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  • 4 days ago
“Affrontare la quotidianità con la sindrome di Rett è una sfida che coinvolgi ogni aspetto di tutta la vita familiare. Non si tratta di gestire solo la questione medica, ma di costruire un sistema che permette alla bambina e alla donna di esprimersi e alla famiglia di esaurire le proprie risorse. La transizione dall’età pediatrica all’adulta, a livello ospedaliero è la fase più critica nella sindrome di Rett: proprio per questa fase così delicata da passaggio dalla pediatra, dal medico dell’adulto, è nata la nostra associazione che ha portato alla realizzazione di un Pdta ospedaliero per avere un team multidisciplinare”. Così Adriana Russo, presidente Noi insieme Rett, nel suo itnervento, da remoto, al digital talk dedicato alla malattia rara, promosso da Adnkronos in collaborazione con Acadia.

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00:04Affrontare la quotidianità con la sindrome diretta è una sfida che coinvolge ogni aspetto
00:10di tutta la vita familiare. Infatti non si tratta di gestire solo la gestione medica,
00:16ma di costruire un sistema che permette alla bambina e alla donna di esprimersi e alla
00:23famiglia di esaurire le proprie risorse. Infatti per migliorare la qualità della vita sia delle
00:29ragazze che per le famiglie in primis avere accesso a strutture e assistenti specializzate
00:36per avere un equilibrio gestionale della famiglia, avere un team disciplinare di medici che parlino
00:44tra loro ed avere un miglior percorso di assistenza per le bambine, avere scuole con insegnanti
00:52preparati per sopportare sia le ragazze che pure le famiglie. Infatti nella vita di tutti
00:59i giorni le ragazze e le bambine si scontano troppo spesso con la mancanza di inclusività
01:05e che ancora caratterizza la nostra società. Infatti al giorno d'oggi bisogna sempre fare
01:12conti con le barriere architettoniche e non solo nei locali delle attività private, ma anche
01:19proprio nelle strutture pubbliche come ad esempio le scuole, gli ospedali, i trasporti,
01:26e proprio per contare su questa libertà di movimento farebbe davvero un po' di differenza.
01:32ci sono tantissimi aspetti per migliorare la qualità di vita delle ragazze e anche delle famiglie,
01:42c'è proprio un aspetto sociale per migliorare questa fase per la vita sociale delle ragazze.
01:51l'augurio più grande sarebbe che si possa affrontare una cura definitiva per la sindrome di reti,
01:57per le nostre figlie, soprattutto nell'interesse delle bambine piccole che potrebbero forse vivere
02:03una vita del tutto normale, ma anche per le ragazze grandi che potrebbero beneficiare dell'arresto,
02:10del proseguire della malattia. Però la cura totale è ancora un po' lontana.
02:18però nel frattempo sarebbe proprio non spiegabile che sempre più specialisti sanitari, terapisti
02:28della riabilitazione, assistenti alla persona, fossero formati, cioè la formazione a 360 gradi
02:36per assistere in meglio le bambine, le ragazze e la donna. Più inclusione sociale e soprattutto
02:44anche meno burocrazia, più inclusione sociale e una formazione di specialisti.
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