Skip to playerSkip to main content
  • 2 days ago

Category

🗞
News
Transcript
00:00Possiamo dire che c'è un allarme giovani a proposito dell'Alzheimer?
00:04Possiamo dire in generale che c'è un allarme legato all'aumento dei casi
00:10e principalmente è dovuto all'invecchiamento dell'età.
00:14Ma in questo, diciamo, punta dell'iceberg che è ovviamente costituito dalla popolazione più anziana
00:19si sta anche notando un incremento dei casi più giovani
00:24che quindi in proporzione sono di meno ma sempre di più vediamo persone che sono affette da Alzheimer
00:31con un risorio di patologia al di sotto dei 60 anni.
00:41Diamo il benvenuto negli studi dell'Agenzia di Stampa Dire
00:45al professor Giacomo Koch, docente di fisiologia all'Università di Ferrara
00:50e direttore del Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia.
00:56Con lei professore vogliamo parlare di salute del cervello e di neuroinfiammazione
01:03è una parola di cui si sente parlare sempre più spesso.
01:07Allora le chiederei innanzitutto di fare chiarezza che cos'è questa neuroinfiammazione
01:11e poi come possiamo preservare la salute del cervello a fronte anche di un trend preoccupante
01:18in cui sembrano aumentare alcune demenze, l'Alzheimer in primis,
01:22ma le chiederò una conferma su questo.
01:24Innanzitutto cominciamo a centrare questo tema importante della neuroinfiammazione
01:31che è un tema molto ampio che sta diventando centrale per quanto riguarda la comprensione
01:38dei meccanismi patologici alla base di diverse patologie neurodegenerative
01:43come appunto la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson, la sclerosi laterale ammiotrofica.
01:49Si è capito negli ultimi anni che durante il corso della neurodegenerazione
01:56che è una malattia ovviamente progressiva, subdola, che piano piano va a erodere alcune funzioni del cervello,
02:03non solo si ha una perdita, un depauperamento di quelli che sono le cellule fondamentali dell'attività nervosa
02:11che sono ovviamente i neuroni, ma di pari passo si ha anche una progressiva compromissione
02:18di un altro grande sistema che è appunto quello della neuroinfiammazione
02:23che è basato sull'attività delle cellule della glia
02:27che sono le cellule di supporto del sistema nervoso centrale
02:31e quindi favoriscono l'attività dei neuroni.
02:35Quello che succede, e questo si sta appunto chiarendo sempre di più negli ultimi anni,
02:41è che questo sistema tampone che solitamente va a contrastare gli agenti tossici, le infezioni,
02:49piano piano non riesce più a tamponare gli elementi di tossicità patologica
02:56alla base delle varie malattie neurodegenerative, per cui la sua funzione in realtà diventa
03:02anch'essa dannosa e si passa quindi da una condizione di contenimento tentativo di contrasto
03:13di quella che è la condizione patologica alla base, a invece una situazione in cui si perde
03:18il controllo di questi meccanismi della neuroinfiammazione e questi meccanismi della neuroinfiammazione
03:21possano a loro volta accelerare e contribuire poi alla progressione della malattia.
03:27È un tema importante ed è un tema complicato perché tutti questi eventi avvengono nell'arco di molti anni,
03:34quindi contrariamente a quello che siamo abituati a pensare in termini di infiammazione
03:39come un evento acuto, classicamente in medicina, l'infiammazione è associata a una reazione improvvisa
03:45del sistema immunitario, in realtà qui è qualcosa che avviene molto lentamente e quindi si ha
03:51un riadettamento progressivo di tutto questo complesso sistema della neuroinfiammazione
03:57che alla base e all'attività di queste cellule della microglia e in parte degli astrociti
04:05che trasmette le proprie informazioni e orchestra quindi il sistema della neuroinfiammazione
04:11anche attraverso diversi mediatori che poi sono quelli che conosciamo meglio come ad esempio
04:16le citochine o il TNF e via dicendo.
04:21Cosa possiamo fare però professore a fronte di questa spiegazione?
04:25Quello che possiamo fare è avere attualmente, si sta facendo un grande sforzo in ambito di ricerca
04:34clinica per testare diversi farmaci che possano essere in grado di contrastare questo alterato
04:42meccanismo della neuroinfiammazione e ci sono degli studi avanzati già in fase 2 e in fase 3
04:50nell'ambito della malattia di Alzheimer.
04:52D'altra parte è anche molto importante avere uno stile di vita adeguato che possa basarsi
05:00su elementi di nutrizione assolutamente bilanciati e evitare tutti quegli alimenti che favoriscono
05:10questa neuroinfiammazione e soprattutto sappiamo che l'abuso di zuccheri, di alimenti che sono
05:19processati industrialmente hanno un effetto negativo su questo sistema della neuroinfiammazione
05:25andando appunto a favorire questo squilibrio di cui abbiamo parlato in precedenza.
05:31D'altra parte lo stile di vita in cui c'è anche un'attività fisica regolare sembra essere
05:39un elemento importante che può contrastare questa neuroinfiammazione favorendo in realtà
05:46l'ossigenazione cerebrale e quindi il drenaggio di tutte queste sostanze tossiche che possono
05:50poi contribuire a questi meccanismi. In ultimo, questo è anche un altro elemento importante,
05:56la regolarità del ciclo sonno veglia e quindi un sonno ristoratore è anche questo un elemento
06:03molto importante, ci sono sempre più evidenze che dimostrano quanto persone che dormono poco
06:07e male in realtà vanno incontro a una carente rimozione poi di questi accumuli tossici o infiammatori
06:16che si hanno soprattutto durante la giornata e che appunto durante la notte possono essere
06:23parzialmente drenati.
06:25Possiamo dire che c'è un allarme giovani a proposito dell'Alzheimer?
06:30Possiamo dire in generale che c'è un allarme legato all'aumento dei casi e principalmente
06:37è dovuto all'invecchiamento dell'età, ma in questo diciamo punta dell'iceberg che è ovviamente
06:43costituito dalla popolazione più anziana, si sta anche notando un incremento dei casi
06:49più giovani, che quindi in proporzione sono di meno, ma sempre di più vediamo persone
06:54che sono affette d'Alzheimer con un risorio di patologia al di sotto dei 60 anni.
07:08Passiamo a parlare adesso di un argomento che la vede protagonista, se ne è parlato
07:14anche di recente perché la demenza a fronto temporale è una malattia assai rara, ora lei
07:20ci spiegherà bene la genesi, ha colpito anche un attore di fama internazionale come Bruce
07:26Willis e c'è uno studio che porta la sua firma che ha individuato una molecola Pealut
07:32che può essere diciamo efficace in qualche modo nell'approccio, nel contrasto, ora ci
07:39spiegherà lei come, di questa patologia. Allora innanzitutto quali sono i sintomi che
07:44questa malattia dà, se li possiamo riepilogare, la genesi e se ha delle affinità o meno con
07:50l'Alzheimer? Allora la demenza a fronto temporale è la seconda forma di demenza primaria come
07:59appunto prevalenza nella popolazione ad esordio relativamente giovanile prima dei 65 anni di
08:07età, quindi dopo la malattia di Alzheimer è la più frequente quando esordisce questa demenza
08:12prima dei 65 anni d'età. Dal punto di vista clinico è piuttosto diversa, si caratterizza
08:19da sintomi che sono piuttosto specifici, in particolar modo si distinguono delle forme
08:26in cui c'è una difficoltà principalmente a carico delle funzioni del linguaggio, quindi
08:33persone che hanno difficoltà a trovare le parole, a organizzare il linguaggio, anche dal punto
08:40di vista grammaticale, oppure persone che non riescono più a comprendere bene quello
08:46che gli viene detto e hanno una erosione di quello che è il cosiddetto sistema semantico,
08:52ovvero come il nostro cervello organizza anche le idee e i concetti. Queste differenze cliniche
08:58sono la conseguenza del fatto che questa malattia, appunto fronto temporale, può aggredire particolarmente
09:06alcune porzioni del cervello, il lobo frontale e il lobo temporale. Laddove c'è una principale
09:13compromissione, atrofia del lobo frontale, solitamente si hanno appunto dei disturbi del
09:18linguaggio con una fasia progressiva, una difficoltà progressiva a riperire i vocaboli
09:25e appunto a esprimersi, cosa che ha coinvolto anche l'attore Bruce Willis. In altre occasioni,
09:34se invece l'atrofia è prevalentemente a carico del lobo temporale, si può avere una
09:39compromissione più appunto del sistema semantico, della rappresentazione delle idee all'interno
09:46del nostro cervello. Un altro grande aspetto importante di questa malattia è il fatto che
09:54induce una vera e propria modificazione del carattere della persona, andando a modificare
10:01la personalità. Questo perché ovviamente gli aspetti legati al controllo del comportamento
10:10sono sottesi alla funzione del lobo frontale che progressivamente viene meno nel corso di
10:18questa patologia. Quindi è molto diversa rispetto alla malattia di Alzheimer perché va
10:23a alterare le funzioni solamente di alcune parti del cervello, appunto del lobo frontale
10:30e temporale, mentre nella malattia di Alzheimer il disturbo è più diffuso e prevalentemente
10:36inizia a carico delle porzioni più profonde del cervello, come ad esempio l'ippocampo,
10:42che coinvolgono maggiormente le funzioni della memoria. Anche nell'ambito della demenza
10:46frontotemporale si è capito che la neuroinfiammazione gioca un ruolo molto importante. Ora noi abbiamo
10:53fatto uno studio pubblicato circa due anni or sono in cui abbiamo appunto testato per
11:00la prima volta il potenziale terapeutico di una molecola che va a contrastare la neuroinfiammazione
11:05come PEALUT per verificare l'impatto non solo sulle funzioni cognitive ma anche sull'attività
11:12delle sinapsi. E quello che abbiamo visto su un campione inizialmente limitato di pazienti
11:16è che effettivamente si aveva un miglioramento di alcune funzioni cognitive di quelle che abbiamo
11:21menzionato in precedenza, ma soprattutto si aveva una modificazione importante, un ripristino
11:27di quelli che erano i circuiti sinaptici alterati nel corso di questa malattia, in particolar modo
11:33il controllo dell'inibizione e i meccanismi della plasticità corticale. Quindi abbiamo
11:41fatto un collegamento importante tra il sistema della neuroinfiammazione e l'attività
11:48sinaptica, andando a rimodulare il sistema della neuroinfiammazione abbiamo osservato
11:53anche un miglioramento in generale dell'efficienza dell'attività sinaptica del cervello. Quindi
11:58sulla base di questa osservazione abbiamo recentemente completato un studio clinico, un trial clinico
12:05randomizzato in doppio cieco su una casistica di pazienti più ampia, oltre 50, per valutare
12:12se questo approccio potesse avere nel lungo termine, quando questo PEALUT è stato somministrato
12:19per sei mesi, effettivamente un impatto clinico significativo nel rallentare la progressione dei
12:24sintomi della malattia e i risultati preliminari hanno confermato questa ipotesi e adesso lo studio,
12:32il lavoro scientifico è stato mandato in revisione, speriamo che possa essere pubblicato bene
12:36e diffuso completamente nell'interesse della comunità scientifica e ovviamente dei pazienti
12:43e dei familiari.
12:44Sapere di poter rallentare una malattia così debilitante e devastante è certamente una speranza
12:50diciamo in un quadro che fino a poco fa invece non lasciava troppe azioni a disposizione.
12:57Certo.
12:58Ecco professore, per concludere, se venisse da lei un paziente che viene da una famiglia
13:03dove ci sono stati diversi casi di demenze, magari non in tarda età, lei consiglierebbe
13:10una conoscenza preventiva, predittiva di queste patologie ed è sempre possibile?
13:16Sì, è un passaggio importante, ovviamente va discusso bene con i familiari perché la componente
13:24genetica soprattutto nell'ambito delle demenze frontotemporali ma in generali nelle forme
13:29di demenza, di esordio giovanile è importante, può essere presente anche nel 20-30% dei casi
13:37per quanto riguarda la malattia frontotemporale per cui noi solitamente consigliamo appunto
13:41un canceling genetico, facciamo fare ai pazienti i test genetici e qualora fossero positivi poi
13:48si discute con i genetisti se è utile o necessario estenderlo anche ai membri della famiglia.
Comments

Recommended