittura non soltanto miticano questo fenomeno, ma lo amplificano per fare notizia.
23:17È scandaloso.
23:18Certo, eccerto.
23:19Poi, sa com'è, poi ognuno di noi ha una coscienza e ha anche una schiena,
23:24se la tiene un poco dritta, tanto meglio, se la tiene piegata, come di,
23:29non mi ci vado a fare la pizza assieme, eh, che posso fare?
23:33È davvero tutto per il momento, io vi ringrazio per averci seguito
23:36e vi do appuntamento alle prossime edizioni.
23:42Grazie.
23:48Grazie.
23:49Grazie.
23:51Grazie.
23:53Grazie.
23:55Grazie.
23:55Grazie.
23:57Grazie.
23:57Grazie.
23:58Grazie.
23:58Grazie.

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