La trasmissione, ideata e condotta dal noto psichiatra e criminologo Massimo Picozzi, analizzava la mente e le azioni dei più famigerati serial killer e assassini della storia attraverso ricostruzioni, documenti d'archivio e l'analisi del profilo psicologico dei criminali.
JEFFREY DAHMER: Jeffrey Lionel Dahmer (noto in tutto il mondo come Il Cannibale di Milwaukee) è stato uno dei criminali più agghiaccianti della storia degli Stati Uniti. Tra il 1978 e il 1991, ha adescato, torturato e ucciso 17 ragazzi e giovani uomini, principalmente appartenenti alle minoranze della comunità LGBTQ+ di Milwaukee. I suoi omicidi non si limitavano alla privazione della vita, ma includevano atti aberranti di necrofilia, smembramento delle salme, squartamento e cannibalismo, uniti a tentativi di lobotomizzare le vittime ancora vive attraverso iniezioni di acido nel cervello. Picozzi analizza la profonda spirale depressiva e l'ossessione per l'abbandono che tormentavano Dahmer fin dall'infanzia. Il cannibalismo e la conservazione dei resti corporei erano dettati dal folle desiderio di "incorporare" le vittime per fare in modo che non potessero mai più lasciarlo. Dahmer fu arrestato nel luglio del 1991 quando una delle sue vittime designate, Tracy Edwards, riuscì a scappare e a condurre la polizia nell'appartamento degli orrori. Condannato a 15 ergastoli consecutivi, la sua vita in carcere fu breve: il 28 novembre 1994, all'età di 34 anni, venne aggredito e massacrato a colpi di sbarra di ferro dal detenuto schizofrenico Christopher Scarver all'interno della palestra del Columbia Correctional Institution.
Cosa si nasconde dietro lo sguardo di un uomo apparentemente comune, capace di compiere gli atti più aberranti della storia recente? Insieme al criminologo Massimo Picozzi, varchiamo la soglia dell'appartamento 213 di Milwaukee per analizzare la mente di Jeffrey Dahmer, il 'Cannibale'. Non ci fermeremo ai macabri dettagli della cronaca, ma scaveremo nelle sue ossessioni più profonde. La linea d'ombra sta per essere superata...
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