00:02Continuare a fare la guerra è la scelta peggiore. Mentre crescono montagne di sofferenze e
00:08ingiustizie, la guerra è la cosa più stupida e irrazionale che possiamo continuare a fare,
00:13perché è inconcludente, autodistruttiva e nessuno la può vincere. Parole queste pronunciate da
00:20Flavio Lotti, presidente della fondazione Perugia Sisi. L'occasione è la giornata internazionale
00:26della pace che si celebra ogni anno il 21 settembre. A segnare la vigilia della ricorrenza è stata anche
00:32un'offensiva delle forze armate dell'Azerbaijan nel Nagorno-Karabakh, regione contesa con l'Armenia
00:38nel cuore del Caucaso. Via l'embargo degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. A chiederlo sono stati
00:46i capi di stato e di governo del G77, un forum internazionale di paesi del sud globale al quale
00:53si è aggiunta anche la Cina. Il G77 ha tenuto il proprio vertice proprio a Lavana, la capitale
01:00cubana, alla vigilia dell'Assemblea Generale dell'ONU. Le restrizioni imposte da Washington
01:06sono in vigore da oltre 60 anni. A contestarle sono stati sia il presidente cubano Miguel Diaz
01:13Canel che il suo omologo brasiliano Luis Ignacio Lula da Silva. Quello di Lula è stato un appello
01:20a nome del sud globale, rilanciato non solo a Lavana, ma anche a New York, al Palazzo
01:26di Vetro, in apertura dell'Assemblea Generale dell'ONU.
01:37Abbiamo deciso che quest'anno ci saremmo concentrate sul coinvolgimento degli uomini. Il motivo è
01:43che le mutilazioni genitali femminili sono una norma sociale e nessuna norma sociale può
01:48essere sradicata dalla comunità affinché non sono coinvolti tutti i membri della comunitÃ
01:53stessa. A parlare è Cinzia Omurungi, attivista di origine ruandese. È co-moderatrice della
02:00Community of Practice per la lotta alle MGF, una piattaforma che riunisce 600 animatori sociali
02:08di Africa e Europa. Unire le forze, anche con realtà italiane, come l'ONG Eidos, è fondamentale.
02:16Ancora oggi nel mondo le ragazze e le donne vittime di MGF sono 200 milioni.
02:31Nel primo anniversario della morte di Masajin Amini, la 22enne kurdo-iraniana uccisa mentre
02:38era in custodia della polizia morale, decine di proteste si sono tenute in tutto l'Iran.
02:44Il governo di Teheran ha risposto con blocchi a internet e centinaia di arresti. In manette
02:51anche il padre della ragazza.
02:53Fereshtè Rezaifar, del collettivo Donna, Vita e Libertà di Roma, spiega che in questi
02:5912 mesi la repressione contro i manifestanti è diventata sistemica. Le proteste però non
03:05si sono mai fermate e oltre a invocare più diritti alle donne hanno portato in piazza anche
03:11le rivendicazioni di operai, giovani, studenti, docenti e pensionati.
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