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  • 2 giorni fa
Come ritrovare la strada quando ci sentiamo perdute. Ci sono momenti in cui non sappiamo più dove stiamo andando. A volte la perdita della strada avviene in silenzio, quasi senza che ce ne accorgiamo. Continuiamo a fare le cose di sempre, rispondiamo ai messaggi, lavoriamo, ci occupiamo degli altri, attraversiamo le giornate con una certa efficienza, eppure, dentro, qualcosa non ci segue più. È come se una parte di noi fosse rimasta indietro.

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Come ritrovare la strada quando ci sentiamo perdute
Ci sentiamo perdute quando la vita che conduciamo non coincide più con la vita che ci chiama. Quando ciò che facciamo non è più nutrito da ciò che siamo. Quando le scelte che un tempo ci sembravano giuste diventano strette, opache, prive di respiro. A volte tutto ciò è un richiamo. Il problema è che spesso interpretiamo lo smarrimento come un errore. Pensiamo di doverci correggere, rimettere subito in ordine, tornare produttive, lucide, forti, capaci. Ma ci sono smarrimenti che non vanno risolti troppo in fretta, vanno ascoltati. Perdere la strada, a volte, è il modo in cui l’anima ci impedisce di continuare su un cammino che non ci appartiene più.

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Non cercare subito una soluzione
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La prima cosa da fare, quando ci sentiamo perdute, non è cercare immediatamente una soluzione. È fermarsi. Non un fermarsi passivo, rassegnato, ma un arresto sacro, necessario. Come quando nel bosco ci accorgiamo di non riconoscere più il sentiero: se continuiamo a correre, rischiamo di allontanarci ancora di più. Se invece ci fermiamo, cominciamo a sentire. Sentire il respiro, il corpo, sentire dove la vita si è contratta e dove, invece, pulsa ancora.

Nel mio libro Risveglia la tua mente parlo proprio di questo ritorno alla presenza: non come tecnica per diventare più performanti, ma come via per abitare di nuovo la nostra esperienza. La mente risvegliata non è una mente che controlla tutto, è una mente che vede, che riconosce, che smette di fuggire da ciò che accade e comincia a entrare in relazione con la vita, così com’è.

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La vita ci parla sempre
Non sempre la risposta arriva sotto forma di ragionamento. A volte arriva come un’immagine, un ricordo, un animale visto per caso, una frase ascoltata in treno, un sogno, un incontro inatteso. La vita parla continuamente, ma noi abbiamo imparato ad ascoltare solo ciò che è logico, utile, spiegabile.

Eppure, quando siamo perdute, non è la logica a salvarci. La logica può organizzare il viaggio, ma non sempre sa indicare la direzione. La direzione nasce da un ascolto più profondo, da un’intimità con le cose, da una capacità di cogliere il simbolo nascosto negli eventi. Per questo dovremmo smettere di chiederci soltanto: «Cosa devo fare?» e cominciare a domandarci: «Che cosa mi sta chiamando attraverso questo smarrimento?».  

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Novità
Trascrizione
00:00Chiudi dolcemente gli occhi oppure lascia lo sguardo morbido davanti a te. Non devi fare
00:07nulla, nulla di speciale, non devi calmarti subito, non devi sapere già dove andare. Fermati.
00:18Quando ci sentiamo perdute spesso cerchiamo subito una risposta, una direzione, una soluzione,
00:26ma a volte per ritrovare la strada non dobbiamo correre, dobbiamo tornare a sentire, sentire il
00:36corpo, sentire il contatto con la sedia, con il pavimento, con la terra. Respira profondamente,
00:44socchiudi un po' le labbra e respira simultaneamente dalla bocca e dal naso in modo leggermente più
00:52profondo rispetto al respiro spontaneo. Senti il tuo respiro. Porta una mano sul cuore e una sul
01:05ventre. Senti il cuore, il luogo delle ferite, delle attese, delle speranze. E senti il ventre,
01:13il luogo della sapienza antica, silenziosa, viva. Ripeti dentro di te, io non devo sapere tutto
01:22adesso. Io non devo sapere tutto adesso. E poi immagina di trovarti in un luogo di natura, un bosco,
01:36una spiaggia, una montagna. Lascia che l'immagine venga da sé. Davanti a te c'è una strada. Forse è
01:46chiara. Forse è coperta di foglie. Non devi scegliere subito. Guardala soltanto e chiedi
01:58interiormente. Che cosa mi ha fatto perdere il contatto con me stessa. Non cercare una risposta
02:07mentale. Lascia che risponda il corpo. Forse arriva un'immagine, una sensazione, paura, stanchezza,
02:17tristezza, confusione. Qualunque cosa arrivi, dille, ti vedo, ti vedo, ti vedo, ti vedo.
02:35Ritrovare la strada comincia così, vedendo ciò che avevamo smesso di ascoltare.
02:44E ora chiedi, dove nella mia vita mi sento ancora viva? Ascolta. Dove senti un piccolo sì? Dove senti un
02:57filo di calore? Dove il respiro si apre appena? Prendi sul serio quel piccolo segnale. La vita spesso
03:07ricomincia da lì. E ora immagina una luce sulla strada. Quella luce non mostra tutto il cammino,
03:19mostra solo il prossimo passo. Chiedi, qual è il gesto concreto che posso compiere oggi per tornare
03:30più vicino a me stessa. E non cercare un gesto eroico. Cerca un gesto vero. Per esempio,
03:42riposare, dire no, dire sì, camminare, chiedere aiuto, scrivere, togliere qualcosa, nutrirti di qualcosa.
04:02E ora ripeti, io non devo vedere tutta la strada. Posso compiere il prossimo passo.
04:14Posso tornare a me. Posso ascoltare. Posso ricominciare.
04:30Oggi non devi cambiare tutta la tua vita. Oggi puoi compiere un passo, uno solo, ma vero.
04:44E adesso, quando vuoi, riapri dolcemente gli occhi e torna. Ma torna più presente,
04:53più vicino a te. Torna più viva.
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