00:21Una missione tra le lune del gigante gassoso del nostro sistema solare, in cerca di risposte
00:28ad alcuni tra i più fondamentali quesiti dell'astronomia. Come si creano i pianeti e cosa
00:35li rende abitabili? L'ESA prepara la partenza di JUS, che ad aprile dovrebbe lasciare la superficie
00:41terrestre a bordo di un razzo, Ariane 5, alla volta di Io, Ganymede, Europa e Callisto, i quattro
00:49satelliti di Giove. Un viaggio lungo e complesso che porterà nel 2030 il dispositivo dell'Agenzia
00:56Spaziale Europea a orbitare in quello che è considerato una sorta di microsistema solare,
01:03catturando per tre anni dati essenziali alla ricerca scientifica e osservando l'atmosfera
01:09e la magnetosfera di Giove, studiando l'interazione delle lune galileiane con il pianeta. Ganymede,
01:17il satellite più grande del sistema solare, è persino più grande di Mercurio ed è composto
01:22di roccia e ghiaccio, così come Callisto, che nell'orbita di Giove è secondo per dimensioni.
01:28In tutte le lune di Giove si ritiene che ci siano oceani interni, per questo sono l'oggetto
01:35della missione che mira a far luce su due temi chiave della strategia europea Cosmic Vision,
01:41indagando sull'eventuale abitabilità degli ambienti dei pianeti giganti. Il coinvolgimento
01:48italiano in questa missione e in particolare dell'ASI, assieme alla comunità scientifica
01:53nazionale, è ampio. Tre degli strumenti di cui Giove si servirà sono a guida italiana,
01:59il radar RIME, la camera Janus, lo strumento di radioscienza 3GM. A questi si aggiunge lo
02:06spettrometro MAGIS, dell'agenzia spaziale francese CNES, sviluppato in collaborazione con
02:13l'Italia. In particolare RIME, Radar for Icy Moon Exploration, è un radar sottosuperficiale
02:20ottimizzato per penetrare la superficie ghiacciata dei satelliti galileiani, fino alla profondità
02:27di 9 chilometri, con una risoluzione fino a 30 metri. Per questo strumento, il cui principal
02:34investigator dell'Università di Trento, è prevista anche una collaborazione sull'uso e
02:40condivisione dei dati scientifici, anche con il Jet Propulsion Laboratory della NASA.
02:46Janus è una camera ottica per studiare la morfologia di processi globali, regionali e
02:51locali sulle lune e per eseguire la mappatura delle nubi di Giove. Per Janus, Leonardo ha
02:58realizzato, anche grazie alla collaborazione dell'Università Partenope di Napoli, la telecamera
03:04ad alta risoluzione dedicata al monitoraggio dell'atmosfera di Giove e lo studio delle sue tre
03:09lune ghiacciate per la ricerca di ambienti in grado di ospitare forme di vita. La telecamera
03:15è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l'agenzia tedesca DLR, che ha partecipato
03:23allo sviluppo attraverso un accordo bilaterale con ASI.
03:26Lo strumento 3GM Gravity and Geophysics of Jupiter in the Galilean Moons per radioscienza
03:33comprende un transponder in banda K ed un oscillatore ultrastabile. Sarà utilizzato
03:39per studiare il campo di gravità fino alla decima armonica di Ganymede e l'estensione
03:44degli oceani interni sulle lune ghiacciate. 3GM prevede anche una collaborazione con l'agenzia
03:51spaziale israeliana ISA, che ha realizzato uso Ultra Stable Oscillator, un l'esperimento
03:58di radioscienza. Infine MAGIS, Moons and Jupiter Imagining Spectrometer. È uno spettrometro
04:05iperspettrale ad immagine per osservare le caratteristiche e le specie minori della troposfera
04:11di Giove, nonché per la caratterizzazione dei ghiacci e dei minerali sulle lune ghiacciate.
04:17MAGIS, di responsabilità francese, è stato realizzato con un accordo bilaterale tra ASI
04:24e CNES. Il contributo italiano alla missione JUS, costituito dalla strumentazione scientifica
04:31e non solo, spiega Angelo Olivieri dell'ASI, rappresenta lo stato dell'arte sia dal punto
04:37di vista tecnologico che scientifico. La comunità scientifica è convinta che gli sforzi congiunti
04:43porteranno a risultati sorprendenti mai raggiunti prima.
04:47Una targa montata sulla scocca della sonda JUS incarna le speranze riposte nella missione.
04:54È dedicata all'astronomo italiano Galileo Galilei, che nel 1610 fu il primo a osservare
05:00Giove e le sue lune maggiori con un semplice telescopio.
05:18Grazie a tutti.
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