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  • 1 giorno fa
Studiare Agraria significa comprendere e gestire dei sistemi complessi da cui dipende il soddisfacimento di uno dei bisogni principali per l'umanità, che è la produzione del cibo che noi consumiamo ogni giorno.Significa capire come farlo utilizzando in modo responsabile le risorse naturali da cui quella produzione dipende. Oggi studiare Agraria significa imparare a comprendere e gestire sistemi nei quali la produzione, l'ambiente, l'economia, la tecnologia, la società si incontrano e interagiscono tra di loro continuamente. Per questo il percorso non si limita a insegnare come coltivare una pianta o come allevare un animale, ma fornisce gli strumenti indispensabili per affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo e cioè produrre cibo sufficiente e di qualità per l'intera popolazione mondiale, preservando però nello stesso tempo il suolo, l'acqua, la biodiversità, l'energia, in un contesto che è segnato da quelli che oggi sono fenomeni evidenti: i cambiamenti climatici, l'instabilità dei mercati e le trasformazioni sociali che sono in corso. Significa anche imparare a innovare utilizzando l'agricoltura di precisione, la sensoristica, i droni, le biotecnologie, l'elaborazione di dati complessi. Studiare Agraria implica anche il riconoscimento di quelle che sono le coltivazioni tradizionali e le razze tradizionali, in modo da affrontare anche un discorso che è legato a quello che è il mantenimento dell'agrobiodiversità e dei territori. Significa inoltre affrontare non solamente la produzione agricola, ma immaginarsi anche quello che è il percorso della distribuzione del consumo degli alimenti. Sostanzialmente significa progettare sistemi più resilienti, più inclusivi e capaci di adattarsi alle crisi che ogni giorno dobbiamo affrontare, sia in Italia che in Europa che nel mondo.Il corso di laurea in Scienze Agrarie è organizzato in modo da costruire progressivamente le competenze dello studente. La prima parte del percorso, generalmente il primo anno di studi, è dedicata a delle discipline scientifiche di base, come ad esempio la matematica, la chimica e la fisica, necessarie per comprendere i fenomeni naturali e i processi produttivi. Negli anni successivi della laurea triennale e poi nelle lauree magistrali si affrontano insegnamenti più specifici, come ad esempio l'agronomia, le coltivazioni arboree, le coltivazioni erbacee, la zootecnia. Accanto agli insegnamenti obbligatori, inoltre, lo studente può avvicinarsi a un percorso più specializzato, dedicato a quelle che sono le sue aspirazioni, come ad esempio la viticoltura, l'agricoltura biologica o ad altri percorsi. La formazione non è soltanto teorica, ma il percorso comprende esercitazioni pratiche, attività di laboratorio, visite in aziende e tirocini.Il primo requisito è la curiosità, accompagnata da una capacità di osservazione e interesse per le relazioni tra ambiente, produzione e società. Non è necessario avere già delle conoscenze del mondo agricolo. La cosa più importante è avere la disponibilità per affrontare discipline diverse e metterle in relazione tra di loro. Le competenze scientifiche rappresentano la prima parte della cassetta degli attrezzi, ma forse la qualità più importante è proprio quella della capacità di osservazione. In agricoltura, infatti, non esistono delle soluzioni che sono valide in tutte le situazioni, ma le soluzioni che si vanno a ricercare dipendono dal clima, dal terreno, dalla disponibilità di acqua e da tutta una serie di altri fattori, non ultimi quelli economici e sociali, che interagiscono con un territorio. Sono fondamentali anche le capacità di risolvere dei problemi complessi, la capacità di lavorare in una squadra, in un gruppo e la disponibilità a interagire e integrare delle azioni di tipo pratico e delle azioni di tipo teorico.Una laurea in Scienze Agrarie apre percorsi professionali molto diversi perché forma competenze che spaziano dalla produzione agricola all'ambiente, dall'economia alle tecnologie applicate, alle filiere agroalimentari. Le principali opportunità di lavoro sono consulenze presso le aziende agricole e agroalimentari; la libera professione, dopo un percorso che porta ad esercitare la professione di agronomo e svolgere consulenze specialistiche; l'industria alimentare e quella dei mezzi tecnici, come ad esempio le imprese delle sementi, dei fertilizzanti, dei prodotti fitosanitari; l'agricoltura digitale e di precisione che oggi apre delle possibilità con l'uso dei sensori, delle immagini satellitari, del GIS, con analisi dei dati previsionali; la tutela dell'ambiente e del territorio; il lavoro presso enti pubblici e organizzazioni professionali come ad esempio la Regione, i Comuni, i Consorzi, le Camere di commercio; la cooperazione internazionale con progetti legati alla sicu...

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00:04Studiare agraria significa comprendere e gestire dei sistemi complessi, da cui dipende il
00:10soddisfacimento di uno dei bisogni principali per l'umanità, che è la produzione del cibo
00:15che noi consumiamo ogni giorno. Significa capire come farlo utilizzando in modo responsabile le
00:25risorse naturali, da cui quella produzione dipende. Oggi studiare agraria significa imparare a
00:32comprendere e gestire sistemi nei quali la produzione, l'ambiente, l'economia, la tecnologia, la società
00:39si incontrano e interagiscono tra di loro continuamente. Per questo il percorso non si limita a insegnare
00:47come coltivare una pianta o come allevare un animale, ma fornisce quegli strumenti indispensabili
00:53per affrontare delle grandi sfide del nostro tempo, e cioè produrre cibo sufficiente e di
01:00qualità per l'intera popolazione mondiale, preservando però nello stesso tempo il suolo,
01:06l'acqua, la biodiversità, l'energia, in un contesto che è insegnato da quello che oggi sono evidenti
01:13i cambiamenti climatici, l'instabilità dei mercati e le trasformazioni sociali che sono in corso.
01:20Significa anche imparare e innovare utilizzando l'agricoltura di precisione, la sensoristica,
01:27i droni, le biotecnologie, l'elaborazione di dati complessi. In tutto questo possiamo dire che
01:36studiare agraria implica anche il riconoscimento di quelle che sono le coltivazioni tradizionali e le
01:45tradizionali, in modo da affrontare anche un discorso che è legato a quello che è il mantenimento
01:53dell'agrobiodiversità e dei territori. Significa inoltre affrontare non solamente la produzione
01:59agricola, ma immaginarsi anche quello che è il percorso della distribuzione e del consumo degli
02:05alimenti. Sostanzialmente significa progettare sistemi più resilienti, più inclusivi e capaci di
02:12adattarsi alle crisi che ogni giorno dobbiamo affrontare, sia in Italia che in Europa che nel
02:19mondo.
02:23Il corso di laurea in Scienze Agrarie è organizzato in modo da costruire progressivamente le competenze
02:30dello studente. La prima parte del percorso, generalmente il primo anno di studi, è dedicata
02:37a delle discipline scientifiche di base, come ad esempio la matematica, la chimica e la fisica,
02:43necessari per comprendere i fenomeni naturali e i processi produttivi. Negli anni successivi
02:49della laurea triennale e poi nelle lauree magistrali si affrontano insegnamenti più specifici, come
02:56ad esempio l'agronomia, le coltivazioni arboree, le coltivazioni arbacee, la zotevnia. Accanto
03:02gli insegnamenti obbligatori inoltre, lo studente può avvicinarsi a un percorso più specializzato
03:09dedicato a quelle che sono le sue aspirazioni, come ad esempio la viticultura, l'agricoltura
03:15biologica o da altri percorsi. La formazione non è soltanto teorica, ma il percorso comprende
03:21esercitazioni pratiche, attività di laboratorio, visite in aziende e tirocini.
03:31Il primo requisito è la curiosità, accompagnata da una capacità di osservazione e interesse
03:37per le relazioni tra ambiente, produzione e società. Non è necessario avere già delle
03:44conoscenze del mondo agricolo. La cosa più importante è quello di avere la disponibilità
03:50per affrontare discipline diverse e metterle in relazione tra di loro. Le competenze scientifiche
03:56rappresentano la prima parte della cassetta degli attrezzi, ma forse la qualità più
04:02importante è proprio quella della capacità di osservazione. In agricoltura infatti non
04:08esistono delle soluzioni che sono valide in tutte le situazioni, ma le soluzioni che si
04:15vanno a ricercare dipendono dal clima, dal terreno, dalla disponibilità di acqua e da
04:21tutta una serie di altri fattori, non ultimi quelli economici e sociali, che interagiscono
04:26con un territorio. Sono fondamentali anche le capacità di risolvere dei problemi complessi,
04:33la capacità di lavorare in una squadra, in un gruppo e la disponibilità a interagire e
04:40integrare delle azioni di tipo pratico e delle azioni di tipo teorico.
04:50Una laurea in scienze agrarie apre percorsi professionali molto diversi, perché forma
04:55competenze che spaziano dalla produzione agricola all'ambiente, dall'economia alle tecnologie
05:01applicate alle filiere agroalimentari. Le principali opportunità di lavoro sono consulenze presso
05:08le aziende agricole e agroalimentari, la libera professione dopo un percorso che porta ad esercitare
05:16la professione di agronomo e svolgere consulenze specialistiche, l'industria alimentare e quella
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05:29fitosanitari, l'agricoltura digitale e di precisione, che oggi apre delle possibilità con l'uso
05:36dei sensori, delle immagini satellitari, del GIS, con analisi dei dati previsionali,
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05:49professionali, come ad esempio la regione, i comuni, i consorsi, le camere di commercio,
05:55la cooperazione internazionale con progetti legati alla sicurezza alimentare, allo sviluppo
06:00agricolo, all'adattamento climatico e alla valorizzazione delle produzioni locali, la
06:06ricerca e l'insegnamento presso università, centri di ricerca e scuole professionali.
06:12Le opportunità sono quindi molte. Una laurea in scienza agraria permette di lavorare sia
06:18sul campo che nei laboratori, nelle aziende o negli enti pubblici, nell'ambito di una
06:24ricerca più specializzata e in progetti di sviluppo. Studiare agraria mi ha insegnato
06:33che l'agricoltura non è soltanto produzione di cibo, ma un sistema complesso. Mi ha insegnato
06:39a osservare la natura con maggior attenzione e rispettarne i tempi e comprendere che ogni
06:44scelta tecnica ha conseguenze sul suolo, sull'acqua, sulla biodiversità e in definitiva
06:50sulla vita delle persone. Ho capito che non ci sono soluzioni semplici, ma che servono
06:55competenze, responsabilità e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Mi ha insegnato
07:01anche il valore concreto del lavoro. Dietro ogni prodotto agricolo ci sono conoscenze
07:07scientifiche, fatica, innovazioni, decisioni quotidiane. Per questo scegliere agraria non
07:14significa soltanto scegliere un corso di laurea o una professione, ma coltivare un modo di
07:19guardare il mondo, imparando a sentirsi parte di un territorio e responsabili del suo futuro.
07:26Ho iniziato a lavorare in Italia e nel mio territorio, ma ho avuto la fortuna di incontrare
07:31persone che mi hanno aiutato ad ampliare lo sguardo e a capire che i problemi e anche
07:36le soluzioni legate alla produzione agricola e alla gestione degli agroecosistemi non dovevano
07:42né potevano essere un problema di pochi, ma di tutti. Soprattutto ho capito che nella gestione
07:48dei territori non esiste un nord e un sud del mondo, ma tutto è connesso. Produrre,
07:53gestire, coltivare e parlare di sviluppo sostenibile oggi come ieri significa mettere in primo piano
08:00non solo il pianeta, ma anche le persone.
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