00:00Benvenuti a Il piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Caterina Battilocchio.
00:07Benvenuta!
00:08Il libro di oggi è La Guardiana, edito da Garzanti, un romanzo che intreccia memoria,
00:14amore e identità, raccontando come il passato continua a vivere nelle persone che restano.
00:20Attraverso il viaggio di Mora tra i segreti della nonna Tita e le storie custodite in una casa di riposo,
00:27il libro ci ricorda che conoscere le proprie radici non significa soltanto guardare indietro,
00:33ma imparare finalmente a comprendere se stessi.
00:36Mora è una 33enne precaria, sia nel lavoro che negli affetti,
00:41che sente il peso di essere rimasti indietro mentre gli altri avanzano.
00:46Chi è Mora? Ci parli della protagonista del tuo romanzo?
00:49Sì, allora, Mora è una donna in bilico, ha 33 anni.
00:54È in bilico da un punto di vista relazionale, è in bilico da un punto di vista lavorativo,
01:01è in bilico da un punto di vista abitativo.
01:04Sa chi vorrebbe essere, ma non sa ancora chi è.
01:08E quindi si trova in questa situazione di disequilibrio,
01:13che è una situazione di disequilibrio che hanno provato molti millennials in quel periodo storico.
01:20Il presente storico, il presente narrativo del libro è il 2018 e lei è proprio una millennials classica,
01:29quindi è cambiato il rapporto con il lavoro, il lavoro è flessibile,
01:34tant'è vero che lei ha appena perso il lavoro e ne sta cercando uno nuovo.
01:39Si trova in una storia dal punto di vista relazionale, ma non accetta il rapporto di coppia di natura tradizionale,
01:47tant'è vero che si chiede continuamente, ma io sto bene oppure no in questa storia.
01:53E anche dal punto di vista abitativo, perché i millennials sono una delle prime generazioni,
01:59per cui la casa non è più il punto fisso, il traguardo al quale si arriva con un percorso lineare
02:09che vede prima lo studio, poi la ricerca del lavoro e poi l'indipendenza.
02:13No, la casa è un posto in qualche modo mutevole.
02:17Quindi lei si trova in questo senso molto spaisata, molto spaisata da tutti i punti di vista.
02:24Una però delle sue certezze è chi sia stata sua nonna, ossia la sua bussola,
02:32e quale sia il rapporto che l'ha legata a lei.
02:36Per questo quando la vediamo nella prima scena della guardiana,
02:43ricevere una notizia sulla nonna che la destabilizza e che quindi le fa pensare
02:48che davvero non la conosce davvero questa nonna, per lei crolla un po' il mondo.
02:56Fin dalle prime pagine, Nonna Tita emerge come una donna dal carattere indomabile,
03:01capace addirittura di pianificare il proprio funerale nei minimi dettagli per non dare pensieri.
03:07Una figura titanica che incarna le fatiche del Novecento, avendo vissuto la povertà.
03:14Chi è Nonna Tita e ci parli di lei?
03:16Nonna Tita è una donna che ha 93 anni, ma ancora vuole decidere tutto.
03:24Vuole decidere tutto della sua vita e vuole decidere tutto anche della sua morte.
03:28È una donna che cerca di controllare tutto quello che succede e appartiene un po' alle donne della mia famiglia,
03:37un po' ad alcune donne letterarie, alle quali io mi sono sentita vicino nel corso della mia vita di scrittrice.
03:46È comunque una donna che appartiene a una stirpe di donne visionarie che in qualche modo decidono con il loro
03:56fare i destini di intere famiglie.
03:59È una donna che ha delle concretezze molto forti, delle ritualità, che parla per mitologia familiare, parla per alcune frasi
04:09fatte
04:10e soprattutto consiglia, consiglia continuamente cose, comportamenti alla nipote.
04:18Una donna quindi molto concreta, che cucina di continua, le piacciono tantissimi cibi, le piacciono i profumi, le piace vestire
04:29in un certo modo.
04:30Una donna dotata anche di una grandissima spiritualità, quindi una donna davvero molto complessa e particolare,
04:40in grado di gestire un po' quelli che sono il corso dei destini di intere famiglie, della sua famiglia.
04:49In un passo è scritto, non ho più un lavoro, le mie amiche sfornano figlia Iosa, hanno una casa, io
04:55a 33 anni vivo ancora con i miei.
04:58Quanto il senso di inadeguatezza e di stallo di Mora rappresenta il ritratto di un'intera generazione?
05:04Direi moltissimo, Mora ricalca proprio quel tipo di generazione lì, la generazione che è abituata per la prima volta,
05:14a differenza dalle generazioni precedenti, quindi anche Mora rispetto al padre e la madre,
05:20che avevano un lavoro, un posto fisso, a un posto che è assolutamente, un luogo di lavoro che è assolutamente
05:26flessibile,
05:27tanto è vero che questo lavoro che va avanti per contratti a singhiozzo, a un certo punto lo perde totalmente.
05:33Ma appartiene anche a una generazione di ragazzi che vivono all'interno, in una grande città,
05:45ma che sono stati portati da ragazzi a trascorrere le loro estate nei paesi dei nonni.
05:54È un po' una caratteristica anche questa della generazione, anche io sono nata negli anni Ottanta
06:03e tutti noi che vivevamo in grandi città comunque venivamo portati dai nonni per lunghi periodi per fare la villeggiatura.
06:11E quindi in qualche modo per noi c'era sempre questa sorta di separazione tra,
06:17nel senso che in città non ci sentivamo precisamente completi,
06:24perché ci sentivamo diversi, sentivamo la mancanza di queste realtà più piccoline
06:29e nello stesso tempo anche invece nelle realtà più piccole di paese sentivamo la mancanza della grande città.
06:37E quindi ci sono tanti tratti di Mora, della generazione dei millennials in Mora, moltissimi.
06:45In un passo è scritto che addentrarsi nel passato di un anziano è solo rimuginare tra persone e cose perse,
06:52se meglio lasciar stare. Queste sono parole della direttrice Marta che rappresentano la negazione della memoria
06:59in nome dell'efficienza. Secondo te perché la società moderna tende a nascondere la vecchiaia?
07:05E quanto è importante per te invece la memoria?
07:08La memoria è un aspetto fondamentale anzitutto di questo libro, perché io ho voluto approfondire,
07:17attraversare con la guardiana anche l'importanza di lavorare attraverso il metodo autobiografico
07:25all'interno di strutture collettive, quali sono le case di riposo.
07:31Perché Mora, questa educatrice, entra all'interno di questa casa di riposo
07:37nella quale le procedure d'ingresso prevedono solamente delle acquisizioni di dati scientifici,
07:47quindi delle acquisizioni di dati soprattutto del corpo.
07:51E invece lei entra con un quaderno ad anelli sotto braccio a questa domanda
07:56che sembrerebbe quasi innocua e che invece è assolutamente rivoluzionaria in quel contesto.
08:02raccontami chi sei stato.
08:05È una domanda rivoluzionaria perché in un contesto collettivo nel quale tutto avviene in maniera comunitaria,
08:14come quello della casa di riposo, dal pasto alle attività,
08:18tutto lo spazio e il tempo vengono gestiti a livello comunitario.
08:23Quindi fare all'anziano questa domanda, raccontami chi sei stato,
08:27quali sono stati, quali sono i tuoi ricordi, quali sono i motivi conduttori della tua vita,
08:33significa sabotare una realtà collettiva per riportare la persona alla casa di se stesso,
08:40a dare testimonianza della propria individualità.
08:44In questo senso la memoria ha un valore assolutamente rivoluzionario
08:49ed è centrale la memoria non solo per attraversare il passato,
08:55ma anche per risignificare il presente e per fare dei progetti di futuro.
09:01Quindi io credo che sia un aspetto fondamentale di questo testo
09:06e per questo l'ho voluto raccontare attraverso il lavoro di questa educatrice.
09:13In un passo struggente è scritto mamma è malata di tristezza e ha rinunciato a vivere.
09:20Nel tuo romanzo affronti il tema della depressione nel dopoguerra,
09:23periodo in cui non c'erano gli strumenti medici odierni
09:26e in cui veniva chiamata appunto malattia della tristezza.
09:29Secondo te ancora oggi c'è questo retaggio della depressione come semplice tristezza?
09:35Quanto è sottovalutata questa malattia?
09:37Assolutamente sì, io credo che sia un aspetto che ancora oggi viene assolutamente sottovalutato
09:46e tra l'altro ho cercato appunto di delineare anche in modo in cui attraverso la parola
09:54che non nomina questa malattia, in qualche modo questa malattia non esiste
10:01perché solo quello che noi diciamo, quello che noi nominiamo esiste per davvero
10:06e quindi c'era una messa al bando di alcune malattie ma anche di alcuni contesti
10:13come anche quello della morte, cioè anche la morte così come la malattia
10:19vengono trattati nel testo come qualcosa da allontanare, da non vivere nel quotidiano
10:30da non nominare, da tenere ben lontane dalle persone
10:34tant'è vero che ad esempio c'è una scena in cui Mora e Tita camminano all'interno del cimitero
10:44zompettando perché la nonna attraverso la morte invece, attraverso le fotografie dei morti
10:52vuole raccontare la vita e quando questa bambina va a casa e dice
10:55mamma, nonna mi ha portato al cimitero a vedere le foto dei morti
10:59la mamma si arrabbia tantissimo, perché? Perché la morte è un tabù
11:02che non deve essere toccato, deve essere allontanato dalla vita dei bambini
11:08come se fosse un fatto che non ci appartiene
11:11In un passo è scritto, lei è un'esperta di attrazione, dice che l'amore muove il mondo
11:16partendo da questa citazione quasi dantesca, cos'è per te l'amore e questo sentimento muove veramente il mondo?
11:23è un sentimento che muove il mondo, è un sentimento molto presente all'interno del romanzo
11:28La Guardiana, c'è un amore adolescenziale, c'è un amore tra adulti
11:33c'è l'amore tra nonna Tita ed Eugenio
11:36che è un amore, mi piace ricordare questa scena
11:40di loro due anziani che ancora camminano mano nella mano
11:44e li vediamo in questa scena da dietro
11:47e è un amore che significa promessa, che significa protezione
11:50ma che significa anche e soprattutto enigma
11:53e poi ho voluto raccontare una forma particolare d'amore
11:57che è l'amore tra nonna e nipote
12:00un amore all'interno del quale si crea uno spazio emotivo
12:05in cui è possibile la trasmissione del sé, la trasmissione della memoria attraverso il tempo
12:12e quindi l'amore muove assolutamente tutto e ci permette di riposizionarci nel mondo
12:20In un passo è scritto, i pensieri passano per i piedi
12:23la mente pensa e il piede ascolta
12:26in tutto il romanzo la mente si riflette anche nei difetti fisici
12:30la zoppia, il respiro, le mani intirizzite
12:33Per te quanto è stretto il legame tra mente e corpo?
12:37È assolutamente strettissimo
12:39io credo che tutte le nostre esperienze passino attraverso il corpo
12:44e il corpo sia una sorta di testimone di tutto quello che noi sentiamo
12:50di tutti i sentimenti e le motività che noi attraversiamo
12:55nel corso della nostra esistenza
12:57Tutte, completamente tutte le esperienze che facciamo in questo mondo
13:02e la nostra stessa rappresentazione del mondo passa comunque attraverso il corpo
13:09anche le emozioni le racconto attraverso il corpo
13:12non potrebbe essere altrimenti
13:14ma anche nella scrittura non potrebbe essere altrimenti
13:19rendere un'emozione
13:22significa passare attraverso il modo in cui quell'emozione passa
13:28attraverso di noi, attraverso la pelle, attraverso il respiro, attraverso i movimenti che facciamo mentre parliamo
13:35quindi il corpo ci dice quello che stiamo provando in un determinato momento
13:40è il nostro testimone principale
13:42In un passo è scritto
13:44Mora mia, questa faccenda ci porterà sfortuna per tutto l'anno
13:48Tita è attenta ai presagi e alle scaramanzie
13:52che peso hanno le credenze popolari nel tuo romanzo e tu sei scaramantica?
13:57Allora, io sono scaramantica ma soprattutto sono un'antropologa di base
14:03e quindi ho voluto attraversare con la guardiana anche questo mondo
14:12e anche laddove c'è il sacro, laddove ci sono nella guardiana
14:18c'è una processione principale che viene raccontata
14:22che è la processione dell'immacolata
14:23però si mescola sempre con un certo tipo di misticismo
14:27che potrebbe essere definito profano
14:30e Tita è proprio una depositaria di questo tipo di misticismo
14:39e anche di forme assolutamente peculiari
14:46di pensare il mondo e inserirsi e ragionare nel mondo
14:51in un modo che noi definiremmo magico
14:55Oggi a Il piacere della lettura abbiamo parlato
14:58della Guardiana, edito da Garzanti
15:00e tu Caterina, quale libro ci consiglieresti per Il piacere della lettura?
15:04Per Il piacere della lettura vi consiglierei
15:07Quello che so di te di Nadia Terranova
15:09uscito per Guanda lo scorso anno
15:11un libro che parla di maternità
15:14un libro che parla di follia
15:16un libro che parla di eredità delle emozioni
15:20attraverso le generazioni di donne
15:23Grazie mille
15:24Grazie a te