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  • 2 ore fa
Venezia, 7 set. (askanews) - Alla Mostra di Venezia, May El-Toukhy è una delle sole due registe nella competizione principale. La regista danese-egiziana presenta "Woman Unknown", storia di una futura sposa danese che cerca di nascondere un segreto di guerra: una relazione con un nazista durante l'occupazione tedesca della Danimarca nella Seconda guerra mondiale.Nella selezione iniziale El-Toukhy era l'unica donna tra venti registi uomini. Un secondo film diretto da una donna è stato aggiunto successivamente al concorso."Mi sarebbe piaciuto avere più colleghe donne in concorso - dice May El-Toukhy -. Questo non significa che far parte di una comunità di soli uomini mi faccia sentire sola, perché ho quattro fratelli, sono cresciuta con molti uomini e ragazzi. Sono stata anche l'unica donna in moltissimi contesti diversi, quindi non mi fa sentire sola. Ma mi sarebbe piaciuto avere più colleghe donne in concorso e spero che questa situazione in cui ci troviamo ora, nel 2026, con queste conversazioni, possa contribuire a cambiare le cose"."Una delle osservazioni era: non mi sembra di conoscerla, non mi sembra di conoscere Marie, vorrei conoscerla ma non credo di riuscire ad accedere a lei e penso che questo sia un problema - osserva la regista di "Woman Unknown"- E io ho pensato: forse non è un problema. Forse è perché lei è molto brava a nascondere chi è, e questa è diventata la sua strategia di sopravvivenza. È questo che mi ha ispirato a chiamare il film Woman Unknown"."Ha imparato a essere la perfetta donna di casa, la fidanzata perfetta, la brava amante, la brava madre. Riesce a entrare in tutti questi ruoli per attraversare la vita e non essere vista. È quasi una donna invisibile, e l'ho trovato molto interessante", spiega Mathilde Arcel, l'attrice di "Woman Unknown".

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Trascrizione
00:00I would have loved to have more female colleagues in competition, that doesn't mean that being part of a community
00:07with only men makes me feel lonely, because you know, I have four brothers, I grew up with many, many
00:14men and boys, and so it's very, and I've also been the only woman in many, many different settings.
00:21So, it doesn't make me feel lonely, but I would have loved to have more female colleagues in competition, and
00:30I hope that this situation we're in now, in 2026, we have these conversations, can, you know, be part of
00:40changing the discourse.
00:43And one of the notes were, she's, you know, I don't feel like I know her, I don't feel that
00:52I know Marie, and I want to know her, but I don't think, you know, I can't access her, and
00:57I think that's a problem.
01:00And I just felt like, maybe it's not a problem.
01:04Maybe we're on the right track.
01:06Yeah, maybe it's because she's really good at hiding who she is, and that's become her survival strategy.
01:12And so, you know, that inspired me to call the film Woman Unknown.
01:20So, you know, she's taught herself how to be the perfect housekeeper, the perfect fiancé, the good lover, the good
01:28mother.
01:28She can fit into all of these roles to kind of navigate through life and not be seen.
01:34So, she's kind of this invisible woman, almost.
01:41And I found that very interesting.
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