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  • 2 ore fa
I ricordi, a volte, prendono la forma di oggetti, altre volte prendono la forma di storie. Nel romanzo La Guardiana (Garzanti) di Caterina Battilocchio, ospite del nostro vodcast Il Piacere della Lettura, il lutto per la perdita della nonna diventa dolore e ricerca contemporaneamente. E non è raro scoprire che le persone che si amano profondamente sono quelle che non ci appartengono mai del tutto.
Trascrizione
00:00Benvenuti a Il piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Caterina Battilocchio.
00:07Benvenuta!
00:08Il libro di oggi è La Guardiana, edito da Garzanti, un romanzo che intreccia memoria,
00:14amore e identità, raccontando come il passato continua a vivere nelle persone che restano.
00:20Attraverso il viaggio di Mora tra i segreti della nonna Tita e le storie custodite in una casa di riposo,
00:27il libro ci ricorda che conoscere le proprie radici non significa soltanto guardare indietro,
00:33ma imparare finalmente a comprendere se stessi.
00:36Mora è una 33enne precaria, sia nel lavoro che negli affetti,
00:41che sente il peso di essere rimasti indietro mentre gli altri avanzano.
00:46Chi è Mora? Ci parli della protagonista del tuo romanzo?
00:49Sì, allora, Mora è una donna in bilico, ha 33 anni.
00:54È in bilico da un punto di vista relazionale, è in bilico da un punto di vista lavorativo,
01:01è in bilico da un punto di vista abitativo.
01:04Sa chi vorrebbe essere, ma non sa ancora chi è.
01:08E quindi si trova in questa situazione di disequilibrio,
01:13che è una situazione di disequilibrio che hanno provato molti millennials in quel periodo storico.
01:20Il presente storico, il presente narrativo del libro è il 2018 e lei è proprio una millennials classica,
01:29quindi è cambiato il rapporto con il lavoro, il lavoro è flessibile,
01:34tant'è vero che lei ha appena perso il lavoro e ne sta cercando uno nuovo.
01:39Si trova in una storia dal punto di vista relazionale, ma non accetta il rapporto di coppia di natura tradizionale,
01:47tant'è vero che si chiede continuamente, ma io sto bene oppure no in questa storia.
01:53E anche dal punto di vista abitativo, perché i millennials sono una delle prime generazioni,
01:59per cui la casa non è più il punto fisso, il traguardo al quale si arriva con un percorso lineare
02:09che vede prima lo studio, poi la ricerca del lavoro e poi l'indipendenza.
02:13No, la casa è un posto in qualche modo mutevole.
02:17Quindi lei si trova in questo senso molto spaisata, molto spaisata da tutti i punti di vista.
02:24Una però delle sue certezze è chi sia stata sua nonna, ossia la sua bussola,
02:32e quale sia il rapporto che l'ha legata a lei.
02:36Per questo quando la vediamo nella prima scena della guardiana,
02:43ricevere una notizia sulla nonna che la destabilizza e che quindi le fa pensare
02:48che davvero non la conosce davvero questa nonna, per lei crolla un po' il mondo.
02:56Fin dalle prime pagine, Nonna Tita emerge come una donna dal carattere indomabile,
03:01capace addirittura di pianificare il proprio funerale nei minimi dettagli per non dare pensieri.
03:07Una figura titanica che incarna le fatiche del Novecento, avendo vissuto la povertà.
03:14Chi è Nonna Tita e ci parli di lei?
03:16Nonna Tita è una donna che ha 93 anni, ma ancora vuole decidere tutto.
03:24Vuole decidere tutto della sua vita e vuole decidere tutto anche della sua morte.
03:28È una donna che cerca di controllare tutto quello che succede e appartiene un po' alle donne della mia famiglia,
03:37un po' ad alcune donne letterarie, alle quali io mi sono sentita vicino nel corso della mia vita di scrittrice.
03:46È comunque una donna che appartiene a una stirpe di donne visionarie che in qualche modo decidono con il loro
03:56fare i destini di intere famiglie.
03:59È una donna che ha delle concretezze molto forti, delle ritualità, che parla per mitologia familiare, parla per alcune frasi
04:09fatte
04:10e soprattutto consiglia, consiglia continuamente cose, comportamenti alla nipote.
04:18Una donna quindi molto concreta, che cucina di continua, le piacciono tantissimi cibi, le piacciono i profumi, le piace vestire
04:29in un certo modo.
04:30Una donna dotata anche di una grandissima spiritualità, quindi una donna davvero molto complessa e particolare,
04:40in grado di gestire un po' quelli che sono il corso dei destini di intere famiglie, della sua famiglia.
04:49In un passo è scritto, non ho più un lavoro, le mie amiche sfornano figlia Iosa, hanno una casa, io
04:55a 33 anni vivo ancora con i miei.
04:58Quanto il senso di inadeguatezza e di stallo di Mora rappresenta il ritratto di un'intera generazione?
05:04Direi moltissimo, Mora ricalca proprio quel tipo di generazione lì, la generazione che è abituata per la prima volta,
05:14a differenza dalle generazioni precedenti, quindi anche Mora rispetto al padre e la madre,
05:20che avevano un lavoro, un posto fisso, a un posto che è assolutamente, un luogo di lavoro che è assolutamente
05:26flessibile,
05:27tanto è vero che questo lavoro che va avanti per contratti a singhiozzo, a un certo punto lo perde totalmente.
05:33Ma appartiene anche a una generazione di ragazzi che vivono all'interno, in una grande città,
05:45ma che sono stati portati da ragazzi a trascorrere le loro estate nei paesi dei nonni.
05:54È un po' una caratteristica anche questa della generazione, anche io sono nata negli anni Ottanta
06:03e tutti noi che vivevamo in grandi città comunque venivamo portati dai nonni per lunghi periodi per fare la villeggiatura.
06:11E quindi in qualche modo per noi c'era sempre questa sorta di separazione tra,
06:17nel senso che in città non ci sentivamo precisamente completi,
06:24perché ci sentivamo diversi, sentivamo la mancanza di queste realtà più piccoline
06:29e nello stesso tempo anche invece nelle realtà più piccole di paese sentivamo la mancanza della grande città.
06:37E quindi ci sono tanti tratti di Mora, della generazione dei millennials in Mora, moltissimi.
06:45In un passo è scritto che addentrarsi nel passato di un anziano è solo rimuginare tra persone e cose perse,
06:52se meglio lasciar stare. Queste sono parole della direttrice Marta che rappresentano la negazione della memoria
06:59in nome dell'efficienza. Secondo te perché la società moderna tende a nascondere la vecchiaia?
07:05E quanto è importante per te invece la memoria?
07:08La memoria è un aspetto fondamentale anzitutto di questo libro, perché io ho voluto approfondire,
07:17attraversare con la guardiana anche l'importanza di lavorare attraverso il metodo autobiografico
07:25all'interno di strutture collettive, quali sono le case di riposo.
07:31Perché Mora, questa educatrice, entra all'interno di questa casa di riposo
07:37nella quale le procedure d'ingresso prevedono solamente delle acquisizioni di dati scientifici,
07:47quindi delle acquisizioni di dati soprattutto del corpo.
07:51E invece lei entra con un quaderno ad anelli sotto braccio a questa domanda
07:56che sembrerebbe quasi innocua e che invece è assolutamente rivoluzionaria in quel contesto.
08:02raccontami chi sei stato.
08:05È una domanda rivoluzionaria perché in un contesto collettivo nel quale tutto avviene in maniera comunitaria,
08:14come quello della casa di riposo, dal pasto alle attività,
08:18tutto lo spazio e il tempo vengono gestiti a livello comunitario.
08:23Quindi fare all'anziano questa domanda, raccontami chi sei stato,
08:27quali sono stati, quali sono i tuoi ricordi, quali sono i motivi conduttori della tua vita,
08:33significa sabotare una realtà collettiva per riportare la persona alla casa di se stesso,
08:40a dare testimonianza della propria individualità.
08:44In questo senso la memoria ha un valore assolutamente rivoluzionario
08:49ed è centrale la memoria non solo per attraversare il passato,
08:55ma anche per risignificare il presente e per fare dei progetti di futuro.
09:01Quindi io credo che sia un aspetto fondamentale di questo testo
09:06e per questo l'ho voluto raccontare attraverso il lavoro di questa educatrice.
09:13In un passo struggente è scritto mamma è malata di tristezza e ha rinunciato a vivere.
09:20Nel tuo romanzo affronti il tema della depressione nel dopoguerra,
09:23periodo in cui non c'erano gli strumenti medici odierni
09:26e in cui veniva chiamata appunto malattia della tristezza.
09:29Secondo te ancora oggi c'è questo retaggio della depressione come semplice tristezza?
09:35Quanto è sottovalutata questa malattia?
09:37Assolutamente sì, io credo che sia un aspetto che ancora oggi viene assolutamente sottovalutato
09:46e tra l'altro ho cercato appunto di delineare anche in modo in cui attraverso la parola
09:54che non nomina questa malattia, in qualche modo questa malattia non esiste
10:01perché solo quello che noi diciamo, quello che noi nominiamo esiste per davvero
10:06e quindi c'era una messa al bando di alcune malattie ma anche di alcuni contesti
10:13come anche quello della morte, cioè anche la morte così come la malattia
10:19vengono trattati nel testo come qualcosa da allontanare, da non vivere nel quotidiano
10:30da non nominare, da tenere ben lontane dalle persone
10:34tant'è vero che ad esempio c'è una scena in cui Mora e Tita camminano all'interno del cimitero
10:44zompettando perché la nonna attraverso la morte invece, attraverso le fotografie dei morti
10:52vuole raccontare la vita e quando questa bambina va a casa e dice
10:55mamma, nonna mi ha portato al cimitero a vedere le foto dei morti
10:59la mamma si arrabbia tantissimo, perché? Perché la morte è un tabù
11:02che non deve essere toccato, deve essere allontanato dalla vita dei bambini
11:08come se fosse un fatto che non ci appartiene
11:11In un passo è scritto, lei è un'esperta di attrazione, dice che l'amore muove il mondo
11:16partendo da questa citazione quasi dantesca, cos'è per te l'amore e questo sentimento muove veramente il mondo?
11:23è un sentimento che muove il mondo, è un sentimento molto presente all'interno del romanzo
11:28La Guardiana, c'è un amore adolescenziale, c'è un amore tra adulti
11:33c'è l'amore tra nonna Tita ed Eugenio
11:36che è un amore, mi piace ricordare questa scena
11:40di loro due anziani che ancora camminano mano nella mano
11:44e li vediamo in questa scena da dietro
11:47e è un amore che significa promessa, che significa protezione
11:50ma che significa anche e soprattutto enigma
11:53e poi ho voluto raccontare una forma particolare d'amore
11:57che è l'amore tra nonna e nipote
12:00un amore all'interno del quale si crea uno spazio emotivo
12:05in cui è possibile la trasmissione del sé, la trasmissione della memoria attraverso il tempo
12:12e quindi l'amore muove assolutamente tutto e ci permette di riposizionarci nel mondo
12:20In un passo è scritto, i pensieri passano per i piedi
12:23la mente pensa e il piede ascolta
12:26in tutto il romanzo la mente si riflette anche nei difetti fisici
12:30la zoppia, il respiro, le mani intirizzite
12:33Per te quanto è stretto il legame tra mente e corpo?
12:37È assolutamente strettissimo
12:39io credo che tutte le nostre esperienze passino attraverso il corpo
12:44e il corpo sia una sorta di testimone di tutto quello che noi sentiamo
12:50di tutti i sentimenti e le motività che noi attraversiamo
12:55nel corso della nostra esistenza
12:57Tutte, completamente tutte le esperienze che facciamo in questo mondo
13:02e la nostra stessa rappresentazione del mondo passa comunque attraverso il corpo
13:09anche le emozioni le racconto attraverso il corpo
13:12non potrebbe essere altrimenti
13:14ma anche nella scrittura non potrebbe essere altrimenti
13:19rendere un'emozione
13:22significa passare attraverso il modo in cui quell'emozione passa
13:28attraverso di noi, attraverso la pelle, attraverso il respiro, attraverso i movimenti che facciamo mentre parliamo
13:35quindi il corpo ci dice quello che stiamo provando in un determinato momento
13:40è il nostro testimone principale
13:42In un passo è scritto
13:44Mora mia, questa faccenda ci porterà sfortuna per tutto l'anno
13:48Tita è attenta ai presagi e alle scaramanzie
13:52che peso hanno le credenze popolari nel tuo romanzo e tu sei scaramantica?
13:57Allora, io sono scaramantica ma soprattutto sono un'antropologa di base
14:03e quindi ho voluto attraversare con la guardiana anche questo mondo
14:12e anche laddove c'è il sacro, laddove ci sono nella guardiana
14:18c'è una processione principale che viene raccontata
14:22che è la processione dell'immacolata
14:23però si mescola sempre con un certo tipo di misticismo
14:27che potrebbe essere definito profano
14:30e Tita è proprio una depositaria di questo tipo di misticismo
14:39e anche di forme assolutamente peculiari
14:46di pensare il mondo e inserirsi e ragionare nel mondo
14:51in un modo che noi definiremmo magico
14:55Oggi a Il piacere della lettura abbiamo parlato
14:58della Guardiana, edito da Garzanti
15:00e tu Caterina, quale libro ci consiglieresti per Il piacere della lettura?
15:04Per Il piacere della lettura vi consiglierei
15:07Quello che so di te di Nadia Terranova
15:09uscito per Guanda lo scorso anno
15:11un libro che parla di maternità
15:14un libro che parla di follia
15:16un libro che parla di eredità delle emozioni
15:20attraverso le generazioni di donne
15:23Grazie mille
15:24Grazie a te

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