00:00Ciao Marco, grazie per aver accettato il nostro invito, come stai?
00:05Bene Lucrezia, grazie, molto bene, sono appena reduce da uno spettacolo terminato ieri e pronto per la premiere del nuovo
00:14film di Gabriele Salvatores domani, quindi siamo in una giornata di transito, di transizione anche un po'.
00:23Immagino, immagino, infatti ti vedremo tra pochi giorni al cinema nel ritorno di Casanova, il nuovo film di Gabriele Salvatores,
00:33non è la prima volta che lavori con questo grande regista, l'abbiamo visto anche in Comedians, qui interpreti Lorenzo
00:39Marino, un giovane regista che rappresenta una sorta di minaccia per il regista di successo Leo Bernardi, interpretato da Servillo.
00:49Ecco, ti voglio chiedere un po', domanda di rito, che esperienza è stata questa?
00:53Allora, devo dire che in generale l'esperienza con Gabriele Salvatores è stata un regalo enorme che mi è stato
01:03fatto da attore di teatro per approdare sul grande schermo con un maestro,
01:09un maestro insomma internazionale che ha fatto la storia del cinema italiano e che continua a farla.
01:18In più, in questo caso, lavorare anche a fianco per pochissimi giorni, ma lavorare a fianco di Tony Servillo, c
01:26'è poco da fare presentazioni, ecco.
01:30In questo caso è emozionante, perché un attore della sua levatura, del suo calibro, tu lo vedi lavorare sul set
01:38e scopri un mondo, il mondo del grande cinema, il mondo dei grandi interpreti, di un grande mestiere.
01:48Che cosa ti affascina di Salvatores e qual è il più grande insegnamento che ti ha dato?
01:57Allora, una delle cose che più mi affascina è la sua capacità di costituire un gruppo di lavoro che lo
02:04segue, che lui porta con sé in ogni sua operazione.
02:09Da Italo Petriccione, direttore della fotografia dalla maggior parte dei suoi film, agli operatori di camera, tutto il reparto tecnico,
02:21insomma, ha proprio una squadra, una famiglia, potremmo dire una famiglia,
02:25che fa parte della sua storia, perché nasce come fondatore del Teatro dell'Elfo, una delle comunità teatrali che è
02:34riuscita a sopravvivere negli anni, a crescere,
02:36a fare anche la storia del teatro, così poi si vede che la sua natura quella è, il lavoro di
02:42gruppo è fondamentale nei suoi progetti, nei suoi processi creativi.
02:46Questo è affascinante, perché quando immagini il grande regista, l'artista arrivato e che immagini sempre comunque qualcosa di più
02:55autoriferito e che questo lo contraddice in pieno ed è commovente.
03:06Lui ha i piedi saldati a terra, l'ho intervistato qualche giorno fa e ho detto non può essere così,
03:13sembra inavvicinabile, no?
03:15È la bellezza dell'artista e dell'uomo.
03:20Sì, è vero. Marco, ti abbiamo visto anche nel secondo film di Diabolik, dei Mainetti, Ginko all'attacco, ma hai
03:29fatto tantissimo teatro.
03:31Io ti voglio chiedere quali sono le sensazioni che provi quando si apre il sipario, oppure quando il regista dice
03:39ciak, azione, rigira?
03:43Eh, allora, le sensazioni, guarda, te la riduco tutta a una sensazione principale.
03:51Tutto quello che hai preparato prima, tutto quello che è stato il tuo percorso di costruzione, del personaggio, dell'azione
03:58sulla scena,
04:00del lavoro sul testo, sulla scrittura dello sceneggiatore o dell'autore, delle emozioni, il modo di dire le battute, il
04:09tipo di relazioni che ha con l'esterno.
04:10Insomma, tutto il bagaglio che hai preparato in quel momento lascia spazio, è come se arrivasse a gomitate un istinto,
04:20un qui e ora dato da un'emotività,
04:25da un mettersi in relazione allo spazio che è intorno a te, alle persone che ci sono intorno a te,
04:30in teatro anche al pubblico, quindi anche a una terza persona aggiunta,
04:33e dicesse, ok, via, via, via, adesso ci siamo noi qui nel presente, ed è la cosa più bella, credo,
04:42del nostro mestiere.
04:43Bello.
04:45Ritornando al ritorno di Casanova, scusa il gioco di parole, i personaggi devono fare i conti con il tempo che
04:52passa e con i giovani.
04:54Secondo te, oggi i giovani, per farsi ascoltare, devono ricorrere necessariamente a gesti estremi?
05:00Mi viene in mente i ragazzi di ultima generazione che imbrattano le opere d'arte e che sostengono, è l
05:07'unico modo per farci sentire.
05:09Penso che ci siano molti modi per farsi sentire, così oggi come sempre, come è sempre stato,
05:15e come è sempre stato, c'è chi a gran voce cercava di rompere per irrompere nella realtà, nel momento,
05:24e chi invece in sordina si è fatto strada.
05:28È vero che oggigiorno la proposta quotidiana è così alta, è così variegata,
05:37siamo tempestati di informazioni, di novità, di proposte, da quelle culturali a quelle politiche, sociali.
05:46Quindi sì, certo, è un mondo globalizzato, con possibilità di comunicazione e di scoperta sotto miliardi di fronti.
05:55Viviamo in una realtà dove tutto quello che desideriamo, volendo possiamo accedervi,
06:02e quindi c'è anche una facilità di approdo sulla conoscenza che porta poi anche a una superficialità, no?
06:10Spesso, è raramente a un approfondimento, perché quando sei tempestato di informazioni,
06:16quando hai tutte le possibilità, a volte è come non averne nessuna, ci vuole una forza maggiore.
06:22E così anche per proporsi, per farsi notare, per farsi ascoltare.
06:27È più difficile, è sicuro più difficile, quindi più difficile sotto certi aspetti, più facile sotto altri,
06:34perché i canali di comunicazione sono più accessibili, o almeno sono accessibili quasi a tutti, quasi a tutti.
06:40Secondo te questo divario generazionale è ancora troppo grande?
06:46Il divario generazionale è sempre grande,
06:50perché bisogna fare i conti con la propria vita e quindi col fatto che il tempo scorre
06:56e quando ti trovi a un certo punto del percorso hai tutto il mondo davanti,
07:02tutta la vita davanti, quando arrivi a un altro punto del percorso e mi sto avvicinando i 40 anni
07:07hai parte della vita davanti, qualcosa l'hai già fatto,
07:11hai già costruito un'identità, hai già costruito un...
07:13Quindi le scelte cambiano, gli obiettivi cambiano,
07:18il modo di affrontare le cose deve per forza cambiare.
07:21Non so in quale direzione, perché poi è molto personale,
07:25però in qualche modo deve cambiare.
07:27Quando arrivi a un'età più avanzata,
07:30allora fai i conti con prevalentemente ciò che è stato
07:34e non ciò che sarà tema del film di Gabriele.
07:38Sì.
07:39E tu quando hai avuto questa consapevolezza?
07:41Cioè quando ti sei guardato allo specchio e hai detto
07:43sono Marco Bonadei, sto prendendo questa via e voglio finire così.
07:50Ma è un percorso... non penso che ci sia un momento.
07:54Penso che ci siano tanti tasselli sparsi
07:57che sono dei fuochi, sono degli accadimenti,
08:02un po' come quando pensiamo...
08:04a me succede di pensare a eventi sbalorditivi nel bene e nel male
08:10che però segnano esattamente un punto della propria vita.
08:15Non lo so, io mi ricordo... faccio un esempio.
08:18Quando c'è stato l'attacco alle due torri gemelle,
08:21io ero in un circolo parrocchiale a giocare su un biliardo,
08:27il biliardo davanti, stavo a giocare con gli amici.
08:30Mi ricordo che nella televisione è ancora a tubo taccatodico
08:33appesa nell'angolo.
08:35La vecchia televisore dettero la notizia.
08:38Era una sera, mi ricordo, il giornale.
08:41Quella non andrà mai via dalla mia mente.
08:43È uno di quei momenti in cui succede qualcosa così
08:46quando succedono cose enormi nel mondo
08:48e tu ti ci confronti anche solo da spettatore esterno.
08:54In questo caso, per fortuna.
08:58Sia in click che accadono nel proprio percorso.
09:02Certo, ci sono dei momenti, ma credo che poi,
09:04soprattutto per quello che riguarda l'autoconsapevolezza,
09:07una presa di coscienza e quindi anche una previsione del futuro,
09:14avvenga su lunga scala,
09:16sì, certo, da tanti piccoli tasselli,
09:18ma è un percorso, non è un accadimento momentaneo.
09:24Nel film appunto si parla del tempo che passa,
09:27ma anche in un certo senso dell'esigenza
09:29di reinventarsi ogni giorno.
09:32Tu come ti reinventi ogni giorno?
09:35Ho tante passioni e questo mi salva
09:38da un lavoro molto altalenante,
09:43molto precario nella sua stessa natura,
09:48nel senso che possiamo fare un sacco di progetti,
09:51ma poi c'è i due mesi in cui sei fermo,
09:54ne hai magari, se sei fortunato sei di fila in cui lavori,
09:58e poi quindi c'è anche un facile andare su e giù
10:02come sulle montagne russe a livello emotivo,
10:04a livello psicologico.
10:06Devo essere sincero che ho una grande fortuna,
10:09tante passioni, sia sportive che sul piano intellettuale,
10:15dalla lettura all'amore per il cinema e per il teatro,
10:20al gioco degli scacchi, dipingo e realizzo sculture,
10:27quindi insomma riesco a riempirmi di gioia di vivere.
10:32Sì, sì.
10:34Nel film vediamo com'è, il tuo personaggio abbia una profonda ammirazione
10:38per il personaggio di Servillo.
10:39Ecco, quali sono i tuoi miti?
10:42A quale regista o attore o attrice diresti
10:45ho visto tutti i tuoi film e sono cresciuto con te?
10:48A Gabriele Salvatore ho visto tutti i suoi film,
10:50quello è vero.
10:53Beh, ci sono diversi artisti anche del passato,
10:56come banalmente, perché si tratta di Stanley Kubrick,
11:00Werner Herzog, Wim Wenders, i grandi autori.
11:06Nel cinema italiano tutta la commedia all'italiana,
11:09da Monicelli, Elio Petri è un artista che io ho amato
11:14follemente in tutta la mia adolescenza e negli anni di formazione artistica.
11:22nel presente, beh, Garrone, Sorrentino, Firzi.
11:30Il cinema italiano mi affascina, mi affascina profondamente
11:36a quella verità che poco cinema internazionale riesce a portare con sé.
11:45C'è ancora qualcosa di così forte nell'italianità, sullo schermo.
11:52Vero.
11:53E c'è qualcosa che cambieresti nel sistema cinema oggi, italiano?
11:59Non sono abbastanza dentro alle conoscenze,
12:07nei meccanismi del cinema italiano per avere un'opinione lucida.
12:13molto di più su quella teatrale, dove invece cambierei molte cose.
12:19Il piano ministeriale, i teatri pubblici, privati, ma finanziati
12:25dagli enti pubblici, dall'ente pubblico,
12:31hanno una struttura di punteggi e di valutazione folle
12:36che prevede un'iperproduzione, quindi di conseguenza un abbassamento
12:41della qualità, perché per quanto ce la vogliamo raccontare,
12:44un artista non può produrre in un anno 40 progetti.
12:48Essere creativo, profondo su ognuno di essi è inumano.
12:55Quindi si riduce la distribuzione degli spettacoli,
12:58quindi la vita stessa del teatro, si riduce la qualità dei prodotti,
13:04si riduce la possibilità di investire denaro su qualcosa,
13:08quindi anche dare tempo per prepararlo, perché il tempo è denaro.
13:12Per forza di cose, non solo apparati scenici, ok,
13:17ma proprio nella sostanza, questo è il grande handicap che io riscontro.
13:23Marco, dove ti vedremo prossimamente?
13:27Prossimamente al cinema con Gabriele Salvatore,
13:29poi chi lo sa, è un punto di domanda, lo scopriremo,
13:32lo scoprirò anch'io.
13:34Marco, io ti ringrazio per il tuo tempo e per questa chiacchierata.
13:38Grazie a te, davvero per il mio.
13:41Grazie anche per me, in bocca al lupo per il debutto secondo con Salvatore
13:47e te ne auguro tantissimi altri, con chi desideri, con chi sogni.
13:53Grazie mille, Lucrezia.
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