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  • 1 giorno fa
Studiare Mediazione linguistica e culturale significa innanzitutto aprirsi al mondo, comprendere a fondo il pensiero dell'altro, la sua cultura, il suo modo di concepire la realtà, le sue ambizioni e le sue convinzioni nonché i diversi modi in cui crea, agisce e interpreta le situazioni di vita quotidiana e professionale. In una società globale come la nostra assistiamo da un lato a una crescente omologazione culturale e dall'altro all'esigenza sempre più impellente di comprendere realmente le molteplici diversità culturali sociali e politiche, spesso alla base di tensioni e conflitti. In questo contesto la figura del mediatore appare fondamentale oggi più che mai in tutti gli ambiti della vita sociale: quello aziendale, associativo, educativo, medico, sanitario, giuridico e turistico ed è infatti sempre più richiesta. Il corso di studi in Mediazione linguistica e culturale si struttura come un percorso fortemente applicativo interdisciplinare, bilanciando la padronanza delle lingue straniere con la conoscenza di altre discipline storico-culturali e antropologiche e di quelle giuridico-economiche. Il corso ha durata triennale e mira a formare delle figure professionali competenti in ambito linguistico e culturale con una forte applicazione a contesti operativi, quelli aziendali e pubblici nazionali e internazionali. Lo studio contestualizzato delle lingue straniere rappresenta senz'altro la base del piano di studi della classe di laurea in Mediazione linguistica, la cosiddetta L-12. Va detto che il ventaglio dell'offerta linguistica si è ampliato negli ultimi anni talvolta seguendo i flussi migratori e il conseguente orientamento del mercato del lavoro, talvolta anticipandolo. Pensiamo all'arabo, al cinese, al coreano ma anche alle lingue africane, senza trascurare le culture a noi storicamente più vicine ma non meno interessanti da approfondire. I piani di studio variano da ateneo ad ateneo ma i due principali filoni riguardano la mediazione linguistica e culturale per il contesto aziendale, incentrato sulla mediazione in contesti aziendali appunto nazionali e internazionali, spaziando da settori come il turismo e l'impresa culturale fino all’import-export, al marketing, alla comunicazione digitale e la mediazione interculturale Percorso incentrato sulle relazioni interculturali in seno alle organizzazioni pubbliche private nazionali e internazionali. In entrambi i casi la formazione linguistica è affiancata da una approfondita preparazione socio-antropologica e culturale sui Paesi di studio unitamente alle competenze economico-giuridiche fondamentali per operare nel settore dell'accoglienza e della cooperazione internazionale. Particolare attenzione viene posta sulla comunicazione digitale. Le nuove frontiere della traduzione automatica e dell'intelligenza artificiale. Per essere ammessi al corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale è generalmente sufficiente essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di un titolo di studio equipollente conseguito all'estero. In molte università è richiesto il test Tolc-su, che spesso non è selettivo ma soltanto autovalutativo. Il test valuta la padronanza della lingua italiana, le capacità logiche, la cultura generale ed eventualmente la conoscenza della lingua inglese. Eventuali carenze rilevate attraverso il test potranno essere colmate attraverso gli obblighi formativi aggiuntivi (i cosiddetti Ofa) da assolvere entro il primo anno. Più in generale uno studente di Mediazione dovrebbe avere una certa curiosità per lo studio dei nuovi idiomi e delle culture talvolta anche molto lontane dalla propria; dovrebbe avere una buona conoscenza di base della storia e della cultura italiana ed europea nonché la disponibilità alla mobilità studentesca nell'ambito dei programmi offerti dall'ateneo: programmi europei ed extra europei che rappresentano un'esperienza quasi indispensabile per chi studia mediazione da inserire nel proprio curriculum vitae già durante gli anni universitari. La figura di mediatore è particolarmente richiesta dagli enti e dalle istituzioni culturali, dalle associazioni per l'immigrazione alla cooperazione internazionale, dagli sportelli di immigrazione, comuni, tribunali, carceri, questure e centri per l'impiego, dalle prefetture ai centri di accoglienza ma anche dalle strutture ospedaliere scolastiche e dalle sedi diplomatiche e dagli istituti di cultura. Inoltre la figura di mediatore è richiesta dalle aziende, in particolare quelle del settore terziario che richiedono più specificatamente assistenti linguistici, traduttori, redattori ed esperti di comunicazione multilingue, assistenti editoriali post-editor di traduzione automatica, consulenti linguistici per il marketing o anche addetti all'import-...

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00:05Studiare mediazione linguistica e culturale significa innanzitutto aprirsi al mondo,
00:11comprendere a fondo il pensiero dell'altro, la sua cultura, il suo modo di concepire la realtà,
00:18le sue ambizioni e le sue convinzioni, nonché i diversi modi in cui crea, agisce e interpreta
00:26le situazioni di vita quotidiana e professionale.
00:32In una società globale come la nostra assistiamo da un lato a una crescente omologazione culturale
00:40e dall'altro all'esigenza sempre più impellente di comprendere realmente le molteplici diversità
00:49culturali, sociali e politiche, spesso alla base di tensioni e conflitti.
00:54In questo contesto la figura del mediatore appare fondamentale oggi più che mai in tutti gli ambiti
01:03della vita sociale, quello aziendale, associativo, educativo, medico, sanitario, giuridico e turistico
01:11ed è infatti sempre più richiesta.
01:18Il corso di studi in mediazione linguistica e culturale si struttura come un percorso
01:23fortemente applicativo e interdisciplinare, bilanciando la padronanza delle lingue straniere
01:29con la conoscenza di altre discipline storico-culturali e antropologiche e di quelle giuridico-economiche.
01:36Il corso ha durata triennale e mira a formare delle figure professionali competenti in ambito linguistico e culturale
01:45con una forte applicazione a contesti operativi, quelli aziendali e pubblici, nazionali e internazionali.
01:52Lo studio contestualizzato delle lingue straniere rappresenta senz'altro la base del piano di studi
01:59della classe di laurea in mediazione linguistica, la cosiddetta L12.
02:03Va detto che il ventaglio dell'offerta linguistica si è ampliato negli ultimi anni,
02:09talvolta seguendo i flussi migratori e il conseguente orientamento del mercato del lavoro,
02:14talvolta anticipandolo.
02:16Pensiamo all'arabo, al cinese, al coreano, ma anche alle lingue africane,
02:22senza trascurare le culture a noi storicamente più vicine, ma non meno interessanti da approfondire.
02:29I piani di studio variano da Ateneo ad Ateneo, ma i due principali filoni riguardano la mediazione
02:35linguistica e culturale per il contesto aziendale, incentrato sulla mediazione in contesti aziendali
02:42appunto nazionali e internazionali, spaziando da settori come il turismo, l'impresa culturale,
02:48fino all'import-export, al marketing, alla comunicazione digitale, e la mediazione interculturale,
02:55percorso incentrato sulle relazioni interculturali in seno alle organizzazioni pubbliche, private,
03:01nazionali e internazionali.
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03:08socio-antropologica e culturale sui paesi di studio, unitamente alle competenze economico-giuridiche
03:16fondamentali per operare nel settore dell'accoglienza e della cooperazione internazionale.
03:22Particolare attenzione viene posta sulla comunicazione digitale,
03:26le nuove frontiere della traduzione automatica e dell'intelligenza artificiale.
03:34Per essere ammessi al corso di laurea in mediazione linguistica e culturale è generalmente sufficiente
03:39essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di un titolo di studio
03:44equipollente conseguito all'estero. In molte università è richiesto il test talk-su,
03:50che spesso non è selettivo ma soltanto autovalutativo. Il test valuta la padronanza della lingua italiana,
03:56le capacità logiche, la cultura generale ed eventualmente la conoscenza della lingua inglese.
04:02Eventuali carenze rilevate attraverso il test potranno essere colmate attraverso gli obblighi
04:08formativi aggiuntivi, i cosiddetti OFA, da assolvere entro il primo anno.
04:13Più in generale, uno studente di mediazione dovrebbe avere una certa curiosità per lo studio
04:19dei nuovi idiomi e delle culture, talvolta anche molto lontane dalla propria.
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04:42per chi studia mediazione, da inserire nel proprio curriculum vite già durante gli anni universitari.
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05:03di immigrazione, comuni, tribunali, carceri, questure e centri per l'impiego, dalle prefetture,
05:10centri di accoglienza, ma anche dalle strutture ospedaliere, scolastiche, dalle sedi diplomatiche
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05:23in particolare quelle del settore terziario, che richiedono più specificatamente assistenti
05:29linguistici, traduttori, redattori ed esperti di comunicazione multilingue, assistenti editoriali,
05:36post editor di traduzione automatica, consulenti linguistici per il marketing o anche addetti
05:42all'import-export. Inoltre, il mediatore è particolarmente richiesto nel settore del turismo
05:48e della cultura per l'organizzazione di eventi culturali nell'ambito del turismo sostenibile
05:54e quello culturale, come figura di tour operator, mediatore museale, educatore al patrimonio culturale
06:02o addetto all'accoglienza di delegazioni internazionali. Chiaramente lo studente e la studentessa
06:08possono anche proseguire gli studi con la laurea magistrale.
06:16Mi piace riportare la testimonianza di una mia studentessa che afferma
06:21studiare mediazione linguistica e culturale rappresenta molto più di un semplice titolo di studio.
06:27È un'esperienza di crescita personale che offre strumenti solidi per proseguire con successo
06:33la carriera accademica e lavorativa e dà la possibilità allo studente e alla studentessa
06:38di ricevere una formazione interdisciplinare preziosa per poter leggere analiticamente
06:44il mondo contemporaneo e trovarvi una propria collocazione.
07:03Grazie per la visione!
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